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GreenJobs: la stufa che non inquina

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GREENJOBS – “I blocchi del traffico sono solo un palliativo. Per abbattere le polveri sottili in città dobbiamo investire sui sistemi di riscaldamento”. A sostenerlo è l’ingegner Gianfranco Pellegrini che all’Area Science Park di Trieste ha inventato “TINA, la caldaia che non inquina”. Produce 70% di energia rinnovabile, abbatte le emissioni gassose nocive e può sostituire, senza ristrutturazioni, la vecchie caldaie funzionando con impianti a termosifone. TINA è uno dei progetti di punta di Enerplan, il piano strategico di AREA e del Ministero dell’Ambiente per la produzione e l’uso efficiente dell’energia. Il primo prototipo da 100 Kw sarà presto in commercio. Abbiamo intervistato Gianfranco Pellegrini.

3 Commenti

  1. Non mi sembra molto chiaro, vero è che a voce e senza schemi o illustrazioni è difficile spiegare il funzionamento. Ma se, come dice l’inventore, l’acqua utilizzata non viene modificata nelle sue caratteristiche organolettiche, chimiche o fisiche, dove si prende l’energia? Se il 30% è energia elettrica, il restante 70% da dove viene? La temperatura non è una grandezza fisica, oltre che una caratteristica organolettica?

  2. Il fatto che abbiano già coniato lo slogan pubblicitario “Tina la caldaia che non inquina” senza spiegare dove prende l’energia per scaldare mi lascia molto perplesso.

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