COSTUME E SOCIETÀULISSE

Riscrivere Darwin? L’uomo venuto dal nulla…

COSTUME E SOCIETÀ – Prima liceo, ore 9, lezione di scienze. Davide Sassi, il prof, sta parlando di evoluzione, mentre Andrea, in fondo alla classe, sbuffa: “Prof, ma queste cose non sono superate? A me risulta che secondo le ultime scoperte sul DNA l’uomo non sia imparentato con alcun ominide preesistente. È scritto nel nostro libro di storia”. Sassi non crede alle sue orecchie, sicuramente Andrea ha capito male. Ci scommette una pizza. Perde.

Già, perché il libro in questione, Atlante di storia. Dalla preistoria alle Idi di marzo, di Paolo Di Sacco (Le Monnier Scuola, 2010), nel capitolo dedicato alla comparsa dell’uomo moderno dice esattamente questo: che “homo sapiens sapiens (sic! Con buona pace del fatto che secondo la nomenclatura binomiale l’iniziale di genere va maiuscola e che la dicitura “sapiens sapiens” non è più usata dagli esperti da tempo) non aveva alcun legame genetico con i precedenti ominidi” e che “non ha punti genetici di contatto neppure con le specie umane meno antiche” .
Sassi è esterrefatto (e noi con lui): “Non si tratta solo di enormi stupidaggini. Sono anche scritte in modo molto sapiente, mischiando informazioni più o meno corrette con affermazioni del tutto errate. Una tecnica del panino che mi fa supporre che ci sia dietro un’intenzione ben precisa, quella di far entrare nella scuola idee di stampo creazionista. Se diciamo che Homo sapiens non è parente di nessuno, allora l’unica conclusione logica che possiamo trarre è che sia stato creato”.

Abbiamo provato a leggere questa pagina insieme a Olga Rickards, ordinaria di antropologia molecolare all’Università di Roma Tor Vergata. Cominciamo:

“Secondo la teoria evoluzionistica tradizionale, l’homo erectus si sarebbe gradualmente evoluto verso la forma successiva di homo sapiens; di qui si sarebbe giunti allo stadio finale dell’homo sapiens sapiens. Gli studi recenti sul DNA, resi possibili dallo sviluppo della genetica e cominciati verso il 1995, hanno in buona parte riscritto la teoria di Darwin. Questi studi, tuttora in corso, ci dicono che l’homo sapiens sapiens nacque circa 130.000 anni fa e che non aveva alcun legame genetico con i precedenti ominidi, cioè non derivava né dall’homo abilis (in realtà sarebbe habilis, NdR), né dall’homo erectus e neppure dall’uomo di Neanderthal. Ciò significa che l’homo sapiens sapiens fu una specie completamente nuova”

Alcune affermazioni sono effettivamente corrette. Altre sono imprecise: per esempio, l’origine di Homo sapiens è oggi fissata a 200.000, non a 130.000 anni fa. E non ha molto senso fissare una data d’inizio, il 1995, agli studi sul DNA. Altre ancora sono proprio sbagliate. “È giusto dire che Homo sapiens non derivi da H. habilis, H. erectus o H. neandertalensis, ma questo non significa che non abbia legami di parentela, e dunque genetici con loro”, afferma Rickards. Il punto è che negando ogni parentela, nego anche la possibilità che abbiano un progenitore comune, cioè nego un percorso evolutivo. E rimango con la patata bollente in mano: da dove è saltato fuori Homo sapiens? E ancora:

“In parte gli studi in corso sul DNA confermano la teoria di Darwin: ci dicono infatti che l’umanità è passata attraverso un’evoluzione culturale, o umanizzazione. L’uso del fuoco, il vivere in comune, l’abitudine di seppellire i morti: quanto cioè distingueva i primi uomini dalle scimmie, a cui peraltro erano fisicamente simili, si realizzò solo nel corso del tempo”

C’è di che rimanere piuttosto perplessi: che cosa c’entrano gli studi sul DNA con il concetto di evoluzione culturale? Non ha senso affermare che studi genetici confermino l’evoluzione culturale, perché in realtà riguardano proprio tutt’altro tipo di evoluzione. Proseguiamo:

“Tuttavia gli studi sul DNA ci dicono che ben difficilmente la specie umana si è «evoluta» in sequenza dai primi ominidi fino ad assumere l’aspetto attuale. Infatti, il DNA di quegli ominidi è molto, troppo diverso da quello dell’homo sapiens sapiens. Inoltre oggi sappiamo anche che l’uomo moderno non ha punti genetici di contatto neppure con le specie umane meno antiche. Non è dunque parente né dell’homo erectus né degli uomini di Neanderhal”

Ma di quali “primi ominidi” si sta parlando? E di quali confronti di DNA? Non è dato sapere. E comunque, non vi fanno un po’ pena questi Homo sapiens, sbucati a un certo punto dal nulla, senza mamma e papà, senza un nonno, un fratello, neppure un lontano cugino? A me rincuora sapere che per la scienza le cose non sono andate proprio così. Sentiamo Rickards:

“Le conoscenze accumulate nel tempo, e sostenute dai dati più recenti in ambito genetico e paleoantropologico, raccontano una storia cominciata circa due milioni di anni fa con la comparsa in Africa di Homo ergaster. Una specie ma, ovviamente, tante popolazioni che a un certo punto hanno preso strade differenti. Alcune si sono spostate in Asia, dove hanno dato origine a Homo erectus; altre in Europa, dove hanno dato origine all’uomo di Neanderthal. Altre ancora sono rimaste in Africa: in una di queste, rimasta isolata per qualche motivo, hanno cominciato ad accumularsi cambiamenti genetici che, nel tempo, hanno portato alla nascita di una nuova specie: noi, Homo sapiens.
Per un po’ siamo rimasti in Africa poi, tra 80 e 60.000 anni fa, abbiamo cominciato a muoverci (Out of Africa) e a occupare prima il vecchio mondo (Europa e Asia) e poi le Americhe, fino a spingerci alle aree più remote del Pacifico”.

E non è finita, perché c’è un’altra bella sorpresa di cui rendere conto, alla faccia della mancanza di “punti genetici di contatto con le specie umane meno antiche”. È infatti scoperta recentissima (in effetti forse troppo recente perché potesse essere recepita in un libro di testo del 2010) che appena uscito dall’Africa e giunto in Medio Oriente, Homo sapiens si sia incrociato con l’uomo di Neanderthal: un incrocio di cui rimane traccia tuttora in una piccola percentuale di DNA neandertaliano presente nel genoma di popolazioni asiatiche o europee attuali.

Conclusione: siamo una specie nuova, certo. Ma è altrettanto certo che ci siamo evoluti da specie preesistenti (anche se non conosciamo di preciso tutti i passaggi e forse non li conosceremo mai, visto che non si è trattato – come abbiamo detto altre volte – di una sequenza lineare di eventi). E che continuamo a evolvere. Dire il contrario, dirlo a dei ragazzini e dirlo in un libro di testo (strumento in cui loro hanno piena e totale fiducia: quello che dice è il libro è verità assoluta) è soltanto una svista banale, un errore che può capitare?

Valentina Murelli
Giornalista scientifica, science writer, editor freelance

64 Commenti

  1. Vorrei far notare come biologa zoologa, che la denominazione trinomiale di Homo sapiens sapiens, come sottospecie o razza dell’ Homo sapiens, è a ggi “VALIDISSIMA” nell’ambiente accademico, più specificamente nelle discipline biologiche che trattano la tassonomia-genealogia dell’essere umano, come: tassonomia, primatologia, antropologia, etnoantropologia e Biologia preistorica, come dimostrano diversi articoli:

    -Triple Threats to the Human Future: Can Civilization Arrive, L. David Roper, http://www.roperld.com/science/HumanFuture.pdf .

    -Walking with Cavemen: Eye to Eye with Your Ancestors, John Lynch and Louise Barrett, Headline Book Pub., 2003.

    -The Journey of Man: A Genetic Odyssey, Spencer Wells, Princeton Univ. Press, 2002.

    -The Dawn of Human Culture, Richard G. Klein and Blake Edgar, John Wiley and Sons, 2002.

  2. Gentile Sara, grazie per la sua osservazione.
    In realtà altri esperti, come la stessa Rickards, sostengono si tratti di una denominazione superata. In ogni caso, fosse stato solo questo il “problema” della pagina in questione, sicuramente non ce ne saremmo occupati.

  3. Non era mia intenzione fare polemiche, era solo una precisazione, sebbene in un mondo quello della tassonomia che è in costante rimaneggiamento.
    Sicuro è che appoggio al 100%, ciò che hai scritto nell’articolo, mi domando, sebbene alcune correzioni ci sono e saranno da fare nella teoria dell’Origine della Specie madiante Selezione Naturale, come mai ancora si deve osteggiare il Darwin? Credo che comunque anche la scienza viva di momenti di moda e settari.
    A mio avviso una certa idea me la sono fatta!
    Biologi come Darwin ma anche Psicologi e Psicoanalisti come Freud, spesso vengono criticati nelle loro opere e teorie, anche da chi non ha alcuna base scientifica o si occupa d’altro, o pratica altre discipline, come la storia, la letteratura ecc.
    Mentre lo stesso, non accade mai con la teoria atomica, la fisica atomica, la fisica quantistica ecc., ove le critiche giungono da persone semmai, che sono fisici, matematici.
    Credo questo dipenda dal fatto che le scienze biologiche come la medicina hanno oggetti e soggetti di studio, troppo complessi, non matematicizzabili, sebbene qualche tentativo (fallimentare) è stato fatto, la zoologia la botanica, la psicoanalisi non sono matematicizzabili.
    Questo però offre il fianco, perché alle equazioni non si avvicinano se non chi è esperto.
    Personalmente, rimango sempre dell’opinione che la Biologia in tutte le sue branche, ha dato e continuerà a porre le più profende domande filosofiche che esistano, poiché più direttamente collegate alla vita animale, vegetale e alla nostra esistenza.
    Grazie
    Sara

  4. Come credente ed evoluzionista, queste cose mi lasciano profondamente amareggiato. Spero profondamente che dietro ci sia solo un errore o l’incompetenza, e non la malizia di rivangare teorie superate.

  5. Premetto che non sono ne’ biologo, ne’ antropologo, ne’ storico: mi occupo di tutt’altro. Concordo pienamente con il fine dell’articolo proposto, tuttavia mi permetto di farvi una osservazione “metodologica”.

    Nella parte iniziale leggo: “Il punto è che negando ogni parentela, nego anche la possibilità che abbiano un progenitore comune, cioè nego un percorso evolutivo”. Questa affermazione potrebbe valere se facessimo una “assunzione di mondo chiuso”, ovvero se assumessimo di conoscere TUTTO. Ma non potrebbe accadere che in futuro, si scopra una nuova specie e che questa risulti direttamente imparentata con Homo sapiens?

