Lotta di classe contro la Boiron

IL PARCO DELLE BUFALE – La legge statunitense consente agli acquirenti di prodotti le cui prestazioni non sono quelle descritte sulla confezione di intentare un processo collettivo detto Class Action. Per chiudere cinque cause iniziate l’anno scorso in California e nell’Illinois, la società Boiron USA Inc. ha pattuito un rimborso di 5 milioni di dollari ai consumatori insoddisfatti di alcuni suoi rimedi omeopatici.

Ha accantonato anche 7 milioni di dollari per modificare la descrizione dei contenuti. C’è molta attesa per le prossime confezioni americane di due best-seller in particolare:

– Oscillo, venduto in Italia sotto il nome di Oscillococcinum, un best-seller che dovrebbe prevenire l’influenza e/o guarirla in 48 ore;

– Coldcalm, che corrisponde al Corylia contro il raffreddore, anche se rispetto alla preparazione americana, mancano alcuni”ingredienti attivi” quali Nux vomica, Apis mellifica, Kali bichromium, mentre gli eccipienti sono più vari ed abbondanti.

La multinazionale dovrà cessare le pubblicità ingannevole, inserire nelle “informazioni per il consumatore” che il prodotto non è approvato per alcunché dalla Food and Drugs Administration, e tener conto delle osservazioni dell’accusa. A titolo di esempio, riportiamo alcune frasi di un esposto:

La verità è che l’ingrediente attivo indicato per l’Oscillo, Anas Barbariae Hepatis et Cordis Extractum, non è né attivo contro l’influenza né un ingrediente dell’Oscillo,

bensì

un modo fantasioso usato dagli accusati per nascondere la verità al grande pubblico. Essendo la verità che in realtà (l’ingrediente, ndr) è fegato e cuore di anatra muta ed è privo di proprietà mediche. Nella diluizione estrema rivendicata dagli accusati inoltre, non ha alcun effetto sul corpo umano poiché non è presente nell’Oscillo… Oscillo non è altro che zucchero

Ora che negli Stati Uniti la suddetta verità fa testo e si può scrivere che la multinazionale di origine francese vende 1 dollaro al grammo zuccheri che costano 1,20 dollaro al chilo, senza timore di essere querelati.

Crediti immagine: Yves (Wikipedia)

Documentazione

La denuncia di Gina Delarosa per il Coldcalm

La class action per il Coldcalm

La class action per l’Oscillo

129 Commenti su Lotta di classe contro la Boiron

  1. Evviva!! Questa notizia, insieme all’altra sulla Crescina fanno ben sperare! Siamo finalmente vicini ad una giusta esclusione dal mercato dei venditori di fumo?

  2. Se la fisica quantistica è considerata fumo vuol dire che siamo proprio arrivati. Stanno facendo il gioco delle multinazionali farmaceutiche che marciano sull’ignoranza delle gente. lo sapete quante sono le persone che usano rimedi omeopatici e da anni non hanno l’influenza? Poi non ho capito perché chi si ammala di influenza nonostante il vaccino non fa causa alle case farmaceutiche. Tra l’altro i vaccini sono tossici e alterano la regolazione del sistema immunitario, lo sapete quante malattie sono autoimmuni? Diabete, SLA, sclerosi multipla, tiroiditi, artriti, psoriasi. per non parlare dei tumori quali dei un sistema immunitario sano è in grado di prevenire l’evoluzione.

    • caro @Anouk, la fisica quantistica purtroppo viene spesso citata a sproposito, tipicamente da persone che non l’hanno mai studiata, quindi per distinguersi da chi parla senza sapere può fornirci una qualche dimostrazione di come l’acqua conservi memoria solo di ciò che si desidera e non di tutte le altre impurità presenti e passate?
      Altrimenti dire “fisica quantistica” è come dire “teiera di Russel”

      Le causa comunque, se non l’ha colto, non riguarda l’inefficacia su singoli pazienti, ma l’assenza degli ingredienti dichiarati e l’assenza di evidenza clinica di efficacia degli ingredienti. Persino in Italia questo si chiama truffa.

  3. Anouk, no, non lo so, me lo dica lei: citi qualche dato, qualche studio scientifico, qualche studio fatto in doppio cieco che dimostri che i prodotti omeopatici tengono lontano l’influenza più di quello che fa una pallina di zucchero.

  4. La nostra società iperscientifica trascura il potere simbolico delle medicine, e il potere curativo dei simboli e dei gesti : anche quelli medici, sono gesti rituali. Per onestà è bene ricordare che il placebo (soluzione salina o zucchero che sia) dà effetti veramente notevoli e tuttora inspiegati.

    • Federica Sgorbissa // 19 marzo 2012 alle 12:43 // Rispondi

      Non direi che lo trascura. Il placebo è stato studiato a lungo, ed è parte integrante della sperimentazione clinica sui farmaci. Gli effetti del placebo sono tutt’altro che misteriosi o inspiegati, e non esulano dall’osservazione scientifica

    • Che sia placebo o no, se funziona mi importa abbastanza poco che sia oro o sabbia, con i loro antistaminici sono riuscita a liberarmi dalla dipendenza dagli antistaminici tradizionali e sto benissimo.

  5. @Anouk

    – In quale parte della meccanica quantistica starebbe la spiegazione del funzionamento dell’omeopatia?
    – Sì, lo so! Lo stesso numero di quelle che non li usano e da anni non hanno un influenza! Se vuoi posso trovare studi a sostegno..tu?
    – Perché le case farmaceutiche stesse dicono che la copertura non è totale. Che poi spingano per vendere non è un mistero, ma per fortuna la ricerca libera esiste e trova anche risultati che non piacciono a BigPharma.
    – I vaccini sono tossici? Vallo a dire agli indiani che per la prima volta hanno vissuto un anno senza nemmeno un morto per polio. O ai bambini che muoiono ogni anno per il morbillo (164.000 per l’OMS, più del 90% non vaccinati).
    – Citami cortesemente un solo studio che trovi una correlazione tra le malattie autoimmuni da te citate e l’utilizzo dei vaccini. (tra l’altro il diabete di tipo 2, che rappresenta la maggior parte dei casi, è genetico e non autoimmune e la SLA non si è ancora compresa appieno ma per quanto se ne sa non è autoimmune)
    – O tra l’insorgenza dei tumori e le vaccinazioni.

  6. In realtà credo che a marciare sull’ignoranza della gente siano aziende come questa Boiron. Le premesse dell’omeopatia sono in netto contrasto con le basi fondamentali della scienza moderna (principio di Avogadro vi dice nulla?) e per favore non si invochi come al solito la fisica quantistica! Sarà il nome fantasioso che attira gli strenui difensori delle teorie più strampalate? Scommetto che poi un libro di meccanica quantistica non l’hanno neanche mai visto in copertina.
    Purtoppo dietro l’omeopatia c’è una forma di fideismo piuttosto diffusa e molto difficile da scalfire, secondo cui da una parte ci sono le malvagie case farmaceutiche che producono veleni chimici e dall’altra le paladine della giustizia, le società omeopatiche dal passato bucolico che diffondono il “verbo”. Questo approccio è la conseguenza di una forma di ambientalismo di città, un po’ “radical-chic”, che si dimentica alcuni fatti non trascurabili…
    Infatti la realtà è ben diversa e l’incremento netto delle aspettative di vita si è avuto anche grazie alla medicina e ai farmaci “ufficiali”. Inoltre la chimica ci ha fornito i materiali che utilizziamo quotidianamente sotto le forme più svariate: automobili, computer e smartphone; tutti oggetti che non si costruiscono da soli…
    L’omeopatia non mi risulta abbia prodotto risultati nemmeno lontanamente paragonabili a quelli citati, né tantomeno confermati da un qualche studio scientifico.

  7. Sylvie Coyaud // 19 marzo 2012 alle 13:27 // Rispondi

    @Fabio
    direi di no, rif. commento successivo.

    @Anouk
    Forse potrebbe tener conto di alcuni fatti:

    – la maggioranza della popolazione non usa rimedi omeopatici e non si prende l’influenza lo stesso;

    – in tutte le ricerche fatte finora, il vaccino contro l’influenza non è risultato tossico per il sistema immunitario;

    – nessun vaccino è efficace nel 100% della popolazione né pretende di esserlo

    In USA i processi ci sono stati. Secondo l’accusa, il vaccino anti-influenzale conteneva metilmercurio quindi era tossico. In realtà conteneva etilmercurio, una differenza paragonabile a quella tra l’alcol etilico usato anche nei rimedi omeopatici e alcol metilico.

  8. le medicine se guariscono son buone se non guariscono non lo sono…..

  9. Mi chiamo Pindaro Mattòli, sono medico ed esercito l’Omeopatia da 30 anni a Perugia. Sono l’11° medico omeopata della mia famiglia (il primo medico omeopata fu il mio trisnonno Agostino Mattòli 1801-1869). Assisto da una vita a simili dibattiti. Chi volesse capire cosa sia l’Omeopatia dovrebbe prima documentarsi bene. Intanto dobbiamo distinguere cosa sia la Omeopatia professionale (farmaco unico strettamente individuato sul paziente) da quella che è la Omeopatia Complessa, non professionale, che consiste in produzione e prescrizione di medicinali a composizione plurima che possono essere utilizzati, spesso con successo, per interventi terapeutici superficiali, prescritti da qualsiasi medico non formato in Omeopatia. L’Oscillococcinum fa parte di questa seconda categoria farmacologica. Le discussioni in corso sono costituite dalle solite espressioni di opinione, essenzialmente superficiali, sia a favore che contro. Non posso dilungarmi di più in questa sede, ma invito i curiosi di buona volontà e di onesti intenti a consultare su internet la mia risposta del marzo 2011 al famoso CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni del Paranormale) con cui sono in rapporto di pochi amorosi sensi da decenni: il “suicidio omeopatico” del CICAP. Pindaro Mattòli Pindaro http://www.omeopatia-mattoli.eu

    • Gentile Dottor Pindaro, mi scusi ma non capisco come il suo commento contribuisca alla discussione, se non con un generico “Chi volesse capire cosa sia l’Omeopatia dovrebbe prima documentarsi bene”.
      Questo, assieme all’inserire un link alla propria pagina personale (che a quanto vedo non contiene, direttamente, informazioni utili a “documentarsi bene” sull’omeopatia), da un (ben poco elegante) taglio “pubblicitario” al suo intervento.

    • Nel caso non fosse chiaro ai lettori di questi commenti, vorrei ribadire che il CICAP NON ha partecipato ne sostenuto la manifestazione ‘suicidio omeopatico’. La corrispondenza del CICAP con il dott. Mattòli può esser eletta a questo link: http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=274070

  10. Bisogna però capire alcune cose:

    1. La Boiron ha conquistato un quasi monopolio della farmacopea omeopatica ; ma l’omeopatia, non è la Boiron.
    L’omeopatia si pratica con un medico che conosce il paziente, personalizza le cure, si forgia un’esperienza col passare del tempo e si basa su registri compilati da prove sperimentali.
    Boiron commercializza, al contrario, farmaci unici per tutti, standardizzati, all’esatto opposto dei principi omeopatici

    2. E’ molto importante notare che non è vero che nessun farmaco omeopatico contiene principi attivi. Solo le più alte diluizioni sono così alte che secondo i calcoli molari, non contengono più alcuna molecola di principio attivo. Nelle cure omeopatiche classiche, quelle preventive e personalizzate, si prescrive un rimedio a diluizioni crescenti, da prendere successivamente per una ventina di giorni : solo negli ultimi si è aldilà del numero di Avogadro.
    D’altra parte, quando un principio viene usato per costituire globuli ad alte diluizioni, viene consumato completamente: quindi è passato nei rimedi, anche se in quantità infinitesimali in ognuno di essi. Ma nulla si distrugge, quindi da qualche parte deve essere andato. E’ una questione di semplice matematica.

    • 1. Una cosa che non mi è chiara: se l’omeopatia è personalizzata, le prove scientifiche di cui parli sono effettuate sul singolo paziente?

      2. Cercando un attimo mi par di capire che sia considerata “alta” una diluizione oltre i 30CH, è errato?
      Consideriamo per prudenza 20CH, ovvero una parte di soluto su 10^40 parti di solvente.
      Ora, partendo da un microgrammo di sostanza di partenza posso ottenere 10 milioni di miliardi di miliardi di TONNELLATE di preparato (+un microgrammo)…circa 10’000 volte la massa del pianeta terra…il tutto spruzzato a piccole dosi su innumerevoli granuli (non ne calcolo la massa ma prevedo si avvicini a quella di Giove).
      Scusa Fio ma la vedo dura consumare completamente anche la più piccola porzione di preparato.
      “E’ una questione di semplice matematica.”

    • In molti casi si utilizzano direttamente e solo medicinali a dosi ultra Avogadro (superiori alla 12° diluizione centesimale) con evidenti riscontri clinici.

  11. Mi accodo agli interventi di Pindaro, di Fio Gracci e di Anouk con cui concordo e che raccolgono le mie preferenze e aggiungo alla discussione che l’effetto placebo è semplicemente qualcosa che la scienza medica chimico/fisica ancora non sa ancora pienamente spiegare, verificare e controllare razionalisticamente, mentre è proprio qui e sui meccanismi alla base di questo effetto, tra cui senz’altro la suggestione, che si devono aprire ulteriori vie di studio e di ricerca che sono alla base della scientificità dell’approccio Naturopatico ed in generale delle Medicine Naturali e in parte dell’Omeopatia.
    Lo scienziato clinico usa il placebo come strumento di ricerca per verificare l’efficacia terapeutica di un farmaco o di altri trattamenti, e nonostante si constati spesso che un placebo ha una percentuale di efficacia nelle cure pari se non a volte superiore a cure farmacologiche, di rado è preso dall’aspirazione allo studio dell’effetto placebo come oggetto specifico di ricerca meritevole di attenzione, e quindi di convertirlo in metodo terapeutico reale, accertabile ed attuabile: una delle cause di questa carenza è dovuta ad una sorta di “pregiudizio” scientifico per cui un effetto viene interpretato sempre in maniera monocausale e deterministica, restringendo, se non addirittura chiudendo, i margini per diverse e forse multiple concause che meglio si adatterebbero a caratterizzare e spiegare i fenomeni di guarigione di un essere umano.

    • Federica Sgorbissa // 21 marzo 2012 alle 8:11 // Rispondi

      Dunque l’omeopatia si basa sul placebo? niente “memoria dell’acqua”, niente efficacia dei simili?

      • No, non ho detto questo, ho fatto solo un’aggiunta sull’effetto placebo che spesso può dare risultati migliori di quelli attribuiti dalla “ricerca scientifica farmaceutica omologata(!)” ai principi attivi di un farmaco: come mai? Per quanto riguarda l’Omeopatia sembra che alcune recenti ricerche effettuate dal dott. Luc Montagnier (noto premio Nobel per la medicina) abbiano rivalutato la cosiddetta memoria dell’acqua scoperta e teorizzata dal dott. Benveniste (non all’epoca accettate dalla Comunità Scientifica): allego qua un comunicato al riguardo: http://www.box.com/shared/e4x6d77693pku4ojl5q0 e un’intervista al dott. Montagnier: http://www.youtube.com/watch?v=vympmC3tJsQ
        Aldilà di tutto ciò, il problema di base in medicina è quello di stabilire con chiarezza cosa si intende per “atto terapeutico”: senz’altro un atto che assume diverse ed innumerevoli variabili e sfaccettature da studiare e appurare.

