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Fotovoltaico, cresce la potenza installata

AMBIENTE – La quota dei 10.000 MW è stata raggiunta: è questa la potenza fotovoltaica installata oggi in Italia con il sostegno degli incentivi del conto energia. Secondo gli ultimi dati del contatore fotovoltaico del Gestore Servizi Energetici nel nostro Paese sono attivi più di 270.000 impianti. La maggior parte sono entrati in esercizio tra il 2007 e il 2010 con il Secondo Conto energia. Ma anche il Quarto Conto energia, partito lo scorso giugno, sta andando bene: più di 25.000 nuovi impianti attivi per una potenza di oltre 1.600 MW. Non solo, dall’inizio del 2011 sono già entrati in esercizio 6.500 MW e nell’ultimo anno (agosto 2010- agosto 2011) la potenza installata derivante dal fotovoltaico è cresciuta da 2.000 MW a 10.000 MW. Secondo le ultime stime, il numero degli impianti potrebbe attestarsi per la fine del 2011 intorno ai 350.000, con una potenza installata di 12.000 MW.

A livello regionale, come mostrano le due treemap, la Puglia è la regina del sole con la maggiore potenza installata, seguita dalla Lombardia e dall’Emilia Romagna, mentre la Lombardia ha il maggior numero di impianti, seguita dal Veneto.

Come si traduce tutto questo in termini di produzione di energia elettrica? Qual è la quantità di energia effettivamente prodotta “sfruttando” il sole? Secondo i dati di Terna, relativi al 2010, gli impianti fotovoltaici hanno prodotto più di 1.900 Gwh di energia elettrica, pari a circa lo 0,6% del totale dell’energia prodotta. Una produzione che è raddoppiata rispetto al 2009.

L’aumento delle installazioni per l’anno in corso, che di fatto proietta l’Italia al primo posto nella graduatoria mondiale per potenza entrata in esercizio nel 2011, dovrebbe contribuire a far crescere ancora più rapidamente la quota di energia prodotta dal sole.

9 Commenti

  1. Ottimo! Peccato che ci (“ci” come nazione) costi molto caro.
    E peccato che le invenzioni estemporanee del ministro Romani abbiano spaventato molte persone e contribuito alla stretta creditizia delle banche. Molte oggi erogano il finanziamento solo ad allacciamento avvenuto, il che crea parecchi grattacapi.
    Anche la sceneggiata estiva della finanziaria ha minato la fiducia necessaria ad investire i risparmi in un progetto sostenuto da contributi che (nel nord Italia) necessita di 7-8 anni per restituire la cifra investita. Il timore che da un giorno all’altro cambi qualche regola è molto diffuso e d’altra parte non si può dire che sia infondato vista l’INcertezza del diritto che caratterizza l’Italia.

  2. Non ho capito se il commento precedente fosse positivo o meno!

    Avere 12 GW di picco installati nel fotovoltaico ( a parte i costi che sopporteremo per venti anni, a carico di tutti i consumatori di energia elettrica) , uniti agli altri GW dell’eolico, costituisce una netta diminuzione dell’affidabiltà del sistema elettrico nazionale, come peraltro ha già avuto modo di esporre compiutamente AEEG.

    Non solo, gli impianti maggiori sono in zone non servite adeguatamente da rete elettrica, ulteriore investimento, (che in ogni caso lavorerebbe solo per 1000 h all’anno!) e devono essere “assistiti” da pari potenza disponibile per almeno 5 GW, data l’ imprevedibilità delle due fonti e l’ormai saturata capacità di accumulo delle centrali idroelettriche a pompaggio.

    Con questa elevatissima potenza installata in poco tempo, l’Italia ha anche “bruciato” i futuri investimenti in impianti tecnologicamente più avanzati, che saranno disponibili nei prossimi 10-20 anni.

    1. Buongiorno Ruggero!
      Il mio commento non era del tutto negativo, ma senza dubbio esprimeva un po’ di pessimismo, dato che attualmente da questo settore dipende il mio reddito.
      Le considerazioni che hai espresso sono le stesse che ho riportato anch’io in altre discussioni. Converrai che una certa dose di pessimismo per la gestione energetica è anche motivata in un paese che prima di spegnere una fonte che fa migliaia di morti l’anno si preoccupa di tenerne spenta un’altra che potrebbe provocare qualche decina di morti una volta ogni 25 anni…
      Se persino questo rapporto enorme ed evidente riesce ad essere oscurato dall’ideologia che speranze ci restano di vedere delle scelte ragionevoli?

  3. Il fotovoltaico a inizio ottobre ha raggiunto i 11 GW installati MA DA ALLORA E’ FERMO dopo aver raggiunto il picco di 11,105.
    La crisi morde?

    1. Le banche prestano sempre meno: per loro c’è molto meno rischio nell’acquistare titoli di stato e con i tassi attuali è pure più conveniente.
      D’altra parte gli imprenditori devono tenersi stretta la liquidità perchè le banche riducono i fidi e i privati si muovono con prudenza per l’incertezza sui loro redditi o sui loro stessi posti di lavoro.
      La conseguenza è un rallentamento notevole, magazzini pieni, contratti a tempo determinato che non vengono rinnovati. Attualmente quindi non si può guardare con fiducia al settore ed aspettarsi crescita e creazione di nuova occupazione.

      1. Aggiungo, visto che si parla di Lorenza, che il meccanismo del registro dei grandi impianti ha frenato e quasi fermato le installazioni a terra, che erano quelle che più contribuivano all’aumento della potenza installata.

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