    D’altra parte, poche righe sotto, la prof. Rickards ci dice: “Le conoscenze […] raccontano una storia cominciata circa due milioni di anni fa con la comparsa in Africa di Homo ergaster”. Ma allora, l’argomentazione di tutto l’articolo potrebbe essere usata contro Homo ergaster: da dove è spuntato?

    È assolutamente probabile che le mie osservazioni siano pura retorica e non ci si possa trarre nulla di interessante da esse; tuttavia da non-esperto del settore, quale sono, non ho trovato le argomentazioni dell’articolo particolarmente convincenti.

    Saluti

  6. Pimo, è ovvio che ci deve essere ancora qualcosa da scoprire, tuttavia è completamente scorretto quello che dice chi ha scritto quel libro di storia. Non si può affermare con tanta disinvoltura una cosa del genere, perfino senza riferimenti puntuali, su un testo scolastico. Affermare categoricamente che l’uomo moderno non ha alcuna parentela con il genere homo, è da ignoranti e incompetenti. Non per la contrarietà alle teorie più accreditate, bensì perché afferma senza alcuna logica, senza che ci siano questi presupposti. Lui non teorizza, come sarebbe logico fare, ma afferma, come fanno i fondamentalisti.

  7. Caro Pimo, se un giorno si troveranno fossili che permetteranno di mettere in dubbio questo, i biologi non creano barricate a tale proposito sarebbe anche stimolante; il fatto è che volente o nolente, per ora, i reperti fossili (la paleontologia), la zoologia, l’ecologia, la botanica la biogeografia, la peleobiologia, la biologia delle popolazioni e la genetica, l’embriologia-biologia dello sviluppo, sia in termini di di micro che di macroevoluzione, sembrano indirizzarci verso Darwin con i fatti e non le ipotesi, sebbene come dimostrano i meccanismi di somazione e sommazione nei processi di speciazione, in specie allopatriche e simpatriche la teoria del giagantismo insulare e di colonizzazione insulare, ci dicono che tale teoria, necessita d’integrazioni e modifiche (il neodarwinismo o teoria sintetica è troppo riduttiva e rigida) che però non significa negare o stravolgere il Darwin, forse in parte anche Lamarck aveva ragione per alcuni aspetti quindi si deve parlare d’integrare la teoria Darwiniana, innegabilmente giusta nelle sue fondamenta.
    Un’altro errore della prof. Rickards (e dimostra che una è una storica, né biologa, ma neanche archeologa), è quello di far cominciarere la storia primitiva dell’essere umano con l’Homo ergaster, probabilmente bisogna fare indietro un salto di 1,5-2 milioni di anni (3,5.4 milioni di anni fa), nell’Africa tropicale e cominciare dagli australopitecini con l’Australopithecus uno dei primi mammiferi ominidi.
    Il ramo dei Pongidae -le scimmie antropomorfe come il Pantroglodytes (lo scimpanzé)- si è separato da noi circa 5-7 milioni di anni fa, quest’ultimo ha probabilmente terminato il suo sviluppo, cioè si è spento, come si dice in gergo tassonomico, probabilmente perché le condizioni di stabilità evolutiva sono state raggiunte, cioè quelle di massima capacità di specie, quelle per cui la deriva genetica non si verifica e quindi p+q=1, quelle per cui le tre legge di mendel sono confermate e perché le popolazioni dei vari pongidi sono caratterizzate da un numero grande di generazioni, perché non vi è ibridazione con altre scimmie per barriera di specie e perché qualche gene dominante essenziale non ha subito mutazione all’interno della loro struttura e per l’isolamento geografico che le ha caratterizzate.
    Mentre una di queste condizioni nei primi e successivi membri degli Hominidae, che costituiscono la catena evolutiva che perta a noi, ha probabilmento avuto un fenomeno di deriva genetica.
    Questi fenomeni, sono importanti e non citarli da parte della prof. Rickards, significa che non li conosce o li ignora, ma è un pò come voler parlare della storia dell’ Antico Romano Impero, non avendo neanche idea dell’esistenza degli imperatori Romani, che di esso hanno fatto la storia o parlare della civiltà Egizia senza parlare delle dinastie dei grandi Faraoni che si sono succedute nella loro storia.
    Un saluto a tutti
    Sara.

  8. Ma facciamola finita con questa evoluzione che puzza di vecchio.Non sono nè per Darwin e nè per la Bibbia.Oggi occorre rivedere la storia e spiegarla in maniera scientifica.Vi sono state molte estinzioni di massa e poi improvvisamente sono saltati fuori nuovi animali e vari uomini :Il fenomeno vita è comune nello spazio e può darsi che la Terra sia stata bombardata da meteoriti che hanno portato la vita.

  9. Ecco abbiamo il Pert Kolosimo del XXI° secolo.

    Le 5 estinzioni a cui lei si riferisce anche se non ha citato il numero perché non lo conosce, sia almeno preciso quando parla, sono state associate 2 ad altrettante fasi di glaciazione alpina Riss-Wurm, Wurm ecc, e una (più preistorica) è quella dei dinosauri nel Mesozoico (forse di orgine non solo comsica da meteorite ma dall’azione anche di rapidi cambiamenti climatici e l’esplosione radiativa dei micromammiferi) le altre pù primtive non è chiaro ancora a quali fattori sono associate probabilmente è stata la risultante dell’azione di cambiamenti climatici troppo rapidi (come nel passaggio dal carbonifero -inferiore e supriore- al permiano e all’era Cenozoica epoca paleocencia e eocenica, che ha determinato l’estinzione ad esempio, di molte piante igrofile, felci arboree, equisetali vari).; La Riss-Wurm, la Wurm come glaciazioni alpine hanno coinvolto solo i primi hominidae.

    Come dice lei???……………e poi improvvisamente sono saltati fuori nuovi animali e nuovi uomini. a me questo puzza di Gene e di teoria -Creazionista-Catastrofista-Fissista alla Buffon e Cuvier, quella accettata dalla chiesa nel XVIII e inizio XIX secolo e oggi corrispondente all’Intelligent design.

    Già che c’era poteva poteva aggiungere al suo intervento, stile Rhaeliano o Enokiano, l’intervento cosmico di una razza aliena (la tanto attesa razza aliena, eppur esistono…!) che scesa sulla terra, chissà dove, ha operato esperimenti di ingegneria genetica sui primati, o che si è ibridata con i primati per cui noi portiamo DNA alieno, stile buffonate di panspermia alla dr house, o alla X-files.
    Per favore spenga ogni tanto la TV e faccia una bella passeggiata all’aria aperta sig mantovani.
    S

  10. Davide Sassi lo stesso che ha scritto “Elementi di sistematica biologica”? Se è lui fategli i complimenti, ottimo libro!

  11. Citazione: “Conclusione: siamo una specie nuova, certo. Ma è altrettanto certo che ci siamo evoluti da specie preesistenti (anche se non conosciamo di preciso tutti i passaggi e forse non li conosceremo mai,…”

    Allora NON si puo’ parlare di CERTEZZA ma solo di IPOTESI evoluzionistica.
    Cari dottori, continuate le vostre ricerche e quando ci saranno delle certezze saremo pronti ad accettarle… nel frattempo si potrebbe applicare la sospenzione del giudizio (cosa saggia) e dirigere la propria attenzione a tutte le possibilità o ipotesi..

  12. Parlare di evoluzione con l’ornitorinco è ridicolo,perchè ha una biologia diversa.ha 5 geni sessuali e ha due geni responsabili il primo della discesa dei testicoli nello scroto e il secondo presiede alla formazione alla formazione della placenta,delle mammelle,delle ghiandole lattee e dei capezzoli nelle femmine.Insomma ha i due geni dei mammiferi che si riproducono attraverso la placenta,ma l’Ornitorinco fà le uova e non ha capezzoli e non è nè un mammifero,nè un uccello,nè un rettile .inoltre ha un veleno estremamente tossico che non ha contro-veleni.Ma,perchè l’Ornitorinco ha nel suo DNA i geni dei mammiferi?

  13. Cito: “Non si tratta solo di enormi stupidaggini. Sono anche scritte in modo molto sapiente, mischiando informazioni più o meno corrette con affermazioni del tutto errate. Una tecnica del panino che mi fa supporre che ci sia dietro un’intenzione ben precisa, QUELLA DI FAR ENTRARE NELLA SCUOLA IDEE DI TIPO CREAZIONISTA. Se diciamo che Homo sapiens non è parente di nessuno, allora l’unica conclusione logica che possiamo trarre è che sia stato creato”
    Egregi signori, che cosa vi da il diritto di ritenere che nella scuola debbano entrare solo le vostre idee? La scuola è luogo di conoscienza, non di censura. Nella scuola devono entrare tutte le idee e poi si sceglierà quella che si ritiene (e non è sempre vero) quella giusta. Avete un pallido ricordo di quando a Galileo fu impedito di esporre la sua idea SBAGLIATA? E voi siete così certi del vostro attuale sapere da voler evitare qualsiasi contaminazione con le idee altrui? Vi ricorda niente Voltaire? E se ritenete così oscena l’idea creazionista da non essere degna di entrare ed essere discussa in una scuola, vi dispiacerebbe spiegare da chi è evoluto il primo ominide? E prima di lui, da chi è evoluto il primo essere da cui discese l’ominide? E risalendo ancora all’indietro, vi spiacerebbe spiegarmi, con certi dati scientifici, da chi è disceso il primo atomo primordiale, quello prima del quale esisteva solo il nulla assoluto? E siccome, già che ci siamo, escludete in modo così assoluto e certo il pensiero creazionista, ritengo altrettanto certo che escludiate anche l’esistenza di un Creatore. Ritengo inutile citare un pensiero (scusate se non ricordo di chi) che diceva: “l’ateo è quel tale che ritiene la creazione tanto perfetta da non aver bisogno di un Creatore”. Non ho nessuna intenzione di mettere in dubbio le vostre certezze e le vostre conoscenze. Ma vi chiedo scusa se ritengo di credere anche, e scusatemi di nuovo, forse un po’ di più, di qualche altro sconosciuto scienziato che crede o credeva nel Creatore. Ad esempio, tanto per fare un nome, Zicchichi. O, me ne viene in mente un altro, sicuramente poco importante, cioè Einstein. Certo, forse loro avevano ed hanno meno certezze. Ma probabilmente non si sarebbero scandalizzati se la teoria creazionista entrava, con altre teorie, nella scuola!!!
    Grazie per l’attenzione.