      • frankowsky // 22 marzo 2012 alle 14:54 //

        Nella sperimentazione di un farmaco normalmente questo viene messo a confronto con un placebo in doppio cieco (chissà se i tag html funzionano), se il farmaco non si dimostra più efficace della semplice acqua (o zucchero o altro a seconda dei casi) non viene preso in considerazione.
        Non capisco come quindi possa un placebo funzionare addirittura meglio di un farmaco (sempre che la ricerca su quest’ultimo sia stata priva di errori); e sottolineo “meglio” dato che l’effetto placebo è presente anche nel somministrare il principio attivo! Vorrebbe dire che il principio attivo ha addirittura un effetto negativo e nessuno se ne è accorto!

        La ricerca di Benveniste è stata sì accettata dalla scienza ed è stata perfino pubblicata sulla prestigiosa rivista Nature. Tranne essere ritirata quando si scoprì che i risultati dello studio erano stati manomessi e altre ricerche ottennero risultati opposti.

        Delle ricerche di Montagnier (essere premio Nobel purtroppo non rende infallibili) non è stata accettata la pubblicazione su nessuna rivista scientifica di rilievo (effettivamente sono un po’ “scarne”), molte critiche sono state mosse sul piano sperimentale (la strumentazione utilizzata non sarebbe abbastanza precisa per misurare gli effetti che sarebbero stati osservati) e i risultati non sono ancora stati replicati da studi indipendenti.

      • Le ricerche di Benveniste sono state brutalmente censurate, indagare per credere. Montagnier ha dovuto attendere il premio Nobel per affermare cose fuori dalla retorica di sistema della scienza ufficiale e si è rifugiato in Cina a continuare le sue ricerche, Mi è stato riferito proprio oggi che lo stesso Montagnier, in un congresso a Roma di due giorni fa, ha affermato che molti ricercatori hanno fatto esperienze nel campo della memoria dell’acqua e non osano pubblicare per non compromettere le loro carriere e i loro finanziamenti. Tutto ciò la dice lunga sulla democraticità della scienza ufficiale e su certe reazioni “viscerali” della stessa. Di fatto le ricerche che vanno contro gli indirizzi scientifici ufficiali vengono regolarmente censurate all’origine, non arrivano nemmeno alla pubblicazione. Uno scienziato di razza, la cui onestà intellettuale dovrebbe essere coniugata con la sete di nuove prospettive di conoscenza, dovrebbe “correre” a verificare certe possibilità che potrebbero portare grandi benefici all’umanità, piuttosto che arroccarsi in posizioni aprioristiche da Santa Inquisizione.

      • Federica Sgorbissa // 26 marzo 2012 alle 7:24 //

        Ecco anche il complottismo adesso

      • Conosciamo bene quello che pensa Montagnier, ecco i fatti:
        https://oggiscienza.wordpress.com/2010/06/29/il-nobel-e-la-memoria-dellacqua/
        https://oggiscienza.wordpress.com/2011/07/27/luc-colpisce-ancora/
        Riassunto: lo studio di Benveniste era fuffa, come lo è quello di Montagnier, che infatti ha dovuto autopubblicarsi pur di dargli una parvenza di scientificità. La memoria dell’acqua non è affatto stata rivalutata da tali studi, ma solo dalle parole di Montagnier e soci: la comunità scientifica ha letto le carte maldestramente sottoposte dal Nobel (ottenuto con ben altri studi) e si è fatta una accademica risata.
        Ripeto, non si tratta di opinioni, è tutto verificabile: no peer-review, no party.

      • Troppo spesso la comunità scientifica prima di accettare alcune tesi ha dovuto proprio sbatterci contro il naso, e solo allora un paradigma viene sostituito da un altro ed acquista il consenso della comunità scientifica.
        Benveniste pur essendo state sconfessate le sue ricerche e tesi, ha ugualmente ricoperto il ruolo di direttore di quello che si può definire il CNR Francese, ovvero di un Istituto di ricerca finanziato con danari pubblici.
        Comunque aldilà di facili e sterili polemiche, per me è perlomeno curioso il fatto che uno scienziato accreditato come Montagnier abbia riproposto e sostenuto certe tesi: perchè mai questo suicidio della propria conclamata fama? Perchè non supporre che invece voglia togliersi qualche sassolino dalle scarpe per un sussulto di coscienza? Non mi considero uno strenuo difensore dell’Omeopatia anche se accoglie le mie simpatie, ma devo ammettere che un qualche effetto superiore al placebo l’ho riscontrato empiricamente personalmente, mentre tanti farmaci (farmaco vuol dire veleno) non solo non mi hanno affatto convinto, ma mi hanno pure causato brutti effetti iatrogeni nonostante siano avvalorate le loro proprietà terapeutiche! Non mi pare il caso di accanirsi contro questa o quell’altro tipo di medicina, è un bene che ci sia varietà e che alla ratio scientifica sia contrapposta una ratio, forse arcaica, di fede, dopotutto la scienza non fornisce verità assolute! E’ forse questa la vera chiave di volta tra sistemi e metodi diversi; non dilungandomi oltre ripeto quello che ho scritto nella mia risposta precedente: il problema di base in medicina è quello di stabilire con chiarezza cosa si intende per “atto terapeutico” e quali strumenti e/o modalità usare nella maniera più consona ed opportuna a tal fine. Grazie comunque dei vostri stimolanti punti di vista ed opinioni

      • @Vito Simi De Burgis:
        “ma mi hanno pure causato brutti effetti iatrogeni nonostante siano avvalorate le loro proprietà terapeutiche”
        Questo è un punto importante: i preparati omeopatici “non hanno effetti collaterali”. Ma cosa sono gli effetti collaterali? Sono quelli non desiderati su quel paziente, ma che possono essere il motivo per utilizzare lo stesso principio attivo su un altro paziente con un altro quadro clinico.
        Bene, il punto è: se qualcosa non ha effetti collaterali, cioè non ha effetti indesiderati su nessun paziente, dato che uno stesso effetto non può essere desiderato su tutti i pazienti, significa semplicemente che non ha alcun effetto, né desiderato, né indesiderato.
        Da qui per difendere l’omeopatia possono partire solo delle arrampicate sugli specchi.

      • @Fabio: Da quanto ne so io anche i “rimedi omeopatici” (e non i farmaci omeopatici) possono avere degli effetti collaterali consistenti nei cosiddetti aggravamenti che sono riscontrabili all’inizio di ogni terapia!
        Anche per difendere l’allopatia a tutti i costi a volte ci si deve arrampicare sugli specchi: all’inizio del 19° secolo per esempio si diceva che la morfina non provocava affetti collaterali, alla faccia della dipendenza che si instaura quasi immediatamente!!!
        Il punto, lo ripeto ancora è considerare e studiare cos’è un atto terapeutico in tutte le sue innumerevoli sfaccettature e non solamente fossilizzarsi nel dar contro a questo o a quel tipo di medicina.

      • Federica Sgorbissa // 23 marzo 2012 alle 12:55 //

        addirittura effetti collaterali?

      • come definisci i cosiddetti aggravamenti omeopatici: non sono anche questi degli effetti? Se no spiegamelo tu cos’è un effetto, e cosa vuol dire questa parola, grazie….;-)

      • Federica Sgorbissa // 23 marzo 2012 alle 14:00 //

        Chiedo di cosa stiamo parlando. Aggravamenti omeopatici? ci può dare gentilmente qualche fonte? sennò rimaniamo nelle chiacchiere da salotto

      • Trattando di omeopatia nell’articolo che qui precede, pensavo almeno conosceste cosa fossero tali chiamamoli effetti: alcuni rimedi omeopatici possono provocare, e clinicamente sono casi verificatisi e documentati da migliaia di medici e persone che hanno utilizzato e utilizzano l’omeopatia, lievi e transitori aggravamenti della sintomatologia probabilmente causati da fenomeni di biorisonanza della sostanza farmacodinamica con l’organismo malato, dato che la maggior parte di farmaci omeopatici sono ricavati da diluizioni estreme di sostanza “velenose” che a dosi ponderali provocano effetti patogenetici simili alla patologia espressa dal malato: similia simlibus curentur è l’assunto fondamentale dell’Omeopatia, e anche dei vaccini…..!.
        Comunque non esistono per i rimedi omeopatici fenomeni di tossicità chimica come quelli che spesso sono provocati da farmaci sintetici allopatici.
        Sono d’accordo che tuttora non esistono, o perlomeno non ne sono a conoscenza, protocolli scientificamente confermati indiscriminatamente da tutta la comunità scientifica, a favore della medicina omeopatica, però da secoli ormai milioni di persone si curano in questa maniera a ed è un fatto comprovato e documentato empiricamente che molte di queste persone guariscono, mentre non erano guarite provando medicine e medicamenti allopatici utilizzati sconsideratamente anche e spesso su consigli del medico. E’ anche vero che vi è una carente sistematicità della ricerca nel settore omeopatico che la fa ancora considerare alla stregua di atti miracolistici, però i frutti si vedono incontestabilmente e soprattutto la medicina omeopatica soddisfa l’esigenza di aver riportato al centro della questione “cura”, il malato e non la malattia settorialmente intesa che può anche essere curata allopaticamente con la farmacologia e la medicina ufficiale, anche se a volte viene causato un evidente aggravio in un altro settore corporeo.
        Ripeto che secondo me la ricerca (ed i suoi fondi), dovrebbe, più che andare ancora verso la scoperta e/o l’invenzione di nuovi farmaci chimico/sintetici o macchinari diagnostici sempre più sofisticati, specialistici le cui performances sono difficilmente applicabili a complessi organismi come la struttura mente/corpo umani nella loro interezza e individualità, dovrebbe andare ripeto, verso una considerazione e comprensione sistematica della definizione di atto terapeutico in sé e dei fenomeni di autoguarigione insiti negli organismi umani e animali ancora e quasi del tutto incompresi e misteriosi.

      • Federica Sgorbissa // 26 marzo 2012 alle 7:10 //

        Scusi, ci può indicare dove questi fenomeni di “aggravamento omeopatico” sarebbero documentati? continuo a chiedere fonti documentate, e nessuno dei sostenitori dell’omeopatia qui presenti non ne ha data ancora nemmeno una

      • Nella letteratura omeopatica è pieno di esempi clinici riscontrati empiricamente, basta prendere qualsiai libro di Omeopatia in commercio.

      • Federica Sgorbissa // 26 marzo 2012 alle 10:44 //

        Posso avere una definizione di “letteratura omeopatica”? quella pubblicata su riviste e siti proomeopatia? o le pubblicazioni scientifiche che trattano di omeopatia? Nel secondo caso per piacere,ed è l’ennesima volta che chiedo, potete indicare le fonti?

      • Non voglio nominare fonti che non si trovano nel web, ma in libreria per cui ho parlato di letteratura Omeopatica. Poi ho già risposto che il problema non è valutare con i parametri utilizzati dalle cosiddette scienze esatte la medicina Omeopatica che esula dagli attuali protocolli utilizzati, bensì di rientrare nell’ordine di idee di valutare l’efficacia di un atto terapeutico qualsiasi esso sia, il che non viene attualmente concepito ed attuato dalla ricerca scientifica ufficiale con l’attuale metodologia. Comunque per esser più chiaro rimando a questo articolo che a mio parere illustra meglio quanto cerco di dire: http://www.omeomed.net/?fn_mode=fullnews&fn_incl=0&fn_id=197

      • Federica Sgorbissa // 26 marzo 2012 alle 11:35 //

        Non vuole darci una fonte scientifica. Dunque è ufficiale, non stiamo parlando di scienza, ma di altro. Il link che ci da un fa riferimento a una ricerca ma all’opinione di chi l’omeopatia la sostiene. stiamo chiedendo fatti, misurati, verificabili (ne senso che non siano inventati o prodotto dell’opinione di qualcuno), falsificabili (nel senso di musurati entro un protocollo sperimentale che preveda la possibilità di falsificarli), ripetibili. Se la discussione esce dalla validazione scientifica questa forse non è la rivista giusta dove parlarne.
        Ho chiesto: ci sono prove scientifiche prodotte con metodi scientifici? la rispostami pare “no, per l’omeopatia che si fonda su altro il metodo scientifico non funziona”. Ok. Allora inutile parlarne qui.

      • Federica Sgorbissa // 26 marzo 2012 alle 11:36 //

        PS: per noi vanno bene anche le fonti da libreria, basta che ci dica come reperirle

      • Che vuole che le dica, spero non sia inutile anche se mi rendo conto che si sta parlando con funzioni di linguaggio diverse e da differenti insiemi di punti di vista apparentemente ancora inconciliabili. Comunque qui non ho accennato nè a fatti inventati, nè a semplici espressioni di opinioni, bensì a fatti concreti frutti di esperienze effettuate da centinaia e centinaia di medici e professionisti della salute che con i loro occhi hanno osservato fatti concreti (e l’osservazione è la base della scienza!) anche se non ancora verificabili con l’attuale metodologia scientifica. Secondo poi un principio di base della Scienza, meccanica quantistica, il principio di indeterminazione di Heisenberg, traslandolo e applicandolo a quanto si vorrebbe dimostrare nell’omeopatia, già l’atto di voler dimostrare qualcosa interferisce sull’indeterminatezza dei risultati che si vorrebbero ottenere e dimostrare, per cui con questa ipotesi sarà sempre difficile rendere le ripetibilità sperimentale di un esperimento eseguito sull’efficacia di un rimedio omeopatico che non utilizza sostanze ponderalmente misurabili! Mi permetto di aggiungere e di ripetere che dopotutto la scienza ufficiale non fornisce verità assolute come si vuole qui sostenere, anzi è sempre alla ricerca di nuove metodologie e paradigmi con cui cercare di appurare e spiegare i vari fenomeni. E di fenomeni ve ne sono tanti che ancora non sono stati spiegati con un tale sistema logico/razionale ristretto non in grado di darne esaurienti e comprensibili spiegazioni, ma non per questo sono falsi o inventati. Per me la vera Scienza è un insieme e un sistema completo di cognizioni e di saperi sperimentati non solo attraverso processi strettamente razionali, ma anche esperienziali, sentiti e provati anche con altre facoltà intellettive come anche l’intuizione per esempio. E per il momento, sperando di avere dato un mio ultimo piccolo contributo alla riflessione sull’omeopatia e sulla Scienza in generale, vi auguro di passare una buonissima notte sotto un cielo stellato e sereno.P.S.: di libri anche scritti da Docenti Universitari sull’Omeopatia ve ne sono a centinaia e in tutte le lingue, librerie e biblioteche: non li nomino per non rendere torto al valore di alcuno e perché penso che senz’altro saprete trovarne anche più di me. Ancora una serenissima notte a tutti voi.

      • Federica Sgorbissa // 27 marzo 2012 alle 7:07 //

        Si continua a non nominare alcuna fonte

      • …anche questo è un fatto di cui suppongo conosciate le cause già da tempo.

