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Enti “inutili”: il parere di Marco Genovese

POLITICA – Ecco la dichiarazione di Marco Genovese, responsabile del programma di ottica quantistica all’Istituto Nazionale di Ricerca metrologica-INRIM di Torino.

Noi siamo in attesa di notizie: uno dei problemi è che il nostro istituto, né i dipendenti né la presidenza, è stato informato di questo decreto. Non solo la cosa è avvenuta senza alcuna consultazione dei ricercatori e della dirigenza INRIM, ma addirittura non siamo stati informati e l’abbiamo appreso dalla stampa.

Da quella che pensiamo essere solo una bozza di decreto — forse non è ancora stata trasmessa dal Consiglio dei Ministri alla Presidenza — emerge soltanto che il nostro istituto viene cancellato con un tratto di penna e inserito all’interno del CNR.

La questione può sembrare un fatto irrilevante: l’INRIM continuerà a esistere non come INRIM ma come istituto interno al CNR. Tuttavia, avendo già vissuto pochi anni fa un processo contrario, e quindi molto più semplice, ci rendiamo perfettamente conto che ogni riforma di un istituto ne paralizza l’attività per un lungo periodo. Per chi non si ricordasse, cinque anni fa un pezzetto del CNR si è staccato dal CNR e si è fuso con lo IEN Galileo Ferraris per formare questo nuovo istituto INRIM: oggi i problemi di questa trasformazione non sono ancora risolti.

Questa nuova riforma richiederà, naturalmente, una nuova amministrazione, un nuovo modo di gestire le cose ecc. Quello che al momento per noi è sicuro è che rischiamo una paralisi delle nostre attività, senza comprendere quali vantaggi possano venire, non dico alla ricerca, ma in generale al Governo in un’ottica di risparmio con una manovra di questo tipo.

Non si capisce quale sia il progetto, ammesso che esista, che ha ispirato il Governo e siamo tutti consapevoli che l’attività scientifica ne sarà danneggiata: quando una manovra più semplice ha ritardato e ha creato una serie di problemi amministrativi che non sono ancora pienamente risolti dopo cinque anni, l’intervento che si prevede con questa finanziaria, come d’altra parte i nostri colleghi dell’ex INFM (Istituto Nazionale di Fisica della Materia, inglobato nel CNR alcuni anni fa) possono confermare, può provocare il blocco di tutta la normale amministrazione dell’istituto.

Oltretutto questi decreti non specificano mai quali dotazioni avrà all’interno del CNR il nuovo istituto e che cosa succederà del personale. Questo è uno dei punti cruciali dato che le progressioni di carriera del personale dipendente sono bloccate da anni e, problema grave, abbiamo un gran numero di precari. Abbiamo predisposto un piano che, pur con le difficoltà economiche, prevedeva l’immissione di un certo numero di persone: che cosa succederà ora di tutto questo? È ben noto che ricerca in Italia è fatta, ormai, in gran parte grazie a personale precario. Se questo personale venisse a mancare sarebbe una vera e propria paralisi dell’istituto.

Al momento la cosa che preoccupa maggiormente è che non sappiamo granché. Addirittura lo stesso Ministero dell’Istruzione della Ricerca e dell’Università, a cui noi facciamo riferimento, ieri sera, interrogato al proposito, sosteneva di non sapere nulla e non sapeva dare spiegazioni di quanto stesse capitando. La decisione sembra quindi una scelta univoca del Ministero dell’Economia e della Finanza.

Questo capita, fra l’altro, in un periodo in cui è in atto un processo di riforma degli enti di ricerca. Neppure un mese fa il nostro Consiglio di Amministrazione è stato affiancato da un gruppo di cinque saggi nominati dal MIUR per riscrivere i regolamenti e la missione dell’istituto. Adesso questo processo, appena avviato, verrebbe interrotto senza che si capiscano i motivi e le finalità.

Il dubbio che emerge è che non ci sia nessuna finalità. Che questo governo non abbia una politica della ricerca, e come capita anche per l’università sia condizionato solo dalle politiche di bilancio. E che non riesca a impostare all’interno dei vincoli di bilancio una politica, non dico di sviluppo ma almeno di programmazione dell’attività.

Attendiamo di sapere qualcosa di più.

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La dichiarazione del presidente dell’INRIM

Il comunicato stampa INRIM_accorpamento_CNR_EM

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