Luc colpisce ancora

Il premio Nobel fa di nuovo traballare i pilastri della “scienza ufficiale”. Almeno a quanto scrive Il Corriere e, a ruota, La Stampa. La realtà? Una bufala vecchia riproposta in una nuova confezione.

IL PARCO DELLE BUFALE – Il premio Nobel per la medicina Luc Montagnier torna alla carica. Poco più di un anno fa Oggi Scienza aveva segnalato i retroscena di uno “studio” che il medico voleva far passare come una prova della memoria dell’acqua, il principio tipicamente invocato dai seguaci dell’omeopatia per giustificare il fatto che i rimedi, alla fine della diluizione sequenziale, non contengono alcuna traccia del magico ingrediente di partenza. Con il suo studio, però, di certo Montagnier non si rivolgeva al quella comunità scientifica che gli aveva conferito il prestigioso riconoscimento (e che ora gli fa costantemente da paravento per qualunque bizzarra affermazione), dal momento che non si trattava di una rivista specialistica e che, oltre tutto, Montagnier siede come chairman nella Redazione: questo spiegherebbe per quale motivo sono passati solo un paio di giorni dalla candidatura dello studio all’accettazione, con tanti saluti al processo di peer-review.

Questo (non)studio è già stato ampiamente demolito (in pratica si trattava di una riproposizione in chiave “wireless” delle teorie dell’amico Benveniste, già smascherato a fine anni Ottanta), ma non è bastato a fermare il Nobel che, teatralmente, ha annunciato recentemente il suo proposito di emigrare in Cina presso la Jiaotong University (Shanghai) per sfuggire alla persecuzione intellettuale perpetrata dai colleghi che non vogliono vedere più in là del proprio naso (cioè ritengono memoria dell’acqua e omeopatia acqua fritta).

A Dicembre 2010 fa infatti capolino su ArXiv DNA Waves and Water (autori L. Montagnier, J. Aissa, E. Del Giudice, C. Lavallee, A. Tedeschi, G. Vitiello). Il succo è lo stesso: il DNA emetterebbe onde radio che, grazie alla ben nota memoria dell’acqua, trasporterebbero un’informazione (nella fattispecie la propria composizione in termini di ordine dei nucleotidi), tale che segmenti di genoma virale e batterico possono “duplicarsi” nelle soluzioni acquose attraversate dal segnale.

ArXiv però non è una rivista sottoposta a peer-review, è una piattaforma  gratuita alla quale si affidano molti ricercatori per comunicare velocemente alcuni risultati alla comunità in attesa di vedere pubblicato il proprio lavoro dopo il vaglio dei loro pari, cioè colleghi con le stesse competenze. La velocità di pubblicazione (e pubblicità) paga quindi lo scotto in termini di controllo: ogni studio (o presunto tale) è pubblicato, basta che segua le regole di catalogazione e presentazione dei contenuti.

Ma cosa succederebbe se, improvvisamente, dei risultati così strabilianti passassero il vaglio di una rivista sottoposta a una *vera* peer-review? Non lo sappiamo, e probabilmente non lo sapremo mai visto che è difficile che dalla scienza patologica, come è quella che ruota intorno alla memoria dell’acqua, possa scaturire qualcosa di più interessante della scienza patologica stessa, ma Mario Pappagallo a Il Corriere la pensa diversamente, e il 24 luglio scriveva:

Questa nuova ricerca sembrerebbe aver trovato una chiave scientifica a quello che cercò di provare Benveniste. Che oggi, se fosse ancora vivo, sarebbe super felice nel leggere quanto scoperto dal team italo francese e pubblicato su una delle riviste di fisica più prestigiose, il Journal of Physic. Titolo del lavoro: Dna,waves and water, che ad effetto gioca tra le parole Dna, onde (elettromagnetiche) e acqua. Ma ancora più importante è il nome di chi ha guidato il team francese: il premio Nobel per la medicina Luc Montagnier insieme ai biologi Lavallè e Aissa. Il secondo gruppo di ricerca, l’italiano, era invece di fisici. Coordinato da Emilio Del Giudice, (Iib, International Institute for Biophotonics, di Neuss in Germania) con Giuseppe Vitiello (Fisico teorico del Dipartimento di matematica ed informatica dell’università di Salerno) e Alberto Tedeschi, ricercatore (White Hb di Milano).

E’ stato Montagnier a scoprire che alcune sequenze di Dna possono indurre segnali elettromagnetici di bassa frequenza in soluzioni acquose altamente diluite, le quali mantengono poi «memoria» delle caratteristiche del Dna stesso. Che cosa significa questo? «Innanzitutto — spiega il Nobel — che si potranno sviluppare sistemi diagnostici finora mai progettati, basati sulla proprietà “informativa” dell’acqua biologica presente nel corpo umano: malattie croniche come Alzheimer, Parkinson, Sclerosi multipla, Artrite reumatoide, e le malattie virali, come Hiv-Aids, influenza A ed epatite C, “informano” l’acqua del nostro corpo (acqua biologica) della loro presenza, emettendo particolari segnali elettromagnetici che possono essere poi “letti” e decifrati»

La realtà è ben diversa. Tralasciando il giudizio totalmente arbitrario “rivista di fisica tra le più prestigiose”, la rivista sulla quale è stato pubblicato lo “studio” non è Journal of Physics, ma uno dei tanti “spin-off” , cioè Journal of Physics: Conference Series, una testata riservata esclusivamente agli atti di conferenze scientifiche, in questo caso del  Fifth International Workshop on Decoherence, Information, Complexity and Entropy tenutasi a Castello Pasquini, Castiglioncello (Toscana), dal 13 al 17 Settembre 2010. Ecco come funziona, nel caso di Journal of Physics: Conference Series, la peer-review.

Journal of Physics: Conference Series (JPCS) asks conference organizers to handle the peer review of all papers and the detailed procedures will vary from event to event according to the custom and practice of each community.

La peer-review, se così è lecito chiamarla (N.B.: non tutte le riviste open access hanno questa politica libertina, né tanto meno le altre sezioni del Journal of Physics) è quindi affidata agli organizzatori stessi, ai quali ci si appella per garantire certi standard. Giuseppe Vitiello (INFN, Università di Salerno), co-autore di DNA waves and water e che già aveva provveduto in prima persona alla pubblicazione su ArXiv, è proprio uno degli organizzatori e non stupisce, quindi, che il paper in oggetto sia la copia carbone di quanto si trovava già on line da mesi.

In conclusione, non solo sono sempre le stesse cose che girano (rispetto al materiale auto-pubblicato da Montagnier nel 2009 si sono solo aggiunti due nomi italiani al team che firma i lavori, cioè Vitiello e Del Giudice, ben conosciuto anche agli amici di Query), ma tali lavori non sono mai stati vagliati né, tanto meno, verificati (cosa nelle premesse abbastanza complicata visto che, oltre a mancare la sezione “materiali e metodi” pare che l’unico apparecchio in grado di confermare i risultati sia una specie sarchiapone meccanico del quale Montagnier sta tentando, con scarsi risultati, di ottenere il brevetto).

Come poi questi segnali radio possano giustificare tutti gli altri non-senso della pratica omeopatica e quindi “riaccendere il dibattito” come recita il titolo dell’articolo su Il Corriere (legge dei simili, “dinamizzazione” ecc…) è un volo di fantasia, che a Pappagallo comunque sembra non mancare, visto che rincara la dose spaziando fino al notorio Masaru Emoto e alla “clustered water”.

In parallelo all’acqua «messaggera» del Dna, le ricerche cominciate nel 1984 dal biochimico giapponese Masaru Emoto dopo aver incontrato il bio-chimico Lee H. Lorenzen, inventore della microcluster water (un’acqua energetizzata avente effetti terapeutici). Emoto ha messo a punto una tecnica di refrigerazione che gli consente di fotografare i cristalli di diversi tipi di acqua, come quelle degli acquedotti di diverse città del mondo, e quelle provenienti da sorgenti, laghi, paludi, ghiacciai. E di fotografare l’acqua esposta a vibrazioni diverse, come la musica o le parole (pronunciate o anche soltanto scritte sulle bottiglie che la contengono). Persino dei pensieri.

