mercoledì, Dicembre 19, 2018

Lavarsi meno?

Dagli anni Ottanta, numerose ricerche attribuiscono l’aumento delle allergie a un eccesso di igiene in giovane e giovanissima età. Da quanto riportano ANSA, Corriere della sera, Repubblica e altri mezzi d’informazione, lo confermerebbe l’articolo dell’epidemiologa Allison Aiello e del suo gruppo uscito su Environmental Health Perspectives.

Sentito il giornale radio delle 7.30, la custode stava per sostituire l’insaponatura mattutina con il passaggio di un panno umido. Dopotutto i francesi hanno fama di lavarsi poco, la scelta nazionale potrebbe esser saggia anche se lei, personalmente, non la condivide. Comunque moltissimi prodotti per l’igiene personale contengono triclosan, un battericida che fa parte degli “interferenti endocrini” nel senso che interferiscono con i recettori degli ormoni steroidei e quindi con lo sviluppo degli organi sessuali, in particolare maschili. Non stupirebbe se interferissero anche con il sistema immunitario, ma l’articolo di Allison Aiello et al. non è così categorico, infatti si conclude con il refrain “servono ulteriori ricerche”.

In un campione di americani che soffrono di allergia respiratoria e/o raffreddore da fieno, le autrici hanno trovato che quando nelle urine le concentrazioni di triclosan aumentano, gli anticorpi per il citomegalovirus calano. Succede la stessa cosa quando aumenta la concentrazione di bisfenolo A, un altro interferente endocrino usato nelle confezioni di plastica, ma dopo i 18 anni nei pazienti affetti da allergie la produzione di anticorpi era normale. Potrebbe essere che i giovani sono più suscettibili al bisfenolo A, appena vietato dall’Unione Europea nei biberon, oppure che i meno giovani sono stati esposti ai suoi effetti per meno tempo. Infine sotto i 18 anni, un tasso elevato di triclosan era correlato a una maggiore probabilità di allergia.

Non si possono fare deduzioni certe, per esempio il citomegalovirus potrebbe essere un co-fattore di allergia. E una correlazione non è una causa:  è possibile che i giovani pazienti avessero problemi immunitari da prima o che, dopo una diagnosi di allergia, si lavino di più.  La custode intanto ha adottato il consiglio dato dalla prof. Aiello tre anni fa e usa saponi normali. Da un lato, non sterminano i batteri buoni ai quali è affezionata; dall’altro costano meno e puliscono altrettanto di quelli battericidi.

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