CULTURA

Mysteri

Vale la pena di investigare su quei fenomeni che ci sono presentati come paranormali? Non basterebbe liquidare qualunque storia di alieni, miracoli, guaritori, astrologi con un sarcastico <<Roba da Voyager…>>? Per i tre autori del libro Sulla scena del mistero (Sironi, 2010) la risposta è no (o almeno non sempre).

Nel 1996 Carl Sagan descriveva nel suo Il Mondo infestato dai Demoni (Baldini e Castoldi, 1997) l’Armamentario per l’identificazione degli inganni (Baloney detection kit). Si tratta di una serie di semplici e maneggevoli regole che permettono di accostarci con spirito critico a tutti quei fenomeni che sembrano mettere in crisi le nostre più solide conoscenze sul mondo naturale.

I tre autori di Sulla scena del mistero, Stefano Bagnasco (fisico, INFN), Andrea Ferrero (ingegnere, Thales Alenia Space) e Beatrice Mautino (biotecnologa e divagatrice scientifica), soci del CICAP, ampliano l’idea di Sagan e ne fanno un vera e propria guida. Una “cassetta degli attrezzi”, come la chiamano loro, da cui prelevare all’occorrenza un po’ di fondamenti di epistemologia, qualche basilare nozione su come funzionano le pubblicazioni scientifiche, ma anche accorgimenti più concreti come portarsi da casa una torcia in certe situazioni, visto che non possiamo fare come Indiana Jones e staccare un braccio a una mummia per improvvisare una fiaccola.

Oltre a insegnare l’antica (e troppo spesso dimenticata) arte del controllo rigoroso delle fonti, capace in prima battuta di evitarci perdite di tempo e massimizzata nell’Imperativo categorico di Hyman:

Non cercare di spiegare qualcosa finché non sei sicuro che questo qualcosa esista

la guida spiega appunto come, una volta accertato il mystero (neologismo forgiato in onore del detective bonelliano Martin Mystère) ci si debba comportare all’atto pratico. Testare un’ipotesi nel campo dell’indagine sul paranormale, potrebbe voler dire uscire una notte e creare un cerchio nel grano, allestire un esperimento in doppio cieco, o anche spostarsi in laboratorio e cercare di “replicare” il Sangue di San Gennaro.

Ma perché farlo?

Perché i mysteri, anche quando sono risolti senza ricorrere al soprannaturale (e finora è sempre accaduto), ci insegnano ogni volta qualcosa. Ad esempio l’Astrologia, a differenza di quanto afferma, non ci dice nulla in termini di leggi naturali, ma ci spiega molto per quanto riguarda la psicologia umana,  rivelando i processi con cui tutti noi (scienziati compresi) possiamo ingannarci ed essere ingannati. Una cosa di cui occorre sempre tenere conto.

Può anche essere interessante (e divertente) scoprire la verità dietro ai celeberrimi Teschi di Cristallo e altri OOPArts, che pure sono riusciti nella non facile impresa di rovinare l’ultimo capitolo della saga cinematografica dell’archeologo sopra ricordato, cosa certo non facile da perdonare.

Meno divertente è invece constatare le ricadute in termini di vite umane che si hanno quando varie teorie cospirative, come quella che non riconosce il rapporto causa-effetto tra il virus dell’HIV e l’AIDS, si guadagnano contro ogni evidenza l’appoggio di ampie fette di popolazione.

Anche qui bisognerebbe usare la cassetta degli attrezzi e diffidare di una “credibilità socialmente costruita”, e in generale dovremmo ricordarci di correggere l’aforisma di Frank Zappa (che su Facebook e su altri canali è però attribuito, stranamente, al jolly delle citazioni Albert Einstein):

La mente è come un paracadute, funziona solo se si apre.

con quello attribuito, fra gli altri, a Richard Dawkins:

Bisogna avere la mente aperta, ma non tanto che il cervello caschi per terra.

Infine, da segnalare il ringraziamento che gli autori fanno al vicedirettore di Rai 2

senza il quale, questo libro sarebbe stato più corto.

C’è da crederci, sulla parola.

Stefano Dalla Casa
Giornalista e comunicatore scientifico, mi sono formato all’Università di Bologna e alla Sissa di Trieste. Scrivo abitualmente sull’Aula di Scienze Zanichelli, Wired.it, OggiScienza e collaboro con Pikaia, il portale italiano dell’evoluzione. Ho scritto col pilota di rover marziani Paolo Bellutta il libro di divulgazione "Autisti marziani" (Zanichelli, 2014). Su twitter sono @Radioprozac

7 Commenti

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