L’aria buona dell’Ultima cena

ARTE, MUSICA E SPETTACOLI – C’è un’oasi pulita nella nuvola nera di smog che avvolge la città di Milano. Sta nel refettorio della chiesa di Santa Maria delle Grazie, la “casa” dell’Ultima cena, uno dei dipinti più famosi di Leonardo da Vinci. Rispetto all’esterno il livello di polveri sottili nel refettorio è decisamente più basso: meno 94% per il particolato un po’ più grossolano (PM2,5-10) e meno 88% per quello più fine (PM2,5). Insomma, i milanesi purtroppo continueranno a tossire e ad ammalarsi, ma almeno il Cenacolo non corre il rischio di venire danneggiato dall’inquinamento .

Tutto merito di un avanzato sistema di filtrazione, riscaldamento e ventilazione installato un paio d’anni fa. Per verificare che funziona davvero ci si sono messi alcuni rappresentanti del Laboratorio di ricerca ambientale Simg/Isde di Milano, insieme a colleghi delle università di Los Angeles e di Madison (Wisconsin). Per un anno, ogni settimana hanno monitorato la qualità dell’aria indoor, nel refettorio, e outdoor, esponendo filtri in grado di raccogliere il particolato che venivano poi analizzati dal punto di vista fisico e chimico.

I risultati, come abbiamo anticipato, sono stati decisamente positivi: il sistema di filtrazione abbatte notevolmente l’inquinamento indoor, trattenendo la maggior parte degli inquinanti a un livello che assicura il benessere dell’opera d’arte. La quale, altrimenti, correrebbe il rischio – piuttosto elevato in una delle città più inquinate d’Europa – di annerimenti e corrosioni. Secondo quanto pubblicato sulla rivista Environmental Science & Technology, i livelli di PM10 nella sala del Cenacolo si aggirano tra 0,12 e 0,83 microgrammi per metro cubo. Un po’ più alti quelli di PM2,5: tra 1,7 e 4,9 microgrammi per metro cubo. “Non ci sono parametri consigliati per i livelli di PM in musei, gallerie d’arte e archivi”, si legge nell’articolo. “Tuttavia, l’American Society of Heating, Refrigerating and Air-Conditioning Engineers, come pure il Canadian Conservation Institute, suggeriscono che le concentrazioni di PM2,5 dovrebbero essre inferiori a 0,1 microgrammi per metro cubo per opere particolarmente sensibili, e comprese tra 1 e 10 per collezioni generali”. Quindi, tutto sommato, il PM2,5 del refettorio sta nei limiti proposti.

La caratterizzazione chimica del particolato ha rivelato che la componente principale delle polveri sottili presenti nella stanza in cui si trova l’Ultima cena è di origine organica. Si tratta in particolare di residui di prodotti utilizzati per la pulizia del locale e di molecole organiche “perse” dai visitatori, per esempio per il normale sfaldamento della pelle. Secondo gli autori dello studio, non è strettamente necessario intervenire su questi elementi, ma a ulteriore protezione dell’opera di Leonardo potrebbe essere il caso di rivedere e ottimizzare i sistemi di pulizia.

Informazioni su Valentina Murelli ()
Giornalista scientifica, science writer, editor freelance

1 Commento su L’aria buona dell’Ultima cena

  1. icittadiniprimaditutto // 14 dicembre 2011 alle 12:27 // Rispondi

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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