LA VOCE DEL MASTER

Le antenne di Conconello

LA VOCE DEL MASTER – Telefoni che parlano da soli, cancelli elettrici che si aprono e chiudono senza nessun motivo, giocattoli che si animano senza che nessuno li tocchi… fino a qualche anno fa questa poteva sembrare la descrizione di un film horror di serie b:  poi abbiamo iniziato ad associare queste “manifestazioni” all’inquinamento elettromagnetico, grazie anche alcuni efficaci reportage.  Fece scalpore, ad esempio,  nel  marzo del 2000 il servizio delle Iene sulle emissioni di Radio Vaticana e sull’anomalo proliferare di leucemie e tumori nelle vicinanze delle antenne, in particolare a Cesano…

Eppure esistono anche altre realtà meno note, ma su cui sarebbe importante soffermarsi, come quella di Conconello, una piccola frazione di Trieste in cui gli abitanti, da decenni, vivono in involontaria simbiosi con le antenne radiotelevisive e in cui, da decenni, si sentono ripetere che questa convivenza finirà a breve.

Conconello è probabilmente il primo caso di sito “inquinato elettromagneticamente” di cui si parla in Italia: già nel 1996 il Corriere della Sera lo cita, accanto ad Honolulu, come caso emblematico di danni da esposizione a onde elettromagnetiche: “Disturbi neurovegetativi riscontrati su 27 persone abitanti sulla collina di Conconello, alla periferia di Trieste, furono imputati, da parte di un gruppo di esperti incaricati dal pretore di Trieste, ai ripetitori radiotelevisivi presenti in alta concentrazione nella zona”. Il Corriere si occupa di Conconello e del suo inquinamento anche due anni più tardi, parlando di  “Far West di antenne”: in effetti, le trasmittenti radiotelevisive a Conconello sono installate su tralicci abusivi che però non possono essere abbattuti in quanto radio e televisione offrono un servizio di pubblica utilità.

Poi il piccolo centro giuliano scompare dalle pagine nazionali, forse anche perché la soluzione del problema, con lo spostamento delle antenne in altra sede, sembra imminente, grazie anche alle pressioni degli abitanti della frazione. A Conconello infatti, nel frattempo, si era creato un comitato spontaneo con il fine di risolvere, o per lo meno dare visibilità al problema delle antenne. Purtroppo però, i dialoghi con sindaco e istituzioni non diedero  i risultati attesi e  in occasione delle elezioni amministrative dell’aprile 1997 il comitato invitò  i 250 abitanti della frazione a disertare le urne per protesta.

Passano gli anni e non succede niente. Nel 2003 in un comunicato del Ministero delle Comunicazioni si afferma che: “se nella provincia di Trieste non vi è mai stato alcun sforamento di emissione dipendente da antenne della telefonia mobile, esistono invece due situazioni di estrema e massima difficolta’, dipendenti dalle antenne radio e tv, a Conconello (Trieste) e Chiampore (nel Comune di Muggia), che andranno risolte al piu’ presto”.

Anche se “al più presto” è un’espressione che mal si coniuga a “tre anni dopo”,  il 27 ottobre 2006 sembra che la soluzione del problema sia vicina. Il Piccolo scrive: “Saranno spostate le antenne di Conconello. È questo l’annuncio dato ieri dall’assessore comunale, Maurizio Bucci, nel corso della seduta della Commissione Ambiente e territorio dedicata al tema dell’inquinamento elettromagnetico”. E anche se nessuno si sbilancia sui tempi c’è un grosso ottimismo: spiega lo stesso Bucci che “il terreno sul quale saranno edificate le antenne che dovranno sostituire quelle di Conconello è di proprietà del Comune, perciò l’operazione, sotto il profilo amministrativo, sarà certamente semplice”.

Ma  a luglio del  2011 le antenne sono ancora lì, e Conconello rimane un piccolo e grazioso borgo inerpricato suol Carso, con 250 abitanti, 35 emittenti radio e 15 televisive. Un’emittente per famiglia. E con una serie di antenne da fare concorrenza alle torri di San Gimignano.

Ma cosa rende così complesso lo spostamento delle antenne – voluto tra l’altro dalle stesse radio, principali cause di inquinamento – dopo che è stato individuato un altro luogo per posizionarle e dopo che lo IARC nella sua più recente monografia ha classificato i campi elettromagnetici a radio frequenza come possibili cancerogeni per l’uomo?

Nel video che potete vedere qui sopra abbiamo cercato di fare il punto della situazione con esperti di elettromagnetismo, cittadini di Conconello e l’ARPA di Trieste.

1 Commento

  1. Ennesima riprova di come si possano mistificare i dati e le classificazioni IARC.

    Dal sito

    si evince solo che l’uso dei telefoni cellulari comporta rischi e non che essi derivino dalle antenne.

    La frase testuale è :

    ” for users of mobile phone”.

    Quindi l’esatto opposto di quanto riferito dal Corriere della sera e contestualizzato a sproposito da Oggi scienza , che propongo di chiamare

    ” oggi disinformazione”

    Ruggero Revelli

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