LA VOCE DEL MASTER

Fido, mon amour!

LA VOCE DEL MASTER – Cha sia un europeo, un bastardino o completo di rinomato pedigree, un animale domestico cambia la qualità della vita e sono gli stessi ricercatori a dirlo.

Precedenti studi finanziati dalla APA (American Psychological Association) avevano messo in luce come l’avere accanto un “pet” (animale domestico in inglese) migliorasse notevolmente lo stile di vita di persone anziane o affette da malattie gravi, come in quello del Dottor Siegel, che analizzava come la depressione nei malati di HIV venisse alleviata dall’avere accanto un animale domestico.

Ma non è solo in situazioni di disagio che il nostro piccolo animaletto può essere un valido alleato, l’ultimo studio pubblicato online sulla rivista Journal of Personality and Social Psycholosy mostra come anche nella vita di persone comuni gli animali domestici siano una marcia in più per affrontare meglio gioie e dolori fino ad aumentarne la qualità generale.

Lo studio è stato condotto da due equipe di psicologi, della Saint Louis University e della Miami University in Ohio, sotto la guida di Allen R. McConnell.

Nel primo esperimento dello studio, a 217 persone, di cui il 79% donne, è stato chiesto di giudicare un gruppo di persone secondo diversi parametri qualitativi: dall’aspetto fisico alla sensazione di seraficità che questi potevano trasmettere. In tutti i casi, le persone che avevano un animale domestico venivano classificate come più felici e più sane rispetto alle persone che non avevano animali domestici.

Nel secondo esperimento a 56 persone, di cui il 91% donne, veniva chiesto se il loro grado di serenità dipendeva dal grado di serenità dell’animale, deducendo che tanto più era appagato il cane, anche in termini di relazioni con altre persone o animali tanto meglio si sentiva il proprietario. Da questo esperimento si è poi rivolta l’attenzione all’importanza che un animaletto può avere nelle nostre relazioni sociali, sottolineando come, seppure in complemento e non in sostituzione rispetto agli esseri umani, possa essere è un valido aiuto anche nei casi in cui la cerchia sociale del padrone può venire meno.

In ultimo a 37 studenti sui 19 anni è stato chiesto di ricordarsi di un momento spiacevole della propria esistenza, in cui si sentivano esclusi dal mondo, e subito dopo gli è stato chiesto di scrivere un’ipotetica lettera descrivendo prima una persona cara, poi il loro animale domestico e infine del loro campus universitario. Da questo ultimo esperimento si è capito come, il solo pensiero dell’animale domestico, possa alleviare una sofferenza tanto quanto il pensiero di un amico caro.

Da queste analisi, come in passato, non vi è nessuna spiegazione che possa chiarire il meccanismo di causa/effetto ma McConnel afferma: “In tutti i casi analizzati i padroni di animali domestici mostravano un beneficio sia psicologico che fisico, trasmettevano maggiore autostima, erano fisicamente più in forma, erano tendenzialmente meno soli, più coscienziosi e meno preoccupati per le avversità della vita a confronto con chi non ha un “pet””.

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