I risultati dei suoi esperimenti mostrano che i cristalli cambiano struttura a seconda dei messaggi. L’acqua trattata con parole «positive» forma cristalli bellissimi, simili a quelli della neve; l’acqua trattata con parole «negative» invece, reagisce, creando forme amorfe e prive di armonia geometrica. Le immagini dei cristalli sono talmente impressionanti che Masaru Emoto ha deciso di renderle disponibili a tutte le persone interessate, attraverso la pubblicazione di numerosi libri e attraverso conferenze che tiene in tutto il mondo.

Masaru Emoto non è né un biochimico (né un bio-chimico…) ma un ricco eccentrico convinto appunto, in base ai suoi “esperimenti” sulla cristallizzazione, che l’acqua sia cosciente. Ultimamente Emoto ha invitato il mondo a rivolgere preghiere di scuse all’acqua contaminata dall’incidente nucleare di Fukushima:

Acqua dell’impianto nucleare di Fukushima, ci dispiace di farti soffrire. Ti preghiamo di perdonarci. Ti ringraziamo e ti amiamo.

Né lui né altri hanno mai portato alcuna prova a supporto di questo delirio antropocentrico ed Emoto, evidentemente già abbastanza facoltoso, ha declinato l’invito di James Randi (lo sbufalatore di Benveniste) a provare il contenuto dei suoi (vendutissimi) libri sulla memoria dell’acqua in condizioni sperimentali controllate, cosa che gli avrebbe garantito il noto premio Randi, pari a un milione di dollari. Per quanto riguarda Lee H. Lorenzen è impossibile verificare il suo curriculum, visto che varia a seconda del sito e che non si trova un riscontro indipendente, ma si sa bene che la sua Clustered Water™ è l’equivalente dell’Olio di serpente (altrettanto brevettato) venduto ormai da secoli dai più vari ciarlatani. La clustered water fa bella mostra di sé a ogni fiera benessere, piccola o grande, che si rispetti. Il costo? Dai 50 ai 100 dollari a flacone, a seconda dell’etichetta che c’è sopra. L’unico posto nel quale potete trovare una conferma degli “effetti terapeutici” che l’articolo sembra offrire come dato di fatto, è nella sterminata galassia di siti neo-new age, ben celati dietro un forbito gergo pseudoscientifico. Infatti è da uno di questi che proviene la parte dell’articolo riservata a Emoto, e di cui qui sopra è riportata una parte, in forma di copia e incolla.

Gli scenari medici pronosticati da Montagnier e colleghi senza avere nulla in mano non sono fantascientifici ma, più semplicemente, fantasy. Fortunatamente per i lettori del Corriere, a poche ore dalla pubblicazione dell’articolo di Pappagallo, un articolo di ben altro spessore firmato da Giuseppe Remuzzi stroncava ogni utopia omeopatista, ma ormai è tardi e la bufala del DNA che si duplica via radio è già diventata realtà nelle rassegne e nelle newsletter, cosa che non si può certo sperare per l’articolo di Remuzzi il quale, ricordando (correttamente) Benveniste come autore di una frode e provando a mettere in guardia contro le pseudomedicine, sarà naturalmente additato come al soldo di Big Pharma (del resto, chi non lo è tra coloro che non riconoscono l’Omeopatia?)

E a proposito di copia e incolla non si può dimenticare il contributo di Alberto Magnetti su La Stampa, che nella sua rubrica Appuntamento con l’Omeopatia collega intelligentemente il nuovissimo studio all’ambigua copertina dell’ultimo Internazionale che sebbene, a differenza di Magnetti, metta bene in chiaro che Omeopatia & Co non sono confermate da nessun test clinico e che il loro effetto è totalmente psicologico, ne parla come di Medicina del futuro. Magnetti riporta allora queste (paradossali, in base a quanto già spiegato) parole di Vitiello:

Il dato molto importante da sottolineare è che una rivista ufficiale di fisica come il Journal of Physics ha pubblicato per la prima volta una ricerca che normalmente sarebbe di competenza di un Journal di biologia o medicina. Un passo ulteriore a dimostrazione che la moderna fisica quantistica può dare un contributo fondamentale alle ricerche mediche di frontiera.

Allegando una copertina di Journal of Physics: Condensed matter (!) Magnetti conclude:

Forse i nostri pronipoti sorrideranno pensando ai vecchi inquinanti motori a benzina usati dai loro bisnonni mentre guideranno le loro auto elettriche o a propulsione alternativa, come forse sorrideranno pensando a pillole, compresse, supposte e iniezioni mentre si cureranno con la medicina quantica.

Tipo così:

Informazioni su Stefano Dalla Casa ()
Giornalista e comunicatore scientifico, mi sono formato all’Università di Bologna e alla Sissa di Trieste. Scrivo abitualmente sull’Aula di Scienze Zanichelli, Wired.it, OggiScienza e collaboro con Pikaia, il portale italiano dell’evoluzione. Ho scritto col pilota di rover marziani Paolo Bellutta il libro di divulgazione "Autisti marziani" (Zanichelli, 2014). Su twitter sono @Radioprozac

64 Commenti su Luc colpisce ancora

  1. Bel lavoro Stefano. Vediamo chi ti riprende.

  2. Io, come magari avrete notato dai miei precedenti post su “Oggi Sicenza”, ho sempre ritenuto la “memoria dellìacqua” una bufala totale.
    Però le foto dell’acqua “energizzata” (diciamo così, anche perché non saprei come altro chiamarla), le ho viste, e, effettivamente, non me le riesco a spiegare.
    Io però non sono uno scienziato, e questo vuol dire ben poco (il fatto che _io_ non me le sappia spiegare, intendo).
    Possibile che dietro ci sia una manipolazione deliberata?
    Anche fosse, però, come è possibile indurre l’acqua a “comportarsi” in un dato modo piuttosto che un altro?
    Meccanicamente?
    Chimicamente?
    Qual è la risposta “ufficiale” e “scientifica” data ad Emoto?
    Ciao,
    Davide.
    p.s.: posto che qualcuno, questa risposta, si sia premurato di darla: del resto è difficile non reputare un fuffologo un individuo che ti suggerisce di “pregare l’acqua”…!

    • La spiegazione più semplice è che nel “laboratorio” di Emoto avvengano miracoli o, in alternativa, che Emoto imbrogli (consapevolmente o meno è difficile da stabilire, potrebbe essere un genuino auto-inganno). Il fatto è che i suoi risultati non sono mai stati replicati con successo, quindi in pratica si tratta di credere al materiale che lui fornisce principalmente in forma di fotografie.
      Oltre tutto, cosa rende un cristallo meno “bello” di un altro? A quale livello di dettaglio lo stabiliamo?
      Ti rimando alla wiki inglese
      http://en.wikipedia.org/wiki/Masaru_Emoto#Criticism

  3. evoluto per sbaglio // 27 luglio 2011 alle 11:39 // Rispondi

    Sull’ultimo punto Magnetti ha ragione: sì i nostri pro-nipoti sorrideranno…(e forse non solo loro).

  4. probabilmente hai ragione tu ma a volte i pazzoidi con idee svalvolate arrivano anche a fare delle scoperte, lasciamo lavorare montagner il quale se è convinto fa bene a proseguire nella sua ricerca e vediamo cosa succede. ciao

    • Scusami se ti rispondo con una citazione, ma nessuno ha replicato a questa (giusta) critica in modo migliore di Sagan.
      “But the fact that some geniuses were laughed at does not imply that all who are laughed at are geniuses. They laughed at Columbus, they laughed at Fulton, they laughed at the Wright Brothers. But they also laughed at Bozo the Clown.”
      Carl Sagan

  5. Comunque sul Corriere in contemporanea, era uscito anche questo: http://goo.gl/Xk4jF.

  6. Al di là delle polemiche del tipo:
    1- “Montagnier siede come chairman nella Redazione: questo spiegherebbe per quale motivo sono passati solo un paio di giorni dalla candidatura dello studio all’accettazione, con tanti saluti al processo di peer-review”.
    2- Questo (non)studio è già stato ampiamente demolito (in pratica si trattava di una riproposizione in chiave “wireless” delle teorie dell’amico Benveniste, già smascherato a fine anni Ottanta), ma non è bastato a fermare il Nobel che, teatralmente, ha annunciato recentemente il suo proposito di emigrare in Cina presso la Jiaotong University (Shanghai) per sfuggire alla persecuzione intellettuale perpetrata dai colleghi che non vogliono vedere più in là del proprio naso (cioè ritengono memoria dell’acqua e omeopatia acqua fritta).
    e via discorrendo……!!
    Quali sono le motivazioni scentifiche, le affermazioni, i dati scientifici che lei contesta?
    Forse sarebbe più corretto dire che non essendo lei un addetto ai lavori in materia di campi elettromagnetici, di DNA, di chimica dell’acqua, sta criticando per partito preso e senza alcun titolo un lavoro scientifico eseguito da noti scienzati italiani.
    Lei quale cattedra ricopre?
    Possiamo polemizzare di qua all’infinito, insomma è come parlare di calcio al bar……!
    Questa è la qualità dell’informazione italiana, purtroppo!!!

