CRONACA

Sorprese nelle profondità dei ghiacci antartici

In Antartide, la quantità di ghiaccio che si forma da sotto, e non per compressione degli strati di neve, è molto superiore a quanto calcolato finora e avrà un impatto sui modelli che ricostruiscono il clima del passato.

NOTIZIE – La maggior parte del ghiaccio del mondo di trova in Antartide o nella calotta intorno al Polo Nord. In Antartide, la maggior parte del ghiaccio si è formata per compressione degli strati di neve che precipitano sulla superficie del continente. Solo una parte molto piccola — si pensava — è composta di ghiaccio che si forma a partire dal congelamento di acque profonde, cioè ghiaccio che viene da sotto e non da sopra.

Da un’ampia ricognizione realizzata nell’Anno internazionale del Polo (2007-2009) nella zona della regione delle montagne Gamburtsev, un gruppo di ricercatori internazionale ha invece scoperto che la porzione di ghiaccio basale è spessa centinaia di metri, invece dei 10-15 metri che si ipotizzva precedentemente. In termini di volume, cambia tutto: se lo spessore medio fosse di 10-100 metri, il volume sarebbe tra i 100.000 e 1.000.000 di chilometri cubi, invece dei 10.000 chilometri cubi stimati finora.

È una scoperta inaspettata, perché, secondo i modelli geologici, le acque subglaciali scorrono seguendo la pendenza del terreno e dovrebbero quindi fluire nell’oceano. Affinché le acque subglaciali si congelino la temperatura del terreno deve essere inferiore a quella di congelamento dell’acqua. È successo probabilmente che il sistema idrologico subglaciale deve avere funzionato in modo che dalle zone di scioglimento del ghiaccio l’acqua è fluita verso le zone di congelamento. E questo processo deve essere stato attivo per migliaia e migliaia di anni.

Il ghiaccio che si forma da sotto è più soffice del ghiaccio che si produce dalle precipitazioni e questo significa che si sposta più facilmente e che ha un diverso contenuto di gas e altri residui, anche organici. È da questi residui che gli scienziati cercano di ottenere informazioni sul clima della Terra nel passato, assumendo che più si perfora in profondità più si va indietro nel tempo. I dati contenuti nel ghiaccio alla base della calotta antartica dovrebbero essere quelli che ci parlano del passato più remoto. Ma se questo ghiaccio ha una storia diversa da quella che si è ipotizzato finora, è necessario tenerne conto per poter ottenere dei dati affidabili.

Questa scoperta è un invito ai geologi e ai climatologi a immaginare dei modelli più realistici che ci permetteranno di capire meglio la storia del nostro pianeta, tenendo conto di questa incredibile massa di ghiaccio di cui non si sapeva quasi nulla.

La ricerca è stata pubblicata su Science.

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