      • Federica Sgorbissa // 27 marzo 2012 alle 10:12 //

        Certo, che non esistono fonti scientifiche a sostengno dell’efficacia dell’omeopatia

      • Dipende quali fonti cercate: ripeto in biblioteca o libreria basta prendere qualsiasi libro di omeopatia, non mi sembra così difficile. Non capisco tutto questo vostro accanimento, e anche se apprezzo i vostri sforzi sostenute da ottime basi razionali, e ne condivido almeno in parte alcune informazioni, mi pare a questo punto che il contesto sia un po’ strumentalizzante e …forse strumentalizzato: buon proseguimento!

      • Federica Sgorbissa // 27 marzo 2012 alle 14:08 //

        Esiste un metodo scientifico signor Simi de Burgis, può far finta di no ma esiste. In biblioteca o in libreria trovo anche “il signore degli anelli” ma non significa che gli hobbit esistano.
        Se diciamo l’omeopatia funziona, dobbiamo provarlo in maniera scientifica, e par farlo usiamo i metodi della scienza, condivisi. Se stiamo fuori dai metodi della scienza io non ho nulla da dire: fede, magia e religione, tutti sono liberi di crederci e hanno il mio rispetto. Ma non è materia di discussione di questa rivista. Che come vede già dal nome, si occupa di scienza.

      • Egregia Signora Sgorbissa, vedo che lei parla sempre di prove, prove e prove, ma non è una prova anche l’incontestabile fatto che l’omeopatia e molti dei suoi rimedi risultino favorevolmente efficaci e funzionanti verso milioni e milioni di persone?
        E qui senz’altro non si parla di credere agli hobbit fino a prova contraria…!
        Senz’altro non si è trovato ancora un criterio accettato da tutta la comunità scientifica (e forse solo da loro…..), per far rientrare completamente l’omeopatia tra le prove “scientificamente” verificabili e ripetibili al 100%, e mi sembra di averglielo anche già confermato precedentemente, citando anche successivamente proprio il caso di una principio universalmente e scientificamente verificabile come il principio di indeterminazione di Heisenberg la cui considerazione si può benissimo applicare agli assunti della scienza Omeopatica: è qui, non credo solo come mio parere, che la scienza potrebbe ancora compiere parecchi passi avanti nelle sua propria definizione allargando il proprio campo di coscienza ed i propri campi d’indagine.
        Potrei anche metterle in dubbio che molte discipline come Psicologia, Scienza (?!!) dell’educazione, Scienze politiche, Scienze sociali in genere, vengono appunto ugualmente definite istituzionalmente scienze senza corrispondere ad alcuno dei criteri da lei indicati, anzi spesso basandosi su pure inferenze contestabilissime: sono quindi anche queste pseudoscienze o come dice lei “fede, magia e religione”?
        Senz’altro l’omeopatia viene trattata con maggior “inflessibilità” perché indagata con quelli che sono i principi applicati alla fisica e ancor più alla chimica, i cui paradigmi di riferimento non sono però senz’altro invece proprio quelli applicabili all’omeopatia.
        Francamente poi anche i farmaci allopatici che hanno tutte le autorizzazioni legali e gli accrediti “scientifici” per essere messi in commercio con relativi accurati “bugiardini” descriventi nei minimi particolari i loro effetti, spesso, non solo non raggiungono i desiderabili effetti di ristabilire uno stato di salute nel paziente, ma addirittura possono incidere negativamente su di esso aggravando la situazione.
        Per essere veramente obiettivi e “scientifici”in senso stretto bisognerebbe conoscere e “maneggiare” tutte, ma proprio tutte, le variabili in gioco e questo non mi sembra sia stato ancora pienamente raggiunto dalla Scienza, senò non staremmo qui a parlarne.
        Comunque ciò non toglie i meriti della vostra rivista di “divulgazione scientifica” che seguo con attenzione e che stimola senz’altro al confronto come indicato nelle vostre pregevoli intenzioni.

      • “non è una prova anche l’incontestabile fatto che l’omeopatia e molti dei suoi rimedi risultino favorevolmente efficaci e funzionanti verso milioni e milioni di persone?”
        Forse le sfugge la differenza tra un’affermazione ed un “incontestabile fatto”.
        O forse le fa comodo non vederla, altrimenti dovrebbe cambiare il suo approccio alla “cura” dei pazienti.
        Ma andiamo pure un po’ a campi con il suo ragionamento…
        Non è una prova anche l’incontestabile fatto che milioni di persone guariscono continuamente anche senza sottoporsi ad alcun tipo di terapia?
        Ed il fatto che la nostra specie e le altre sulla terra siano prosperate per milioni di anni senza alcuna medicina, terapia, filosofia, non è una prova che tutto queste discipline non sono necessarie?
        Dove sono i milioni di persone? Dov’è la raccolta dei risultati? Qual è il gruppo di controllo? Vogliamo fare conoscenza o solo vendere?

      • Personalmente non vendo proprio nulla, ma rendo note e quindi faccio conoscere esperienze che non sono solo mie: non capisco tutto questo vostro accanimento.
        E poi riportando testualmente quello che dice lei Fabio: “Ed il fatto che la nostra specie e le altre sulla terra siano prosperate per milioni di anni senza alcuna medicina, terapia, filosofia, non è una prova che tutto queste discipline non sono necessarie?” non le sugegrisce il fatto che allora è anche inutile il tipo di informazione sulla cura e la medicina che voi divulgate? Vi contraddicete continuamente.

      • Vedo che lei non coglie o non vuole cogliere il ragionamento e attribuisce a me le frasi che mostrano l’insensatezza delle sue affermazioni. “Ma andiamo pure un po’ a campi con il suo ragionamento…” cioè applichiamo la stessa “deduzione” e vediamo cosa ne viene fuori: ne viene fuori anche l’opposto di ciò che vuole sostenere lei, quindi è chiaro che se dalla stessa linea di ragionamento emergono “A” e “NON A” la linea di ragionamento è fallace.
        Più chiaro di così non so come scriverglielo, quindi torno alla MIA frase seria:
        Dove sono i milioni di persone? Dov’è la raccolta dei risultati? Qual è il gruppo di controllo? Vogliamo fare conoscenza o solo vendere?

      • Grazie, non ha fatto altro che confermarmi quanto da me precedentemente esposto riguardo il suo antecedente ragionamento falsamente sillogistico! Mentre le altre, quelle da voi definite “MIA frase seria” (!!??), sono solo inferenze utilizzate strumentalmente esclusivamente per attaccare chiunque non condivida le vostre pure e semplici (in questo caso) “impressioni” estremamente labili e suscettibili di smentite da raccolte di fatti e risultati concreti pubblicati su innumerevoli riviste, libri e documenti sull’omeopatia acquisibili con estrema facilità. L’unica cosa su cui potrei essere d’accordo è che ancora non è stato trovato un adeguato gruppo di controllo per dismostrare secondo gli attuali paradigmi scientifici dominanti, l’efficacia causa /effetti dell’omeopatia.
        Ritornandoi alle vostre confutazioni: cosa sarebbero allora le scienze comportamentali, la psicologia, le scienze dell’educazione, etc. etc.? Sono anche queste scienze secondo i vostri criteri? Se queste vengono considerate istituzionalmente Scienze, tale deve essere considerato pure l’approccio omeopatico, senò pure queste non dovrebbero più esser trattate da voi alla stregua delle cosiddette Scienze esatte (matematica, chimica e fisica principalmente), o perlomeno evitate di scrivere sempre con un accanimento assolutamente non scientifico nei riguardi dell’omeopatia, sine ira ac studio, grazie. Sareste molto più scientificamente credibili!

      • Sig. De Burgis, per prima cosa io non sono “voi” e non faccio parte della redazione di “Oggi Scienza”, poi riguardo a “smentite da raccolte di fatti e risultati concreti pubblicati su innumerevoli riviste” le è stato chiesto un riferimento serio, verificabile, ottenuto con metodi replicabili e non ce lo vuole fornire.
        Per la sua digressione sulle scienze comportamentali sinceramente non conosco nessuno che le consideri al pari delle scienze esatte, ma se vuole far entrare l’omeopatia tra la scienze forse dovrebbe applicarle almeno il primo paragrafo della pagina “Scienza” su wikipedia (e consiglio di leggerla tutta) http://it.wikipedia.org/wiki/Scienza “Per scienza si intende un sistema di conoscenze, ottenute con procedimenti metodici e rigorosi e attraverso un’attività di ricerca prevalentemente organizzata, allo scopo di giungere a una descrizione, verosimile e oggettiva, della realtà e delle leggi che regolano l’occorrenza dei fenomeni.”
        Buon lavoro!

      • 1) La verosimiglianza e l’oggettività ci sono senz’altro e anche un’attività di ricerca organizzata in Omeopatia.
        2) Per quanto riguarda Wikipedia, pur servendomene anch’io per confrontarmi in maniera veloce, non la considero una fonte attendibile in quanto ognuno di noi con notizie ed informazioni sufficientemente verificabili può scriverci (…a proposito di Scienza).
        3) per quanto riguarda le Scienze comportamentali non ho detto che sono “scientifiche” come le cosiddette Scienze esatte, però vengono ugualmente definite istituzionalmente Scienze, mentre ciò non vien detto dell’Omeopatia che si basa ugualmente su inferenze e metodologie simili e compatibili a quelle discipline: perchè?
        4) ho già spiegato più volte perchè non fornisco le fonti, che in ogni caso si possono senza alcuno sforzo reperire in qualsiasi seria libreria Universitaria e/o biblioteca; per il momento le dò questo interessante link su Pasteur:
        http://www.omeopatianet.it/index.php?option=com_content&view=article&id=170:falsita-delle-affermazioni-del-chimico-pasteur&catid=39:liberta-di-cura&Itemid=115

      • frankowsky // 4 aprile 2012 alle 9:08 //

        Se queste sono le “fonti”, non aiutano certamente l’omeopatia a guadagnare credibilità…

      • “già l’atto di voler dimostrare qualcosa interferisce sull’indeterminatezza dei risultati che si vorrebbero ottenere e dimostrare, per cui con questa ipotesi sarà sempre difficile rendere le ripetibilità sperimentale di un esperimento eseguito sull’efficacia di un rimedio omeopatico che non utilizza sostanze ponderalmente misurabili!”
        beh, che dire, si parte col dire che la volontà è un atto e che i risultati sono indeterminati, cioè casuali, scordandosi di dire che non ci interessa indagare lo stato di una particella microscopica fondamentale, ma lo stato macroscopico di salute della persona. Vogliamo sostenere che la persona non è né malata né sana finché non le misuriamo la febbre?

        “la scienza ufficiale non fornisce verità assolute come si vuole qui sostenere”
        Chi lo sostiene qui? Nessuno scienziato di mia conoscenza sostiene un’assurdità del genere. La verità è sempre temporanea e sempre soggetta a falsificazione. Le affermazioni non falsificabili invece non sono scienza e nemmeno conoscenza. Il nome Popper le dice nulla? http://it.wikipedia.org/wiki/Karl_Popper#Scienza:_problemi.2C_congetture.2C_confutazioni

        “E di fenomeni ve ne sono tanti che ancora non sono stati spiegati…”
        Allora, in modo chiaro: i fenomeni non ancora spiegati nella scienza ci sono e sono il pane quotidiano dei ricercatori, ma i “fenomeni” esistono se fanno parte dell’esperienza (sensibile direttamente o indirettamente) e sono ripetibili, non è un fenomeno “ho sognato di volare” e nell’omeopatia non si trovano nemmeno i fenomeni dato che non si rileva alcun effetto distinguibile dal placebo. Se ha ricerche degne di questo nome che rilevano effetti statisticamente superiori al placebo ce li indichi, grazie.

      • Caro Fabio la tua risposta che cito “non ci interessa indagare lo stato di una particella microscopica fondamentale, ma lo stato macroscopico di salute della persona”, mi risulta piena di contraddizioni e di lodevoli arrampicamenti sugli specchi anche riguardo a quanto sinora affermato nei vari tuoi post precedenti e soprattutto nell’articolo in cui si citano così come sono assenze di particelle microscopiche molecolari (e ponderalmente misurabili aggiungo io), ovvero il fatto che nell’Oscillo in oggetto vi è solo saccarosio e lattosio. Poi per quanto riguarda il fatto di mettere al centro dell’indagine e della diagnosi terapeutica il malato, la persona e non la malattia, si leggano le mie risposte precedenti che chiariscono alquanto la mia e di altri posizione fondamentale al riguardo. Per finire, in quanto a fatti concreti nel vostro articolo a parte la forma compiacevolmente denigratoria di citare quanto ottenuto dalla class action e con i relativi patteggiamenti nei tribunali Americani contro la Boiron, che non metto in dubbio riguardo una certa forma di pubblicità ingannevole (poi non so esattamente cosa c’è scritto sulle confenzioni dei medicinali Boiron messi in commercio in America, e non credo lo sappiate o l’abbiate appurato neppure voi!) non dite per corretta informazione che nelle confezioni Italiane riguardanti gli stessi prodotti non c’è proprio alcuna promessa ingannevole di far guarire dall’influenza in 48 ore e non solo, son scritte anche le diluizioni per cui è ovvio che di ponderale misurabile nelle sostanze attive citate non vi è alcuna molecola se non forse a livello infinitesimale: ma per questo bisogna conoscere i principi su cui si fonda l’Omeopatia (accettabili o meno) e che a voi non sono ancora del tutto chiari e che comunque mi son sforzato in questi post assieme ad altri di spiegare: anche questa è informazione.

      • Prendo atto che per lei finché non si misura la febbre una persona non è né sana né malata e si applica il principio di indeterminazione.
        Potrebbe essere una battuta divertente, ma non fa ridere dato che giocate con la salute delle persone.
        ” che nelle confezioni Italiane riguardanti gli stessi prodotti non c’è proprio alcuna promessa ingannevole di far guarire dall’influenza in 48 ore e non solo, son scritte anche le diluizioni per cui è ovvio che di ponderale misurabile nelle sostanze attive citate non vi è alcuna molecola”
        Lei l’ha mai sentita la pubblicità radiofonica della Boiron?
        Quella di quest’inverno
        http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2011/09/12/non-toccate-l%E2%80%99omeopatia-e-la-multinazionale-boiron/comment-page-1/
        E la più vecchia
        http://groups.google.com/group/it.salute/msg/8c883c038ffe12b3?pli=1

        Non sono ingannevoli? Può pensare come preferisce, ma se vuole convincere qualcuno deve portare delle prove che il fenomeno da studiare prima di tutto esiste.

      • Diciamo che la vetta dello specchio non è ancora stata raggiunta: l’esempio della febbre è veramente disarmante dato che tale misurazione è fatta su variabili ben conosciute e maneggiate in nun sistema chiuso, non su sperimentazioni in cui si formula un’ipotesi e se ne deduce una “regola”!!! Faccio anche notare che la febbre la si sente e non occorrerebbe nemmeno misurarla in certi casi!!! E a questo punto se volete a tutti i costi aver ragione sul nulla ….ve la dò e vi lascio soli con le vostre elucubrazioni e fatue convinzioni.

