mercoledì, Dicembre 19, 2018
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MrPod – Omeopatia: cosa cambia se i prodotti vengono registrati?

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MRPOD – È notizia di questi giorni: i prodotti omeopatici diventano certificati. L’Italia infatti recepisce una direttiva europea del 2006 in base alla quale anche i rimedi alternativi devono seguire un iter di registrazione prima di essere immessi sul mercato. A occuparsi del censimento di qualcosa come 30 mila prodotti in commercio – sarà l’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco. Mentre le aziende del settore si sfregano le mani, perché potranno finalmente mettere sul mercato nuovi preparati sia in Italia che all’estero, c’è chi parla di svolta storica per il riconoscimento ufficiale della medicina non convenzionale. Volano parole grosse, come “equiparazione”. Ci s’illude che i prodotti omeopatici, da ora in poi, saranno sottoposti a uguali controlli e, quindi, acquisiranno finalmente pari dignità dei farmaci tradizionali. O, al contrario, se non dovessero superare gli esami, saranno tolti dalla circolazione, tagliando la testa al toro sull’eterna diatriba tra sostenitori e detrattori della disciplina dell’estrema diluizione di Hahnemann. Bene, le cose non stanno affatto così.

“L’Europa chiede, sì, che i prodotti omeopatici siano registrati, ma attenzione, secondo una procedura semplificata, per la quale non è richiesta alcuna prova dell’efficacia terapeutica”, spiega a OggiScienza Silvio Garattini, direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano, recentemente nominato nel consiglio di amministrazione dell’Aifa. La differenza è enorme: mentre i farmaci, quelli veri, devono seguire lunghi studi scientifici e sperimentazioni cliniche per dimostrare di esser sicuri e funzionare, i prodotti omeopatici no. Insomma, tutto come prima. Si chiede solo che siano protocollati, in modo da sapere quali sono in vendita e quanti. Il fatto che sia l’Aifa a occuparsi della procedura dà adito a facili fraintendimenti. “Non c’è un bollino di riconoscimento, non si afferma che questi principi sono attivi”, sottolinea Garattini. “È solo una registrazione, non un processo di autorizzazione”. La confusione però è grande. E se l’intenzione dell’Europa era evitare il far west dell’omeopatia, il risultato finale è solo un gran pasticcio.

6 Commenti

  1. Firma per una Legge POPOLARE Sulle Medicine Non Convenzionali.

    Il percorso per il riconoscimento delle medicine non convenzionali ha seguito sino ad oggi un lungo iter parlamentare, senza giungere ancora alla creazione di un quadro normativo nazionale.

    Attualmente in Italia non è ancora giuridicamente riconosciuta la figura professionale del Naturopata e dell’operatore delle Discipline Bio-Naturali. Esistono solo delle leggi regionali.

    Per questo motivo è nato un Progetto Popolare :
    Una Legge POPOLARE Sulle Medicine Non Convenzionali
    Vuoi aiutarci ? Firma subito ! Hanno già firmato 21000 persone.
    http://www.UnaLeggePerLeMedicineNonConvenzionali.it

    Grazie di cuore a tutti.
    Emanuel Celano

  2. Fatemi capire: con questa specie di registrazione stiamo preparando il terreno ai ciarlatani allora? Voglio dire: se una qualsiasi azienda, senza nessun controllo, venderà il suo prodotto tarocco spacciandolo come “alternativo” a farmaci convenzionali e testati e ingenerando comunque un’aspettativa di cura efficace ad una malattia, chi risponde al cittadino di eventuali danni? L’Aifa? Garattini? Io spero vivamente che chi di dovere ponga rimedio e chiarisca seriamente quali sono i rischi del perseguire una cura ad una malattia con questi rimedi alternativi, altrimenti sulla coscenza peserà sicuramente qualche cadavere.

  3. La mia domanda e’: ma davvero ci aspettavamo che dal parlamento europeo arrivasse una legge utile per i cittadini? Dopo quella per la forma delle banane…
    Se questo e’ il criterio con cui deve venire giudicata l’omeopatia (ovvero nessun fondamento scientifico, ma solo sulla parola del produttore) allora liberate Vanna Marchi e che ognuno sia libero di farsi frodare come meglio crede!

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