CRONACA

Storie di api I: l’anti-bum

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Solo taglie piccole, purtroppo

Fino al 6 maggio si tiene a Reggio Calabria il convegno dell’Unione internazionale per lo studio degli insetti sociali e c’è molta attesa per la presentazione dei risultati preliminari del – cito dalla rivista APOidea, vol. 6, 2009:

Progetto Apiboom

Il Mipaaf (ministero dell’agricoltura, per gli amici) ha finanziato un progetto di ricerca il cui scopo finale è la messa a punto di un dispositivo in grado di rilevare automaticamente la risposta delle api alla presenza dell’odore dell’esplosivo, da utilizzarsi in ambienti chiusi.

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Ricerche a cura di Cra-api, Dista dell’università di Bologna e  Caa, che sta per Centro agricoltura e ambiente  di Crevalcore.

La tecnica utilizzata sarà quella dell’apprendimento associativo dell’odore, con esposizioni della molecola odorosa indicatrice dell’esplosivo associata a una ricompensa zuccherina (miam), alternate a esposizioni a un odore diverso in presenza di acqua e sale: in quest’ultimo caso l’eventuale estensione della ligula è punita dal contatto con la soluzione salina (che sadici).

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Questo per arrivare al

dispositivo di rilevamento automatico delle risposte, che permetta all’operatore di rilevare la reazione dell’ape, con applicazione in  aeroporti, stazioni ferroviarie e dogane.

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In sintesi:  faranno tutto loro e le forze dell’ordine potranno andare in pensidedicarsi all’apicoltura.

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