I conti della vostra serva

Il 28 febbraio sul Corriere della Sera, il prof. Umberto Veronesi  scriveva che “centinaia di centrali nucleari” sono in costruzione nel mondo e il 3 marzo alla Stampa diceva: “Tutti i Paesi puntano sul nucleare. La Cina ha previsto 120 centrali, l’India 60, la Francia ne ha 62, il programma svizzero ne contempla 8 per 8milioni di abitanti. Capisce?”

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IL PARCO DELLE BUFALE – La custode non capisce. All’Associazione mondiale delle industrie nucleari che tiene i conti aggiornati, al posto di “centinaia” c’è scritto 62, di cui 27 in Cina e 5 in India, che la Francia ha 58 centrali e la Svizzera ne contempla 5. Forse la difficoltà del prof. Veronesi si spiega con questa notizia del 2 marzo:

Il decreto che istituisce l’Agenzia per la Sicurezza Nucleare è stato firmato dal presidente della Repubblica, ma il lavoro è ancora fermo. Lo ha detto oggi a Roma il presidente dell’Agenzia, Umberto Veronesi…“l’Agenzia non ha ancora una sede, né un regolamento, né un direttore generale. Noi siamo cinque persone…  e succede che dobbiamo trovarci a discutere attorno al tavolo di un bar.

In un bar è difficile vedere che negli Stati Uniti si costruisce una centrale sola invece della “rinascita nucleare” che fa così bene alla salute, all’ambiente e all’economia di libero mercato. Chissà come mai, s’è chiesta la custode e proprio il 3 marzo, ma guarda che combinazione, le rispondeva un sondaggio del Wall Street Journal. La maggioranza degli americani è d’accordo per tagliare le sovvenzioni al chilowattora da nucleare perché costa troppo allo Stato. Proprio come dicono gli esperti, ma non i proff. Umberto Veronesi dell’ASN, Franco Battaglia del Giornale e Carlo Stagnaro dell’Istituto Bruno Leoni per il “libero mercato”.

Lo Stato italiano dove prenderà i soldi? s’è chiesta la custode mentre nasconde il salvadanaio nel… sotto… dentro…

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Mini bibliografia

Union of Concerned Scientists-USA, Nuclear Power: still not viable without subsidies, 2011

Nicola Misani, “Il nucleare mette le mani in tasca ai contribuenti” e link a due articoli di Nature, 2010

Robin Grimes e William Nuttall, “Generating the option of a nuclear renaissance“, Science 2010

Craig Severance, Business risks and costs of new nuclear power, 2009.

MIT Study, The future of nuclear power, 2009

A richiesta, altre analisi finanziarie dalla collezione che la custode tiene nel…

8 Commenti

  1. L’aspetto incredibile del sostegno al nucleare è che non solo non ci si cura del pericolo sanitario e ambientale, ma neppure le analisi economiche servono a far star zitti certi personaggi.
    Solo il conflitto di interesse può giustificare un simile atteggiamento… purtroppo da noi è la norma

  2. Le aporie delle scelte nucleari sono oramai così evidenti che anche C. Testa nel Forum Nucleare Italiano fa tutto “sommessamente” (v.:http://www.forumnucleare.it/index.php/interventi/il-nucleare-nel-mix-delle-fonti-energetiche-risposta-a-pippo-ranci), la disinformazione nuclearista batte tutti i fronti a volte con risultati comici come C. Stagnaro, che pubblica un paper (v.:http://www.slideshare.net/forumnucleare/ibl-bp-95nucleare) dal titolo “i veri costi del nucleare” per spiegare che detti costi non sono calcolabili a priori, forse la scelta nucleare ha un fondamento religioso, non so perchè, ma ci credo?
    Non ho buona memoria, quindi forse questi articoli sono già stati commentati dall’anatide sapiente.

  3. Quello invece che sconcerta me è che nessuno dei sostenitori delle energie alternative scriva mai che allo stato attuale della tecnologia, per ogni watt in rete con le alternative serve un watt “di backup” con centrali tradizionali. In Germania, per la rete “eolica” hanno utilizzato le centrali a carbone come “rete di backup”.

    Né si scrive mai chiaramente che sostituire il petrolio con le attuali tecnologie rinnovabili è semplicemente impossibile.
    Alla fine chi è più “parziale”? 🙂

    1. La discussione sui costi non è secondaria, ho frequentato forum nuclearisti cercando analisi di centrali dalla progettazione alla dismissione e non sono riuscito a trovarne, inoltre, in buona parte delle analisi (parziali) sui costi, viene dato per ininfluente il costo del combustibile nucleare, dando evidentemente per scontato di poter lasciare dei deserti contaminati alla fine dell’estrazione (v. Niger ad es.) come se i costi sopportati, e sopportandi, dalle popolazioni locali non ricadessero comunque nel bilancio complessivo. Inoltre gli esempi di siti di stoccaggio considerabili come “definitivi” fino ad oggi mi sembrano carenti.
      Il problema dei costi, dicevo, non è secondario perché, a mio parere, potrebbe rendere competitive le energie rinnovabili proprio con un (costoso) potenziamento sostanziale delle reti di distribuzione a lungo raggio, visto che il problema principale di queste energie è proprio la loro aleatorietà locale nel tempo.

  4. @B. d’Aleppo
    Ed è solo il rodaggio, chissà con quali effetti speciali ci stupiranno durante la campagna referendaria!

    @E.V.K.
    Questo è il parco delle bufale, nel non detto non saprei come scovarle.

    “Alla fine chi è più parziale?”
    Cito solo fonti pro-nucleare e rimando a sei analisi di cui soltanto una ritiene le centrali nucleari superflue. Secondo lei dovevo censurarla?

  5. Assolutamente no, ci mancherebbe 🙂
    Apprezzo molto il suo lavoro, non per nulla passo qui tutti i giorni.

    È che vorrei vedere finalmente una discussione approfondita, oggettiva e dati alla mano su questo argomento così importante, senza tentativi né da una parte né dall’altra di screditare l’avversario.

    Sarà d’accordo con me che in Italia ciò sia quasi impossibile…

  6. @E.V.K.
    Meno male, temevo che il mio sforzo di parzialità non venisse ammirato!
    Sono d’accordo, il problema è avere interlocutori che non siano già screditati.

  7. Infatti, sono proprio le sparate, da una parte e dall’altra, che rendono impossibile un confronto serio. Io sospetto che alla base del problema comunicativo ci siano dei cinici calcoli: visto che in Italia la preparazione scientifica è scarsa, per attirare da una parte più interlocutori possibile, meglio spararle grosse che dare noiosi dati oggettivi che dimostrino la noiosa complessità dell’argomento! 🙂

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