      • “similia simlibus curentur è l’assunto fondamentale dell’Omeopatia, e anche dei vaccini”
        Scusi, ma questa analogia non mi pare per niente azzeccata: un vaccino stimola la risposta immunitaria contro LO STESSO ceppo patogeno o ceppi che condividono la composizione superficiale, non verso patogeni che condividono sintomi simili. Se la differenza non le è chiara pensi a quante cause può avere un sintomo come la febbre.
        Per fortuna nostra i vaccini non vengono prodotti da uno sciamano che ha avuto una “illuminazione”.

      • Se vogliamo sottilizzare lo STESSO è un caso particolare del SIMILE, ed è questo uno dei principi su cui si basa la medicina Omeopatica.
        Lo stesso ceppo patogeno poi non vuol dire che sia proprio uguale uguale, senz’altro simile.
        Aldilà di questo anche i vaccini che non son fatti da sciamani ….non hanno proprio tante proprietà “magiche” che gli vengono attribuiti dagli scienziati farmaceutici, vedi anche i casi del vaccino per l’influenza suina H1N1 e altri: http://medalerts.org/analysis/archives/263 e http://www.prlog.org/11223819-abortion-stillbirth-events-from-gardasil-far-exceed-all-other-vaccines.html

      • L’aggravamento omeopatico non è una azione tossica collaterale del medicinale omeopatico, cosa impossibile per la esigua presenza o addirittura la assenza di molecole, ma una reazione funzionale di accentuazione momentanea della reattività dell’organismo su stimolo della terapia omeopatica (che è appunto una terapia di stimolo e non coercitiva come quella chimica). Secondo la Legge dei Simili, si va a somministrare una sostanza che provocherebbe in un organismo sano effetti simili alla malattia, quindi è possibile che in un primo momento si ripresentino i vecchi sintomi. Questo fatto, statisticamente comunque poco frequente, è un buon segno del fatto che il malato sta reagendo bene alla terapia. L’aggravamento omeopatico non è mai pericoloso perché, come detto sopra, non è di natura tossica, ma funzionale. L’aggravamento omeopatico ha una forte affinità con la “crisi termale” contemplata dalla Idrologia, che consiste in un aumento dei sintomi all’inizio di una cura termale. In effetti le cure termali agiscono spesso per effetto omeopatico e gli specialisti non ne sono consapevoli. Se gli specialisti studiassero l’Omeopatia, potrebbero consigliere con molta maggiore precisione a quali acque indirizzare i propri pazienti.

      • Il ragionamento fila bene, ma è valido solo per i farmaci chimici, non per i “medicinali” (dizione giusta da un punto di vista farmaceutico, o “rimedi” da un punto di vista clinico nella letteratuta omeopatica) omeopatici, che non agiscono chimicamente. Ora non mi si chieda di dimostrare qui e ora come agiscono. L’empirismo (ripetibile e quindi scientifico) e la tecnica spesso precedono la giustificazione scientifica. Esempio: l’aspirina è stata scoperta nel 1899, ma sappiamo qualcosa di come funziona dalla metà degli anni settanta; non per questo ne è stata impedito l’uso terapeutico. Sul funzionamento dei medicinali omeopatici a diluizioni ultra Avogadro si sono fatte delle ipotesi plausibili, anche da parte di scienziati (fisici, non farmacologi o chimici) come Giuliano Preparata e Emilio Del Giudice. Anche però se non si sa ancora come funzionano, sul fatto che funzionino ci sono ricerche positive numerose (che saranno pubblicate sul sito FIAMO) e più di due secoli di clinica (NB: clinica, non chiacchiere da astrologi!).

      • Federica Sgorbissa // 26 marzo 2012 alle 7:29 //

        Scusi, si invoca la memoria dell’acqua e la fisica quantistica, ma poi l’omeopatia non agisce attraverso processi chimici. siamo nel campo della magia dunque?
        Dell’aspirina non si conoscevano i meccanismi di azione, ma gli effetti sono stati sempre misurabili con i protocolli clinici utilizzati per tutti gli altri medicinali. Dei rimedi omeopatici non si riesce nemmeno a misurare l’effetto, visto che no si distingue da quello del placebo. non è la stessa cosa. Il sio della FIAMO non è una rivista medica scientifica peer-review, quindi queste pubblicazioni contano come l’acqua fresca (appunto). Servono esperiemnti clinici rigorosi e ripetibili in maniera indipendente.

      • Qualsiasi visita medica effettuata correttamente, non solo dal punto di vista clinico, ma soprattutto anche dal punto di vista di quel rapporto empatico medico/paziente che tutti noi medici dovremmo adottare, contiene un implicito “effetto placebo”. Ma da qui a dedurre che tutta la Omeopatia sia effetto placebo, ce ne corre. L’invocare l’effetto placebo fa parte della retorica anti-omeopatica da secoli. I detrattori sistematici della Omeopatia non vogliono prendere in considerazione che fin dalla metà dell’ottocento esiste la Omeopatia veterinaria, ed è tuttora fiorente, e che negli ultimi decenni sono stati effettuati esperimenti anche nel campo della Botanica.

      • @ Pindaro Mattioli: concordo.

  12. A Francowsky rispondo che l’Omeopatia è un argomento che per essere minimamente sviscerato richiederebbe molto spazio. Non è per sottrarmi al compito, ma perché in effetti non è sufficiente lo spazio di un intervento su un blog.
    Comunque, brevemente, l’Omeopatia consiste in una legge biologica (Legge dei Simili) già formulata da Ippocrate e riscoperta sperimentalmente da Samuel Hahnemann a fine settecento.
    La legge afferma che è possibile curare un malato con una sostanza che riprodurrebbe i suoi sintomi peculiari in un soggetto sano. Esempio: una insonnia con agitazione e flusso creativo di pensieri, che rassomiglia al sovradosaggio da caffè, lo stesso caffè, a dosi infinitesimali la cura e la guarisce.
    La seconda caratteristica, che non è indispensabile, è la dose infinitesimale, anche al di sopra del n° di Avogadro.
    Ricerche di laboratorio che confermano sia la Legge dei Simili che le dosi infiitesimali ce ne sono a decine, basta cercarle sulle banche dati.
    Quello che vorrei suggerire caldamente è di affrontare il problema con un minimo di cognizione e soprattutto senza animosità, perché se l’Omeopatia funziona, può essere utilissima all’umanità.
    Significa curare per guarire, senza effetti collaterali e con poca spesa.
    Il vero motivo per cui viene così osteggiata è che infastidisce il mercato dei farmaci, che soprattutto negli ultimi tempi ha grossi problemi economici.
    Comunque l’Omeopatia è molto diffusa nel mondo (milioni di pazienti e centinaia di migliaia di medici e veterinari) e molti governi la hanno ufficializzata.
    Chi pensa di poterla soffocare è un povero illuso perché l’Omeopatia si afferma anche in ambienti ostili per la sua efficacia.
    La cosa migliore da fare è parlare direttamente con chi l’ha utilizzata o con qualche medico omeopata.

    • Federica Sgorbissa // 21 marzo 2012 alle 8:19 // Rispondi

      Noi le “Ricerche di laboratorio che confermano sia la Legge dei Simili che le dosi infiitesimali” le abbiamo più volte cercate sulle riviste scientifihe (immagino si riferiscaa questo quando parla di “banche dati”) ma non ne abbiamo trovate. Abbiamo trovato invece valanghe di ricerche (e rassegne sistematiche) che dimostrano l’equivalenza fra rimedi omeopatici e placebo. Può essere cosi gentile da darci qualche riferimentio bibilografico più preciso? Gliene saremmo grati.
      E comunque mi creda che almeno qui in redazione sull’omeopatia ci documentiamo approfonditamente da anni. Il fatto che sia molto diffusa non significa che abbia una prova scientifica. Ci sono miglioni di persone che credono all’astrologia.
      La cosa migliore è avere un pensiero critico e non ascoltare solo chi è favorevole a qualcosa.

      • Chi cerca trova. Strano che si trovino solo le ricerche ad esito negativo. Comunque, dato che questo problema delle ricerche positive in Omeopatia è un argomento molto spesso giustamente evocato e di importanza basilare, non potendo in questa sede fornire materiale esauriente al di là delle mie dirette esperienze, annuncio agli interessati all’argomento che il consiglio direttivo della nostra federazione (FIAMO – Federazione Italiana Associazioni e Medici Omepati – http://www.fiamo.it) ha incaricato il Dipartimento Scientifico di compllare un elenco di ricerche positive attendibili sull’Omeopatia da pubblicare sul nostro sito. L’elenco sarà pronto nel giro di due mesi. Ovviamente il citare ricerche positive non esaurisce il problema. Spero almeno che tali ricerche portino la discussione su un piano di civile discussione, concedendo all’interlocutore almeno il beneficio del dubbio.

      • Federica Sgorbissa // 26 marzo 2012 alle 7:22 //

        “Chi cerca trova”? questa è la sua risposta alla mia richiesta di fonti scientifiche documentate? alla faccia della scientificità.
        Nel caso le manchi qualche lettura, può intanto dare un occhiata alle fonti (scientifiche, proprio nel senso di pubblicate su riviste scientifiche a impact factor rispettabile con peer review rigoroso, il metodo scitifico ricorda? quello che funziona col metodo deduttivo – rispettoso del pricipio di falsicabilità – e non del metodo induttivo, tanto caro alle pseudoscienze) qui: https://oggiscienza.wordpress.com/2011/02/07/omeopatia-funziona-i-risultati-delle-metanalisi/

      • Il 25 Marzo 2012 il Dott. Mattòli scrisse:il consiglio direttivo della nostra federazione (FIAMO – Federazione Italiana Associazioni e Medici Omepati – http://www.fiamo.it) ha incaricato il Dipartimento Scientifico di compllare un elenco di ricerche positive attendibili sull’Omeopatia da pubblicare sul nostro sito. L’elenco sarà pronto nel giro di due mesi.
        Oggi, 28 Giugno 2015, su quel sito non trovo ancora questo elenco.
        Siccome posso essere io incapace di cercare correttamente, chiedo cortesemente al dott. Mattòli di postare il link corretto alla pagina in questione.

    • Aggiungo al commento di Giulio che anche se è vero, purtroppo, che alcuni governi sono stati indulgenti con l’omeopatia, nel senso che non l’hanno equiparata allo sciamanesimo come in effetti è vista dalla comunità scientifica (che come tutti sanno è stipendiata da Big Pharma…), questo è almeno in parte in controtendenza, come dimostra il caso della Gran Bretagna, dove non è più concesso equiparare un vero farmaco a un rimedio omeopatico in ambito veterinario (paradossalmente, ciò invece non accade per gli essere umani) https://oggiscienza.wordpress.com/2011/02/07/1023-si-chiudono-i-rubinetti-per-lomeopatia-inglese/. Inoltre sempre più spesso i medici (che come detto, naturalmente, annegano tutti nell’oro delle multinazionali farmaceutiche) domandano a gran voce che il servizio sanitario pubblico smetta di rimborsarla http://www.guardian.co.uk/commentisfree/poll/2012/mar/19/homeopathy-banned-nhs

      Una cosa analoga è accaduta in Spagna, dove al termine di uno studio durato anni caldeggiato dal ministro ministro della sanità famoso per aver avallato il famigerato braccialetto power balance
      http://www.elmundo.es/elmundo/2011/02/15/espana/1297773082.html, tra le medicine alternative esaminate dal ministero della sanità l’omeopatia ne esce a pezzi (anche lì ci sarà per forza lo zampino di qualcuno)
      http://elpais.com/diario/2011/12/20/sociedad/1324335603_850215.html

      Purtroppo ciò è in parte bilanciato dai due milioni (2.000.000) di euro buttati in uno “studio pilota” sull’omeopatia nell’allevamento del bestiame (in realtà una review, che evidentemente dovrà essere stampata a caratteri dorati), sborsati dall’Unione Europea.
      https://oggiscienza.wordpress.com/2011/09/15/2-milioni-per-delle-bufale/

      Vero che chi crede di soffocare l’omeopatia è un illuso, ma è troppo chiedere che chi la propugna di non tirare in ballo la scienza e di non premere perché venga finanziata dai governi, dai quali in tempo di crisi ci si aspetta appunto che i tagli colpiscano prima di tutto gli sprechi?

      • Bella compilazione di fatti negativi per l’Omeopatia. Complimenti alla pubblica accusa. In replica, informo i pazienti lettori che alcuni studi statistici (che, come da me affermato in un precedente messaggio, saranno pubblicati entro due mesi sul sito della FIAMO) mostrano che la popolazione che si rivolge alle cure omeopatiche fa risparmiare allo stato circa il 40 % delle spese sanitarie con grave danno economico alle ditte convenzionali di farmaci e macchinari vari). Questo fatto coincide perfettamente con la mia esperienza clinica. Ad esempio, nel caso di molti bambini (ne ho curati centinaia) che si ammalano continuamente e continuamente assumono antibiotici e/o cortisone, etc, è spesso sufficiente una cura omeopatica molto ben personalizzata con il loro rimedio di costituzione (due dosi al mese per un totale di meno di 10 euro di spesa) e si ammalano molto meno. Inoltre, al momento in cui si ammalano, comunque è possibile molto spesso trattarli con i soli rimedi omeopatici, anche in questo caso scelti accuratamente in base alla sintomatologia corrente. Questo ovviamente non esclude a priori l’uso di farmaci convenzional quando se ne presenta la necessità. La Omeopatia non è alternativa alla medicina ufficiale, gli omeopati sono tutti medici e sanno bene come utilizzare al meglio la terapia omeopatica, che molto spesso può curare da sola, a volte va responsabilmente combinata con i farmaci convenzionali, a volte va non utlizzata perché riìtenuta non adatta a quel determinato caso clinico. L’Omeopatia è una marcia in più nell’ambito della pratica clinica giornaliera.

      • Mattoli, seriamente: pensa che siam venuti giù dalla Montagna del sapone?
        Studi statistici “pubblicati entro due mesi sul sito della FIAMO”: vuole prenderci in giro?
        Le sembra il forum di Voyager?

  13. ————-
    Il vero motivo per cui viene così osteggiata è che infastidisce il mercato dei farmaci, che soprattutto negli ultimi tempi ha grossi problemi economici.
    ————-

    c.v.d. (rispetto a quanto dicevo sopra)
    Ma credi che Boiron e soci siano un servizio di carità? L’ho detto che siete come una chiesa…

    ————-
    Comunque l’Omeopatia è molto diffusa nel mondo (milioni di pazienti e centinaia di migliaia di medici e veterinari) e molti governi la hanno ufficializzata.
    Chi pensa di poterla soffocare è un povero illuso perché l’Omeopatia si afferma anche in ambienti ostili per la sua efficacia.
    ————-

    Che dire, di un sillogismo quasi disarmante… Altre cose sono diffuse nel mondo, a quanto posso constatare e, certo, se tutti si buttano nel pozzo perché non dovrei farlo anch’io?
    Comunque non ti credere, l’impiego dell’omeopatia è in calo netto negli ultimi anni…

    ————-
    La cosa migliore da fare è parlare direttamente con chi l’ha utilizzata o con qualche medico omeopata.
    ————-

    Beh, ragionamento che non fa una piega direi… Se vuoi sapere la verità sull’astrologia vai da un astrologo… Mah…
    Secondo me chi si deve documentare meglio sono quelli che ritengono i fondamenti della scienza moderna un’opinione.

