SALUTE

Individuati nuovi meccanismi di autoprotezione dai tumori

Udine – un “cervello” italiano dall’estero torna in Italia per guidare un gruppo di ricerca e in tre anni raggiunge la prima meta importante nello studio della cura contro il cancro. I dati sono pubblicati sulla rivista americana Cancer Research

SALUTE – Si stima che il corpo umano di un giovane maschio di circa 70 chili sia composto approssimativamente da 100 mila miliardi di cellule. Ognuna di queste produce delle minuscole molecole microRNA.

Proprio da queste piccole molecole è partito il gruppo di ricercatori dell’Università di Udine guidato da Roberta Benetti, che ha fatto un decisivo balzo in avanti nella lotta contro il cancro.

Nello specifico, la ricerca ha per la prima volta dimostrato che una delle microRNA, precisamente la miR-335, è direttamente responsabile nel controllo della generazione e delle funzioni dell’oncosoppressore Rb, gene coinvolto nella protezione dello sviluppo dei tumori. Pare, cioè, che questo 335 sia in grado di bloccare l’espressione  dell’oncosopressore Rb e controllare allo stesso tempo anche l’oncosoppressore p53 bilanciando così il delicato equilibrio di protezione contro lo sviluppo tumorale. La miR-335, dunque, blocca l’Rb ed attiva la funzione di p53 che a sua volta ha il compito di bloccare la proliferazione cellulare, intaccando in questo modo in maniera indiretta gli effetti di due fondamentali proteine note per essere deregolate nella genesi dei tumori.

“Ci abbiamo messo circa tre anni – spiega la dottoressa Benetti – per arrivare a questo risultato. Proprio da quando, cioè, sono rientrata in Italia per unirmi al laboratorio dell’Università di Udine, dove abbiamo lavorato insieme a Michele Scarola e Stefan Schoeftner, esperto ricercatore austriaco che ha scelto l’esperienza di ricerca in Italia unendosi al gruppo udinese, e siamo stati supportati da Claudio Schneider, ordinario di Biologia all’Università di Udine. La nostra è una vera squadra affiatata, che mi ha permesso di riuscire ad ottenere una pubblicazione sulla famosa rivista di settore”. La Benetti, infatti, è uno dei cosiddetti “cervelli in fuga”, che ha lavorato all’estero , dopo la laurea e il dottorato alla Sissa,  presso il Centro di ricerca nazionale sul cancro di Madrid, guidato da Maria Blasco. Lì si è dedicata allo studio dei telomeri (la parte terminale dei cromosomi) ed ha appreso un nuovo ramo: quello dell’epigenetica, esperienza che ha portato nei laboratori dell’ateneo udinese al suo rientro. Nel 2007 infatti la trentasettenne monfalconese ha vinto il concorso per ricercatore ed ha potuto rientrare in Italia. Così è iniziata una storia a lieto fine, quella che ha permesso di individuare questi nuovi meccanismi di autoprotezione dai tumori e che si spera potrà dirci in un prossimo futuro come utilizzare queste molecole nelle terapie contro il tumore. Ma, avverte la ricercatrice, attenzione a dire che questa ricerca può sostituire la chemioterapia. Primo: si tratta di una ricerca di base. Secondo: anche quando si trasformasse in pratica, comunque potrebbe costituire un supporto alle cure chemioterapiche, ma non una sostituzione.

Prossimo passo? “Sicuramente approfondire lo studio di questo micro-RNA – conclude Roberta Benetti – per osservare il suo ruolo nelle cellule staminali, che si sono dimostrate così fondamentali nelle ricerche che riguardano lo sviluppo dei tumori”.

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