mercoledì, Dicembre 19, 2018
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Consigli per il risparmio

SPECIALE MILLUMINODIMENO – Ogni kilowattora conta, conta ogni kilowattora. Con questo gioco di parole l’Enea ha lanciato un e-book per sensibilizzare i cittadini sull’efficienza energetica, suggerendo una serie di semplici azioni che possono fare la differenza in termini di consumi energetici.

Prima di capire dove possiamo risparmiare, dobbiamo sapere dove finisce l’energia che utilizziamo. Secondo i calcoli dell’Enea, il fabbisogno medio di energia di una famiglia deriva per il 54% dal riscaldamento, per il 31% dal trasporto, per il 7% dalla produzione di acqua calda e infine per il 3-8% dall’utilizzo di apparecchi domestici e dispositivi elettronici.

Nella maggior parte dei casi basta poco per diminuire i nostri consumi energetici. Piccoli accorgimenti nell’uso degli elettrodomestici, come posizionare frigoriferi o congelatori lontani da fonti di calore, o sostituire le tradizionali lampadine con quelle a risparmio energetico possono far risparmiare molta energia.

Riducendo le dispersioni e utilizzando apparecchi a più alta efficienza una famiglia potrebbe risparmiare fino al 40% delle spese di riscaldamento e oltre il 20% di quelle per l’illuminazione e gli elettrodomestici, con notevoli vantaggi per il bilancio familiare e per l’ambiente.

RIDUCI, SPEGNI, MUOVITI: all’interno di queste tre categorie l’Enea suggerisce alcuni semplici consigli grazie ai quali possiamo ridurre il nostro consumo di energia di 10 kWh al giorno.

Per esempio, RIDUCI controllando la temperatura in casa, non usando il ciclo di prelavaggio della lavatrice o spegnendo il forno qualche minuto prima del termine della cottura. SPEGNI le luci quando non ne hai bisogno e non lasciare gli apparecchi elettrici in stand by, basta collegarli a una presa multipla con interruttore per rendere l’operazione più veloce. MUOVITI, scegliendo se puoi la bicicletta, il car pooling o i mezzi pubblici per andare a lavoro. Se proprio devi utilizzare l’auto controlla la pressione dei pneumatici e non abusare dell’aria condizionata.

4 Commenti

  1. In effetti i suggerimenti dati sembrano assai pratici e validi.

    Vi farò un esempio. Fino a qualche anno fa il mio comsumo medio giornaliero era costantemente superiore ai 12/14 kW/giorno. Avevamo lampadine ad incandescenza e qualche alogena in salotto e ovviamente il computer.
    La cosa non aveva senso, ovvero spendere tanto denaro senza un ritorno qualitativo.

    Cominciammo quindi a fare dei calcoli semplicemente staccando tutti i vari apparecchi elettrici ed elettronici della casa fino a portare il contatore a zero (allora era di quelli meccanici).
    A questo punto cominciammo a collegare alla rete elettrica uno per uno i vari apparecchi e calcolammo il consumo medio. Scoprimmo, per esempio, che le lampade alogene, anche se tenute a basso voltaggio, consumano una quantità enorme di energia, così come le varie spie dei registratori, radio, orologi e quant’altro. Il computer, acceso e non operante, consuma una quantità di energia valutabile attorno ai 120/150 watt/ora, e se in attività con un foglio di calcolo o word può anche arrivare a 200 watt, mentre se si usano programmi di grafica o di rendering 3D allora schizza inesorabilmente attorno ai 300/400 watt (dipende dalla scheda grafica, dal processore).
    Scopri che era possibile usare il pc in maniera più umana senza spegnerlo e che potevo metterlo in stand-by (funzione che va benissimo in XP, non so in Win7). In questa maniera, anziche lascire il pc acceso tutto il giorno, lo utilizzo quando mi serve e subito dopo lo metto in stand-by. (mi do del cretino perché ho scoperto l’acqua calda e perché nel corso degli anni ho gettato molto denaro, ma ormai cosa fatto capo ha!).
    Comunque dopo le varie prove e vari calcoli, ma sopratutto usando lampadine a basso consumo il nostro consumo attuale è passato dai 12,5 kW/giorno agli attuali 8,5 kW/giorno (un risparmio di 1460 kW/anno). Un guadagno non indifferente che si potuto notare sopratutto sulle bollete dell’enel. Pensiamo ci quindi con attenzione quando ad esempio i figli lasciano il pc acceso tutta la notte o tutto il giorno per aver accesso rapidamente ai vari social network o per giocare on line.

  2. Continua a girare questa stupidaggine del non usare il prelavaggio con la lavatrice, discorso fatto probabilmente da maschi che la lavatrice la usano poco:
    Il prelavaggio serve per POI fare un ciclo di lavaggio a temperatura più bassa! in questo modo il consumo complessivo si abbassa notevolmente (anche perché il prelavaggio va fatto con acqua fredda, che serve a sciogliere le proteine e a non “cucinarle” se ci metti subito acqua calda: provate a lavare qualcosa sporco di sangue senza il prelavaggio in acqua fredda, e vedrete una bella macchia eterna marroncina…).
    Chiaro che se uno usa il prelavaggio e poi imposta il lavaggio alla temperatura sufficiente per lavare senza prelavaggio spreca, ma qui si tratta di usare la testa, e uno slogan del tipo “non fare il prelavaggio” incita invece a non usare la testa ma a ragionare per slogan.

    Se ci pensate, il programma “bio” della lavastoviglie ha il prelavaggio con acqua fredda ed un lavaggio a 50° che lava come un lavaggio “da solo” a 70°.

    Oltretutto lavando a temperatura più bassa i vestiti durano di più, e anche produrre vestiti ha un’impronta ecologica ed energetica non trascurabile.

    Peccato che le lavatrici non abbiano già la doppia vaschetta ed il programma di prelavaggio seguito dal lavaggio in automatico, ma tocca metterci le mani a metà ciclo (almeno, quelle che ho visto io non ce l’hanno, la sto cercando da tempo visto che la mia vecchia lavatrice non durerà ancora molto…)

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