    A quando una rispolveratina del sistema tolemaico e dell’alchimia?

    Salute

    • Mentre nel caso degli astrologi si tratta solo di chiacchiere che, quando verificate, si rivelano in genere non vere, nel caso delle cure omeopatiche ci deve essere un effetto visibile. Invito gli scettici che esercitano i loro dubbi dalla comoda postazione del loro computer a frequentare non un medico, ma un veterinario omeopata e constatare di persona cosa cura e quali sono i risultati. Questa è scienza e non sono chiacchiere.

  14. A proposito di Voyager, questa sera c’è la possibilità di vedere Montagnier nella trasmissione. Poi mi raccontate. Pindaro Mattòli

  15. Che vuole che le dica, spero non sia inutile anche se mi rendo conto che si sta parlando con funzioni di linguaggio diverse e da differenti insiemi di punti di vista apparentemente ancora inconciliabili. Comunque qui non ho accennato nè a fatti inventati, nè a semplici espressioni di opinioni, bensì a fatti concreti frutti di esperienze effettuate da centinaia e centinaia di medici e professionisti della salute che con i loro occhi hanno osservato fatti concreti (e l’osservazione è la base della scienza) anche se non ancora verificabili con l’attuale metodologia scientifica. Secondo poi un principio di base della Scienza, meccanica quantistica, il principio di indeterminazione di Heisenberg, traslandolo e applicandolo a quanto si vorrebbe dimostrare nell’omeopatia, già l’atto di voler dimostrare qualcosa interferisce sull’indeterminatezza dei risultati che si vorrebbero ottenere e dimostrare, per cui con questa ipotesi sarà sempre difficile rendere le ripetibilità sperimentale di un esperimento eseguito sull’efficacia di un rimedio omeopatico che non utilizza sostanze ponderalmente misurabili! Mi permetto di aggiungere e di ripetere che dopotutto la scienza ufficiale non fornisce verità assolute come si vuole qui sostenere, anzi è sempre alla ricerca di nuove metodologie e paradigmi con cui cercare di appurare e spiegare i vari fenomeni. E di fenomeni ve ne sono tanti che ancora non sono stati spiegati con un tale sistema logico/razionale ristretto non in grado di darne esaurienti e comprensibili spiegazioni, ma non per questo sono falsi o inventati. Per me la vera Scienza è un insieme e un sistema completo di cognizioni e di saperi sperimentati non solo attraverso processi strettamente razionali, ma anche esperienziali, sentiti e provati anche con altre facoltà intellettive come l’intuizione. E per il momento, sperando di avere dato un mio ultimo piccolo contributo alla riflessione sull’omeopatia e sulla Scienza in generale, vi auguro di passare una buonissima notte sotto un cielo stellato e sereno.

  16. Egregi interlocutori, vorrei dare un contributo più articolato invece che rispondere a “ping-pong” ai vari interventi.

    A premessa affermo che l’indagine scientifica inizia con l’osservazione di un fenomeno ritenuto “strano” rispetto alle opinioni circolanti. Se il fenomeno è sporadico, è difficile osservarlo, se è presente e continuo può essere osservato molto meglio.
    Inoltre il ricercatore dovrebbe essere anzitutto curioso e soprattutto animato da spirito possibilista. Il primo passo dell’indagine è semplicemente cercare di capire a fondo i meccanismi e i dinamismi del fenomeno in questione, così come è. Poi i fatti in esame possono essere confrontati con le personali o generali opinioni e vagliati secondo i propri parametri di giudizio.
    Perdonerete la banalità di quanto appena affermato a un consesso di raffinati metodologi e spero che nessuno si offenda, ma non mi sembra che nel dibattito in corso queste elementari regole siano state rispettate.

    Per quanto riguarda il primo passo, come già detto, in fase di primo approccio all’argomento, vi ho raccomandato di andare a toccare con mano, cercando un veterinario omeopata oppure un medico omeopata e di farvi raccontare dal vivo cosa combina. La stessa mia presenza in questa sede potrebbe essere molto utile, perché io esercito la Omeopatia da 30 anni e, per quanto non necessariamente attendibile e senz’altro di parte, posso essere una fonte diretta di informazioni “da dentro” l’argomento. Ma ho notato che, più che chiedere spiegazioni su fatti tecnici riguardanti l’esercizio diretto della terapia omeopatica (per “capire”), si è cercato di individuare ogni appiglio logico per contestare la stessa (non sono solo gli omeopati ad arrampicarsi sugli specchi). Ciò denota una scarsa e poco scientifica curiosità sul fenomeno.

    Per quanto riguarda poi la ricerca di base, sia sulla validità della Legge dei Simili, sia delle dosi infinitesimali, ho detto che troverete entro due mesi sul sito della FIAMO (che, al contrario di quanto erroneamente sopra affermato, non è una rivista) un elenco delle ricerche positive per l’Omeopatia e anche altro materiale descrittivo di base utile a comprendere il fenomeno. Il fatto che io personalmente non le abbia direttamente citate dipende dal fatto che sono un medico pratico e non un ricercatore, quindi non ho a disposizione tali materiali. Pretendere tutto da me sarebbe come fare irruzione nell’ambulatorio del vostro medico di famiglia e chiedergli di dimostrarvi seduta stante la validità dell’antibiotico che prescrive tutti i giorni. Comunque intanto, come antipasto, nell’attesa di pascervi con il materiale che sarà pubblicato sul sito FIAMO, vi indico la ricerca modestamente eseguita dal sottoscritto presso la Università di Perugia nel 1992. Non siamo riusciti a far pubblicare la ricerca: ognuno giudichi questo fatto secondo la propria scienza e coscienza. (www.fiamo.it – organi operativi – Dip. Scientifico – Esperimento con Phosphorus effettuato nel 1992 in Perugia
    http://www.fiamo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=263).

    Due parole sulla Legge dei Simili. Tale legge circolava nell’ambiente scientifico a fine settecento. La prima pubblicazione sulla Omeopatia è del 1796. La prima pubblicazione di Jenner sulla vaccinazione è del 1798. Faccio peraltro notare che, pur essendo vero che i vaccini agiscono sul principio dell’identico e non del simile, il termine “vaccinazione” deriva dal fatto che Jenner utilizzò materiale derivato dai bovini e non dagli umani. Quindi la prima vaccinazione è stata effettuata utilizzando la Legge dei Simili. La vaccinazione agisce “a priori” sulla malattia, la Omeopatia “a posteriori” sulla malattia manifesta.
    Tengo poi particolarmente a evidenziare che l’Omeopatia non parte da nebulose filosofie, ma da osservazione di fatti reali (osservazione sull’effetto tossico della china), riproduzione del fenomeno osservato (sperimentazione sull’uomo sano), conferma della ipotesi terapeutica nella clinica. Fra l’altro, per quello che era allora la terapia ufficiale fatta di clisteri, salassi e simili raffinatezze, l’Omeopatia è stata la prima introduzione di sperimentazione scientifica e riproducibile in un mondo di empiristi paludati.

    Infine una garbata raccomandazione ai miei giovani e impetuosi (e senz’altro più colti di me in campo scientifico) contendenti: certi atteggiamenti inquisitori e a volte (scusate) supponenti, solo perché vi sentite dalla parte dell’Ortodossia, sono tutt’altro che scientifici. Siate sereni e curiosi.

    Vi ringrazio per l’ospitalità
    Cordiali Saluti
    Pindaro Mattòli

    • “Quindi la prima vaccinazione è stata effettuata utilizzando la Legge dei Simili”
      Scusi, eh, io non sono un virologo, mi sta dicendo che il vaiolo bovino ed il vaiolo umano NON condividono le stesse proteine sulla superficie, ma solo proteine SIMILI? E che le differenze tra i due virus sono superficiali e non nel dna?
      “Il primo passo dell’indagine è semplicemente cercare di capire a fondo i meccanismi e i dinamismi del fenomeno”
      Mi permetto di inserire un passo ancora precedente a questo: cercare di capire se il fenomeno è reale, ossia avviene nella realtà, oppure se è frutto di una percezione falsata della realtà. Con l’omeopatia siamo ancora fermi qui dato che non si verifica alcun fenomeno diverso dall’effetto placebo. Effetto che a quanto leggo non
      Come dire, prima di sviluppare una complessa teologia forse è il caso di verificare se i miracoli sono miracoli o lo sembrano solo.

  17. Egregia Signora Sgorbissa, vedo che lei parla sempre di prove, prove e prove, ma non è una prova anche l’incontestabile fatto che l’omeopatia e molti dei suoi rimedi risultano favorevolmente efficaci e funzionanti verso milioni e milioni di persone?
    E qui senz’altro non si parla di credere agli hobbit fino a prova contraria…!
    Senz’altro non si è trovato ancora un criterio accettato da tutta la comunità scientifica (e forse solo da loro…..), per far rientrare completamente l’omeopatia tra le prove “scientificamente” verificabili e ripetibili al 100%, e mi sembra di averglielo anche già confermato precedentemente, citando anche successivamente proprio il caso di una principio universalmente e scientificamente verificabile come il principio di indeterminazione di Heisenberg la cui considerazione si può benissimo applicare agli assunti della scienza Omeopatica: è qui, non credo solo come mio parere, che la scienza potrebbe ancora compiere parecchi passi avanti nelle sua propria definizione allargando il proprio campo di coscienza ed i propri campi d’indagine.
    Potrei anche metterle in dubbio che molte discipline come Psicologia, Scienza (?!!) dell’educazione, Scienze politiche, Scienze sociali in genere, vengono appunto ugualmente definite istituzionalmente scienze senza corrispondere ad alcuno dei criteri da lei indicati, anzi spesso basandosi su pure inferenze contestabilissime: sono quindi anche queste pseudoscienze o come dice lei “fede, magia e religione”?
    Senz’altro l’omeopatia viene trattata con maggior “inflessibilità” perché indagata con quelli che sono i principi applicati alla fisica e ancor più alla chimica, i cui paradigmi di riferimento non sono però senz’altro invece proprio quelli applicabili all’omeopatia.
    Francamente poi anche i farmaci allopatici che hanno tutte le autorizzazioni legali e gli accrediti “scientifici” per essere messi in commercio con relativi accurati “bugiardini” descriventi nei minimi particolari i loro effetti, spesso, non solo non raggiungono i desiderabili effetti di ristabilire uno stato di salute nel paziente, ma addirittura possono incidere negativamente su di esso aggravando la situazione.
    Per essere veramente obiettivi e “scientifici”in senso stretto bisognerebbe conoscere e “maneggiare” tutte, ma proprio tutte, le variabili in gioco e questo non mi sembra sia stato ancora pienamente raggiunto dalla Scienza, senò non staremmo qui a parlarne.
    Comunque ciò non toglie i meriti della vostra rivista di “divulgazione scientifica” che seguo con attenzione e che stimola senz’altro al confronto come indicato nelle vostre pregevoli intenzioni.

    • 1- Esistono milioni di clienti paganti soddisfatti anche degli oroscopi.
      2- Ogni volta che si tirano in ballo Heisenberg e la meccanica quantistica per giustificare una qualunque pseudoscienza (non ne conoscono una che non si presti), un diavoletto di Maxwell muore.
      3- Anche per le discipline che lei nomina esiste la revisione paritaria, quella che l’omeopatia si sforza costantemente di evitare o che cerca di scimmiottare creando “riviste” per l’occasione.
      4- I farmaci (tralascio omeopatici visto che per definizione l’omeopatia non ne produce) hanno sempre effetti collaterali dovuti a una molteplicità di fattori, ed è per questo che esistono anni di sperimentazione prima della messa in commercio: in quale modo questo è un argomento a favore dell’omeopatia? L’omeopatia ha dimostrato di avere lo stesso campo di efficacia di un placebo, infatti gli omeopati, e persino il signor Boiron, ammettono candidamente, in virtù della parolina magica “complementarietà” che per alcuni disturbi bisogna ricorrere alle vere medicine (il signor Boiron ha detto di essere sotto cortisone).
      Il che è veramente disarmante, perché se il mondo naturale seguisse i principi dell’omeopatia la medicina per prima non avrebbe dato prove di efficacia. Da una parte le molecole contano, dall’altra no. Da una parte le sostanze non imprimono magicamente bizzarre proprietà all’acqua, fissate ancor più magicamente con il rito della “succussione”, dall’altra è la prassi. Da una parte gli effetti, guarda un po’, sono verificabili, in positivo o in negativo, con dei test, dall’altra no. Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca.

      • Complementarietà è la parola giusta che non giustifica l’accanimento contro la madicina omeopatica.
        Complementari e non così criticate sono anche tantissime altre discipline come le cosiddette scienze (!!!???) comportamentali, quali psicologia in primis.
        Per ultimo voglio anche chiarire una cosa, non sono contro la cosiddetta medicina farmacologica allopatica, ne contro la ricerca farmacologica sintetica in generale, io per primo ricorro a volte all’acido acetil salicilico, ma sono contro le speculazioni che si fanno in nome di tale tipo di ricerca ritenendola l’unica vera via di risoluzione dei problemi della nostra salute. E con questo vi saluto e seguirò in ogni caso i vostri interessantissimi articoli di divulgazione da cui traggo sempre ottimi spunti.

  18. Grazie! I primi paragrafi sono divertenti, consiglierò la lettura agli amici. 😀
    Però ora l’affermazione di Williams James
    “Ogni dottrina passa da 3 fasi:
    1.Viene attaccata e dichiarata assurda
    2.Poi si ammette che e’ vera ed evidente ma irrilevante
    3.Alla fine viene riconosciuta la reale importanza ed i suoi detrattori reclamano l’onere di averla scoperta. ”
    mi spinge a proclamare la mia dottrina: “scuotendo forte una goccia di mercurio in una brocca di ottone si può ottenere una pepita d’oro, ma solo se ci si crede davvero.”
    Ora attendo che dopo gli attacchi qualcuno ammetta che è vera e che, in futuro, ne venga riconosciuta la reale importanza.
    Nel frattempo, visto che per qualcuno è sempre notte fonda, buonanotte!

  19. Cari amici giornalisti di oggiscienza
    E’ inutile che sbraitate così tanto quando non sapete neanche come è fatta chimicamente e che proprietà fisiche ha una molecola di acqua.
    Fareste bene a scrivere qualche bel romanzo piuttosto che parlare di cose di cui non avete la ben minima competenza.
    Molto probabilmente (anzi sicuramente) chi parla male della memoria dell’acqua e di conseguenza anche dell’omeopatia non ha mai messo piede in un laboratorio scientifico, figurarsi poi se ha pubblicato qualcosa.
    Molto probabilmente (nelle migliori delle ipotesi) avete letto un po di lavori scientifici sull’argomento. Anch’io ho letto molto libri di medicina, ma non sono diventata un medico.
    Ma forse voi per solo fatto di aver letto un po di pubblicazioni pensate di avre le competenze scientifiche di un fisico, di un chimico o di un medico.
    La gente non è stupida.
    Ha capito e provato sulla propria pelle e su quella dei propri bambini che questa fantomatica e magica omeopatia funziona.
    Quindi cari amici giornalisti di oggiscienza, che vi forgiate del logo dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), cui molti esponenti rilasciano dichiarazioni a favore dell’omeopatia e della memoria dell’acqua, tenetevi i vostri farmaci sintetici e fatene abbondante uso.
    Vi prego però di lasciarci liberi di scegliere quali sostanze acquistare e usare per le nostre cure. Nessuno vi vieta di continuare a usare i megasuppostoni di antipiretico.
    Ognuno è libero di curarsi come meglio crede, specie con i propri soldi.
    Si, noi acquistiamo l’acqua fresca, la paghiamo con i nostri soldi e vogliamo continuare a farlo.
    Voi, se vi pare, continuate ad utilizzare i farmaci mutuati e a carico del SSN che noi povera gente sosteniamo con le tasse, ma abbiate almeno la decenza e la buona educazione di non prenderci per i fondeli.
    Non siamo nè stupidi, nè ignoranti nè analfabeti.