  14. Caro Sig Giovanni Mantovani e la/il sigra/re Didall, tutti hanno legittimamente diritto di esprimere la/le propria/e convinzione e idea/e ci mancherebbe, ma quando dico che, di scienze biologiche è bene che ne parlino i biologi (sia essa zoologia, botanica, entomologia, etologia, biogeografia, etnobiologia, paleobiologia, paleoecologia, paleontologia, ecc.) perché la preparazione è diversa, altrimenti si fanno brutte figure, poiché non si comprendono (visto che fare 40 esami di più di mille pagine ognuno e minimo 2 anni di tesi su campo servirà a qualche cosa) a pieno le cose o si riportano come lette distrattamente errando.
    Nell’Ornitorinco ( Ornithorhynchus anatinus, Shaw-1799) non ci sono 5 geni che fanno quello o altro come lei ha scritto.
    Quelli di cui lei parla, confondendoli con i geni, sono cromosomi e probailmente potrebbe essere un caso di Mosaicismo naudiniano o compartimentale.
    L’Ornitorinco sembrerebbe essersi separato circa 170 milione di anni fa era Mesozoica o Secondaria, da un progenitore comune con l’ essere umano, come il biologo paleontologo austriaco Grutzner ha descirtto nel 2003.
    Il suo “cariotipo” è formato da 10 cromosomi X nella femmina e 5 cromosmi X e 5 cromosmi Y nel maschio (quelli che lei chiama geni, che invece sono l’unità elementare del genoma).
    L’analisi del DNA di questo splendido mammifero monotremo (monotremo fu un termine coniato dai biologi del XIX secolo, che accomunava questi mammiferi, i più primitivi viventi di questa classe, con i rettili e gli uccelli, poiché c’è un unico foro che comunica con l’esterno, utilizzato sia per eleminare le feci e l’orina, per rilasciare l’eiaculato dal maschio e riceverlo dalla femmina e per lo sgravamento da parte di quest’ultima), ad opera di Grutzner, Gaves nel 2004 e Rens nel 2007, ha rivelato che oltre le sequenze specifiche di questo animale, ve ne sono di altri vertebrati, più vicine a quelle degli uccelli che a quelle degli altri mammiferi.

    Ad esempio i genetisti (io sono zoologa come biologa) ci dicono che il cromosoma DMRT1che sembra avere un ruolo principe nel determinare il sesso negli uccelli mediante il sistema cromosomico WZ, si ritrova quasi uguale negli ornitorinchi (Veyrunes, 2008).

    Ma ciò conferma la Teoria Darwiniana, perché Darwin parlava di un albero “tassonomico” ramificato, quindi non di una evoluzione per ortogenesi, cioè lineare, ma ramificata-gradualista, antitetica a quella ortogenetica, catastrofista e anche rispetto la teoria a “Equilibri punteggiati” che è “saltista”, proposta dai biologi paleontologi S J Gould, Niles Eldredg, nel 1972, sebbene le basi furono gettate da quel grande biologo dell’evoluzione quale è stato Ernst Mayr nel 1954, che fu il padre scientifico della teoria della speciazione.

    Quindi lo studio dell’ornitorinco non solo conferma la bontà in gran parte della teoria evolutiva del Darwin, ma aggiunge altre informazioni su come il sesso si sia differenziato nel regno animale, cosa più chiara in quello vegetale, poiché ci dimostra come forse mammiferi e uccelli, filogeneticamente e cladisticamente più vicini tra loro (spazio-temporalmente) abbiano condiviso nel tempo e nello spazio una parte del processo che ha portato alla differenziazione del sesso in questi animali.
    Quindi trovare frammenti di ornito-DNA in un mammifero non è così pazzesco pensarlo e anzi, convalida il Darwin nei meccanismi di polispeciazione.
    Ma non è sicuramente DNA di alieni?????
    Anche nell’essere umano vi sono tracce evolutive di rettili, l’arco aortico sinistro è un residuo dei rettili, come il sistema limbico nel paleoencefalo presente nel cervello di ognuno di noi, definito per questa ragione cervello rettiliano.

    Infine cara o caro Didall, io non sono una ricercatrice ma una curatrice di museo e giardino zoologico, ma noto sempre una certa ironia e un certo disprezzo verso chi ha studiato, che è tipico in Italia, come nel suo giudizio io rispetto il lavoro di tutti, da chi il mattino si alza alle 4,00 per andare a rifornire i supermarket in cui compriamo le cose di cui abbiamo bisogno, Lei abbia un pò di rispetto verso chi, nei secoli ci ha permesso compiere un gesto ormai diventato così scontato, ma che ha aumentato l’aspettativa di vita di almeno 40 anni, ad esempio scoprendo gli antibiotici, e parlo di un campo che non è il mio.

    Grazie al mio campo, lei vede ancora qualche pianta e animale.

    Riguardo al libro di Davide Sassi, è un discreto libro ma non andrei proprio oltre, visto che esistono lavori come quelli di:

    LECOINTRE GUILLAUME; LE GUYADER HERVE’
    “SISTEMATICA DELLA VITA” Zanichelli, considerata la Bibbia della Tassonomia,in cui un autore è il famoso tassonomista del Museo di Storia Naturale di Parigi:

    Hervé Le Guyader
    Né le 31 mai 1948, à Brest
    Statut :
    Biologiste
    Doctorat d’Etat
    Professeur à l’université Pierre-et-Marie-Curie

    Parcours :
    1982 – 1986 : chercheur au Centre d’études nucléaires de Saclay
    1986 – 1991 : chargé de recherche au CNRS
    1991 – 2000 : professeur à l’université Paris-XI
    1993-1994 : président de “Biologie et physiologie animales” de l’université Paris-XI
    1995 : responsable du DEA “Biodiversité : génétique, histoire, mécanismes de l’évolution”
    1995-1996 : président de la commission scientifique et technique (CST) de l’Action concertée coordonnée sciences de la Vie n° 7 (ACC-SV7) “Systématique et biodiversité”
    1995-1996 : membre du Conseil scientifique du réseau national de systématique (1995-1996)
    2000 : professeur à l’université Paris-VI
    2000 : membre du Comité d’éthique et de précaution (Comepra) de l’INRA

    Bibliographie :
    Hervé Le Guyader a publié de nombreux articles dans des revues spécialisées nationales et internationales. Il publie également régulièrement des articles dans des mensuels comme Pour la science.
    Il est l’auteur de plusieurs livres :
    Hervé Le Guyader H. (sous la dir. de), L’Evolution, Belin, “Bibliothèque pour la science”, 1998
    G. Lecointre et Hervé Le Guyader, Classification phylogénétique du vivant, Belin, 2001
    Hervé Le Guyader, Etienne Geoffroy Saint-Hilaire (1772-1844), un naturaliste visionnaire. Belin, 1998 (traduction anglaise à paraître chez University of Chicago Press)
    Associations et comités :
    Membre fondateur de la Société française de systématique et de la Société d’histoire et d’épistémologie des sciences de la vie, Hervé Le Guyader a participé à la rénovation de la Galerie de zoologie du Muséum national d’histoire naturelle, réouverte sous le nom de Grande Galerie de l’évolution.

    Saluti
    Sara

  15. Eviterei di citare o prendere ad esempio “Zichichi” come scienziato, forse per chi fa un altro mestiere nella vita può esserlo, provate a vedere nel mondo dei fisici come è considerato, credo Enrico Fermi si sia rivoltato qualche volta nella tomba.

    Cito Darwin:……Supposto che fosse pur vero, che da un pugno di creta, Dio ad un certo punto, avesse con il suo”soffio divino” infuso vita organica, supposta vera una cosa così “improbabile”, questo non andrebbe in contrasto con una vita organica che si sia evoluta poi, mediante Selezione Naturale nel tempo e nello spazio…; tratto da “Origine della Specie mediante Selezione Naturale”.

    Secondo, quando lei va da un medico e questo gli dice, il suo cuore ha una frequenza di 60 battiti al minuto e batte perché c’è un prcesso elettromeccanico che lo permette, lei non gli va adire (spero per lei) queste sono teorie materialistiche-dialettiche, il mio cuore batte per volere di una forza superiore, perché se così facesse le riderebbero in faccia.

    I primi Hominidae, i dati pelontologici lo dimostrano, sono originati dagli Australopeticini Sudafricani questo è noto da 30 anni, forse l’unico che non lo sa ancora è lei Giannetto.
    Allora ci spieghi lei come Dio ha creato tutto (o come dite, io ci credo e questo basta, troppo comodo e facile magari ci dite pure il settimo giorno in quale luogo di vacanza si è andato a riposare).
    Inoltre a lei chi dà il diritto di credere che io e altri biologi non crediamo? Non crediamo a come secondo la chiesa le cose dovrebbero essere andate, a un Dio per forza pianificatore come un architetto, ma questo non vuol dire non credere, ci sono molti altri aspetti ben diversi come amore, misericordia che rientrano in un altro quadro, certo non ha nulla a che fare con progetto telefinalista-di programmazione secondo le regole ecclessiastiche e teologiche.

    Vuole avere la sua tanto amata teoria Creazionista insegnata il cosiddetto Intelligent Design? Perché come dice, si deve essere liberi di decidere? Che venga insegnata a religione, non in materie né umanistiche né tantomeno scientifiche.
    Ma questo concetto pluralista di libertà che lei cita Sig Giannetto, che venga rivolto allora anche nell’insegnare la storia di tutte le religioni a scuola, di modo che si è liberi di aderire o meno a una religione e alla religione che si preferisce, non invece insegnare solo quella che si deve scegliere per forza, perché è l’unica vera solo quella cattolico-cristiana e lo scrive chi crede, ma non ciecmante ottusamente.
    Sara

  16. cara dottoressa Sara,
    lei interpreta in modo non corretto il mio post… mi spiace

    cito: “noto sempre una certa ironia e un certo disprezzo verso chi ha studiato, che è tipico in Italia,…”

    non disprezzo nessuno le assicuro!!!

    invece apprezzo la sua competenza ma in un articolo divulgativo, se si esprime come si esprime, lei parla solo ai suoi colleghi zoologi… e tutti gli altri?
    Quindi onore a chi studia… ma con la mente aperta e pronti alla divulgazione.

    la evoluzione darwiniana è una ipotesi e nell’articolo NON puo essere scritto cio’ che Valentina Murelli scrive evadendo anche il più semplice concetto di logica grammaticale:
    cito:
    “Conclusione: siamo una specie nuova, certo. Ma è altrettanto certo che ci siamo evoluti da specie preesistenti (anche se non conosciamo di preciso tutti i passaggi e forse non li conosceremo mai, visto che non si è trattato – come abbiamo detto altre volte – di una sequenza lineare di eventi).

    se è CERTO che siamo evoluti da… allora è certo che ci sono le PROVE… se le prove non le abbiamo ancora troviate allora siamo nel campo delle IPOTESI….
    Qualcuno mi smentisca su questo…..
    la prego dottoressa…. solo logica e niente Ornitorinco… e complimenti per la sua preparazione (senza ironia mi creda)

  17. Caro Didall, l’orntiorinco è venuto fuori per rispondere al sig Mantovani, che confondeva geni con cromosmi, è come confondere le singole note musicali con la partitura completa di una sinfonia, in cui c’è l’aromonia, le pause eccetera.

