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Open Day sul rischio sismico – il 18 maggio a Sora

EVENTI – Il 18 maggio circa 2500 bambini e ragazzi di tutte le età, dai 3 ai 18 anni, in 25 Comuni della provincia di Frosinone saranno impegnati in un Open Day sul rischio sismico rivolto a tutti i cittadini.

Tutte je munne trèma… je no! rappresenta la conclusione di un percorso formativo sul rischio sismico che l’INGV ha iniziato alla fine del 2009, a seguito dei terremoti che hanno interessato il comune di Sora e quelli limitrofi. Per l’Open Day ogni scuola coinvolta nel progetto sarà “adottata” da un sismologo che seguirà le attività proposte, tutte ideate e realizzate dagli insegnanti insieme ai ragazzi.

Gli studenti delle scuole della provincia hanno infatti collaborato alla realizzazione di mostre, spettacoli teatrali, drammatizzazioni e giochi per coinvolgere i cittadini sul tema del rischio sismico e delle strategie per la sua riduzione. All’organizzazione hanno inoltre collaborato la Regione Lazio, il Dipartimento della Protezione Civile nazionale, il Comune di Sora e la Protezione Civile di Sora, l’Università di Cassino e del Lazio Meridionale, l’associazione Psicologi per i Popoli – Lazio e le associazioni comunali di volontari di protezione civile.

Per l’organizzazione dell’evento sono state coinvolte le associazioni comunali di volontari di protezione civile, le amministrazioni comunali, in particolare quella di Sora che metterà a disposizione gli spazi necessarie e idonei alle iniziative delle scuole (Museo Civico, l’Auditorium Vittorio De Sica, Piazza Santa Restituta) e la Biblioteca Comunale, adibita a sala operativa.

Dove: Provincia di Frosinone

Quando: 18 maggio

Per maggiori informazioni consultare la pagina dell’INGV dedicata all’evento, la pagina Facebook e il blog.

Sul canale youtube/INGVterremoti saranno invece presenti i video realizzati dalle scuole.

1 Commento

  1. AQUILA E EMILIA:
    DUE TERREMOTI, DUE PESI E DUE MISURE
    .
    Lunedì 09 Luglio 2012 07:01
    di Renzo Riva – CIRN Friuli V.G.
    .
    Che dire dei fatti accaduti con il terremoto dell’Emilia?
    Non tanto di quei 7 morti dovuti alla prima scossa delle ore 4 del mattino, quanto per gli altri 16 operai morti alle ore 9 del 29 maggio 2012.
    Quale improvvida decisione degli imprenditori e conseguentemente degli operai che hanno accettato di lavorare in strutture gravemente lesionate e che poi non potevano reggere nemmeno una magnitudo inferiore alla prima scossa?
    A differenza che per il terremoto de L’Aquila, adesso assistiamo alla messa in sordina di tutte le notizie e ci chiediamo perché, in questo Paese di “marciatori per tutto” non organizzare una marcia contro un’imprenditoria che per risparmiare qualche centinaia di migliaia di euro nelle strutture dei capannoni ha messo a repentaglio e perso vite umane, milioni in macchinari e merci e, soprattutto, quella sedicente superiorità amministrativa che oggi mostra la corda con gli scandali economici a livello comunale e regionale.
    Voglio dare uno spunto che ho recentemente portato come intervento ad un convegno sui rischi industriali.
    Legge Seveso e le oltre 1.300 aziende che operano con sostanze altamente tossiche e pericolose nei cicli di lavorazione di categoria A e B.
    Si pensi solo al monovinilcloruro MVC di Porto Marghera ed a quali disastri sarebbero esposte le popolazioni nel caso un terremoto mettesse alle corde i sistemi di sicurezza ed a repentaglio il territorio circostante.
    Si deve attendere un’altra Val di Stava con i suoi 268 morti e le ingenti distruzioni?
    Dopo però vennero monitorate tutte le dighe esistenti sul territorio italiano.
    Possono le autorità preposte ordinare un monitoraggio per escludere o per ordinare interventi indispensabili per la sopravvenuta pericolosità dei siti a suo tempo non ricadenti in zone che oggi sono state ridefinite sismicamente sensibili dalle nuove zonature della carta sismica dell’anno 2008, passate a indici di pericolosità superiori?
    Oppure dobbiamo ancora una volta attendere l’equivalente della Val di Stava in questo settore industriale soggetto alla cosiddetta normativa Seveso?
    Ci si può ancora trastullare nell’esercizio mediatico del piangere il morto per imbrogliare il vivo?
    Che dire poi del presidente della regione Errani che cerca capri espiatori nelle prospezioni geologiche di perforazioni di un sondaggio per un deposito di gas naturale? Per di più con incarichi onerosi a chi dovrà dare dei responsi che in partenza dovranno essere semplicemente sibillini.
    .
    http://www.alessandriaoggi.it/component/content/article/155-notizie-dal-cirn/3148-elettrodotti-e-fonti-energetiche.html

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