  20. Cara Maria:
    “Molto probabilmente (anzi sicuramente) chi parla male della memoria dell’acqua e di conseguenza anche dell’omeopatia non ha mai messo piede in un laboratorio scientifico, figurarsi poi se ha pubblicato qualcosa.”
    Ma se chi parla male della memoria dell’acqua non pubblica lavori scientifici, come potrebbero gli “amici giornalisti” di OggiScienza aver “letto un po’ di lavori scientifici sull’argomento” (nella frase successiva)?

    E come si spiegherebbero le decine di pubblicazioni che non riscontrano differenze tra trattamenti omeopatici e placebo?
    O le numerose ricerche fatte sulla memoria dell’acqua (senza trovarne traccia)?

    Sono condotte tutte fuori da laboratori scientifici? (in un garage? nel lavandino del tinello?)
    Le rivista sulle quali sono pubblicate non esistono? (Nature ad esempio?)

    Perché queste mi sembrano le conseguenze del ragionamento qui sopra.
    Si badi bene che non nego affatto che ci siano anche molte ricerche che affermano invece di aver trovato i succitati effetti, semplicemente non si sono mai trovate prove schiaccianti (e magari anche un substrato teorico valido a spiegare il tutto coerentemente con ciò che già si conosce).

    “Ha capito e provato sulla propria pelle e su quella dei propri bambini […]”
    E’ ciò che trovo più assurdo delle cure “alternative” in genere:
    c’è -forse- un fenomeno fisico particolare ed esotico che -potrebbe- avere applicazioni medicali e i cui meccanismi non sono ancora noti (e di conseguenza anche le possibili controindicazioni, anche se si afferma che “non ci sono effetti collaterali”, non so su che base) e in base a tutto ciò, invece di passare per anni di studi e sperimentazioni, prima lo somministro a milioni di persone e poi, visto che gli scienziati rompono le scatole, ci faccio ricerca sopra…è un po’ assurdo…

    Considerando poi che per qualsiasi altro prodotto, di cui non sia garantita la sicurezza al 100% (cosa teoricamente e praticamente impossibile) c’è sempre qualcuno a invocare il principio di precauzione…

  21. Siete giornalisti? Si? Allora fate il vostro mestiere.
    Perchè non andate ad intervistare i protagonisti italiani di questa grande buffonata che è l’omeopatia e ne fate un pezzo da pubblicare qui?
    Andate dal Prof. Del Giudice, dal Dott. Germano, dal Prof. Vitiello, dal Prof. Elia, Dott. Betti etc…., fatevi il giro degli atenei italiani e chiedete a loro quali sono e se ci sono le basi scientifiche per parlare di memoria dell’acqua!
    Poi, magari, a che siete lì, gli dite anche dall’alto della vostra cattedra, che stanno sbagliando tutto, che non hanno capito una mazza e che sarebbe il caso che imparassero da voi a fare ricerca.
    I giornalisti non fanno forse interviste? Fatela, mettetela per iscritto e poi magari ne riparliamo.

    • Beh, se partite per le interviste passate anche da me: Ho in cantina una pietra filosofale ed ho pubblicato uno studio scientifico peer reviewed sul giornalino della parrocchia. Ovviamente la review l’hanno fatta i miei pari, cioè i miei compagni di calcetto.
      I critici dicono che la mia pietra non funziona sempre, ma io rispondo che semplicemente quando non funziona è perché chi la usa non ci crede abbastanza. Qualche maligno ha osato attaccare addirittura le basi teoriche della mia scoperta e mi denigra dicendo che quando mi servono soldi anch’io vado a lavorare, ma non capisce che la mia pietra è grossa e cura solo le piccole carenze di denaro. Funzionerebbe meglio se fosse più piccola…

  22. Credo ci sia poco da dire.

  23. Appunto, prima di scrivere le scemenze che firmate, dovreste avere la compiacenza ed il rispetto per noi lettori di farvi un giro presso le nostre sedi accademiche e poi se è il caso anche presso quelle estere.
    Poi, solo poi, cercare di scrivere qualcosa di serio, sempre se se ne è capaci.
    Buono studio!

    • Federica Sgorbissa // 15 giugno 2012 alle 8:11 // Rispondi

      La prego di moderare i termini. Il suo post ha un linguaggio e un tono offensivo e non approverò altri commenti di questo tenore, qualsiasi opinione vogliano sostenere, “pro” o “contro” che siano. Cerchi di mantenere la discussione nella direzione di un linguaggio appropriato e rispettoso di chi legge. Con l’offesa personale non si va lontano.
      Cordialmente

  24. Bhe, non condivido il tono, ma devo dire che ciò che dice Massimo non è sbagliato.
    Quando ci si permette di criticare e giudicare lavori scientifici di nostri accademici, arrivando anche a dare giudizi di merito sulla modalità con cui sono state eseguite le sperimentazioni e la raccolta dati, non ci si può non aspettare un commento del genere. Specie quando ci si accorge che tali giudizi vengono dati da non addetti ai lavori.
    Il giornlista faccia il suo mestiere, scriva su ciò che vuole, critichi a volontà, esprima le sue perplessità, ma deve in nessun caso permettersi di dare giudizi di merito e fare valutazione di cose di cui non ha nessuna e dico “NESSUNA” competenza specifica.
    Mi spiace Sgorbissa, ma il commento, anche se dai toni duri, ci stà tutto.

    • Federica Sgorbissa // 19 giugno 2012 alle 8:39 // Rispondi

      Mi fa specie il fatto che lei sia convinta che io faccia la “mia” interpretazione. Io come giornaista mi limito a riportare i dati della ricerca scientifica, quella che segue il metodo scientifico, che non è nè “nostro” nè loro.

  25. E no cara “amica”, seguo da un pò i vostri articoli, e molte volte, leggendovi, devo dire la verità mi sono sentita offesa come scienzato e come donna.
    Più e più volte, lei e Dalla Casa, ma anche altri autori della vostra testata, avete passato la linea di confine che divide l’informazione scientifica dal fare scienza.
    Più volte vi siete permessi di VALUTARE, dando giudizi negativi, i lavori scientifici di accademici italiani e non.
    Ora, mi permetta, ma a che titolo fate tutto questo?
    Forse mi ripeterò, ma sono convinta che le critiche aspre e dure su questo argomento ci possono stare e sono anche “naturali”, quello che non accetto è il giudizio e la valutazione negativa da parte vostra dei lavori scientifici e delle pubblicazioni.
    Insomma molte volte vi siete permessi di dire che i lavori scientifici a sostegno dell’omeopatia sono lavori fatti male e senza alcun significato scientifico!
    Non so se sono stata chiara.
    Una cosa è sollevare il dubbio su un metodo (quello omepatico) e su quello relativo alla preparazione dei rimedi omepatici, ed un conto è dire che il dott. tal dei tali, autori di quel determinato lavoro non ha saputo fare bene il suo mestiere, ciò per cui il suo lavoro scientifico vale meno di niente.
    E no, questo io non lo permetto, ne a lei ne a nessun altro.

    • Gentile Rosalia/Massimo e altri nick passati e che verranno (già… http://it.wikipedia.org/wiki/Indirizzo_IP), lei ci segue da troppo tempo per non sapere che ciò che trova scritto non è per partito preso ma per la letteratura sterminata che ha ripetutamente dimostrato come omeopatia e memoria dell’acqua siano un non senso scientifico. Dovrebbe anche a questo punto sapere bene che non esistono lavori scientifici a sostegno dell’omeopatia e quindi non possiamo aver fatto quello di cui lei ci accusa, sia perché non è prassi nella scienza evitare la revisione paritaria come se fosse una granata, sia perché proprio gli esperti hanno sempre demolito (per usare un eufemismo) con facilità ogni presunto “paper” (non che questo abbia mai impedito che venisse prontamente inserito nella “bibliografia” standard presente nei siti che promuovono l’omeopatia).
      Certo ci sono anche cose che il semplice giornalista può fare, ad esempio fare attenzione alle fonti. Come nel caso dei commenti in una discussione su un blog è possibile capire quando una rivista è lanciata per darsi ragione a vicenda, o se al contrario è effettivamente una pubblicazione reale la cui lettura è prassi nei laboratori di tutto il mondo. Sempre in termini di scelta delle fonti, un video con intervista targato Boiron vale molto meno di niente ai fini di informare correttamente sulla scientificità dell’omeopatia, mentre al di fuori della comunicazione sulla ricerca scientifica è senza dubbio materiale significativo in quanto a teoria e pratica promozionale dell’azienda leader nel commercio di prodotti omeopatici.
      Nessuno qui sta violando il diritto al suo credo nell’omeopatia, ma le sue lezioni di professionalità a buon mercato, come sa bene, sono a mio parere senza senso e, non meriterebbero nemmeno risposta se non fosse che periodicamente la questione riemerge nei vari thread sotto gli articoli che trattano di pseudoscienze e, a volte, vale la pena ribadire l’ovvio.
      Arrivederci al prossimo nick

    • Federica Sgorbissa // 20 giugno 2012 alle 9:46 // Rispondi

      Scusi ci può dare la citazione precisa dei lavori scientifici a cui fa riferimento? Da quel che ne so sulle riviste scientifiche a revisione paritaria non ce ne sono…
      Non sia mo noi a criticare quel tipo di ricerca, ma altri scienziati, ceh pubblicano le loro ricerche e revisioni sulle riviste di settore

  26. Se non fosse che ci sarebbe da piangere mi metterei a ridere.
    Non so cosa è più grave tra il vostro positivismo obsoleto, spacciato per verità scientifica, o la vostra poca lungimiranza scientifica sbandierata come divulgazione.
    D’altronde scienziati non siete perché aspettarsela tale lungimiranza?
    “Cui prodest” la vostra linea d’accusa nei confronti dell’omeopatia e di quanti se ne occupano?
    Buona estate e buon antibiotico griffato.

  27. Claudio Casonato // 4 aprile 2014 alle 16:25 // Rispondi

    L’ha ribloggato su bUFOle & Co..

  28. Claudio Casonato // 23 settembre 2014 alle 12:53 // Rispondi

    Approposito… e poi quel famoso elenco di studi a favore dell’omeopatia che doveva essere pubblicato ‘entro 2 mesi’ (nel 2012) sul sito FIAMO è stato pubblicato?

  29. Signori, vi pongo una riflessione da vita di tutti i giorni non scentifica ma filosofica e che scentifica lo puo diventare perchè basata anche sull’osservazione di un fenomeno: se molti vaccini sono costituiti dalle stesse tossine dalle quali ci dovrebbero proteggere dosate in modo da stuzzicare la reazione anticorpale ma non la malattia o il danno fisico non rientrano nella filosofia omeopatica? Iniettare una dose di virus molto bassa ma sufficiente a far fare gli anticorpi è stato il primo vaccino antirabbico di Pasteur? Non è in linea con i rimedi omeopatici??? Il Vaccino anti vaiolo di Jenner non era un iniezione di vaiolo bovino meno pericoloso di quello umano ma ad esso somigliante e in quanto cio immunizzante su quello umano? La verità non è in tasca di nessuno, ma il prosciutto continua ad essere sugli occhi di tutti. La vera scienza è studiare tutti i fenomeni in laboratorio a partire da quelli piu controversi e non discuterli dogmaticamente riportando leggi e teoremi vecchi di secoli e destinati dalla natura ad essere prima o poi aggiornati. Quando mai una casa ruoterebbe in torno al suo impianto di riscaldamento ? Fu detto secoli fa da insigni scienziati a Copernico. Oggi è cosi e domani sara ancora diverso! Mi replichi chi mi sappia dire sensa ombra di dubbio se è nato prima l’uovo o la gallina!

  30. Leonardo, nei “rimedi omeopatici” non c’è NIENTE.
    Ripassi la “filosofia omeopatica” e le risposte le saranno evidenti:
    “il simile cura il simile” in base al sintomo e basta
    “la diluizione aumenta l’efficacia” ma gli omeopati non vogliono farsi pagare con banconote diluite. Chissà come mai…

    • Ottimo! Dati assolutamente validi a supporto della assoluta validità dell’omeopatia!
      Basta leggere per rendersi conto che nel migliore dei casi si tratta di speranze…
      Siccome io su MedPub ho già cercato molte volte, ti posso assicurare che ci sono anche cose lievemente meglio di queste.

      Uno è uno studio per verificare l’assenza di effetti collaterali assumendo prodotti omeopatici per la cura del raffreddore.
      PATIENTS AND METHODS:
      1050 outpatients suffering from common cold were treated with the medication for 8days. The study was conducted in 64 outpatient practices of medical doctors trained in CAM. Tolerability, compliance and the treatment effects were assessed by the physicians and by patient diaries. Adverse events were collected and assessed with specific attention to homeopathic aggravation and proving symptoms. Each adverse effect was additionally evaluated by an advisory board of experts.

      RESULTS:
      The physicians detected 60 adverse events from 46 patients (4.4%). Adverse drug reactions occurred in 14 patients (1.3%). Six patients showed proving symptoms (0.57%) and only one homeopathic aggravation (0.1%) appeared. The rate of compliance was 84% in average for all groups and the global assessment of the treatment effects attributed to “good” and “very good” in 84.9% of all patients.

      CONCLUSIONS:
      The homeopathic complex drug was shown to be safe and effective for children and adults likewise. Adverse reactions specifically related to homeopathic principles are very rare. All observed events recovered quickly and were of mild to moderate intensity.

      Altro è uno studio preclinico in vitro sulle proprietà di zolfo a dosi omeopatiche, fatto da un centro studi omeopatico.
      ABSTRACT
      Adverse side effects of chemotherapy during cancer treatment have shifted considerable focus towards therapies that are not only targeted but are also devoid of toxic side effects. We evaluated the antitumorigenic activity of sulphur, and delineated the molecular mechanisms underlying sulphur-induced apoptosis in non-small cell lung carcinoma (NSCLC) cells. A search for the underlying mechanism revealed that the choice between the two cellular processes, NFκBp65-mediated survival and p53-mediated apoptosis, was decided by the competition for a limited pool of transcriptional coactivator protein p300 in NSCLC cells. In contrast, sulphur inhibited otherwise upregulated survival signaling in NSCLC cells by perturbing the nuclear translocation of p65NFκB, its association with p300 histone acetylase, and subsequent transcription of Bcl-2. Under such anti-survival condition, induction of p53-p300 cross-talk enhanced the transcriptional activity of p53 and intrinsic mitochondrial death cascade. Overall, the findings of this preclinical study clearly delineated the molecular mechanism underlying the apoptogenic effect of the non-toxic homeopathic remedy, sulphur, in NSCLC cells.