    La Teoria del Darwin è una Teoria confermata non è una ipotesi, è certo che (da dati paleontologici, biogeografici, paleoecologici e paleobiologici e da quasi un secolo grazie ai genetisti, tramite la genetica, l’embriologia come la biologia dello sviluppo) che l’evoluzione gradualista per selezione naturale nel regno animale che vegetale, come in quello dei funghi, dei procarioti (batteri) e quello dei protisti (protozoi) e addirittura nel regno minerale, sia realtà non ipotesi.
    Le potrei citare pubblicazioni che riempirebbero diverse migliaia di pagine.

    Mentre è proprio la teoria creazionista che non ha alcun fondamento.

    L’assenza di protofossili in alcune tappe evolutive, nello sviluppo dai preistorici ominidi fino all’essere umano attuale, non nega l’esistenza di una evoluzione mediante selezione naturale, quello che può essere confuso ( e ci mancherebbe che non sia così data la complessità del problema ) è avere l’abero filogenetico-zoologico-botanico ancora incompleto in ogni singolo elemento.

    Si potrà anche scoprire che gli hominidae magari non derivino da un medesimo porgenitore con i monotremi (l’ornitorinco), ma ciò non smentisce che l’evoluzione esista e si svolga mediante selezione naturale e ripeto il termine “gradualista” non significa in linea retta che è invece “ortogenesi” ma invece il processo evolutivo è ramificato.

    Vede pensi al nostro sistema solare, alla sua evoluzione cosmogonia, il fatto che come la notizia d’oggi ci dice, è stato scoperto un pianeta gemello alla terra, un pianeta blu, non contraddice certamente ciò che gli astronomi ci spiegano sull’ evoluzione dell’Universo e sulla nascita della nostra galassia la via Lattea.

    Mi scusi per aver frainteso la sua precedente mail,
    Sara

    1. Graze Sara..
      – ma io non ho mai fatto riferimento alla teoria creazionista nei miei post..

      cito:
      La Teoria del Darwin è una Teoria confermata non è una ipotesi, è certo che (da dati paleontologici, biogeografici, paleoecologici e paleobiologici e da quasi un secolo grazie ai genetisti, tramite la genetica, l’embriologia come la biologia dello sviluppo) che l’evoluzione gradualista per selezione naturale nel regno animale che vegetale, come in quello dei funghi, dei procarioti (batteri) e quello dei protisti (protozoi) e addirittura nel regno minerale, sia realtà non ipotesi.

      – funghi, procarioti, protozoi….ok…. ma l’ UOMO???

      @Melotti….
      cito: “la risposta la trovi gia’ nell’articolo”
      – risposta di cosa trovo nell’articolo… che non si troveranno mai le prove di quello che si afferma???
      – l’articolo non è scientificoe e nemmeno divulgativo è di PARTE come lo sono i Creazionisti quindi ha lo stesso valore =NULLO

      Citazione:
      “Non possiamo definire nulla con assoluta precisione. Se proviamo a farlo ci coglie quella paralisi del pensiero che è tipoca dei filosofi… uno dice all’altro:”non sai di cosa stai parlando” e l’altro risponde “che cosa intendi per parlare? che cosa intendi per sapere? che cosa intendi per cosa? (Richard Feynmann – premio Nobel per la fisica 1965)

      cito: (Melotti)
      Di prove ce ne sono quante ne vuoi, in tutti i campi di ricerca, come puoi facilmente verificare dalle pubblicazioni scientifiche degli ultimi decenni.
      e tu le hai lette tutte queste pubblicazioni scientifiche… citamele con precisi riferimenti bibliografici per favore… così ne possiamo discutere

      -Vediamo se riesco a spiegare cosa intendevo dire:
      La legge di gravita di Newton ha permesso e permette di calcolare con molta precisione le orbite dei pianeti intorno al Sole…. e viene utilizzata ancora oggi per mandare in orbita satelliti e sonde spaziali (nonchè insegnata nelle università), ma è bastata l’osservazione di una piccola anomalia del moto di Mercurio per intaccare il lavoro dello scienzato.
      Newton si sbagliava?? non esattamente! …Einstein ha esteso la teoria di Newton (“ho potuto vedere lontano perché sedevo sulle spalle di giganti; i due giganti erano Newton e Galileo” come usava dire), ma la teoria di Newton vale come un CASO PARTICOLARE di quella di Einstein. Non è sbagliata, semplicemente ha validità limitata.
      Secondo la mia umile opinione, l’errore che facciamo è perderci nel labirinto dei pur esatti dettagli (procarioti funghi protozoi)(Newton), invece dovremmo osservare il “labirinto” dall’altro per trovare l’uscita (e anhe Einstein non ha enunciato la Verità… la sua teoria è parziale)… e usare i dettagli per completare le nostre conoscenze..

      Grazie per la pazienza…!

  18. Caro Didall,
    la risposta la trovi già nell’articolo. Il fatto che manchino delle tessere del puzzle evolutivo non significa che l’evoluzione sia solo un’ipotesi. Di prove ce ne sono quante ne vuoi, in tutti i campi di ricerca, come puoi facilmente verificare dalle pubblicazioni scientifiche degli ultimi decenni. Sono sinceramente curioso di capire cosa disturba tanto te, e molti altri, a proposito di quel meraviglioso meccanismo che è la selezione naturale. Preferisci pensare a un’origine divina dell’uomo e di tutto ciò che ci circonda? Credo che anche se io fossi credente, potrei accettare l’evoluzione (lo stesso Giovanni Paolo II, ti ricordo, ha affermato che non è incompatibile con la fede). Perciò davvero non capisco tanta ostilità…

  19. L’ornitorinco è sulla Terra da 200.milioni di anni sempre rimasto invariato.Ha un sofisticato sistema di sonar ancora non completamente capito.Usa la corrente continua e alternata.Ma nessuno mi spiega perchè ha due geni di cui uno che provoca la caduta dei testicoli nei maschi e uno che è preposto per la formazione della placente,del seno,dei capezzoli e delle ghiandole lattiche.Sono due geni che hanno permesso lo sviluppo degli animali attuali.Erano latenti nel DNA dell’Ornitorinco e al momento opportuno sono stati attivati.

  20. Caro Mantovani, mi citi il nome di questi FANTOMATICI 2 geni, non c’è in letteratura nessuna traccia di questi geni, che lei continua a confondere con gli eterocromosmi (i cromosomi sessuali) e questo, non ho intenzione di offendere, mostra una sua totale mancanza nelle basi elementari di genetica.

    I cromosomi (parola composta che significa corpo colorato), che si dividono in autosomici (quelli deputati a equilibrare e regolare lo sviluppo del soma) e eterocromosmi (quelli coinvolti alla determinazione del sesso nei caratteri primari, come alla formazione in cooperazione con il sistema endocrino e il diencefalo, dei caratteri sessuali secondari e in parte del gruppo sanguigno che ci caratterizza nella componenete del cromosoma Y maschile, parlo dei mammiferi) sono costituiti da DNA, organizzato in geni (sequenze di una determinata lughezza espressa in basi o kilobasi -kb- per quelli più pesanti) che a sua volta interagisce (e qui un biologo molecolare o un biochimico saprebbe spiegarlo molto meglio di me, che ripeto son una biologa ma di formazione sistemica-tassonomica, zoologa ed etnobiologa, quindi se qualche genetista, biochimico legge chiedo scusa per la rozzezza della mia spiegazione) con proteine basiche, istoni (in inglese Histon) che attraverso legami polari, tra amminoacidi e basi, permettono l’organizzazione molto plastica della cromatina risultante in unità chimate “ottameri”; al microscopio i citologi osservandola la chiamano “struttura a rosario” o “collana di perle” perché in determinati stadi del funzionamento cellulare nel nucleo assumono proprio la conformazione di un rosario con i sui grani, i grani sono le sfere ottameriche.

    A secondo se la cellula è o non in mitosi, o meiosi per quelle germinali, questa cromatina passa da uno stato più condensato a uno meno condensato, nel primo caso è chiamata “eterocromatina” nel secondo caso “eucromatina” cioè buona cromatina, ove ha zone in cui vi è un’intensa attività di trascrizione per la sintesi proteica, poiché ha una struttura più lassa e quidni trascrivibile.

    La eterocromtina è la sua forma non trascrivibile e forma la struttura classica dei cromosomi quando è al suo massimo valore di compattazione, facendogli assumere la forma di X, Y, per quelli sessuali, o nei serpenti ad esempio per quelli somatici di V, i.

    Per l’eterocromatina in realtà, si deve parlare anche di eterocromatina costitutiva e facoltativa, ma va oltre le mie competenze.

    Nessun gene o coppia di geni potrebbe mai essere in grado di fare ciò che lei dice, la castrazione genetica di un animale, ma eventualmente complessi (cluster) di geni.

    Lei si confonde con i cromosmi.
    poi lìornitorinco non ha nessun sonar per la ecolocazione come i delfinidae o i pipistrelli, ma dei peli che sono elettrocettori, che percepiscono correnti elettriche come anche i pesci gatto, o i peli del rostro dei delfini tursiopi, ma questi sono adattamenti ecoevolutivi

    Secondo, lei continua a insistere su come mai non si è evoluto il genoma dell’ ornitorinco, semplice perché è una specie “allopatrica” isolata geograficamente, separata da una barriera, quale quella dell’ oceano Pacifico l’oecano più grande del pianeta, in un continente quello australiano ove gli unici mammiferi endemici, e autoctoni sono i monotremi e i marsupiali, gli erbivori sono stati importati come anche tutte le specie domestiche l’ unico grosso carnivoro è il Dingo, che inoltre è un cane di origine asiatica tornato allo stato ferale in Australia.
    La speciazione, ha un fenomeno detto “blocco di specie” quando subentrano le condizioni di:

    -Isolamento geografico

    -Assenza di competitori

    -Assenza di predatori

    E vi è assenza di deriva genetica, cioè la somma p+q=1, legge di Hardy-Weinberg, ove “p” e “q” sono le frequenze di espressione di alleli o geni espresse in%, quando viene mantenuto costante nel suo valore (la somma è uguale sempre a 1), attraverso delle condizioni ben specifiche.

    Ciò significa:

    1-Le tre leggi di Mendel sono mantenute inalterate nei rapporti quantitativi nella F1-F2 ecc.

    2-p e q, nelle su combinazioni possibili non mostrano una predominanza di uno e dell’altro sul reciproco

    3-non vi è una mutazione di p—>q e viceversa di q—>p

    4-La specie in esame (ornitorinco) è caratterizzata da un numero grande di generazioni

    5-Non vi ibridazione con specie e congeneri vicini, quindi la linea di sangue rimane pura.

    Se queste condizioni sono mantenute, la specie non evolve è stabile, per cui è per tale ragione che l’ornitorinco non è evoluto quindi anche il suo genoma.

    Al contrario se solo una di queste condizioni non è mantenuta la specie evolve, quindi avviene la selezione naturale.