    • Rispondo come ho già risposto a suo tempo (per una volta uso io il copia e incolla), visto che non ho intenzione di sprecare il mio tempo prendendo seriamente “argomentazioni” come la presente, alle quali comunque ho già concesso anche troppe energie (ho replicato punto per punto qui accompagnando ogni *fatto* alla relativa fonte).
      Perché lo scopo è sempre lo stesso: improvvisare una foglia di fico in forma di flame su un blog/forum/sito ecc… ogni volta che qualcuno *osa* di riportare memoria dell’acqua e omeopatia alla dimensione che a loro compete (il vudù), non per opinione personale, ma citando fedelmente (vedi link) sia quanto già verificato, sia i meccanismi con il quale si cerca di svicolare/evitare/ignorare queste verifiche. Non ci casco, non rispondo seriamente ai creazionisti per lo stesso motivo, e comunque Oggi Scienza non è Voyager.

      da https://oggiscienza.wordpress.com/2010/06/29/il-nobel-e-la-memoria-dellacqua/#comment-2163

      Ecco il mio curriculum:
      mi sono laureato all’Università di Mousetown, con relatori i professori Marlin e Zapotec. La tesi era “Variation in cooking time of Eggs during Time Travels”. Massimo dei voti. Mi sono poi spostato a Duckburg per continuare il progetto, ma i fondi per la mia ricerca sono stati in breve requisiti dal Sindaco per il restauro della statua di Cornelius Coot. Un brutto colpo. Ho lavorato per un po’ come assistente di Gyro Gearloose, ma i frequenti litigi con l’altro assistente, Little Helper, mi hanno convinto che era ora che tornassi a vedere come stavano le cose in patria.
      Prima o poi, riuscirò a riprendere in mano la mia ricerca, ci sono variabili che devono ancora essere modellizzate (egg shell thickness, cohesiveness of yolk, etc). I risultati parziali sono stati pubblicati sul “Journal of Quantum-Olistic Dietology”.

      La cattedra mi manca ancora, ma intanto ho ottenuto un diploma in omeopatia, simile a questo.

      Saluti.

      • Come volevasi dimostrare.

        PS
        Guardi che il tempo lo perdiamo noi lettori a leggere le cose che scrive.

  7. Complimenti, non è da tutti sapere che il vero nome di Pico de Paperis è Gyro Gearloose!
    Bye,
    D.
    p.s.: a proposito, bello il titolo della tua tesi!

    • No, Pico de Paperis è Ludwig Von Drake. Gyro Gearloose è Archimede Pitagorico, Little Helper invece è Edi.
      Ecco, così mi sono immolato volontariamente, offrendo il fianco ad altre argute critiche del tipo “pensi a leggere Topolino invece di scrivere di SCIENZA!”.

  8. Vero!
    E dire che ho dei bellissimi volumi con spiegata la storia originale dei vari esponenti della famiglia dei paperi…!
    Lapsus, insomma.
    E, comunque, Massimo, hai ragione, il Manuale delle Giovani Marmotte, se lo leggi a 7-8 anni, come feci io, di cose te ne insegna, eccome.
    E sono insegnamenti tanto preziosi che me li ricordo ancora…
    Esempi…
    A tuttora, mi ricordo che:
    1) il tempo intercorrente tra il lampo e il tuono, espresso in secondi, corrisponde alla distanza kilometrica tra te e dove il fulmine è caduto;
    2) se qualcosa di molto piccolo ti entra nell’occhio, un modo per farlo uscire è sovrapporre la palpebra superiore a quella inferiore;
    3) il muschio, sugli alberi, cresce sulla parte più esposta all’umidità, ovvero il nord;
    4) puoi orientarti con un orologio ed un fiammifero, formando un angolo di 90° tra la sua ombra, e, mi sembra, la lancetta dei minuti;
    5) se ti scotti, niente olio sull’ustione, come suggerisce la cultura popolare, ma solo acqua fredda…
    Insomma, io ho un ricordo molto nitido del MDGM, e trovo sia un’opera didattica ottimale al di sotto dei 10 anni.
    Anche se, devo ammetterlo, non so se lo pubblicano più…
    Bye,
    Davide (un ex (?) Giovane Marmotta).
    p.s.: comunque, non mi vergogno a dirlo: io i miei Manuali li ho tenuti quasi tutti!

  9. il video fa morire, mi sto veramente sentendo male

  10. Mario Pappagallo // 2 agosto 2011 alle 23:07 // Rispondi

    Quale autore dell’articolo sul Corriere della Sera, vorrei ricordare che la stessa scienza chiamata in causa più volte ha dato il premio Nobel a Montagnier. Che i due fisici italiani sono tra i più quotati a livello internazionale… e che, con buona pace degli scienziati riguardo all’omeopatia, se è “acqua fresca” l’errore è che venga valutata come farmaco. Perché non vendere i globulini al Supermercato come caramelle…. Ma forse alle aziende farmaceutiche non andrebbe bene.
    grazie
    Mario Pappagallo

    • Mullis ha vinto il Nobel per la PCR, e crede che l’AIDS NON sia causata da HIV, per lo studio della quale Montagnier ha avuto il suo di Nobel, come è scritto nelle prime righe del mio articolo, ma grazie lo stesso per averlo ricordato. Del resto il fatto che ci sia di mezzo Montagnier è l’unico motivo per il quale siamo qui a parlare della cosa, purtroppo.

      Noi pagati da Big Pharma la chiamiamo “malattia dei Nobel”:

      The Nobel disease has been defined as “an affliction of certain Nobel Prize recipients which causes them to embrace strange or scientifically unsound ideas, usually later in life.”

      http://www.skepdic.com/nobeldisease.html

      L’argomentazione sulla preparazione dei fisici è totalmente ridicola: per diventare “quotati a livello internazionale” si pubblica su riviste a revisione paritaria e, se ci sono le condizioni, puntando a quelle a più alto impact factor. La reputazione guadagnata dai ricercatori presso i colleghi negli anni non è qui messa in discussione, ma è altrettanto ovvio che questa non potrebbe derivare da lavori come quello presentato, e se ne desume quindi che questi professionisti sappiano bene come e dove pubblicare i loro risultati (sicuramente non su “Journal of Physics: conference series”).

      Riassumendo: http://it.wikipedia.org/wiki/Ad_auctoritatem

      Mi sono limitato a puntualizzare che:
      a) il paper su JPCS non è in alcun modo una pubblicazione scientifica secondo gli standard si cui sopra.
      b) il paper è lo stesso che era su ArXiv, che a sua volta è una nuova versione di quello di Montagnier pubblicato in casa nel 2009.
      c) anche se riconfezionato ripetutamente, il contenuto è insignificante a prescindere dal fatto che non è mai stato sottoposto a peer-review. Lo “studio” così com’è ora è stato fatto a brandelli da fisici, biologi, dotti medici e sapienti, per i dettagli seguire i link, a cui aggiungo questo http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2011-07-29/goccia-acqua-salvera-185653.shtml

      Per quanto riguarda il commercio dell’acqua fresca (tolga pure il “se”, dal momento che non ci sono dubbi che lo sia), gli unici finora contrari alla vendita nei supermercati sono gli omeopati stessi, e non è difficile capire perché. Il decreto legge sulle liberarizzazioni dell’ex-ministro Bersani nel 2006 stabiliva infatti che i rimedi omeopatici potevano essere venduti liberamente negli esercizi commerciali previsti.

      Ecco le reazioni degli Omeopati italiani

      http://www.siomi.it/apps/vedipdf.php?id=311

      e dei pazienti

      http://www.apoitalia.it/OMEOPATICIALSUPERMERCATO.pdf

      A ogni modo, con buona pace di costoro, si possono comprare tonnellate di queste caramelle via Internet e con un notevole risparmio per l’accorto consumatore.

      http://cgi.ebay.it/OSCILLOCOCCINUM-BOIRON-SCATOLA-30DOSI-LOMEOPATIA-QUI-/370455917078?pt=Altro_per_Bellezza_e_Salute&hash=item5640e4b216#ht_1450wt_905

      Grazie a lei.

