mercoledì, Dicembre 19, 2018
CRONACA

Energia solare a base di sale fondente

In Sicilia la prima centrale solare (termica) in grado di funzionare anche durante la notte

NOTIZIE – Il Sole tramonta, finalmente un po’ di riposo. Sbagliato. Archimede, la centrale solare dell’Enel, inaugurata lo scorso 14 aprile a Siracusa, non si ferma nemmeno quando il Sole non c’è più. Si tratta infatti in una centrale che usa la tecnologia a “sali fusi” per dare continuità all’approvvigionamento energetico. Archimede produce ogni giorno circa 5 megawatt di energia  (un po’ pochino è vero, ma l’energia solare notoriamente non ha grandi rendimenti, anche se è ovvio che si spera di migliorare nel futuro). Si tratta al momento della prima al mondo (anche se sia in Spagna che negli Stati Uniti stanno per aprire impianti simili), tanto unica da aver attirato oggi anche l’attenzione di Scientific American.

I sali sono contenuti in sottili tubi che corrono lungo i lunghissimi specchi della centrale (30.000 metri quadrati di superficie riflettente per 5.400 metri di tubi resistenti alle alte temperature) e servono a conservare il calore  lavorando a temperature fino a 550°C, catturando così più energia dal Sole di quanto facciano tecnologie più convenzionali (e vengono anche usati per creare vapore che fa lavorare turbine di impianti convenzionali, suggerendo l’ipotesi che in futuro possano sostituire i combustibili fossili nelle centrali elettriche).

Un altro vantaggio dei sali è che nel caso di perdita, a differenza delle sostanze usate in altri tipi di impianto (in generale olii) non provocherebbero danno ambientale, anzi trattandosi di nitrati di potassio e sodio, finirebbero per fertilizzare il terreno.

Una delle difficoltà di questa tecnologia sta nel fatto che il punto di solidificazione di questi sali è a ben 220°C e richiedono perciò molta energia per lavorare (e per questo ahimè, per il momento l’Enel da un “aiutino” all’energia solare con i combustibili fossili).

Federica Sgorbissa
Federica Sgorbissa è laureata in Psicologia con un dottorato in percezione visiva ottenuto all'Università di Trieste. Dopo l'università, ha ottenuto il Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste. Da qui varie esperienze lavorative, fra le quali addetta all'ufficio comunicazione del science centre Immaginario Scientifico di Trieste e oggi nell'area comunicazione di SISSA Medialab. Come giornalista free lance collabora con alcune testate come Le Scienze e Mente & Cervello.

1 Commento

  1. (e per questo ahimè, per il momento l’Enel da un “aiutino” all’energia solare con i combustibili fossili).

    Sarebbe opportuno chiamare le cose con il loro nome. Con un fattore d’uso di circa il 25% i progetti termodinamici richiederebbero il rimanente 75% fornito dal gas per operare in continuita’ e per motivi tecnici di gaps di temperature e trasferimenti del calore con un’efficienza inferiore a quella che si otterrebbe usando quello stesso gas in una centrale a turbogas. Risultato: Il termodinamico non farebbe risparmiare neanche un solo metro cubo di gas ed e’ un totale spreco di denaro pubblico

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