    Aggiungo, concludendo, che il Darwin grazie al Malthus, dedusse che, stutti gli organismi viventi (piante, animali, esseri umani) ecc.) tendono a produrre una prole (che cresce in progressione geometrica), la quale eccede sempre le risorse alimentari (che crescono invece, con progressione lieneare), per cui solo chi si adatta, modificandosi, evolve, gli altri non lo fanno, ma ciò non significa che spariscono, se le condizioni ambientali non sono estreme.

    L’ornitorinco quindi, non è scomparaso poiché ha vissuto sempre in biotopo in cui la sua nicchia ecologia non è mai stata contaminata, per tali ragioni: assenza di predatori, competitori, quindi non si è evoluto ma neanche estinto, rimanendo congelato, come la Okapia johnstoni (la seconda specie di giraffa quella pigmea, presente nelle foreste interne del Congo, che non si è modificata mai negli ultimi 20 milioni di anni) come fossile vivente.

    Un saluto a tutti
    Sara

  21. Micromega 7/2010 Almanacco della scienza, scrivono: Atkins, Scott, Tarditi Spagnoli, Della Sala, Pievani, Zuberbuhler, Pepperberg, Vallortigara, Darwin, De Cesare, Verruggio, Caramelli, Dehaene, Clark, Chalmers, Boncinelli. Si deduce che l’evoluzione è una ramificazione ad incastri, alcuni hanno tenuto, altri rami si sono seccati, altri ancora si sono intrecciati e soprattutto ci sono segni e segni di segni che tutto questo è avvenuto e sta avvenendo. Si dimostra con la matemati per la distribuzione dei caratteri e delle popolazioni che portano questi caratteri, con l’esame dei DNA in reperti organici rinvenuti in esseri morti milioni di anni fa e trattati con più cura di quanto fa la polizia scientifica sul luogo del delitto. Si capisce che non sono del mestiere ma ho subito il catechismo io e la società che, da quando sono nato, mi sta intorno e poi ho letto cose che se si è anche minimamente razionali non si può che credere convincenti. La scelta è senzaltro per l’evoluzionismo. Se viene Dio in terra e mi dimostra le prove che ogni cosa è stata creata allora cambierò idea. Se si trova una sola traccia che Dio è in cielo, in terra ed in ogni luogo allora crederò di essere una molecola di Dio.

  22. Caro Didall, lei non ha fatto cenno alla teoria Catastrofista, ma è quasi una “consecutio temporum” al suo regionamento.
    Non puoi comparare una teoria fisica, come quella della “Gravitazione Universale” di Newton, con la teoria dell’Evoluzione mediante Selezione Naturale, per il semplice motivo, che tutte le leggi fisiche, come quelle chimiche sono matematicizzabili e i fisici come i chimici, lavorano con matematica, le equazioni e non accettano altro.
    Ma questo è possibile, poiché il/i loro oggetto/i di studio sono tra virgolette più semplici (quando intendo più semplici, intendo che sono appunto matematicizzabili poiché le variabili in gioco, possono essere quantificate, non dico che la fisica e la chimica sono cose semplici), questo è semplicemente impossibile in Biologia, già con un virus, una quasispecie vitale, figurarsi una scimmia antropomorfa o l’essere umano.

    Quindi, quello che contesto del suo ragionamento è il suo punto di partenza, le Scienze Biologiche sono Scienze Storiche, non finaliste-riduzioniste e ciò che si osserva oggi, dimostra che Darwin aveva ragione.

    Mi permetto di rispondere in parte per il sig. Melotti, basta che guardi nell’archivio di una sola rivista peereview come Biological Journal of the Linnean Society e il Zoological Journal of Linnean Society, per rendersi conto di quanto da almeno 100 anni si scrive confermando la validità e la bontà della teoria Evolutiva mediante Selezione Naturale del Darwin.
    Distinti saluti,
    Sara

  23. Cara Sara,

    complimenti innanzi tutto per la pazienza e la tenacia con cui ti impegni a rispondere a questo fuoco di fila di obiezioni ….diciamo …. non sempre appassionanti. Ti costerà un bel po’ di tempo e non sono sicuro che si arrivi poi al risultato sperato!

    C’è una cosa però che non capisco: ad un certo punto scrivi, rispondendo ad un intervento di Pietro:

    “Riguardo al libro di Davide Sassi, è un discreto libro ma non andrei proprio oltre, visto che esistono lavori come quelli di:

    LECOINTRE GUILLAUME; LE GUYADER HERVE’
    “SISTEMATICA DELLA VITA” Zanichelli, considerata la Bibbia della Tassonomia,in cui un autore è il famoso tassonomista …”

    Innanzi tutto il mio testo (sei sicura di averlo letto?) tratta argomenti (il concetto di specie, le procedure numeriche utilizzate nelle analisi filogenetiche ecc. ecc.), che non c’entrano proprio nulla con l’opera di Lecointre & Le Guyader. Per cui il confronto che proponi mi sembra davvero incomprensibile. Quest’ultimo è un libro di zoologia e botanica sistematica affrontate con una impostazione filogenetica. Si tratta di un approccio innovativo, vista la sonnacchiosa ripetitività delle tradizionali opere di sistematica usualmente disponibili in lingua italiana. E’ piacevole, interessante e pure divertente per la sua peculiarità, ma tieni presente che si tratta di un’opera divulgativa, sostanzialmente rivolta a studenti dei primi anni dell’università, per cui definirla la Bibbia della Tassonomia mi sembra quantomeno eccessivo. Se ti piace questo tipo di impostazione ti consiglio il ben più ponderoso e tecnico “Assembling the tree of life” di Cracraft e Donoghue, questo sì con un taglio per addetti ai lavori.

    Per tornare al mio libro, ti informo che mi è costato più di cinque anni di fatica, rubando letteralmente il tempo al sonno, allo svago e, in parte, cosa che più rimpiango, ai miei figli che crescevano. Puoi anche immaginare che, vista la scarsa consistenza numerica del target, non posso certo consolarmi con grandi successi nelle vendite. Per cui ti chiedo, se uno dei miei pochi lettori definisce “ottima” la mia fatica …. che problema c’è a lasciarglielo dire?? 🙂 🙂 🙂

    Ciao, a presto!

    Davide Sassi

    1. Caro Davide, mi permetto di darti del tu, certo che l’ho letto e ce l’ho nella biblioteca, NON ERA MIA INTENZIONE offenderti, né tanto meno far passare la tua opera come qualche cosa di inferiore.

      Volevo appunto far notare al profano che nell’ambito della tassonomia filogenetica, come in quella cladistica vi sono opere di maggior respiro, mentre te avevi dato una visione diversa aggiungendo anche il recente campo applicativo della bioinformatica.

      Non volevo assolutamente denigrare la tua opera, sai anche te che Baccio Baccetti scrisse opere tassonomiche in Italia di più ampio respiro, ma senza dubbio ho grande rispetto per il tuo lavoro.
      Scusami ancora Davide, se hai percepito una denigrazione da parte mia del tuo lavoro, che non era neanche minimamente nelle mie intenzioni, ma volevo dire altro, d’altronde capisci che in una mail e verso chi attacca sempre Darwin, diventa difficile spiegare tutto chiaramente rispetto un dialogo a voce.

      Comuque io ho il tuo libro e l’ ho letto, provando grande rispetto per te .-)
      Ciao
      Sara

  24. ma possibile che nel terzo millennio si debbano ancora sentire tifoserie da stadio contrabbandate per discussioni scientifiche?
    ma possibile che evoluzionisti e creazionisti nno riescano ad uscire da questo insulso (e idiota) ragionare per partiti presi strafregandosene, gli uni e gli altri dei sacri dati?
    e vediamoli quali sono i dati:
    – l’intuizione darwinistica è uno dei migliori colpi di genio della storia della scienza e ci permette finalmente di inquadrare in una luce molto più giusta sia la biologia che la morale (si, proprio la morale poichè basta ragionarrci un attimo per scoprire che moltissimi nostri comportamenti hanno un fortissima radice evoluzionistica)
    – ci sono tantissimi particolari che ci dicono, altrettanto chiaramente, che non tutto può essere spiegato in chiave evoluzionistica e solo i “partigiani persi” dell’evoluzionsmo contiuano a dire, a dispetto di ogni evidenza, che prima o poi tutto sarà spiegato
    – l’unica conclusione seria, e quindi veramente scientifica, è che l’evoluzionismo, come tutte le teorie scientifiche, è una eccellente approssimazione della realtà ma è ben lungi dallo spiegarla interamente e che quindi, viceversa, il creazionismo sembra oggi in regresso rispetto al suo rivale ma ha ancora tantissime frecce nel suo arco.

    Questi sono i fatti e chi prescinde da questi fatti dovrebbe avere il buon gusto di non nominare nemmeno la sacra parola “scienza” poichè è solo un piccolo tifoso da stadio il quale, ovviamente, continuerà tifare Roma con le lagrime agli occhi anche se la Lazio dovesse vincere otto campionati consecutivi (e vicevera, ovviamente).

    Mauro Marchionni ingegnere meccanico

  25. Sono stati trovati in Australia due fossili di un artropode datato 550 milioni di anni.Era un predatore che aveva due occhi composti con oltre 16000 ocelli per occhio.Ma sono molto diversi da quelli della libellula e sono molto complessi.E’ chiamato Alomalocaris.Si estinto e i suoi occhi composti non si riscontrano negli insetti attuali.A proposito non sono un cretino :ho scritto geni ,ma volevo dire cromosoni.Al solo pensare che 500 milioni di anni c’era un animale con occhi così complessi e unici si rimane si rimane molto sorpresi.

  26. L’evoluzione rimarrà per sempre una teoria e non diventerà mai una legge, perché u una bugia gigantesca!L’orgoglio e stupidita, vi fa correre dietro il vento,cercando di ingannare pure gli altri. Poveri accecati,avete speso 150 anni e miliardi dollari per fare un buco nel acqua. Alla fine la verita vince sempre. Alleluia!

  27. “Assembling the tree of life” di Cracraft e Donoghue

    caro Davide dimenticavo il libro ce l’ho forse sono un pochino più vecchietta di te, non ci si presenta con l’età, ma credimi sono più vecchietta di te, però mi devi dare atto che entrambi questi biologi tassonomi sono di scuola anglosassone, e ad esempio il grande biologo tassonomo tedesco, Emile Hans Willi Hennig aveva un pensiero diverso,come si vede in alcune opere:

    Stammesgeschichte der Chordaten. Paul Parey, Berlin 1983
    Aufgaben und Probleme stammesgeschichtlicher Forschung. Paul Parey, Berlin 1984.
    Taschenbuch der Speziellen Zoologie, Teil 1 und 2: Wirbellose I und II, Teil 3: Wirbeltiere I, Teil 4: Wirbeltiere II.

    O sulla sua opera Grundzüge einer Theorie der phylogenetischen Systematik, “Lineamenti di una teoria di sistematica filogenetica” viene descritto queste differenze evidenti.