      • Da cui se ne deduce che il principio di similitudine vale anche e soprattutto a livello di marketing

      • antonio // 3 agosto 2011 alle 12:51 //

        Se lei è un giornalista scientifico regolarmente iscritto all’albo, credo che deontologicamente è quantomeno scorretto. Dovrebbe a mio avviso occuparsi solo e soltanto di riportare una notizia, e, se ben informato e capace, anche criticarla. Qui comincia e finisce il ruolo del giornalista.
        Non è compito suo, e credo non abbia le competenze (visto anche la serietà dimostrata nel riportare il suo curriculum) per valutare lavori scienfici di scienzati quali quelli cui lei si permette di fare riferimento.
        Credo anche che lei non abbia in nessun caso la facoltà di giudicare il peso scientifico di una qualsiasi pubblicazione, non avendo lei (ad oggi risulta un emerito sconosciuto sui più comuni motori di ricerca scientifica, pubmed, caspur, elsevier, etc…) mai pubblicato alcunchè su nessuna delle riviste da lei citate, e neanche su quelle da lei considerate “rispettabili”.
        Farebbe bene ad occuparsi di giornalismo, sempre che ne sia abilitato (visto i titoli da lei dichiarati) e la lasciare la scienza a chi di competenza.

        PS
        Guardi che io non sono per l’omeopatia, ma sono per la scienza, quella vera, fatta da veri scienzati.

      • Caro antonio, ho fatto esattamente quello che dice lei ed è assolutamente evidente, in nessun modo ho dichiarato che lo “studio” (ha provato a cercare nei motori di ricerca anche quello?) sia insignificante in base a un mio augusto giudizio, infatti non ho mai dichiarato di avere i titoli per diventare uno di quei revisori che così tenacemente qui si cerca di evitare (e lei che si è premurato di sottolineare la sua familiarità coi motori di ricerca specializzati, strumento che noi a OS utilizziamo quotidianamente casomai ne dubitasse, dovrebbe saperlo bene), gli unici di diritto che in ultima analisi dovrebbero prendere in considerazione il lavoro (se non fosse così platealmente inadeguato, e ancora una volta riporto un *fatto* e le relative fonti). Non ho mai affermato, in nessuna sede, il falso, cioè che il mio lavoro è quello di scienziato e, visto che esistono i motori di ricerca, non intendo abbassarmi a riportare un qualsivoglia titolo formativo e appellarmi alla ragionevolezza perché lei o altri possiate concedermi di svolgere umilmente la mia professione, che non è appunto quella di ricercatore ma di comunicatore a tempo pieno.
        Dovrebbe essere banale da comprendere, ma potrei anche nascondermi dietro uno pseudonimo su un blog personale, e tutto quello che ho scritto sarebbe ugualmente valido in quanto resoconto, ancora una volta, di fatti verificati e indipendentemente verificabili.
        Oltretutto, il copione è già visto, come dimostrato dai recenti attacchi a Remuzzi per aver replicato puntualmente all’articolo sul Corriere: erano tutti basati sul fatto che, in quanto medico, non può esprimersi sulla fisica quantistica. Se fosse stato un biologo, il ragionamento sarebbe stato il medesimo. Se fosse stato invece un fisico, si sarebbe detto che non si occupava della fisica dell’acqua e quindi non aveva la pluriennale esperienza necessaria a comprendere la rivoluzionaria grandezza del lavoro. Di certo posso dire a mia “difesa” che, a differenza (ne sono praticamente certo) della stragrande maggioranza di Omeopati che stanno da giorni rilanciando la notizia nelle newsletter, mi sono preso il disturbo di scaricare il paper e leggerlo. Persino io, guardi un po’, mi sono accorto che diverse cose non tornavano e che mi trovavo di fronte a un lavoro che nessuno avrebbe preso in considerazione come dimostrazione di un nuovo e stupefacente comportamento del DNA virale e batterico. Ma ho scritto l’articolo non già in base a queste ataviche e profane sensazioni, ma verificando nel dettaglio dando ogni riferimento del caso, come ho fatto anche negli altri articoli.
        Nonostante sia altrettanto chiaro, quindi, che malafede e scorrettezza siano totalmente dalla sua parte e che mi sarebbe bastato rimandarla alla precedente replica a Mario Pappagallo, e nonostante il dover ripetere fino alla noia le stesse cose, ho almeno colto l’occasione per argomentare nuovamente e in modo più ampio intorno al Verbo del “lei non sa chi sono io” di cui lei, come tanti altri prima di lei, sembra un ottimo profeta.
        Su un’unica cosa concordo: come si può facilmente intuire dal nome della categoria dove si trova ora IL PARCO DELLE BUFALE, è troppo faticoso per me non fare ricorso a più ironia del solito trattando di questi temi. L’ironia sì, lo confesso, è tutta farina del mio sacco e non riesco a farne a meno. Se il mio stile non le piace (più che legittimo) può rivolgersi altrove, alla ricerca di un luogo dove trattino la scienza, quella vera, in un modo a lei più congeniale. Insisto col suggerire Voyager.

        Saluti

      • Federica Sgorbissa // 3 agosto 2011 alle 17:08 //

        Scusi (intervengo come direttore di questa testata, che ormai qua bisogna qualificare i propri titoli che la gente sennò s’offende), cosa “deontologicamente è quantomeno scorretto”? Colgo l’occasione per sottolineare che la maggior parte dei nostri redattori (come Stefano Dalla Casa, appunto) proviene da una formazione specifica e di alto livello nella comunicazione della scienza e cioè il Master in Comunicazione della Scienza della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste, uno dei master in giornalismo scientifico più anziani in Europa, e sicuramente uno dei più quotati nel nostro paese, creato da una delle tre sole scuole d’eccellenza italiane.
        Lo preciso perché mi pare di capire che diate un grande valore ai titoli.
        Dal canto mio valuto, la qualità dei collaboratori sul valore del loro lavoro.

      • Bhe devo dire che Antonio un pò di ragione ce l’ha.
        Dagli articoli del sig Dalla Casa traspare una certa acredine nei confronti degli autori che cita, in primis Montagnier. Le ricerche del quale, in materia di alte diluizioni, sono state più volte criticate non nei contenuti e nei procedimenti ma adducendo futili motivi. Addirittura viene sminutia l’importanza dei lavori di Montagnier solo perchè ha scritto un romanzo, oppure i lavori di Mullis (altro premio Nobel) vengono derisi solo perche crede negli UFO.
        Insomma, smettiamola. Non rendete un buon servizio a tutti quegli italiani che come me ci vogliono capire qualcosa.
        In questo ambito di ricerca, riportate sempre notizie che si avvicinano più al pettegolezzo che alla notizia vera e propria.
        E poi non si capisce perchè questo atteggiamento lo teneto solo nei confronti delle ricerche che tentano di spiegare se, come, e perchè, le soluzioni altamente diluiti abbiano effetto in colture in vitro.
        Fate lavorare in pace i ricercatori, in Italia ce ne sono di bravissimi che lavorano fino a notte tarda, e smettiamola di fare gossip scientifico.
        Così come state facendo, con il taglio che date ai vostri articoli su questa specifica materia non rendete onore alla grande scuola cui dite di aver partecipato.
        Decidetevi o fate notizia (scientifica?) o fate gossip.

