CRONACA

Zanzare anti malaria

NOTIZIE – Creare in laboratorio zanzare resistenti al plasmodio della malaria, per combattere la diffusione di questa malattia. Ne abbiamo già parlato su OggiScienza tempo fa, ma il grosso problema è fare in modo che queste zanzare “anti malaria” riescano a riprodursi e sostituirsi agli esemplari patogenici.

Una nuova ricerca pubblicata su Nature apre nuove prospettive in questo campo.

Rilasciare nell’ambiente i nuovi esemplari non garantisce di sconfiggere la malaria, se così fosse oggi il plasmodio si troverebbe conservato in qualche deposito di materiale biologico, come accade per il virus del vaiolo. Le zanzare ingegnerizzate devono avere un qualche vantaggio selettivo per sperare di soppiantare quelle endogene. Ora, gli scienziati hanno sviluppato un nuovo trucco genetico che potrebbe aiutare le zanzare resistenti alle malattie a diffondersi a macchia d’olio.

Il nuovo studio, condotto dall’italiano Andrea Crisanti e Austin Burt dell’Imperial College di Londra e dell’Università di Washington, è stato fatto in Anopheles gambiae, la specie di zanzara che è di gran lunga il più importante vettore della malaria. Gli scienziati hanno usato il gene di un enzima in grado di tagliare il DNA (homing-endonucleasi HEG), un gene egoista trovato in funghi, piante e batteri che ha la capacità di creare una seconda copia di se stesso in individui che ne hanno una sola. Ciò garantisce che tutti i discendenti abbiamo una copia del gene. Come spiega il genetista Jason Rasgon, “questo è uno dei modi più veloci con i geni possono diffondersi in natura”.

Per dimostrare l’efficacia del sistema, in laboratorio sono state create delle zanzare fluorescenti, grazie al gene della green fluorescent protein (GFP). Nelle stesse gabbie sono state poi inserite zanzare modificate in modo da avere il gene HEG diretto contro quello della GFP negli spermatozoi. La crescita delle due popolazioni è stata monitorata nel tempo e si è osservata una rapida diminuzione delle zanzare verdi nelle gabbie. Se, per esempio, solo l’1% delle zanzare avevano HEG all’inizio dell’esperimento, 12 generazioni successive lo si ritrova nel 60% degli esemplari, dimostrando che il gene ha la capacità di trasformare le popolazioni, anche di grandi dimensioni in un breve lasso di tempo.

Diciamo che questa è stata la prova generale. Ora il prossimo passo è di fare lo stesso colpendo però geni necessari alla trasmissione del plasmodio della malaria, utilizzando uno dei 10-15 geni candidati identificati.

2 Commenti

  1. Immagino che anche in questo caso i Paesi e le popolazioni povere saranno favorevolissimi all’utilizzo di zanzare ogm, mentre le popolazioni ed i governanti dei Paesi ricchi si opporranno tenacemente. Scommettiamo? 🙂

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