AMBIENTE

Il meteo non è più quello di una volta

Alluvioni nelle Marche. Nubifragi al Sud. Bora a Trieste. Gelo e neve bassa quota. Da giorni il maltempo imperversa da un capo all’altro dell’Italia. “La situazione migliorerà nel week-end, ma alla fine della prossima settimana ci aspettiamo un’altra ondata di precipitazioni, anche se le temperature tenderanno a salire”, prevede Giampiero Maracchi, direttore dell’Istituto di biometeorologia del CNR. Che sta succedendo? È normale che piova così tanto o forse la natura si sta in qualche modo ribellando?

“Non ci sono più dubbi che il riscaldamento globale del pianeta sia il responsabile dell’aumento nella frequenza e nell’intensità delle piogge e in generale di tutti gli eventi estremi, quali eccezionali ondate di calore o di freddo, sia d’estate che d’inverno”, afferma Maracchi. Basta ripercorrere le cronache degli ultimi mesi per rendersi conto che c’è qualcosa di anomalo nel tempo che fa.

Prima Messina, poi il Veneto, quindi la Liguria e ora le Marche. Ovunque lo stesso scenario di acqua, fango e devastazione. Case allagate, auto travolte dai fiumi in piena, terreni agricoli devastati, industrie in ginocchio. Famiglie rovinate, vite spezzate. All’estero la situazione è stata anche più drammatica: a dicembre piogge torrenziali hanno messo in ginocchio l’Australia mentre quest’estate le alluvioni hanno sommerso un quinto del Pakistan e colpito oltre 20 milioni di persone. Da tempo si sospetta un collegamento tra simili fenomeni meteorologici e i cambiamenti climatici. Dalla settimana scorsa questo legame non è più un’ipotesi di qualche eco-catastrofista, ma un dato fatto. Uno studio, dall’esplicito titolo “Il contributo umano alle precipitazioni estreme più frequenti” pubblicato sulla rivista Nature ha certificato che il riscaldamento climatico è il responsabile dei grandi diluvi, aumentati di 3,5 volte dal 1990 a oggi.

“In Italia assistiamo a un aumento di fenomeni di crescente intensità dall’inizio degli anni Novanta”, conferma Maracchi, che è anche professore di meteorologia e climatologia all’Università di Firenze. “Prima di allora, consideravamo pesante una pioggia da 40-60 millimetri al giorno. Oggi arriviamo anche a 200-250, come è avvenuto in questi giorni in varie regioni d’Italia. È diventata la norma, succede tutti gli anni mentre prima capitava un’alluvione una volta ogni 10-15. Gli effetti meteorologici del cambiamento climatico costano al nostro paese 4 miliardi di euro di danni all’anno”.

“Il problema – prosegue l’esperto – è che l’emissione di gas a effetto serra ha modificato la circolazione atmosferica e innalzato la temperatura degli oceani. Riscaldamento globale significa una maggior quantità di energia nell’atmosfera, il che si traduce in scariche più forti”. Gli esperti lo dicono da tempo, anche se mai prima d’oggi erano usciti così allo scoperto. “È dalla prima conferenza internazionale organizzata dalla World Meteorological Organization a Ginevra nel 1980, che ripetiamo ‘Attenzione, se non si cambia andazzo, tra un po’ ne vedremo delle belle”.

La profezia s’è avverata. E tornare indietro ora è difficile. “I cambiamenti climatici in atto non sono reversibili, a meno di non cambiare complessivamente il sistema economico per riportare l’atmosfera nelle condizioni in cui era prima”, dice Maracchi. Se l’unica soluzione lungimirante sembra essere adottare misure concrete di mitigazione dei cambiamenti climatici, nell’immediato si potrebbero almeno mettere in atto misure di prevenzione per arginare i danni dalle alluvioni. Come ricorda il WWF, “le intense piogge di questi giorni non bastano a giustificare il continuo stato di calamità naturale in cui si trova il nostro territorio. La causa principale del diffuso dissesto idrogeologico è, infatti,  la quotidiana malagestione dei fiumi e dei versanti”. Le piogge forse non le possiamo più fermare. Ma almeno potremmo evitare di vederci franare la terra (con le case, le strade e gli edifici pubblici) sotto i piedi.