      • Ripeto: Oggi Scienza non è Voyager, per il resto la rimando ai precedenti commenti poiché la sua critica dei contenuti è omologa alle altre e, come le altre, senza alcuno scopo se non stimolare un dibattito che non ha ragione di esistere (come creazionisti vs evoluzionisti): il grimaldello dell’accusa di “gossip” non attacca.
        Per quanto riguarda l’acredine sì, un po’ c’è, inutile negarlo. A titolo personale la ritengo giustificata dal fatto che è frustrante vedere un altro Nobel che cerca di sdoganare solenni bufale contando essenzialmente sulla propria notorietà mediatica, anche perché il tutto innesca una reazione a catena che, tra le altre conseguenze (ben più rilevanti), mi vede anche qui a rispondere a commenti inconsistenti come il suo ogni volta che mi azzardo ad affrontare l’argomento, come del resto accade a ogni collega.
        Saluti

    • Se cercate di smontare i lavori scientifici di un ricercatore premio nobel o di un accademico italiano, cercando di sminuirne e svilirne la figura,facendo del pettegolezzo, cosa vi aspettate che vi rispondano gli italiani?
      Gli italiani saremo anche ignoranti per certi aspetti ma non siamo certo cretini.
      Non siete Voyager ma neanche il CICAP! O sbaglio?
      La vostra malafede in questo settore è tangibile, basta vedere i tags associati a questo articolo per rendersi perfettamente conto del taglio degli articoli che fanno riferimento a questa materia.
      Non credo che nella super prestigiosa scuola in cui dite di esservi formati vi hanno insegnato ad approcciarvi agli argomenti di cui scrivete in modo pregiudizievole e estremamente soggettivo.
      Per fortuna che i nostri fisici sono un palmo al di sopra dei vostri pettegolezzi, perché altrimenti vi avrebbero denunciato per diffamazione quanto prima.
      Non rendete onore alla scuola cui vi vantate di aver partecipato.
      In quanto esperti di comunicazione, vi sarete resi conto del fatto che in questo specifico ambito “omeopatia, alte diluizione, memoria dell’acqua” il livello della vostra comunicazione (informazione????) è dello stesso tenore, se non più basso, di una qualsiasi rivista di gossip che si legge dal parrucchiere. Insomma nella fattispecie questa vostra comunicazione, si configura come mediocre informazione colorata dal gossip scientifico.
      E questo vale a prescindere se l’omeopatia funziona o non.

      • Lei può insistere finché vuole parlando di pettegolezzo, non per questo renderà il suo argomento meno ridicolo. Se secondo lei è pettegolezzo parlare dei conflitti di interesse nella ricerca scientifica, degli stratagemmi usati per raggiungere le pagine dei giornali prima delle pagine delle riviste, e dell’importanza capitale del controllo delle fonti, effettivamente non credo che la mia testata potrà mai ambire alla sua approvazione.
        Ce ne faremo una ragione.
        Saluti

      • Ecco finalmente gli italiani si stanno svegliando.
        Non mi frega dei sui pettegolezzi. Critichi i lavori scientifici, qualsiasi essi siano, con dati concreti alla mano, oppure si zittisca.
        Siamo stufi di avere un’informazione di parte e pregiudizievole per il mondo scientifico.
        Io non sò se funziona o no questa benedetta omeopatia, ma io dico solo che l’ho provato e ha funzionato.
        Va bene, forse è stato placebo, ma su otto milioni di italiani mi sa che l’accusa di placebo cada. Lo scienzato onesto ha il compito di indagare, con animo pulito e scevro da pregiudizi e da interessi economici.
        In ogni caso, quello che non serve, è questa sua “non-informazione” che lascia il tempo che trova e che non rende giustizia a tutti quei lettori che voglio capire in maniera onesta, semplice e priva di preconcetti.
        Mi spiace dirlo, ma a lei manca l’onestà intellettuale che si confà ad un giornalista, degno di questo nome.

      • Mi spiace dirlo, ma l’onestà manca a lei, come già era chiaro dai suoi precedenti commenti. I “dati concreti” sono tutti presenti, corredati della relativa fonte, e a quest’ora dovrebbe saperlo bene. Mi rallegro comunque che lei continui a seguire il mio lavoro.
        Saluti

      • “effettivamente non credo che la mia testata potrà mai ambire alla sua approvazione.”
        Parli per i suoi “lavori”, e non confonda la parte per il tutto.
        Mi spiace dirlo ma ha ragione il signor francesco, lei non è onesto nello rispondere ai commenti.

      • Dimenticavo, l’unica cosa di ridicolo qui, sono i suoi commenti, che a volerla dirla tutta non non hanno neanche dignità di articolo giornalistico.
        Non parliamo poi dell’aggettivo “scientifico”, che di certo non può in nessun caso essere associato a nessuno dei suoi vaneggianti e pettegoli scritti.
        Lo dimostra quella sorta di stupido video che ha prodotto e messo in rete, e che esplica chiaramente non solo la sua ignoranza, ma anche la malafede e la mancanza di informazione sulla questione omeopatica.
        Credo che come “comunicatore” abbia colto nel segno, è riuscito a comunicare egreggiamente le stupidagini che elabora, la poca personale preparazione scientifica nonchè la sua frustrazione verso personaggi scientifici di calibro internazionale, cui lei non sarà mai in grado di intervistare e/o avvicinare per qualsivoglia motivo.
        Mi stupisco infine come una rivista come questa, che si fregia di fare giornalismo scientifico, avalli e pubblichi i commenti di questo signore, che di fronte alle critiche degli utenti, riesce a rispondere solo ridicolizzando ae critica cui è oggetto e offendendo velatamente il lettore attento e partecipe.
        Complimenti ancora per le vostre scelte editoriali.

      • Federica Sgorbissa // 4 agosto 2011 alle 8:34 //

        Approposito di CICAP (che sembra godere della sua approvazione, almeno loro!), le consiglio di andare a leggere l’abbondante bibliografia in materia di omeopatia sulla rivista Queryonline (www.queryonline.it), con la quale abbiamo in passato collaborato (guardi un po’, proprio sull’omeopatia). Scoprirà che le loro critiche sono esattamente le stesse che facciamo noi, e creda non ci vanno giù leggeri nemmeno loro.

        Gentile signora Giulia (o signor Giulio?) Il tenore dei suoi commenti sta sfiorando la calunnia e l’insulto. La prego dunque di mantenere le sue critiche su un tono più rispettoso e pacato.

      • “Gentile signora Giulia (o signor Giulio?) Il tenore dei suoi commenti sta sfiorando la calunnia e l’insulto. La prego dunque di mantenere le sue critiche su un tono più rispettoso e pacato.”
        Rivolgo anche a lei e al sig. dalla casa questo invito.
        I miei commenti hanno lo stesso tenore dei vostri scritti in merito all’argomento di cui sopra. A questo, avrebbe dovuto pensare prima di mettere in rete “lavori” come il presente.
        Chi di spada ferisce di spada perisce.

        PS
        GIULIA!!!!
        Anche se la mia estetista non è brava come la sua in fatto di sopracciglia.

        PPS
        Infatti il CICAP è il vostro degno compare.

      • Il sig dalla casa in risposata ad una mia sacrosanta critica, ha risposto quanto segue: “Lei può insistere finché vuole parlando di pettegolezzo, non per questo renderà il suo argomento meno ridicolo.”
        L’invito alla moderazione e alla buona educazione nello rispondere ai lettori e alle loro critiche, che lei rivolge a me, credo che valga primariamente rivolto ai suoi collaboratori, soprattutto al ragazzo dalla casa.
        Signora Giulia.

  11. Che vuole, mi rallegro e mi diverto a leggere quello che lei definisce “lavoro”!!!
    Le ricordo per l’ennesima volta che la sua formazione professionale non lo qualifica nè lo prepara a riportare e valutare in maniera scienficamente valida e seria qualsivoglia dato scientifico.
    Si militi pertanto a fare gossip scientifico, visto che nonostante i suoi sforzi non riesce a fare altro, in modo da allietare e movimentare le nostre lunghe attese dal barbiere.
    In quanto al discorso “onestà intellettuale”, non le rispondo neanche, lo hanno già fatto altri per me.

  12. Non capisco come sia possibile criticare una critica con tanta passione e nessun dato concreto a supporto. Purtroppo il limite imposto dal numero di Avogadro è invalicabile, al pari della velocità della luce o delle leggi della termodinamica, e per superarlo non è sufficiente dichiararlo, teorizzare o romanzare, bisogna dimostrare, tenendo conto che affermazioni straordinarie necessitano di prove altrettanto straordinarie. Chi non parla questo linguaggio non può mettersi sullo stesso piano della critica scientifica, ma rimane solo un mero rumore di fondo.

    Non è invece rumore di fondo quello che succede altrove: http://goo.gl/9yvn5

    • Sono perfettamente d’accordo, sottoscrivo in pieno.
      Questo vale per i favorevoli e per i contrari, per quelli in buona fede e per quelli in malafede.

