CRONACA

Lucy camminava come noi

Dall’analisi di un reperto recentemente scoperto in Etiopia si deduce che i nostri antenati Australopithecus afarensis avessero già sviluppato i piedi ad arco che permettono una disinvolta andatura eretta.

Lucy è sicuramente il fossile più famoso: è il più completo scheletro di antenato di essere umano che sia mai stato trovato. Purtroppo le mancano i piedi, e per anni i paleontologi hanno discusso se gli Australopithecus afarensis camminassero come le scimmie o si muovessero invece come gli umani di oggi: la transizione da una vita parzialmente appesa agli alberi a una vita completamente terrestre è infatti una pietra miliare dell’evoluzione umana.

L’indizio chiave è l’arco del piede che conferisce all’andatura una leva propulsiva e permette di assorbire i contraccolpi mentre si cammina.

Ma a Lucy mancano i piedi… Recentemente ad Hadar in Etiopia, uno dei siti più ricchi di reperti umani, è stato trovato il fossile completo del quarto osso del metatarso di un Australopithecus afarensis. Il metatarso è quell’insieme di ossa del piede formato da cinque ossa lunghe e sottili disposte parallelamente, analogo a quello della mano.

Dall’analisi di questo osso è stato scoperto che Lucy non aveva i piedi piatti: il metatarso è piegato in modo che quando un’estremità del piede appoggiava per terra l’altra era sollevata di circa 8° rispetto al resto del piede. Di conseguenza Lucy poteva usare il piede come una leva, alzando il tallone e spingendo con la parte anteriore sul terreno, proprio come facciamo noi ora, e poteva così camminare per lunghe distanze senza difficoltà, cosa che invece non sarebbe possibile con un piede piatto.

La ricerca è stata pubblicata oggi su Science, e domani è l’anniversario della nascita di Charles Darwin: anche questo un modo per festeggiare il Darwin Day.

2 Commenti

  1. Ma perchè continuano a definire “antenata dell’uomo moderno” una scimmia? Lo scheletro ritrovato da Johansonn nel ’77 era incompleto: mancava sia parte del cranio che i piedi, è vero. Ma nel ’98 Ron Clarke, archeologo, ne trovò uno intero a Sterkfontein, in Sud Africa. L’esemplare, vecchio di 3.700.000 anni, come le impronte di Laetoli, era in perfetto stato di conservazione e integro. Unico problema, dalla ricostruzione che se ne fece, i piedi (come tutto il resto d’altronde) erano di chiara conformazione scimmiesca. Il lavoro di Thompson e Cremo, riassunto nel libro “Forbitten Archeology” (archeologia proibita), porta alla luce le prove autentiche dell’impossibilità di Johansonn di sostenere nei fatti, la postura eretta di Lucy, una scimmia arcaica, nulla più. Ma quante teorie accreditate come quella di Oxman-Zukerman, Wood, Lee,Steen-McIntyre, Leakey (le impronte di Laetoli), occorreranno per smontare finalmente questo muro di ostruzionismo che l’archeologia ufficiale ostenta? Darwin è morto, e le sue teorie non si sentono tanto bene…

  2. Darwin é morto é vero…..speriamo che se ne accorgano a scuola….ma quando mai? Dovrebbero rimettere in discussione tutto una concezione relativista della vita….non lo faranno mai….ma possiamo occuparci di avvisare gli “intellettualmente onesti”.

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