11 Commenti

  1. L’aumento delle piogge non è riconducibile al Riscaldamento Antropico in alcun modo,il fenomeno è tranquillamente spiegabile con il Minimo Solare che si prolunga da ormai 4 anni e la Nina particolarmente intensa.
    Il fenomeno si può tranquillamente spiegare scientificamente.

    1. @Alex.
      Mi piacerebbe leggere qualche studio peer-reviewed a sostegno della tua tesi, visto che parli di ‘scienza’.

    2. @ Alex.

      P.S. E comunque il tuo commento non è pertinente, perché lo studio di Nature si riferisce al periodo 1951-1999.

  2. Lo è eccome,e dato che abbiamo parlato di 1951-1999,vale a dire prima del Minimo Solare,non si possono fare correlazioni con le alluvioni di tale periodo come quelle in Pakistan Australia ecc. di questi ultimi 4 anni.
    Il sunto è questo.
    Durante un periodo di intensa attività solare il campo magnetico della nostra stella è intenso e quindi quest’ultimo ha la proprietà di deviare i raggi cosmici verso lo spazio esterno.
    Ma durante le fasi di Minimo o indebolimento del campo magnetico solare,che ai giorni d’oggi è tra i più bassi,i raggi cosmici,altamente energetici, ionizzano l’atmosfera, favorendo in tal modo la formazione di nubi nella bassa atmosfera.
    A loro volta, le nubi basse raffreddano la Terra.
    Maggior copertura nuvolosa equivale ad un maggior numero di precipitazioni,uniamo questo fenomeno alla nina attualmente in atto e questo aumento di precipitazioni nevose e piovose,ed alluvione trova corrispondenza.
    http://www.eurekalert.org/pub_releases/2009-08/haog-sfi082709.php
    http://www.solarstorms.org/CloudCover.html
    Esiste anche una corrispondenza tra l’inizio dell’ultima Piccola Era Glaciale e l’attuale aumento delle piogge.
    http://daltonsminima.altervista.org/?p=12616

  3. @Alex
    Mi aiuti a capire. Quando l’attività solare è al minimo, il vapore acqueo aumenta perché fa più caldo? O perché fa più freddo?
    Perché non si possono fare correlazioni tra le alluvioni di un periodo e di un altro per vedere quali sono i fattori uguali e diversi?
    Crede che piove ovunque si formi una copertura nuvolosa perché non ha letto la ricerca citata da Eurekalert?
    Da quanti anni è smentita la tesi di daltonsminima e Armargh sui raggi cosmici?

  4. Il sito che mi hai citato è un punto interrogativo se i raggi cosmici causino il riscaldamento globale,oltre ad un aumento della temperatura globale,sebbene non creda nella teoria antropogenica del riscaldamento globale lo trovo interessante e finirò di leggerlo.
    Il vapore aumenta sia a causa dell’aumento del metano sia a causa dell’evaporazione degli oceani.
    Non è stato ancora approffondito il modo in cui si generano questi fenomeni,ma l’evidenza c’è con l’incremento delle precipitazioni durante i minimi undecennali e che questo.
    Non conosco eurekalert e finora una teoria di basa su osservazioni e sperimentazioni,la teoria dei raggi cosmici che quando aumentano durante i minimi solari è stata smentita?
    Finora le osservazioni e i dati confermano l’aumento di piogge e alluvioni man mano che la Nasa aggiorna il ribasso del campo magnetico solare-

    1. Il punto interrogativo è formale, la conclusione è ben chiara:

      “In summary, studies have shown that GCRs exert a minor influence over low-level cloud cover, solar magnetic field has not increased in recent decades, nor has GCR flux on Earth decreased. In fact, if GCRs did have a significant impact on global temperatures, they would have had a cooling effect over the past 20 years.”

  5. “In sintesi, gli studi hanno dimostrato che GCRs esercitare un’influenza minore copertura nuvolosa nel corso di basso livello, campo magnetico solare non è aumentata negli ultimi decenni, né ha flusso GCR sulla Terra è diminuito. Infatti, se GCRs ha avuto un impatto significativo sulle temperature globali, avrebbero avuto un effetto di raffreddamento nel corso degli ultimi 20 anni “.

    IL campo magnetico solare in realtà era aumentato fino al 2003,poi ha cominciato a diminuire.
    Appena mi posso cito gli studi che lo confermano.
    Inoltre la parte finale contiene un errore grossolano.

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