      ” Non è invece rumore di fondo quello che succede altrove: http://goo.gl/9yvn5
      Mi auguro di tutto cuore che la stessa iniziativa venga intrapresa anche nei confronti di questa testata giornalistica (anche se non sò se si configura tale fattispecie), del suo direttore Sgorbissa e di alcuni dei suoi giovani sottoposti.

  13. Sylvie Coyaud // 5 agosto 2011 alle 2:13 // Rispondi

    Chissà come mai arrivano proteste e insulti solo quando denunciamo le carenze di una ricerca legata all’omeopatia, e nel caso di quelle carenti in neuroscienze, oncologia, genetica, psichiatria ecc. niente. Eppure si tratta sempre dello stesso tema. Vediamo se riesco a spiegarlo.

    Per scrivere e parlare di calcio non serve essere calciatori, bisogna conoscere le regole. Idem per la ricerca.

    Un esperimento, un’osservazione, una misura deve essere _riproducibile_, nel senso che deve essere possibile ottenere un risultato analogo, meglio se con altri strumenti e metodi. Altrimenti il risultato non può essere né confermato né smentito, è come se non esistesse.

    All’articolo di L. Montagnier et al. manca _tutta_ la parte scientifica: la descrizione dei “metodi e materiali”, come scrive Stefano, cioè della strumentazione usata, di quanta radiazione elettromagnetica emette (si sa solo che comprende un computer, il quale ne emette), con quale tecnica statistica la radiazione elettromagnetica di fondo e degli strumenti è stata distinta da quella emessa dal DNA in soluzione prima e dopo le diluizioni, qual è il margine di errore per le misure ecc. ecc.

    L. Montagnier può aver misurato davvero qualcosa. Senza quelle informazioni elementari che si aspettano da anni, nessuno può saperlo. Parlare di scoperta, invece, è fare disinformazione.

    @giulia
    Stefano non le ha detto che lei è ridicola, ma che lo è l’argomento del “pettegolezzo”. E’ ridicolo, nel senso di irrilevante, perché Stefano parlava delle regole fondamentali delle pubblicazioni scientifiche. Se non le interessano, non importa, molta gente brillantissima non ne ha mai sentito parlare, ma non è un motivo per insultare chi le fa conoscere.

    @asmodeo
    sono foto pubblicitarie!

    • @Sylvie Coyaud
      “Per scrivere e parlare di calcio non serve essere calciatori, bisogna conoscere le regole. Idem per la ricerca.”
      Si ha ragione , ma al bar, non certo su un campo di calcio o ad un ritiro della nazionale.

      Ha ragione sulla riproducibilità dell’esperimento, ha ragione del fatto che “all’articolo di L. Montagnier et al. manca _tutta_ la parte scientifica: la descrizione dei “metodi e materiali”, ma non è sua competenza screditare un ricercatore o un gruppo di ricerca, o peggio ancora esigere delle spiegazioni in merito a questo o ad altri lavori.
      Nessun ricercatore si sentirà mai in obbligo, di dare spiegazioni inerenti ad una propria pubblicazione a lei e ai suoi colleghi, semplicemente perchè non vi riconosce come parte in causa. Non fate parte di nessuna Facoltà, di nessun Dipartimento, di nessun Istituto di Ricerca.
      Insomma non fate parte del mondo scientifico, ma di quello editoriale.
      Vi vantate di aver studiato in prestigiose scuole italiane e non riuscite a fare questa semplice distinzione?
      Capite o no che voi siete solo e soltanto giornalisti (non sò se iscritti regolarmente all’albo dei giornalisti professionisti)?

      Sarebbe opportuno e corretto verso tutti i lettori, di qualsiasi estrazione e formazione, che vi limitaste a fare giornalismo, cioè a riportare “notizie” e a fare “cronaca”.
      Limitatevi a riportare e far notare la notizia, poi il resto ci penserà il mondo accedimico.
      Il resto, e cioè la critica scientifica, lasciatela ai ricercatori di professione, che certe cose le sanno meglio di voi.

      • Federica Sgorbissa // 5 agosto 2011 alle 10:20 //

        Mi figlia dice sempre: “non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire” (ripetendo quel che le dice il nonno quando lei fa i capricci)

      • Ha proprio ragione, ahimè ha proprio ragione.

      • Ricercatore precario // 5 agosto 2011 alle 11:12 //

        E se glielo dice pure sua figlia………, figuriamoci i lettori!

      • Federica Sgorbissa // 5 agosto 2011 alle 11:20 //

        Certo che tutti questi IP uguali, strane coincidenze. tre troll con una fava?

      • Ricercatore precario // 5 agosto 2011 alle 15:54 //

        rilegga bene gli indirizzi ip

      • Federica Sgorbissa // 5 agosto 2011 alle 16:10 //

        eheheh, geniale. e anche gli indirizzi fanno strani scherzi.
        (ma quelli dei post vecchi restano in memoria)

  14. Sylvie Coyaud // 5 agosto 2011 alle 14:50 // Rispondi

    @Francesco
    Lei riconosce che all’articolo di L. Montagnier et al. manca la parte scientifica e quindi che il “mondo accademico” non può valutare il risultato né riprodurre l’esperimento. Come Stefano, lei “scredita” l’esperimento, non chi lo ha fatto, l’articolo e non chi lo ha scritto. E guardi che correggere gli errori usciti sui media, il proprio incluso, fa parte del mestiere del giornalista. E’ la parte più noiosa, ma purtroppo non è un optional

    “Nessun ricercatore è obbligato a darvi spiegazioni”
    Lei sbaglia. Gli enti di ricerca e le università hanno addetti stampa che ci mandano decine di comunicati al giorno con il cellulare dei ricercatori ai quali chiedere spiegazioni. Infatti quasi tutti i finanziamenti alla ricerca vengono dati _solo_ se i risultati sono comunicati ai media (outreach).

    “Limitatevi a riportare e far notare la notizia.”
    Quello è il lavoro dell’addetto stampa, il giornalista deve prima valutarla.

    “lasciate ecc…”
    Lei confonde addetto stampa e giornalista, ignora l’esistenza dell’outreach e degli uffici stampa del “mondo accademico”, e ci impartisce lo stesso ordini su come fare il nostro lavoro. Non le sembra una pretesa ingiustificata?
    E’ come confondere attaccante e portiere, ignorare cos’è un goal, che una partita avviene tra due squadre e dire ai calciatori come devono giocare.

  15. Era Einstein che disse che al genio umano c’è un limite, ma all’idiozia no?
    Chissà perché, trovo che questa citazione – einsteniana o meno – in questo contesto, calzi a pennello…
    Che tristezza, però, costatare che il livello della cultura, non dico scientifica, ma solo la c.d. “cultura generale”, possa precipitare in tali abissi di ignoranza.
    Io, l’ho detto e lo ripeto (anzi, ri-scrivo), non ho una cultura scientifica, ma mi imbarazza rendermi conto di quanto l’omeopatia si sia radicata, alla stregua di una “scienza alternativa”, nella mente di molti…
    Possibile, mi chiedo, che ci sia persino da discuterne?
    Mah…
    Ciao,
    D.

  16. Dopo tutte queste polemiche, finalmente una risposta seria da parte di alcuni addetti ai lavori:

    1- Vitiello (Università di Salerno): “Il lavoro di Montagnier è assai serio, e apre nuove prospettive per la scienza, lo critichi solo chi ne ha la competenza scientifica”.

    2-Del Giudice (Istituto Nazionale Fisica Nucleare): “Chi non conosce la fisica, provveda a impararla prima di criticare a vanvera”. Roberti di Sarsina (esperto Cons Sup di Sanità): “Le affermazioni di Remuzzi contro le medicine non convenzionali sono solo sommarie generalizzazioni”

    Com’era prevedibile, divampa la polemica sull’ultima ricerca del Premio Nobel per la Medicina Luc Montagnier, che in un lungo articolo scientifico pubblicato sulla rivista “Journal of Physics” dimostra l’esistenza di una “memoria dell’acqua biologica”, in grado di mantenere traccia del DNA batterico anche al di sotto alla soglia minima di presenza dello stesso, e quindi – sostengono gli omotossicologi – può forse dimostrare anche la funzionalità di principi attivi farmacologici superdiluiti. Una nuova frontiera della “low-dose medicine” che porterà alla creazione di farmaci senza effetti collaterali, secondo un paradigma molto simile a quello dell’omeopatia, s’interrogano i medici? Il Dott. Giuseppe Remuzzi (Istituto Mario Negri di Milano) interviene scettico sul Corriere della Sera, criticando sia il lavoro di Montagnier che la rivista che l’ha pubblicato.