      E per finire, uno studio ha preso 15 persone guarite (con metodi tradizionali) dal cancro, e trattate per ‘benessere fisico ed emozionale’ in modo tradizionale E ricevendo 4 sessioni di omeopatia. 11 persone hanno avuto dei miglioramenti.
      METHOD:
      Fifteen survivors of any type of cancer were recruited by a walk-in cancer support centre. Conventional treatment had to have taken place within the last three years. Patients scored their total, physical and emotional wellbeing using the Functional Assessment of Chronic Illness Therapy for Cancer (FACIT-G) before and after receiving four IH sessions.

      RESULTS:
      Eleven women had statistically positive results for emotional, physical and total wellbeing based on FACIT-G scores.

      CONCLUSION:
      Findings support previous research, suggesting CAM or IH could be beneficial for survivors of cancer.

  31. I primi tre studi che parlano di studi clinici o pre-clinici, con un minimo di abstract, pubblicati su riviste non di parte, che escono fuori da una ricerca semplicissima su pubmed inserendo la parola Homeopathy

  32. Ovviamente se si stesse parlando di certezze, non saremmo qui a perder tempo in discussioni sterili trite e ritrite. Comunque per la cronaca, visto che di dubbi si parla, faccio notare che in campo scientifico-dogmatico, quando il dubbio è sull’utilizzo di sostanze potenzialmente cancerogene ad uso agricolo o comunque civile, il dubbio rimane tale per anni prima che esse vengano ritirate dal commercio.
    http://www.sanita24.ilsole24ore.com/art/medicina-e-ricerca/2015-06-22/pillole-prevenzione-caso-glifosato-192107.php?uuid=AC5HsqE
    Quando il dubbio riguarda metodi terapeutici, difficilmente interpretabili secondo i parametri chimico-fisici attuali, che porterebbero comunque vantaggi a costo irrisorio per la società (ovviamente non per il grande Business) a priori scatta la certezza di truffa, e ogni anno si osannano Revisioni di Revisioni di Revisioni di studi fritti e rifritti (vedi l’ultimo Australiano), come baluardo nella lotta contro l’eresia omeopatica (leggete attentamente le conclusioni (tra parentesi i miei commenti): “Per alcune condizioni di salute (quante sul totale?????) gli studi hanno messo in evidenza che l’omeopatia non era più efficace del placebo. Per altre condizioni di salute (non c’è comunque un indicazione sulla proporzione) esistono studi di bassa qualità (mentre quelli di prima erano perfettamente condotti ) che hanno riportato che l’omeopatia era più efficace del placebo, o ugualmente efficace di altri trattamenti ( e scusate se è poco, visto che si utilizzano preparati senza tossicità alcuna, nè a breve che a lungo termine).
    Mi sembra un atteggiamento oltremodo corretto, cari professionisti dell’informazione!
    Vi dico solo che se non ci fosse tutta questa preclusione, quando piccole prove dell’utilità di questo metodo sono ormai ovunque da svariati anni, non ci sarebbero fanatismi ed interessi bipartisan ad inasprire le dispute ed ora ci troveremo a discutere soltanto di come permettere a tutti l’acceso a questo valido metodo terapeutico, sempre se condotto in maniera seria ed esperita.
    Buona Giornata

  33. Abbiamo all’incirca le stesse evidenze di efficacia per la preghiera e per i riti voodoo: anche per quelli si può dire che “piccole prove dell’utilità di questo metodo sono ormai ovunque da svariati anni”.
    Invece, pensa un po’, le persone ragionevoli preferiscono i trattamenti che danno continue ed evidenti prove di efficacia.
    Glifosato: pessimo esempio. Casomai potresti confrontarlo con le cinture di sicurezza o con la chemioterapia: cose che danno grandi ed evidenti vantaggi e che hanno qualche ricaduta negativa.
    Per curiosità, cos’è il “campo scientifico-dogmatico”? Io conosco il campo scientifico e conosco i dogmatismi, ma fatico ad immaginare un contatto tra di loro.

    • Non saprei rispondere alle tue provocazioni, non seguendo esse una logica lineare. Mirano evidentemente ad allontanare la discussione dal punto di partenza per confondere lettori inesperti in materia ad abbandonare ogni tentativo di comprensione. Cercherò di rispondere brevemente e riformulo i quesiti a cui tu dovrai rispondere, esulando da una comoda risposta che fa del dogma il suo cavallo di battaglia.
      1- Dogma=princìpio fondamentale o convinzione da considerarsi e credere per vera, quindi non soggetto a discussione. Quando alcuni scienziati escludono la possibilità che ciò che oggi non sia misurabile, con la strumentazione disponibile, non esista per assunto, io lo chiamo dogma. Vero è che pur non conoscendo i meccanismi, gli effetti sono facilmente misurabili…..se si volesse realmente farlo (si usano solo revisioni, travisate nei contenuti dai media…vedi sopra…e non si finanziano studi ad hoc per dirimere la questione!)
      2- Il paragone con pratiche religiose non regge, o perlomeno non conosco studi fatti per un confronto diretto (se puoi citane qualcuno, visto che ti ho citato le conclusioni dello studio, a cui credo la vostra fazione faccia più riferimento, travisandone completamente il significato.
      3- Non vedo perché escludere il glifosato dal ragionamento, oggi al centro di discussione, quando si cerca di ragionare su politiche sociali innescate da un sapere scientifico, oggi evidentemente incapace di sollevare la testa di fronte a politiche economiche trans-nazionali. Le cinture di sicurezza sono una misura “igienica-sanitaria” ormai indispensabile, ma lontana da avere qualsivoglia effetto chimico-farmacologico sull’organismo, la chemioterapia l’ultimo baluardo di una terapia in fase di superamento, spesso nociva, a volte indispensabile, a volte palliativa, a volte da integrare in una complessa strategia di cura, in cui non vedo perchè non si possa prevedere un approccio omeopatico o simile.
      4- Le persone comuni, a mio modesto parere non scelgono (non so chi sia tu per dirlo, ma io sono un medico di base e so quello che dico), ma quando lontane dalla sofferenza e dalla malattia si lasciano distrarre da tutte le discussioni sulla questione solo superficialmente, quando tocca a loro decidere in prima persona, si affidano semplicemente a quello che viene detto loro di fare dalle istituzioni sanitarie, meglio se d’eccellenza. Al massimo affiancano con molto scetticismo, da voi propagandato, le cure “naturali” cui riescono ad accedere per vicinanza o per sentito dire.
      Dovresti rispondere ora tu alla mia domanda:
      Se ci sono in campo strettamente scientifico dei sentori sull’efficacia dell’omeopatia (ovviamente nella pratica omeopatica, sia per i medici che per i pazienti ciò è palese ed assodato da centinaia di anni. Di nuovo riporto le conclusioni della review Australiana “Per altre condizioni di salute esistono studi di bassa qualità che hanno riportato che l’omeopatia era più efficace del placebo, o ugualmente efficace di altri trattamenti”), perché la comunità scientifica insieme ai Governi non propone degli studi ad hoc per mettere un punto a questa diatriba?
      Prima di rispondere a vanvera, a lei o al responsabile del sito o dell’articolo, consiglio vivamente di condurre il proprio lavoro con coscienza e diligenza, di informarvi per bene da fonti attendibili, (un esempio è la FIAMO, citata dal collega poche risposte prima, che potrebbe delucidarvi su molti aspetti della questione a voi non noti).
      Cordialmente

      • Guardi, è italiano: c’è scritto che lei ha introdotto un confronto assurdo tra una cosa utile che è sospetta di dare qualche danno ed una cosa inutile che qualcuno sostiene dia degli effetti qua e là.
        “Glifosato: pessimo esempio. Casomai potresti confrontarLO (il glifosato) con le cinture di sicurezza o con la chemioterapia: cose che danno grandi ed evidenti vantaggi e che hanno qualche ricaduta negativa.”

        Poi dice a me che provoco e non seguo una logica lineare…

        “non vedo perchè non si possa prevedere un approccio omeopatico o simile”
        Perché ogni volta che viene testata dimostra di non funzionare.
        “studi di bassa qualità” significa “studi fatti male” da cui non si può dedurre nulla. Appena si ripete con metodo più stringente lo “studio di bassa qualità”, quei risultati spariscono.

        [le persone] “Al massimo affiancano con molto scetticismo, da voi propagandato, le cure “naturali” cui riescono ad accedere per vicinanza o per sentito dire.”
        Veramente la mia impressione è contraria: le persone sono molto credulone e comprano qualsiasi cosa, anche i “rimedi” in cui non c’è niente.
        Ma se lei li vende, capisco che veda il mondo diversamente.
        P.S.: specifico che non ho nulla a che fare con la gestione del sito ed il mio parere è puramente personale.

  34. Il fatto che lei non abbia a che fare in alcun modo con la redazione è cosa gradita (sopratutto se non ha interessi particolari) per il fatto che esprime un parere puramente personale. Come il mio del resto, perchè non ho interessi diretti nella vendita di prodotti, essendo un medico che fa prescrizioni, e a me personalmente poco cambia se scrivo un integratore x, un farmaco y o un rimedio omeopatico z. Le mie considerazioni sono mosse esclusivamente dal sano interesse che nutro per una materia studiata da altre decine di migliaia di medici solo in Italia. Le critiche che muovo al suo ragionamento, è che di ragionamento in effetti non si tratta, ma solo di una presa di posizione. A parte il discorso sull’acqua + il nulla contenuta nei rimedi, dal quale non se ne uscirebbe mai, e su cui è stato riportato sopra il parere di un esperto in materia, mi concentrerei sull’aspetto della ricerca. Questi studi anti-omeopatia che vengono sbandierati dalla critica scientifica, che assume posizioni dogmatiche al riguardo, di fatto non esistono. Vi sono solo proclami propagandistici, come quello che stiamo commentando fino alla noia, che citano revisioni di altri studi, entrambi affermanti L’EFFICACIA dell’omeopatia, seppur supportata da studi di “bassa qualità”. Il mio invito, per nulla provocatorio e rivolto anche e soprattutto a quelli che fanno propaganda per farsi poi difendere da persone intelligenti come lei, che a ragione non vogliono sentirsi prese in giro, è semplicemente di approfondire la questione che riguarda gli studi di bassa qualità. Cosa significa “di bassa qualità”? secondo quali standard? E poi esistono studi di alta qualità che non vengono presi in considerazione dalle revisioni? Oppure qualora non esistessero, come si potrebbe in Omeopatia organizzare uno studio di alta qualità, quando il farmaco da testare non sarebbe,per ovvie diversità di metodo, soltanto uno, e i diversi centri di reclutamento al servizio dello studio non avrebbero comunque mai la possibilità di venir finanziati dalle case farmaceutiche omeopatiche (oggi la ricerca sui farmaci, per produrre studi multicentrici, prospettici, randomizzati con controllo, a doppio o triplo cieco, presuppone dei finanziamenti onerosissimi che si accollano le multinazionali del farmaco, in vetta alle classifiche dei fatturati insieme a petrolifere, automobilistiche ed armamenti).
    Tutto qua, senza rancori!

    • Intanto l’omeopatia risale ai primi anni del 1800, quindi al limite é usata da 200 anni. Dire che è in uso da centinaia di anni, anche se corretto, vuole dare un’idea più estesa della realtà.

      Poi non capisco perché GUNA o BOIRON, entrambe multinazionali con interessanti profitti, non possono fare loro gli studi clinici in doppio cieco richiesti dal metodo scientifico.

      Per finire, a quanto mi risulta non esistono studi che provino l’efficacia dei preparati omeopatici, ne esiste un modello di funzionamento che sia accettato da qualcuno che non sia omeopata. Gli studi meno sfavorevoli all’omeopatia al massimo parlano di effetto forse marginalmente superiore al placebo, ma servirebbero altri studi…

      Domanda: Se i medici in Italia sono circa 370.000, e lei parla di decine si migliaia che studiano la materia… Quante sono queste decine di migliaia? Dive sono le evidenze sicuramente collezionate da queste decine di migliaia di medici? Oppure lavorano tutti per la gloria e non pubblicano niente?

      Io capisco il suo punto di vista, ma purtroppo non riesco a vedere nei suoi commenti nessun punto certo. Solo la sua determinazione nel voler credere in una pratica che non ha mai prodotto alcun risultato verificabile.

  35. Senza battibeccare inutilmente sui numeri, rivolgo di nuovo l’invito a lei e a chiunque voglia conoscere più approfonditamente gli argomenti trattati, ad associazioni nazionali ed internazionali di medici omeopati (tra queste vorrei citare la “Liga Medicorum Homoeopathica Internationalis (LMHI)”.
    Il mio parere personale è che questi studi che la comunità scientifica vorrebbe visionare per dare l’ok all’omeopatia non sono finanziabili nemmeno da aziende come la Boiron o la Hell, nè tanto meno dalla Guna, che fa comunque ottime ricerche, anche universitarie, sull’uso dei suoi prodotti. Questo perchè la ricerca clinica si serve di più ospedali universitari contemporaneamente e sia i costi sia la disponibilità di queste strutture non sono facilmente ottenibili dal mondo omeopatico. I medici omeopati inoltre, seppur tanti, sono essenzialmente liberi professionisti, con ambulatori privati cui afferiscono pochi individui, con patologie eterogenee, e per discrezionalità poco disponibili a seguire percorsi di ricerca indaginosi, anche perchè non coordinati da strutture sanitarie complesse.
    Senza contare che purtroppo l’omeopatia è frammentata in numerose scuole che differiscono anche sostanzialmente per le modalità di prescrizione, pertanto non si riuscirebbe ad utilizzare tutto il suo potenziale per la difficoltà di stilare protocolli terapeutici unici. Comunque sia a livello internazionale con la partecipazione degli italiani, si sta muovendo qualcosa di interessante, e pian piano vedrà che si riuscirà ad ottenere il consenso che empiricamente già si è ottenuto in questi 200 anni.

    • Tradotto: i risultati sono così sfuggenti che ci vogliono enormi sforzi per renderli evidenti. E invece di mettere le nostre scarse risorse a disposizione di studi fondati promettenti, dovremmo spenderle per una pratica che non ha neanche un fondamento teorico.
      Va bene, basta che mi finanziate anche la mia ricerca del sacro graal. Mi bastano appena 50’000 euro l’anno per i prossimi 10 o 20 anni…

    • Per cortesia… quando esiste un fenomeno reale non servono studi megagalattici effettuati da millanta università in tutto il mondo. Ed i libri di scienza sono pieni di esempi di piccoli gruppi o addirittura singoli ricercatori che hanno pubblicato cose rivoluzionarie.
      Con l’omeopatia sono 200 anni che siamo sempre allo stesso punto: si, magari c’è qualcosa, ma è tanto piccolo che non riusciamo a dimostrarlo, e ci vorrebbero altri studi…
      E per citarla: “Senza contare che purtroppo l’omeopatia è frammentata in numerose scuole che differiscono anche sostanzialmente per le modalità di prescrizione”. Detto in altri termini, visto che tanto non esiste una base teorica, ognuno fa un po’ a capocchia quello che gli pare.

