mercoledì, Dicembre 19, 2018
CRONACA

Brevi e di poco contenuto

NOTIZIE – Fino ad oggi l’ipotesi più accreditata era che la lunghezza delle parole in una lingua dipendesse dalla frequenza d’uso: più una parola è comunemente utilizzata più breve essa è (legge di Zipf – in onore di George Kingsley Zipf, linguista della Harvard Università che l’ha enunciata nel 1953). Un nuovo lavoro a breve pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences (Piantadosi, S. T., Tily, H. & Gibson, E. Proc. Natl Acad. Sci. USA doi:10.1073/pnas.1012551108, 2011) propone un’ipotesi alternativa: la lunghezza delle parole è correlata alla quantità di informazione che la parola veicola.

Steven Piantadosi, e colleghi al Massachusetts Institute of Technology (MIT) hanno messo alla prova l’ipotesi di Zipf, monitorando l’uso delle parole in 11 lingue europee. Gli scienziati hanno analizzato testi in forma digitale, e stimato la probabilità di una data parola di apparire dopo un’altra specifica parola (o una specifica sequenza di parole). L’assunzione di Piantadosi era che più una parola è prevedibile (dopo un’altra) meno informazione questa parola è in grado di offrire. Secondo la teoria dell’informazione il contenuto informativo è proporzionale al logaritmo negativo della probabilità che una parola venga usata.

Piantadosi ha osservato che la lunghezza delle parole correlava direttamente con il contenuto informativo. Se l’osservazione dello scienziato fosse vera significherebbe che la trasmissione dell’informazione attraverso il linguaggio è altamente efficiente (facilitando così anche il compito di comprensione, sia scritta che orale). In pratica secondo l’autore, le parole brevi sarebbero sparse nel mezzo del discorso per alleggerire la densità informativa (e facendo in modo che le informazioni importanti vengano recapitate al ricevente a un ritmo stabile).

Le osservazioni di Piantadosi se confermate invaliderebbero dunque l’ipotesi di Zipf.

Federica Sgorbissa
Federica Sgorbissa è laureata in Psicologia con un dottorato in percezione visiva ottenuto all'Università di Trieste. Dopo l'università, ha ottenuto il Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste. Da qui varie esperienze lavorative, fra le quali addetta all'ufficio comunicazione del science centre Immaginario Scientifico di Trieste e oggi nell'area comunicazione di SISSA Medialab. Come giornalista free lance collabora con alcune testate come Le Scienze e Mente & Cervello.

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