    A Remuzzi risponde in tempo reale uno dei protagonisti dell’equipe di ricerca di Montagnier, Giuseppe Vitiello, Professore di Fisica all’Università di Salerno e ricercatore dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare: “La rivista che ha ospitato il lavoro fa parte della collana edita dalla divisione editoriale dell’Istituto di Fisica della Gran Bretagna, leader mondiale nella pubblicazione scientifica in campo fisico, con un’attività di divulgazione scientifica che risale al 1874. Questa autorevole istituzione, che collabora con 25 organizzazioni internazionali e dispone di una rete di centri in tutto il mondo, sarà certamente sorpresa dalle critiche avanzate dal dott. Remuzzi. Riguardo al lavoro della nostra equipe, contrariamente a quanto sostenuto dal dott. Remuzzi è stato eccome sottoposto al vaglio della comunità scientifica, in più occasioni e anche recentemente, in occasione di una conferenza di livello internazionale organizzata dall’Università dell’Arizona e tenutasi a Stoccolma dal 3 al 7 maggio 2011 (1). Inoltre è pubblicato on-line (2), chiunque ne abbia le capacità può leggerlo è confutarlo. Questa è una ricerca che aprirà nuovi orizzonti da molti punti vista: parliamo dei fondamenti dinamici su cui poggia la fenomenologia dei sistemi viventi. Il dott. Remuzzi critica il lavoro definendolo “vago”ma Lui è un esperto riconosciuto in nefrologia e trapianti, non mi risulta abbia in curriculum alcuna competenza in fisica teorica e quantistica. Il lavoro è criticabile, e ci mancherebbe ancora, ma – lo ripeto – da chi ne abbia la competenza. E’ appena utile ricordare – conclude Vitiello – che chi scoprì i Raggi X un secolo fa stava indagando i fenomeni fisici dei materiali radiottivi, e mai più poteva immaginare la sua scoperta sarebbe stata utilizzata in medicina, in tutti gli ospedali del mondo. E’ ora di passare da una scienza a compartimenti stagni ad un approccio realmente interdisciplinare: fisica e medicina devono integrarsi, questa è una delle vere sfide del XXI° secolo”.

    Concorda con Vitiello il Prof. Emilio Del Giudice, ricercatore di fama internazionale all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, esperto sui temi della fisica delle particelle elementari e della fisica dei sistemi biologici: “Il dott. Remuzzi dice cose non vere: l’esperimento di Montagnier, al quale ho avuto l’onore di collaborare, non è la relazione a una conferenza, bensì è un articolo scientifico vero e proprio, ripreso successivamente in diverse conferenze, e inoltre – anche se immagino la cosa darà assai fastidio a chi fa della scienza un dogma – è già stato ripetuto con successo in quattro diversi laboratori, due a Parigi, uno a Montreal (Canada) e uno a Yaoundè (Camerun). Il dott. Remuzzi dice anche banalità: ovviamente più l’esperimento verrà ripetuto e meglio sarà per tutti, ma innanzitutto andava pubblicato, proprio per permettere ai colleghi scienziati di valutarlo. Non è una ricerca sull’omeopatia, ci mancherebbe, tuttavia c’è una connessione forte tra i due mondi: in questo nostro lavoro – si studia la proprietà delle soluzioni estremamente diluite, e chi si occupa di omeopatia troverà quindi sicuramente degli elementi d’interesse. Il consiglio che do a chi è capace di negare l’evidenza scientifica – chiosa Del Giudice – è di studiare la fisica: non conoscono la materia, quindi prima la imparino e poi potranno parlare”.

    E’ intervenuto in replica a Remuzzi anche il Dott. Paolo Roberti di Sarsina, presente nel board delle più autorevoli riviste internazionali sulle medicine non convenzionali e recentemente confermato come esperto del Consiglio Superiore di Sanità, che è intervenuto sulle affermazioni ostili all’omeopatia: “Circa il lavoro di Montagnier, ho la dignità di non esprimere parere, dal momento che non è la mia materia, sottolineo solo che si tratta di un Premio Nobel, non del primo parvenue. Nel merito di quanto afferma il dott. Remuzzi nel suo intervento sul Corriere della Sera, sui malati di leucemia, linfoma e di malattie autoimmuni o gravi che a Suo dire si sarebbero visti sospendere dal proprio medico specializzato in omeopatia le terapie che li avrebbero guariti, a favore di interventi non convenzionali e omeopatici, è appena utile ricordare che tutto ciò è falso, mai nel nostro paese un medico iscritto all’Albo è stato condannato con sentenza passata in giudicato per pratiche avventate di questo tipo, e quindi le affermazioni del collega sono solo sommarie generalizzazioni di chi è ostile a priori a nuovi paradigmi di salute. Forse invece di concentrarci su queste polemiche prive di fondamento dovremmo interrogarci sul perchè un atto medico al quale si riferiscono con fiducia milioni di pazienti in Italia e centinaia di milioni nel mondo non ha dignità di approfondimento accademico in Università, se non in sporadici Master di specializzazione come quello di Milano Bicocca, e batterci per un innalzamento della qualità della formazione ai medici su queste discipline, come chiaramente richiesto anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità in occasione del Congresso Mondiale sulla Medicina Tradizionale tenutosi a Pechino”

    (1) http://www.consciousness.arizona.edu/documents/FullProgramandAbstractsTSC2011Stockholm.pdf

    (2) http://iopscience.iop.org/1742-6596/306/1/012007

  17. Io continuo a pensare, anche se sono in vacanza e in Francia, che l’omeopatia sia una vaccata…
    Che ce posso fa’?

  18. Vorrei capire, assieme alle centinaia di migliaia di utenti che vi leggono, come la redazione o chi per essa, risponde alle critiche del precedente post., del tutto ignorate.
    La redazione di questo giornale on-line, avrà pure delle responsabilità (etiche, morali, deontologiche-comportamentali) nei confronti dei lettori? O no?
    Queste le critiche riportate da un altro lettore.

    1- “Il lavoro di Montagnier è assai serio, e apre nuove prospettive per la scienza, lo critichi solo chi ne ha la competenza scientifica”.

    2- “Chi non conosce la fisica, provveda a impararla prima di criticare a vanvera”.

    3- “Le affermazioni di Remuzzi contro le medicine non convenzionali sono solo sommarie generalizzazioni”

    4- “La rivista che ha ospitato il lavoro fa parte della collana edita dalla divisione editoriale dell’Istituto di Fisica della Gran Bretagna, leader mondiale nella pubblicazione scientifica in campo fisico, con un’attività di divulgazione scientifica che risale al 1874. Questa autorevole istituzione, che collabora con 25 organizzazioni internazionali e dispone di una rete di centri in tutto il mondo, sarà certamente sorpresa dalle critiche avanzate dal dott. Remuzzi.

    5- “Il lavoro è criticabile, e ci mancherebbe ancora, ma – lo ripeto – da chi ne abbia la competenza.”

    6- “Il dott. Remuzzi dice cose non vere: l’esperimento di Montagnier, al quale ho avuto l’onore di collaborare, non è la relazione a una conferenza, bensì è un articolo scientifico vero e proprio, ripreso successivamente in diverse conferenze, e inoltre – anche se immagino la cosa darà assai fastidio a chi fa della scienza un dogma – è già stato ripetuto con successo in quattro diversi laboratori”

    7- “Non è una ricerca sull’omeopatia, ci mancherebbe, tuttavia c’è una connessione forte tra i due mondi: in questo nostro lavoro – si studia la proprietà delle soluzioni estremamente diluite, e chi si occupa di omeopatia troverà quindi sicuramente degli elementi d’interesse.”

    8- “Il consiglio che do a chi è capace di negare l’evidenza scientifica è di studiare la fisica: non conoscono la materia, quindi prima la imparino e poi potranno parlare”.

    9- “Circa il lavoro di Montagnier, ho la dignità di non esprimere parere, dal momento che non è la mia materia, sottolineo solo che si tratta di un Premio Nobel, non del primo parvenue.”