    Ne fu discusso anche in opere e in un congresso:

    Schmitt, M. (2002). «Willi Hennig als akademischer Lehrer». In : Schulz, J. (ed.). Fokus Biologiegeschichte.
    Zum 80. Geburtstag der Biologiehistorikerin Ilse Jahn. Berlin: Akadras. pp. 53–64 pp. ISBN 3-00-009209-9.

    Schmitt, M. (2003). «Willi Hennig and the Rise of Cladistics». In : Legakis, A., Sfenthourakis, S., Polymeni,

    R. & Thessalou-Legaki, M. (eds.). The New Panorama of Animal Evolution – Proceedings of the 18th International Congress of Zoology. Sofia – Moskau: Pensoft Publ.. pp. 369–379 pp

    Ciao Sara, e ancora scusami sei un collega e mi dispiace sei hai frainteso.

  28. Caro marchionni,

    come ho già espresso in altre mail io riespetto i commenti di tutti e le idee, ma lei è un Ingengere meccanico, con tutto riepstto non le vengo a dire come si deve progettare un motore; lasci a noi biologi (zoologi, botancii, antropoetnologi, paleobiologi, paleontologi ecc) parlare di un argomento che so fa gola a tutti, ma ci si deve seriamente formare per parlarne.

    Mi fa vermanete tristezza, io vivo in Francia, sentire nel mio paese di origine, essere così critici verso una mente umile ed eccezionale come quella di Darwin e non cpasico questo accanimento settario contro la teroia dell’Evoluzione, spruzzata di un pesudoteologismo da quattro lire…vedre il messaggio che chiude con alleluia sulla non lege dell’evoluzione, che mi sa di MORMONICO, e Papa Giovanni Paolo II stesso avrebbe rabbrividito e lui stesso aveva accettato Darwin.

    Mi rattrista vermaente questo accanimento (ma chi vi paga?) nel voler dimotrare che c’è sempre l’omperscrutabile mano di un dio onniscente, che vi rende più sicuri nelle vostre pantofole davanti la TV, se foste in America guradando uno di quei programmi di predicatori che rubano soldi ai vecchietti nel nome di alleluia, alleluia.
    Io sno credente, ma non in questi modi, e ricordatevi sempre che interpretare Dio in questi termini ha fatto nascere il razzismo la persecuzione e l’ estremismo islamico.

    Mi rattrista veramente che la mia povera Italia debba essere assoggettata quete idee assurde, non sono abituata dire parolacce ma mi verrbbe veramente la voglia…Chiedo ai miei colleghi biologi Italiani di non permettere questo scempio e lo stesso verso i filosoi, perché se questo è il panorama, fra un pò si faranno girare le persone con il cilicio.
    Sara

  29. cara Sara
    mi piacerebbe capire da che cosa della mia risposta risulta che io sarei nu sostenitore di una delle due parti; in particolare del creazionismo.
    forsse dovresti leggere un po’ più attentamente le varie risposte….
    quello che io dico, e che qui ovviamente mi tocca ripetere è che:
    – l’intuizione di Darwin è assolutamente geniale e spiega moltissime cose sia in campo biologico che, ripeto, anche in altri campi
    – non spiega però tutto
    da quanto sopra dovrebbe risultare, salvo errori od omissioni, che mabedue le posizioni sono sbagliate da un punto di vista scientifico.
    qualunque dottrina veramente scientifica sa benissimo che non è mai detta l’ultima parola e che nessuna teoria può considerarsi l’ultima anche se Hawking, per il quale ho il massimo rispetto possibile, questo errore lo ha già fatto negli anni ’80.
    riguardo poi al fatto che io progetto macchine e, quindi, non mi ritieni all’altezza di disquisire su tali argomenti, sarebbe bene che tu capissi che in campo scientifico il settorialismo è la più grossa delle calamità.
    io insegno all’università (UNICAL dip. Meccanica – cattedra di oleodinamica e la prima cosa che dico ai miei allievi è il cosiddetto “paradosso del calzolaio” e che ti sommarizzo in breve:
    quando avrete fintio la progettazione della vostra bellissima macchina chiedete un parere lal calzolaio (momento di panico tra gli alunni)….. e non perchè il calzolaio ne capisca di macchine più degli ingegneri meccanici ma perchè il suo punto di vista è assolutamente distante dal vostro e non è raro che questo punto di vista assolutamente esterno vi dia informazioni preziosissime”
    ciao e a presto

  30. Caro Mauro,

    io non dico che lei, tra parentesi Ingegnere, non possa avere un’idea riguardo la teoria dell’Evoluzione, ma mi creda, solo se veramente si è entrati nella struttura della teoria si comprende quanto è difficile comprenderal e quanta preparazione in biologia (zoologia, botanica, ecologia, etologia, paleobiologia, biologia delle popolazioni, genetica, embriologia, biogeografia, tassonomia, paleontologia ecc) occrra avere per farsi un’idea.

    Le porto alcuni esempi, lei i sa spiegare (non è assolutamente una provocazione) la teoria della Deriva Genetica, la Teoria del collo di Bottiglia di Seawall, la Teoria dei Pionieri, del Gigantismo Insulare, della Selezione sessulae mediata da esoincrocio adattativo, dell’altruismo biologico-allelico, della competizione embrionale, di campo, spermatica, della teroia del campo cellulare, dell’induzione transiente tessutale, dell’ Orotelia (brachitelica-tachitelica), dell’ Eterocronia, della Neotenia, Pedomorfosi, Pedogenesi, della Partenogenesi Arrenotoca, Telitoca, Deuterotoca, ecc?

    Non ho citato nomi per farmi grossa, ma principi e teorie da tutti i punti di vista, delle discipline sopra elencate e la lista è lunghissima, teorie e principi complicatissimi, su cui poggia la Teoria del Darwin, tranne un biologo evolutivo, questi concetti sono misconosciuti anche nella semplice denominazione, da tutti e non basta dire:-… io sebbene non biologo però posso osservare e più obiettivamente capire…..! Perché la teoria del Darwin, che non è matematicizzabile, come è quella di Einstein, credo che in assoluto e ora so che esploderanno commenti a raffica contrari, a mio avviso parte quella del biologo britannico da basi filosofiche più complesse rispetto a quella del grande incommensurabile fisico teorico.
    Nella precedente mail avevo ripsosto anche alla mail del signore che concludeva con Alleluia, Alleluia, in relazione al fatto che Dio impedirà alla teoria dell’ Origine della specie ed Evoluzione, mediante Selezione Naturale nel diventare legge.

    Questo è creazionismo allo sato puro e cristallino.
    Sinceramente
    Sara

  31. […] Ma cosa c’è di così particolare in questa mostra? In primis i contenuti, molti dei quali derivanti da studi recentissimi. Si parla dunque di Homo floresiensis, alto meno di un metro, dell’uomo di Denisova e di Homo erectus soloeniensis, tutti vissuti contemporaneamente alla nostra specie, oltre che del famoso Homo neanderthalensis. Con alcune di queste la nostra specie probabilmente si è incontrata e ha convissuto, come nel caso dell’uomo di Neanderthal, per il quale alcuni studiosi parlano anche di possibili ibridi (con buona pace per l’Atlante di storia di Paolo Di Sacco). […]

  32. […] Ma cosa c’è di così particolare in questa mostra? In primis i contenuti, molti dei quali derivanti da studi recentissimi. Si parla dunque di Homo floresiensis, alto meno di un metro, dell’uomo di Denisova e di Homo erectus soloeniensis, tutti vissuti contemporaneamente alla nostra specie, oltre che del famoso Homo neanderthalensis. Con alcune di queste la nostra specie probabilmente si è incontrata e ha convissuto, come nel caso dell’uomo di Neanderthal, per il quale alcuni studiosi parlano anche di possibili ibridi (con buona pace per l’Atlante di storia di Paolo Di Sacco). […]

  33. Suggerisco all’autore dell’articolo di fare intervenire, la prossima volta, il grande prof. Giuseppe Sermonti e tanti altri grandi scienziati che sono radicalmente contrari a buona parte della teoria darwiniana.
    Stranamente finora non abbiamo la prova della possibilità di passaggio da specie a specie che generi una discendenza…. Le scimmie sono e saranno sempre scimmie….Gli uomini sono e saranno sempre uomini …..
    Anzi … no …ci possono essere uomini che si degradano fino a diventare peggio delle scimmie …..è il caso di tanti che si sono appoggiati proprio su Darwin per sostenre l’ateismo comunista …..che ha fatto circa 500 milioni di morti nel secolo scorso ….

    Che poi sia certo che deriviamo da altre specie è attualmente un errore evidentissimo visto che, come detto, non è possibile il passaggio da specie e a specie che determini una discendenza ….le specie sono invalicabili!!…..

    Tornate alla fede e capirete come stanno davvero le cose……la scienza moderna deriva dalla fede cristiana!

  34. Sig Don Tullio, lei è un insulto anche per la chiesa stessa, si vergogni a scrivere certe fesserie, cominciando con il mezzo miliardo di morti (strano che nessuno se ne è accorto di 500 milioni di persone scomparse, neanche una pandemia o un disastro naturale su scla planetaria, una guerra atomica ne sarebbero stati capaci, ci hanno pensato i comunisti secondo lei, e poi vorrei che mi citi u solo libro di storia o enciclopedia che lo riporti) che i comunisti avrebbero fatto, ritorniamo ai mangiapreti e bambini con lei, come al creazionsimo, già che c’è diventiamo mormoni ortodossi e predichiamo il non uso del preservativo soprattuto in paesi dove l’Aids è quasi endemico perché (secondo la vostra OTTUSA INTERPRETAZIONE DELLA BIBBIA E VANGELI) dio e gesù lo vieterebbero, al costo di sacrificare ciò che per dio è più sacra la “vita”!

    Si vergogni! E chiedo da biologa zoologa, sebbene tutti hanno diritto a scrivere, a chi gestisce il sito, di evitare certe mail poiché mi sento OFFESA nel XXI secolo, a leggere certi commenti da basso Medioevo.

    Infine, se una cosa ha dimostrato la biologia al 100% e quindi Darwin e prima di lui Lamarck è proprio la discendenza di una specie dall’altra (lei di biologia ha dimostrato di non consocere NULLA) e la loro ramificazione evolutiva, mediante reperti fossili, mediante la biogeografia la paleontologia, la etnobiologia, la paleobiologia e la genetica.
    Basta con queste cose VERGOGNOSE e con questi antievoluzionisti da baretto della domenica!

    DrSc Sara Giusti

  35. occhio a quello che pubblicate.in primo ricordo a tutti che la differenza genetica tra un uomo e un maiale è di solo 1% .quello che vi dicono gli articoli ,se forse li avete letti è che le varie specie di uomo erano presenti ,ma solo uno divenne quello che conosciamo oggi.le altre specie si estinsero per ovvi motivi di competizione con le altre.quello che sbagliarono all’epoca era di credere che le specie estinte fossero i precursori di quello moderno.un po come credere che un beagle sia il precursore di un pastore tedesco….

