COSTUME E SOCIETÀ

A favore della nonna

Child_pushing_grandmother_on_plastic_tricycleCOSTUME E SOCIETÀ – Su Nature Scientific Reports, Vasyl Palchykov, Kimmo Kaski, Janos KertészAlbert-László Barabási e Robin Dunbar (tre superstar) si occupano di Differenze sessuali nei rapporti intimi. Con un lavoro di data mining, confermano l’ipotesi secondo la quale alcune primate si sarebbero evolute per vivere oltre la menopausa, così da assistere le proprie figlie e migliorare il tasso di sopravvivenza dei discendenti.

L’antropologo Robin Dunbar voleva verificare la (discussaipotesi della nonna nata dall’osservazione che, nelle specie monogamiche e in particolare fra i primati, passato il periodo riproduttivo le femmine spostano il proprio investimento affettivo dal partner alle figlie e ai nipotini, e contribuiscono così al loro benessere e alla diffusione dei propri cromosomi X.

Insieme a fisici noti per ricavare informazioni significative dalle interazioni nei social network, si è procurato da una società di telecomunicazione le registrazioni temporali di 1,95 miliardi di telefonate e di 489 milioni di sms in un solo paese europeo. Dalla massa indistinta degli abbonati, la teoria dei grafi e altre tecniche statistiche hanno estratto un campione di 1,8 milioni di uomini e 1,4 milioni di donne, diviso le coppie in “ego – migliore amico/amica”, “ego – secondo/a migliore amico/a”, e tutti quanti per fascia di età.

L’intensità degli scambi è servita a suddividere ulteriormente il campione in un milione di “ego”, 1,4 milioni di “migliori amici” e 800 mila “secondi migliori”. Tra i 20 e i 40 anni, tutti gli ego avevano “migliori amici” del sesso opposto (sospettiamo che amici non sia la parola esatta) e “secondi migliori amici” del proprio sesso (ai quali sospettiamo che confidassero i rapporti con il/la migliore…)

Dopo la mezza età, gli uomini sono risultati via via meno assidui, ma continuavano a contattare “migliori amici” femmine per il resto della vita. Alle donne succedeva il contrario. Dopo la menopausa, i “migliori amici” era donne più giovani, le figlie plausibilmente, mentre i coetanei maschi perdevano importanza. Conclusione degli autori:

A parte l’aspetto puramente metodologico, le nostre analisi identificano differenze sessuali notevoli nelle strategie sociali e riproduttive dei due sessi, che prima non erano state identificate.

A noi sembra che le strategie fossero già state identificate ai tempi di Omero, no?

Credito immagine: Catherine Scott/CC

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