    Se come intuisco avete fatto finta di non capire, allora mi sa che davvero non avete diritto di critica.
    Ragion per cui, “Scienza e Democrazia” sarebbe da consigliare a tutta la redazione.
    Buone vacanze a tutti

    • Fedele alla mia nuova politica (come autore dell’articolo, non parlo a nome della Redazione), colgo l’occasione per segnalare il post di Medbunker sull’evoluzione di Boiron vs blogger:
      http://medbunker.blogspot.com/2011/08/effetto-streisand.html

      Ieri poi Ben Goldacre sul suo twitter scriveva:
      $1bn homeopathy corp @BoironUSA sues lone blogger. Classy. http://t.co/r7vAkQ3 http://t.co/1aSXTe4 http://t.co/5JQneyx

      e a seguire mette a segno con:
      @ns_mehdihasan suing people for pointing out the obvious is just about the only way a homeopath can get my attention these days.

      Per inciso (e solo per inciso) quello è un comunicato stampa dell’AIOT (Associazione Italiana Medica di Omotossicologia) di luglio, ora come allora prova esemplare dei rodati meccanismi di immunizzazione dalle prove dell’omeopatia, l’unico caso in cui si può affermare con certezza la sua efficacia, obiettivamente formidabile.

      • Rosalia // 20 agosto 2011 alle 7:11 //

        Lei non ha risposto alle critiche riportate prima, se non con cose dette da altri e di cui lei pavidamente riporta i soli link. Risponda con parole sue.
        Comunque va bene così, visto che come mi pare di capire, in questa sorta di suicidio giornalistico la redazione, lo ha abbandonato, ha fatto marcia indietro!!??
        Lei giovane, mi auguro che impari da questi errori a capire cosa è e come funziona la scienza.
        Le auguro di non prendere più queste cantonate di petto (relativamente all’attagiamento).

      • Per cortesia, non è pavidità ma *noia* nella sua forma più pura e non diluita. Come ho detto ad altri, semplicemente, non attacca, Oggiscienza non è Voyager.

  19. Le facoltà di fisica sono le uniche sedi opportune per verificare i perché delle alte diluizioni. Non per nulla, uno dei pochi ricercatori ad esprimere un pensiero chiarificante in merito è stato Fritz Albert Popp, specie relativamente al concetto della coerenza di un segnale debole. Ovviamente parlare di segnale coerente, a coloro che basano la terapia solo sulla massa del segnale, è un compito concettualmente ardito.

    PS
    Se devo essere sincero non sono le critiche e cioè che scrivete come testata giornalistica on line che mi da fastidio, ma quanto l’atteggiamento poco scientifico, quasi di chiusura totale, del “non funziona” a prescindere. Non so per quanto e con che risultati si possa continuare
    a parlare di scienza tendendo a permanenza un atteggiamento del genere.
    Galileo docet!

  20. Roberto Germano
    L’informazione mi arrivò via posta elettronica tramite la mailing list del Dipartimento di Fisica: il 25 Marzo 1999 si sarebbe svolto un seminario presso il Dipartimento di Fisica dell’Università di Napoli: “Esiste la memoria dell’acqua? Uno studio termodinamico sulle soluzioni estremamente diluite della farmacopea omeopatica”. A parlare era il prof. Vittorio Elia del Dipartimento di Chimica dello stesso Ateneo.
    La cosa mi incuriosiva non poco, per i motivi già accennati in introduzione. C’erano cioè degli approcci teorici, come vedremo meglio in seguito, che portavano a concludere che la struttura dell’acqua era molto più ricca e complessa di quanto sembrasse a prima vista; la “memoria dell’acqua”, però, veniva bollata come pura idiozia, e io a quel tempo non ne sapevo molto di più…. anzi!! Per esempio – e credo di condividere questa mia esperienza con molti di voi – fino all’età di 26 anni circa ero profondamente convinto che l’Omeopatia non funzionasse perché…non poteva funzionare e basta a causa delle motivazioni “avogadriche” spiegate nel capitolo precedente.
    Il seminario fu eccezionale! Il prof. Elia, con dovizia di particolari e un impeccabile linguaggio scientifico, grazie alle sue doti didattiche, cercò di condividere con l’uditorio quanto segue:

    Il resto dell’intervista qui:
    http://omeopatiahahnemanniana.com/Articoli/Voci/2011/8/19_Anomalie_della_chimica-fisica_dellacqua_pura_e_di_altro_ancora.html

    Oppure direttamente presso il Prof. Elia (Dipartimento di Fisica) Università di Napoli
    Oppure Dott. Roberto Germano presso Istituto Nazionale Fisica Nucleare (INFN)

    FATTI NON CHIACCHIERE!!!!!!

  21. E’ facile mettere la testa sotto la sabbia .. e’ facile non credere, e’ piu’ facile del credere .. trovate le risposte dentro di voi onestamente .. se cercate appigli per non credere fate danno solo a voi stessi.
    LE GRANDI SCOPERTE SONO FATTE DA TEMERARI, DA CORAGGIOSI CHE OSANO CREDERE.
    I PAVIDI NON HANNO MAI SCOPERTO NULLA NE INVENTATO NIENTE SE NON UNA SCUSA PER NASCONDERE LE PAURE.
    REMATE CON CORAGGIO VERSO IL MIGLIORAMENTO DEL MONDO E DI VOI STESSI SCEGLIENDO LA STRADA A VOI PIU’ CONSONA CON CORAGGIO.

  22. Purtroppo poco fa su voyager tra effetti speciali fatti di suoni, luci, universi, musiche roboanti, citazioni, cambi di piano etc.. ha tirato fuori una puntata sull’argomento… e se ne parla voyager la “scoperta” è quasi certamente spazzatura.
    A proposito visto che nel frattempo siamo arrivati al 26 marzo 2012, si sa se è stato fatto il lavoro di peer review da parte della comunità scientifica?

    Grazie

    • Ho saputo di Voyager…la Rai da alcune settimane fa dei veri e propri spot a favore dell’ omeopatia, vuoi che lasciassero fuori proprio Giacobbo? Se mai Montagnier e compari sono stati così spiritosi da inviare i dati a una vera rivista non ne hanno dato notizia per quanto ne so. Al momento Montagnier sembra si dedichi alla cura dei bambini autistici con antibiotici (no, non sto scherzando).

  23. @antonello se lei è veramente un biologo farebbe veramente meglio ad andare in vacanza, ma per sempre, così da lasciare il posto a un biologo degno di tale nome che non crede a omeopatie e magie varie, di dedichi al vudà o alla lettura dei fondi di caffé la ricerca italiana ne beneficerebbe.

  24. Bravi agli autori di questo articolo. Meno male che c’è ancora qualche bastione a difesa del metodo scientifico assaltato da ogni parte da qualsiasi genere di pseudoscienza.

  25. Claudio Casonato // 4 aprile 2014 alle 16:26 // Rispondi

    L’ha ribloggato su bUFOle & Co..

  26. graziano baccolini // 25 dicembre 2016 alle 18:57 // Rispondi

    Sto cercaqndo di capire cosa Montagnier dice ma la bufala che riesca a tele trasportare il DNA , ma anche molecole piu piccole come l’acqua è una talwe baggianata che solo persone che non conoscono la chimica a fondo possono credere .Emontagnier è un medico e quindi non sa nulla di chimica come pure Del Giudice che è un fisico e non sa nulla di chimica come pure tutti gli altri che aqpprovano simile bufala oppure hanno capito cose che Montagnier non dice ma che acconsente a divulgare. Ho visto Voyager e mentre Gioacobbo parlaVA DI QUESTO TELESTRASPORTO DEL dna mONTAGNER ANNUIVA. pOVEREINO NONOSTANTE IL SUO nOBEL NON SA nulla di chimica. Quello che lui dice riguardo alle emissione di vibrazioni a bassa energia , dopo averle assorbite è un fenomeno che tutte le molecole chimice fanno e per questo possono essere i8dentificate nello spazio da stumenti che registrano le loro vibrazioni. Sono un profess di Chimica che nel dicembre 2015 ho pubblicato una nuova teoria sulla origine della vita deimostrata sperimentalnte e pubblicata su rivista internazionale con referees indipendenti. Ma n0n essendo un Nobel ignorante nessuno ancora lo ha presa in considerazione.Io dimostro veramente cme 3 miardi di anni fa si formo RNA e DNA e pure proteine rendendo nulla la Teoria del RNA word a cui diedero unNobel senza senso.http://www.tandfonline.com/doi/pdf/10.1080/10426507.2015.1083569

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