  36. Io sono davvero “SCONCERTATA”, non so a chi si riferisce “…leggete gli articoli…” ma sappia che sono da 24 anni docente in Francia di un corso di Zoologia evolutiva e uno di Zoologia della Fauna Esotica non (senza presunzione) mi sembra veramente il caso, di chiedere a un docente se legge gli articoli, visto che li scrive in primis…!?!?
    E’ proprio vero che, basta che una persona ha avuto uno zio cacciatore, o che ha un pappagallo dentro casa, o ha avuto un nonno contadino e pescatore, si sente biologo: zoologo e botanico ( ma i libri che legge sono scritti da biologi), questo mi dispiace dirlo è all’ennesima potenza in Italia e lo vedo come uno dei tanti mali che colpiscono la qualità e il livello della Biologia e delle scienze naturali più in generale, Italiana.

    Ora mi aspetterò che prima o poi qualcuno, vorrà dimostrare al mondo che è il sole a ruotare intorno alla terra e che anche Galileo aveva toppato, o che la forza di Gravità è una frottola perché non si tocca e vede e quindi Newton era un truffatore.

    Il fatto che il Pan troglodytes, e l’Homo sapiens condividano il 98.5 % del genoma e che il Sus scrofa domesticus e l’Homo sapiens il 98.8 %, non c’entra nulla con una non correttezza della teoria evolutiva, ma significa non avere neanche le più basse conoscenze di genetica e biologia molecolare.

    Io come già scritto, sono biologa zoologa etnologa quindi non molecolare e ai miei tempi l’esame di biologia molecoare e genetica erano fusi insieme e le consocenze poche, soolo 300 pagine rispetto le 3.000 di zoologia, e anatomia comparata le 2.000 di botanica le 1.500 di biogeografia etnologia, paleobiologia ecc, le 900 circa di ecologia ecc.

    Ma una cosa inequivocabile, già allora e oggi al 100% confermato dai biochimici è che un conto è il volume del genoma, che nei vertebrati superiori si è equivalente nel numero dei geni, un conto l’assortimento di trascrizione e espressione di tali geni, il loro silenziamento, e il ruolo che gli “INTRONI” quello che era definito il “junk DNA o DNA spazzatura”, che poi si è scoperto essere invece determinate, così ci dicono i biochimici e i genetisti nell’espressione fenotipica hanno e fanno; ma se pensate che il 97% della materia nell’universo è nascosta e quella che crea le galassie è solo il 3% così ci dicono i “fisici e gli astronomi” , i genetisti hanno dimostrato che (come le pause negli spartiti musicali, che sono essenziali per dare l’armonia alla struttura musicale del partitura, quanto lo sono le note), queste strutture silenti apparentemente, hanno una importanza fondamentale nel determinare l’espressione e penetranza genica dei singoli geni, con risvolti quindi, sulla plasiticità fenotipica e sul fenotipo.

    Ciò significa che il maiale, lo scimpanzé e l’essere umano differiscono poco nel volume genico e nella musra e numero dei geni, quello che cambia (oltre la loro disposizione allelica nei cromosmi), sono le variazioni su tema della trascrizione, i meccanismi post-trascrizionali, come lo splicing ecc di maturazione dell’Informosoma.

    E questo, ve lo dice una ignorante di meccanismi molecolari.
    Prego qualche genetista e biochimico a questo punto d’intervenire.

    Lo stesso accade per la neocortex, neocorteccia, un delfino, un orangutan, un gorilla, un bonobo hanno almeno una equivalente (per estenzione), dimensione della corteccia cerebrale di un essere umano e un elefnate anche di più (è più intelligente, sebbne tutti gli animali loso sono intelligenti, di un umano, a parte le facili battute che possono venir fatte), e le il numero delle circonvoluzioni sono equivalenti tra un delfino e un essere umano, il cervello di elefante pesa 5 kg, quello di un essere umano circa 1.300 g nell’ uomo e circa 1.100 g nella donna, cioè il 2% del peso corporeo circa (il che significa che i maschi sono biologicamente predisposti a essere più intelligenti delle donne? Qualcuno dirà sì), ma quello che varia e ha permesso all’essere umano nel bene e nel male di arrivare sulla luna, conquistare gli abissi marini, di addomesticare l’energia elettrica e atomica, di viaggiare in aereo, di comporre la musica e creare opere scultoree, di creare civiltà e città, di creare industrie e i pc con cui scriviamo questi messaggi, di permettere di espiantare un cuore da un cadavere e trapiantarlo in un altro essere umano e farlo vivere altri 18-20 anni, di non morire per una infezione virale o batterica, di coltivare i campi e di scrivere e creare le opere letterarie, è l’indice cerebrale assoluto, che ci dice che l’essere umano ha lo spessore più alto nella neocorteccia rispetto a tutti quello che si ha degli altri animali a grande sviluppo psichico.

    NON CAPISCO VERAMENTE perché queto odio verso Darwin e la teoria evolutiva, mi puzza tanto di setta Massonica.
    Sara

    1. Grazie Stefano, ho finito di leggere ora il testo del Prof Telmo Pievani su Pikaia e, in una pagina sintetizza magistralmente tutto quello che c’è da dire a riguardo, ti ringrazio sinceramente, perché mi sentivo un attimo smarrita e come te sono Italiana anche io, non potevo credere che un popolo così brillante come quello Italiano, potesse avere solo atievoluzionisti in giro che rispondono.

      Ha ragione Telmo Pievani, su come approcciare a certe situazioni e verso certe persone,

      Buon 2012
      Sara

      1. Grazie Stefano lo consulterò molto volentieri, anche se ormai sono una biologa faunista verso la pensione, la mi seppur mediocre carriera, si è svolta sempre tra musei di storia naturale, giardini zoologici e riserve naturali tra in Francia e per alcuni periodi in Africa e nelle isole dei mari del sud, in un circolo o area a sottobosco un pò al di fuori dei circuiti accademici puri, sebbene ho sempre avuto attenzione per questi aspetti e come detto ho insegnato due discipline (Zoologia evolutiva e Zoologia delle specie esotiche), in alcune scuole di specializzazione per 24 anni.

        Io consiglio da questo punto di vista, di dare uno sguardo a biologi del calibro di Michael Fay, vedere Transvet uno dei documentari sulla natura Africana che insieme a quelli del documentarista Sir David Attenborough sono pietre miliari, anche per quanto riguarda l’evoluzione.

        Con mio marito anche lui un biologo da campo uno zoologo faunista di vecchio stampo, a cui mancano solo due anni per ritirarsi dallo zoo in cui lavora come curatore da 35 anni, dopo un periodo di riposo, deidecheremo il resto della nostra vita (spero non troppo corta perché siamo relativamente giovani) a studiare in tutte le tribù e civiltà scomparse e non, la zoologia e botanica simbolistica, vedi maya, incas, kikuyo, pigmei negritti e negrilli e dei mari del sud, per capire perché esiste una comunanza di totemizzazione e alcune volte rappresentazioni simili in popoli che non sono mai venuti a contatto, si dà il medesimo significato a una medesima pianta o animale.

        Le migliori cose Stefano e difendi te come tanti ragazzi come te l’Italia, che è stato e è ancora oggi un grande Paese, con la “P” maisucola e non possono essere 4 pazzi a rovinarlo.
        Sara

  37. Evviva la scienza che è cultura, evviva la dottoressa Sara e tutti quelli che ricercano la verità avendo la grinta di controbattere anche ai più meschini e ignoranti.
    Finchè esisteranno tali persone il mondo girerà per il verso giusto.
    Grazie
    Cinzia Tremoglie

  38. Carissima Sara,

    c’è poco da aggiungere alle parole di Pievani, ovviamente. Mi dispiace che ti sia trovata, per eccessiva generosità, a sostenere un confronto che non può portare da nessuna parte, vista l’assoluta inadeuatezza ad un dialogo serio da parte dei tuoi interlocutori. Ma come suggerisce giustamente Stefano, la decisione più saggia è quella di non farsi trascinare in dispute in cui chi ha ragione ha tutto da perdere. Se proprio ti dovesse venirti ancora l’uzzolo di argomentare con queste persone, ti consiglierei piuttosto di adottare la strategia che ha scelto Salvo Perone (trovi i suoi interventi tra gli ultimi pervenuti) a questo indirizzo

    http://www.enzopennetta.it/wordpress/2011/12/homo-sapiens-luomo-venuto-dal-nulla

    dove la “discussione” (chiamiamola così) su questo argomento è proseguita in parallelo.

    Ma tutto sommato il consiglio che mi sento davvero di darti è di evitare di perdere tempo e di rovinarti l’umore tentando di cavar sangue dalle rape. E’ sicuramente molto più gratificante impiegare le stesse energie continuando a occuparti dei tuoi studi e delle tue interessanti attività naturalistiche: a contatto con le tue bestiole troverai senz’altro più sensibilità e intelligenza che in certe scuole di pensiero!

    Davide

  39. Caro Davide,

    ti ringrazio pubblicamente per le tue bellissime parole e ancora una volta, ti chiedo scusa per i fraintendimento in relazione al tuo testo, che comprai in uno dei rari ormai soggiorni in Italia, ma intendevo dire altre cose non negative verso te, purtroppo commetto spesso anche errori di scrittura il mio Italiano non è più quello da ragazza di 23 anni, che partì anni fa con un marito ancora più sognatore di me.
    Mi domando alcune volte, se non stiamo vievendo in dovute proporzioni, un nuovo piccolo medioevo, bhe speriamo di no!
    Guarderò sicuramente il sito che mi consigli, io confido con voi che l’intelligenza trionfi prima o poi, almeno il buon senso e che quelle persone che scrivono certe cose così pessimiste, vivano la vita con pò più di sorriso.
    Io ormai sono diretta verso la pensione, quando partìì nei primi anni ’70 lascia con dolore l’Italia, andai in Papua Nuova Guinea e poi in Africa un pò a cuor leggero, con un marito anche lui biologo (zoologo etnologo), e ci sposammo strada facendo, mi ricordo che vivemmo i primi anni mangiando una sola volta al giorno, per cercare di mantenerci, solo dopo 8 anni ritornammo in Francia e le cose si sistemarono, ma una cosa come credo anche te Davide (scusa se mi permetto di darti del tu), che non dimenticherò mai, che non scorderò mai era la felicità di quei giorni e le belle persone che incontrammo biologi-naturalisti-archeologi, tutti giovani felici, sereni, pieni di vita dentro, senza pensare cosa sarebbe accaduto in futuro e vivendo il presente di quei momenti e questo vorrei che i ragazzi oggi capiscano, si può criticare tutto, ma non si deve mai dare posto alla parte scura che c’è in tutti, bisogna sempre vivere accettando la vita come viene, anzi ridere proprio (anche se è difficile) quando le cose non vanno bene, perché sono sempre prove che ci accadono per arrivare alla fine di un tragitto che è la nostra vita.