    • Per fare un esempio: se lei fa una ricerca su PubMed sulla banale aspirina, almeno 50 anni più ‘giovane’ dell’omeopatia, trova oltre 58000 risultati (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=acetylsalicylic+acid). Non credo che siano tutti fatti risultati di megaricerche universitarie finanziate dalle multinazionali.
      Per contro, cercando sempre su PubMed (e spero che lei riconosca la validità di questa istituzione) per ‘omeopatia’ (non un singolo principio attivo), escono appena 5000 risultati. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=homeopathy
      Vista la sua strenua difesa di questa pratica, dubito che apprezzerà la differenza tra le due situazioni…

      • Gianluca // 6 luglio 2015 alle 17:43 //

        La deludo se ammetto che, invece, apprezzo moltissimo PubMed, che uso molto nella mia pratica medica convenzionale. Devo però farle notare che è pur sempre una Biblioteca virtuale appartenente ad un organo governativo Americano, e le riviste indicizzate trattano per lo più di materiale medico-scientifico “convenzionale”.
        I numeri saranno sempre a favore di qualunque farmaco chimico, figurarsi poi se consideriamo l’aspirina, che forse è il più vecchio ed ancora usato farmaco convenzionale.
        Comunque sia rimangono valide le considerazioni di cui sopra, per cui un farmaco moderno per entrare nella pratica o nel caso dell’aspirina continuare ad essere usato, deve essere sottoposto a delle prove di efficacia, confrontato con altri, e sopratutto testato per la sua sicurezza. Per l’utilizzo del farmaco omeopatico invece non c’è bisogno di quest’iter complicato, bastano piccole sperimentazioni fatte direttamente su persone sane, i cui risultati confermano le indicazioni per cui esso deve esser prescritto, senza che vengano sollevati problema sulla sicurezza. La ricerca omeopatica, di per sè, al contrario di quella medica non ha bisogno di grandi sovrastrutture, e viene conferma quotidianamente nella stessa pratica dei professionisti che la praticano. E’ la comunità scientifica che vuole prove, mediante protocolli di ricerca, per i motivi sovraesposti, ad oggi, non ancora facilmente realizzabili.
        Spero comunque che qualcuno più esperto di me in materia e sopratutto in ricerca omepatica, possa chiarirvi meglio questi concetti e fornirvi studi più probanti.

      • “Per l’utilizzo del farmaco omeopatico invece non c’è bisogno di quest’iter complicato”
        Certo che no: non si può pretendere che dimostrino un’efficacia che non risulta da alcun test!

        “bastano piccole sperimentazioni fatte direttamente su persone sane, i cui risultati confermano le indicazioni per cui esso deve esser prescritto” ? ? ? ? ? ?

        Ma lei si è laureato in medicina???
        In un test su individui sani può solo verificare che il composto non sia dannoso. Mai e poi mai potrà aver conferma di una efficacia terapeutica somministrandolo a chi non è malato!!

        Guardi, spero che questa sia solo una madornale svista e che i suoi pazienti possano contare su più solide competenze, ma con questi interventi sta facendo un cattivo servizio alla sua causa.

  36. Permettimi di ritradurre: prima che la pratica omeopatica riesce ad integrarsi nel sistema sanitario, la comunità scientifica e da lì i governi pretendono risultati evidenti al punto di necessitare quegli enormi sforzi di cui parlavamo prima. Ciò si tradurrebbe comunque in un risparmio importante per i servizi sanitari e per la gente, che ora si affida più o meno alla cieca alle offerte locali deregolamentate, mentre un domani potrebbero usufruire di un offerta ben regolamentata e professionalizzata. Nella condizione attuale, il rischio è quello di perdere di vista i percorsi diagnostici-terapeutici essenziali per le diagnosi precoci e la prevenzione di complicanze. Ti assicuro che le aziende farmaceutiche continueranno a mettere tutte le risorse disponibili per gli studi fondati e promettenti che pensi, puntando come fanno ora su farmaci biologici innovativi, costosissimi e non privi di effetti collaterali preoccupanti, ma al contempo vederebbero crollare il loro fatturato nella fascia di farmaci da banco, antiinfiammatori, ed integratori.
    Purtroppo probabilmente per tutto questo, ci vorrano più di 10-20 anni, e gli omeopati seri e preparati continuerano a svolgere il loro lavoro con dedizione, ma sotto la coltre di diffidenza e pregiudizio di ora. La notizia positiva è che comunque avresti tutto il tempo per scoprire il
    Santo Graal e anche la pietra filosofale :).
    Pur nel tuo comprensibile scetticismo, ti ringrazio di esser riuscito ad “abbassare il tono” della conversazione.

    • Per Fabio: purtroppo i toni si sono rialzati, sfioriamo la diffamazione, se non fosse che siamo praticamente anonimi, cercherò di non prendermela. Del nel paese in cui viviamo credo sia quantomai inevitabile, forse per questioni genetiche o climatiche, ma agli italiani si sa piace litigare ed avere sempre ragione, pertanto questa sarà la mia ultima risposta, mio malgrado.
      Per l’immissione in commercio dei farmaci è previsto un’iter di sperimentazioni molto lungo in varie fasi pre-cliniche e cliniche, che può arrivare a durare anche 10 anni.
      E’ ovvio, (vi invito a rileggere attentamente le parole scritte da me poc’anzi, pesate una ad una) che un farmaco, sostanza chimica potenzialmente tossica, che interagisce pesantemente coi meccanismi biochimici cellulari, noti e non noti, deve essere sperimentato prima dell’immissione in commercio, pertanto i risultati delle sperimentazioni andranno a far parte di quella letteratura scientifica indicizzata su PubMed cui il sig. Casonato alludeva.
      La mia risposta voleva far capire ai non addetti ai lavori, soprattutto a chi una laurea in medicina come me non se l’è sudata, che i farmaci omeopatici non devono essere sottoposta a sperimentazioni pre-cliniche e cliniche prima dell’immissione in commercio, per il fatto che sono sostanze naturali di cui si conosce già ogni proprietà fisico-chimica, per di più ultradiluite. Quindi non c’è letteratura a riguardo, e questa viene prodotta a livello clinico solo se richiesta esplicitamente dalla comunità scientifica per dare prove di un’evidenza empirica di cui sono convinti milioni e milioni di persone nel mondo (o come volete far intendere voi scettici dall’alto della vostra tronfia saccenza, creduloni).
      Le sperimentazioni che si sono fatte sui rimedi omeopatici, nel corso di questi due secoli, utili alla pratica riguardano l’uomo sano, perché i rimedi che generano delle modificazioni dello stato di salute nel sano, hanno la capacità di guarire le stesse modificazioni patologicamente presenti nel malato. La somministrazione nel malato a scopo curativo è oggetto della prescrizione terapeutica, che conferma i risultati della sperimentazione sul sano!
      Gli studi che si fanno in omeopatia oggigiorno, per provare l’efficacia della stessa, ci sono e sono numerosi, ma per le ragioni fin qui esposte non sono così “evidenti” come si pretende, e come dicevo in fine non possono essere così numerose come quelle per i farmaci, finanziate da migliaia di case farmaceutiche con fatturati prossimi a quelli di Stati Nazionali.
      A buon intenditore poche parole!

      • Gianluca, se cerca di prenderci per i fondelli è naturale che si alzino i toni.
        Qui siamo alle basi:
        “un farmaco, sostanza chimica potenzialmente tossica”
        “sostanze naturali di cui si conosce già ogni proprietà fisico-chimica”
        ENTRAMBE “interagiscono pesantemente coi meccanismi biochimici cellulari, noti e non noti”
        Ed entrambe sono tossiche, dipende solo dalla dose.
        Ah, ed entrambe sono sostanze chimiche, sottolineo.
        Invece una sostanza che non interagisce con alcun meccanismo biochimico semplicemente non esiste. Alias non è chimica, alias non è fatta di atomi, ma solo di speranze. Carissime speranze.

        “i rimedi che generano delle modificazioni dello stato di salute nel sano, hanno la capacità di guarire le stesse modificazioni patologicamente presenti nel malato”
        E riecco il principio “Il simile cura il simile”, nuovamente affermato senza prove.
        Buon viaggio Gianluca, la leggerò volentieri quando potrà portare qualche elemento nuovo che non sia basato su impressioni, tradizioni e suggestioni.

      • Veramente solo la Boiron fattura oltre 600 milioni di euro (dato dal sito Boiron, con un utile operativo di 144 milioni e 89 di utile netto nel 2014). Possibile che dalla loro fondazione, 1979, non abbiano trovato 2 o 3 milioni di euro per fare uno studio di efficacia come si deve?

        Poi lei fa una affermazione che mi lascia sbalordito…
        che i farmaci omeopatici …. per il fatto che sono sostanze naturali di cui si conosce già ogni proprietà fisico-chimica.
        Fortunatamente aggiunge ‘ultradiluite’, che è l’unica cosa che evita tragedie.

        Infatti, tra i principi attivi usati in omeopatia, come lei certamente saprà, c’è l’aconito, una delle piante più tossiche della flora italiana.
        Troviamo l’acido formico, un corrosivo.
        Aesculus hippocastanum, i cui frutti sono lievemente tossici.
        Apis mellifica… ovvero le api da miele disseccate e polverizzate….. vorrei veramente sapere qual è il principio attivo in un insetto polverizzato, fa tanto stregoneria…
        Arsenicum album. Forse uno dei veleni più famosi della storia umana.

        Per pietà mi fermo alla lettera A. C’è un intero alfabeto di principi attivi omeopatici da esaminare, e meno male che oggi le croste di lebbra o la polvere di mummia non si usano più… mentre trovo ancora citata la mucosa anale (non è che se la chiamate in latino o in francese sia meglio… è proprio la mucosa del ‘buco del culo’, detto in volgare…).

        Quanto alla ‘tronfia saccenza’ di noi scettici, vede, noi siamo sempre pronti ad accettare prove che vanno contro il corpus delle conoscenze acquisite. Ma devono essere prove, concetto che lei non sembra dominare alla perfezione…

        PS: su PubMed si trova veramente di tutto, perché indicizza ogni articolo pubblicato, che sia valido o meno, ed indicizza anche banche dati di rapporti medici.
        Il fatto che un unico principio attivo, come l’aspirina, per quanto noto e diffuso, conti oltre 10 volte le citazioni dell’omeopatia nel suo complesso, vedo che non intacca le sue convinzioni. Immagino che informarla che il povero ibuprofene da solo, con oltre 11000 citazioni, doppia l’intera omeopatia non le causerà problemi di identità…

    • Qui c’è un piccolo buco logico. Visto che la ‘teoria’ omeopatica è ben nota, la produzione dei suoi rimedi è facile e poco costosa, e l’immissione in commercio segue un iter facilitato… perché le cattive multinazionali dei farmaci non si buttano a pesce in questo mercato???
      Inoltre la pratica omeopatica esiste da 200 anni, ed ancora siamo a discutere di ‘possibili effetti marginali’… Se ho mal di testa prendo un brufen, ed il mal di testa mi passa. E se faccio una prova in doppio cieco, il risultato di efficacia di questi principio attivo è manifestamente evidente.

  37. Mi avete convinto entrambi, continuerò a fare il medico convenzionale, senza buttare soldi e anni di studio in questa pratica stregonesca, dando l’impressione di voler prendere in giro la gente. Continuerò a scrivere a persone che non hanno speranza di guarigione antiinfiammatori, antidepressivi, ansiolitici, cortisonici a vita, e se qualcuno di questi dovesse trovare un giovamento sostanziale in termini di qualità di vita o intensità o frequenza di riacutizzazioni di patologie cronico-degenerative con un trattamento omeopatico, vorrà dire che gli presenterò tutte le vostre logiche argomentazioni per convincerlo assolutamente a non aver fede in una pratica che fa dell’empirismo e del “vitalismo” ottocentesco il caposaldo della suo corpus dottrinale, in un mondo dove il materialismo ha sviscerato fin nel profondo la materia, ma che ha dimenticato totalmente il soffio vitale che la anima.
    Mi piacerebbe che comprendeste che una terapia omeopatica seria, in grado di rimettere in moto meccanismi immunologici, psichici o ancora più profondi spesso necessita di tempi e follow-up molto più complessi rispetto all’ingestione di una pillola ben prescritta e all’osservazione dei risultati, pertanto studi comparativi sono difficili anche solo da disegnare. Potremmo continuare a vita a controbattere su studi, finanziamenti, e quant’altro, senza arrivare a nessuna conclusione. Mi piacerebbe che comprendeste che la salute non può essere ripristinata solo attraverso farmaci ed interventi chirurgici, e spesso nemmeno tramite modifica degli stili di vita. Infine, me lo auguro realmente che le multinazionali si aprano un giorno al mercato omeopatico, ma temo che se venisse sdoganato il costo delle terapie diverrebbe talmente irrisorio che le perdite sulla vendita di farmaci sarebbero catastrofiche, anche semplicemente considerando parafarmaci o farmaci di classe c, per lo più sintomatici e non indispensabili per una cura reale delle patologie.

    • E come al solito svicola sulle risposte… I principi omeopatici sicuri? Come ha glissato sull’argomento è magistrale!
      Quanto alla sua frase:
      Mi piacerebbe che comprendeste che una terapia omeopatica seria, in grado di rimettere in moto meccanismi immunologici, psichici o ancora più profondi spesso necessita di tempi e follow-up molto più complessi
      Bene! Se non è effetto placebo, assolutamente conosciuto e studiato, con effetti verificati, possiamo per cortesia avere qualche dato di fatto oggettivo, o dobbiamo sempre e comunque affidarci al ‘lo ha detto mio cuggino’?
      E certamente che dibatteremo sugli studi, visto e considerato che NON esiste uno studio degno di nota che supporti la pratica stregonesca ed ottocentesca dell’omeopatia! Ed è veramente sbalorditivo che NESSUNO, neppure multinazionali con decine di milioni di euro di UTILE NETTO all’anno, sia mai riuscito a (o abbia voluto) fare UNO studio come il metodo scientifico richiede… Perché, per esempio, LEI non pubblica su qualche rivista referata i risultati dei suoi anni di studio?

      Mi piacerebbe che lei comprendesse che la salute è una cosa seria, e che se il tocco personale, l’empatia del medico, il supporto psicologico aiutano un malato a guarire, senza le moderne chirurgia e medicina torneremmo alla mortalità del 1800.

      Anzi, le dirò di più: io senza la moderna chirurgia e medicina, sarei MORTO almeno 3 volte, ed in caso avrei dei seri problemi. Mia moglie sarebbe morta nel 2000 tra atroci dolori, mentre la chirurgia la ha salvata ed ho la fortuna di averla ancora con me, in salute.

      Quindi mi scusi se ho pochissima stima di chi, a dispetto delle evidenze, e per puro tornaconto personale (di autostima o monetario), continua a propagandare pericolose superstizioni ottocentesche. Che siano l’omeopatia, i fiori di Bach, l’iridologia o altro.

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