SALUTE

Una malattia da riconoscere

L’endometriosi ha intaccato le ovaie, le tube, l’utero, l’intestino, i reni… ma al cuore non può arrivare… e chi soffre può amare meglio – Veronica Prampolini

LA VOCE DEL MASTER – Il 18 aprile, nell’ambito del festival Le voci dell’inchiesta di Pordenone, si è svolta la tavola rotonda dal titolo «Una sconosciuta silenziosa, identikit di una malattia sociale non riconosciuta: l’endometriosi». Una patologia complessa e altamente invalidante, di cui si sa ancora troppo poco. Tre milioni le donne malate in Italia. Una su otto.

Originata dalla presenza anomala dell’endometrio, il tessuto che riveste la parete interna dell’utero, in altri organi come ovaie, tube, peritoneo, vagina, intestino, l’endometriosi provoca sanguinamenti interni, infiammazioni croniche e tessuto cicatriziale, aderenze e infertilità. «È da cinque anni che ci battiamo per farla riconoscere come malattia sociale» ha detto Sonia Manente presidente dell’Associazione Endometriosi FVG, presente al festival assieme all’AIE Associazione Italiana Endometriosi e al Progetto Endometriosi Nordest, Associazione APE Onlus. Ma cosa significa convivere con questa malattia sconosciuta?

Silvia ci racconta la sua storia.

2 Commenti

  1. ….purtroppo conosco bene questa grave patologia chiamata endometriosi.

    Ne soffro da quando avevo 14 anni ed allora la ginecologa mi disse che ci sono donne che soffrono tanto per il ciclo e che non esistevano farmaci che potessero calmare i miei dolori lancinanti.

    Solo 12 anni dopo mi è stata diagnosticata l’endometriosi per una cisti ovarica di cm 8 nell’ovaio sinisto che, oltre ai dolori lancinanti, mi aveva creato una improvvisa peritonite per cui fui operata d’urgenza.

    Ho subito da allora altri 5 interventi chirurgici per cisti ovariche, polipi, raschiamenti, laparoscopie diagnostiche ed altro tutto a causa dell’endometirosi che mi ha danneggiato, ovaie, utero, intestino retto creandomi tra l’altro aderenze ed infertilità.

    Ho sempre lavorato tanto e non ho mai potuto permettermi il lusso di fare tante assenze e questo non mi ha di certo aiutato nella salute ma la vita è questa oggi: lavorare tanto per pochi soldi.

    Questa è la mia storia.

    In tutti questo devo dire che sono felicemente sposata anche se non abbiamo figli.

    Anna Stella

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