    Per questo quando leggevo quelle risposte, mi sono sentita rattristata, non solo perché si tenta di negare l’innegabile, ma per come lo si tenta di fare, con rabbia, tristezza, cupezza, tutte cose che mortificano e distruggono la LIBERTA’, la cosa più importante e che è quella che ci rende allo stesso piano di un animale e una pianta, perché siamo solo uno dei tanti su questo pianeta
    .
    Ciao Davide e GRAZIE, buon 2012
    Sara

    1. cara sara
      bella questa replica che hai fatto a Davide, romantica, pura e avvincente.
      ma c’è qualcosa che non torna.
      ti avevo già risposto ai primi di dicembre ma non mi è sembrato che tu abbia del tutto pnderato quello che cercavo di dirti poichè hai liquidato il tutto dicendo che solo approfondendo del tutto le discipline attinenti alla teoria della evoluzione avrei potuto capire bene come stanno le cose.
      non è assolutamente così e, in risposta, ti avevo anche citato l’aneddoto del calzolaio ovvero l’invito che faccio ai miei studenti di sottoporre i loro progetti di macchine al giudizio di un calzolaio…. ecc.
      premesso che, come già ripetuto molte volte, ho una sconfinata ammirazione per Darwin (più le teorie scientifiche sono semplici e più sono geniali) ti faccio un esempio per farti capire dove è che il tuo ragionamento non funziona fino in fondo e sconfina un po’ nel fideismo, esattamente come fanno gli antievoluzionisti.
      se analizziamo la progettualità (e questo è il mio mestiere) con la quale siamo costruiti ci accorgiamo che moltissimi particolari del nostro corpo sono realizzati per migliorarci grandemente la vivibilità della vita ma non sono decisivi dal punto di vista del vantaggio riproduttivo ovvero non sono tali da poter avere determinato un vantaggio riproduttivo in quegli individui che casualmente (o meglio darwinisticamente) li avevano sviluppati.
      sorge allora la domanda del perchè noi abbiamo tante caratteristiche estremamente utili per renderci la vita più comoda ma che non possono essere state selezionate dal meccanismo della selezione naturale poichè con esse o senza di esse avremmo più o meno avute le stesse probabilità riproduttive.
      te ne cito alcune del tutto banali:
      – i peli nelle orecchie sono utili per bloccare eventuali insetti che vi possano penetrare ma mio padre, medico, mi diceva che in 50 anni di professione non gli era mai capitato un insetto in un orecchio… e, quindi, avere o non avere i peli negli orecchi è sicuramente comodo ma non può essere un vantaggio riproduttivo significativo
      – le sopracciglie sono utilissime per evitare il sudore negli occhi ma non mi risulta che chi non le ha abbia un significativo vantaggio riproduttivo
      ti potrei citare una infinità di particolari del nostro corpo accuratamente progettati ma senza significativi vantaggi riproduttivi e quindi, in conclusione, la domanda che dovrebbe farsi qualsiasi vero scienziato è:
      la intuizione di Darwini è bellisima ma non mi spiega tutti i risvolti della natura. Quale è, allora, il prossimo gradino che partendo da questa base ormai consolidata (l’evoluzione delle specie) mi farà capire un po’ meglio (ma sempre parzialmente) questo bellissimo ma misteriosissimo mondo che mi circonda?

      se non sono stato chiaro ti prego di rispondermi
      ciao e complikmenti per la bella vita che sei riuscita a vivere o, meglio, che siete riusciti a vivere.

      mauro marchionni (ingegnere meccanico con le mani sempre sporche di grasso)

  40. Caro Mauro,
    ti rispondo subito e grazie, ti assicuro che anche i biologi hanno spesso le mani sporche pulendo le aree dove sono presenti gli animali e quanto meno di terra lavorando su campo, comunque c’è un errore di base nel tuo ragionamento.

    Nessuno di noi biologi, né io né Davide, né altri consideriamo la Teoria di Darwin completa, non migliorabile, unica ecc. Quello che noi asseriamo è che una parte (una grossa parte) di quella/i che è/sono i metodi con cui ragiona la Natura, sicuramente trovano luce nelle idee del Darwin, che la elaborò senza avere nessuno strumento se non un microscopio e gli occhi per osservare e raccogliere e non potendo fare affidamento sulla matematica, perché in biologia lascia il tempo che trova.

    Più volte, ad esempio su un articolo uscito in questo stesso web, ho detto (e lo pensava anche il Darwin stesso, poiché lo stimava e sfruttando i suoi principi elaborò una teoria, non della stessa grandezza, di quella dell’Origine della Specie, ma sempre arguta, che è quella della Pangenesi), che sarebbe giusto provare a ragionare su una interpretazione integrata della teoria del Darwin con quella dell’Eredità dei caratteri acquisiti del Lamarck, poiché realmente nessuna delle due esclude l’altra, anche perché attraverso i processi di clonazione somatica riproduttiva e altri lavori che i genetisti e gli embriologi ci raccontano da una ventina-trentina di anni a questa parte, sembrerebbe avere fondamento.

    Riguardo ai tuoi esempi, te ne porto uno io molto semplice da zoologa, in direzione opposta, se te (mi sto permettendo di darti del tu) guardi un maiale domestico, Sus scrofa domesticus e lo confronti con il cinghiale la sua forma selvatica il Sus scrofa, vedrai che la forma domestica del maiale è più grasso, basso al garrese, il muso è meno lungo e il naso meno sviluppato le orecchie sono espanse, grandi e cadenti quasi a coprire gli occhi, mentre nel cinghiale, il muso ha un naso molto sviluppato e le orecchie sono piccole ma dritte, con il padiglione auricolare pronto a raccogliere i suoni che arrivano dall’ambiente.

    Perché? Il maiale domestico vive ormai negli allevamenti da migliaia di anni e riceve quaotidianamente il cibo dall’allevatore, ciò significa che ha perso evolutivamente tutte quelle caratteristiche morfofunzionali, che il cinghiale deve mantenere per sopravvivere, cioè orecchie piccole ma aperte per sentire i movimenti di eventuali predatori, siano essi un gruppo di lupi, un leopardo, o un leone, naso allungato e pronunciato che significa un olfatto più fine, per trovarsi il cibo (un rizoma, una radice, un tubero) sottoterra, scavare per mangiare, perché nessuno gli porta il cibo, un mole più slanciata e fusiforme, rispetto al maiale stanziale nel suo porcile, poiché il cinghiale si deve muovere e rapidamente, nella boscaglia e bush ecc.

    Quindi di casi se ne possono fare centinaia che danno ragione al Darwin, non solo, se te guardi le specie cosiddette “ferali” cioè ex-domestiche ritornate allo stato selvatico, vedrai che nelle generazioni successive, qualora riescano a rimanere in vita, accoppiandosi con un conspecifico ferale o selvatico, ricompaiono i caratteri ancestrali, probabilmente assopiti dall’addomesticamento, dalla omozigosi recessiva data dalla consanguineità, ma presenti ancora in forma quiescente nel sangue.

    Nella Biologia, i ragionamenti troppo ingegneristici-fisici-matematici cadono quasi sempre, un biologo evolutivo cioè Lewis Wolpert che studiò lo sviluppo dell’arto e la sua evoluzione in tutte le classi di vertebrati, era laureato in Ingegneria aeronautica, poi amando la Natura, si iscrisse a biologia laureandosi in con una tesi di zoologia e paleontologia e poi fece anche un PhD in paleobotanica.

    Lui scrive sulla sua biografia ormai ha 89 anni “……..fin quando, facendo il biologo, ho continuato a ragionare come ingegnere, cioè come quando progettavo strutture complicatissime quali sono gli aerei, non sono riuscito a concludere niente un uccello non sarà mai un aereo e viceversa, quando mi sono spogliato degli abiti quantitativi ingegneristici e mi sono seduto ad osservare la natura, entrando io nel suo laboratorio, che è appunto l’ambiente, non cercando di portare lei in laboratorio controllandolo, sono riuscito a capire come un arto si forma in una iena, o un varano o un ropso e perché questi sono divenuti pinne nei pesci, nei delfini o ali in un falco e un tucano e perché sono ali anche in una cavalletta o vespa ma differiscono da quelle degli uccelli e perché sono braccio e mano in un orangutan e un essere umano ..”

    Buon 2012,
    Sara e grazie per la bella discussione Mauro

  41. Discussione interessante! Per chi ancora non lo conoscesse, segnalo un interessante film: Expelled: No Intelligence Allowed …..”Ben Stein’s “Expelled: No Intelligence Allowed” is a movie about the freedom of speech suppression to which Intelligent Design proponents are being subjected to by
    the atheistic American academic dictatorship”

  42. “È giusto dire che Homo sapiens non derivi da H. habilis, H. erectus o H. neandertalensis, ma questo non significa che non abbia legami di parentela, e dunque genetici con loro”, afferma Rickards. Il punto è che negando ogni parentela, nego anche la possibilità che abbiano un progenitore comune, cioè nego un percorso evolutivo. E rimango con la patata bollente in mano: da dove è saltato fuori Homo sapiens?

    In sostanza la prof. Rickards conferma quanto sostenuto dal manuale di storia: i vari Homo non derivano l’uno dall’altro. Ma questo, secondo la prof, non significa che essi non abbiano legami di parentela tra loro. Insomma, sembra che l’errore imputato al manuale di storia non sia nelle premesse ma nelle conclusioni: i vari Homo non derivano l’uno dall’altro ma vanno considerati parenti per salvare l’attuale ricostruzione dei fatti.

    E qui ci sarebbe davvero da non credere alle proprie orecchie. Le risultanze paleontologiche vengono piegate alla dimostrazione della teoria, quanto di più antiscientifico potremmo immaginare.

    Il darwinismo è palesemente falso ed ormai insostenibile, nelle scuole andrebbero insegnate sia la creazione biblica che il darwinismo con tutti i suoi errori e limiti e lasciare ad ogni studente la possibilità di scegliere, allo stesso modo di come si insegnano le varie tipologie di pensiero politico.

  43. “È giusto dire che Homo sapiens non derivi da H. habilis, H. erectus o H. neandertalensis, ma questo non significa che non abbia legami di parentela, e dunque genetici con loro”, afferma Rickards. Il punto è che negando ogni parentela, nego anche la possibilità che abbiano un progenitore comune, cioè nego un percorso evolutivo. E rimango con la patata bollente in mano: da dove è saltato fuori Homo sapiens?

    In sostanza la prof. Rickards conferma quanto sostenuto dal manuale di storia: i vari Homo non derivano l’uno dall’altro. Ma questo, secondo la prof, non significa che essi non abbiano legami di parentela tra loro. Insomma, sembra che l’errore imputato al manuale di storia non sia nelle premesse ma nelle conclusioni: i vari Homo non derivano l’uno dall’altro ma vanno considerati parenti per salvare l’attuale ricostruzione dei fatti.

    E qui ci sarebbe davvero da non credere alle proprie orecchie. Le risultanze paleontologiche vengono piegate alla dimostrazione della teoria, quanto di più antiscientifico potremmo immaginare.

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