CULTURAULISSE

Ray Bradbury, ciao e grazie

CULTURA- Ieri, a 91 anni è morto Ray Bradbury, già da tempo malato. Autore di fantascienza (Cronache Marziane, il mio preferito, e Fahrenheit 451, il romanzo che lo rese famoso, fra i tanti) e di gialli, prestigiatore e scrittore prolifico con un’attenzione particolare alla scienza, lo vogliamo ricordare con questa poesia che lesse nel 1971 durante un simposio al Jet Propulsion Laboratory della NASA in occasione dell’antrata nell’orbita marziana del Mariner 9. Quella sera ch’erano anche Arthur C. Clarke e Carl Sagan

Federica Sgorbissa
Federica Sgorbissa è laureata in Psicologia con un dottorato in percezione visiva ottenuto all'Università di Trieste. Dopo l'università, ha ottenuto il Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste. Da qui varie esperienze lavorative, fra le quali addetta all'ufficio comunicazione del science centre Immaginario Scientifico di Trieste e oggi nell'area comunicazione di SISSA Medialab. Come giornalista free lance collabora con alcune testate come Le Scienze e Mente & Cervello.

3 Commenti

  1. “Cronache Marziane” non ce l’ho fatta a leggerlo, perché è troppo lontano dai miei canoni di “SF”, mentre invece “Fahrenheit 451” l’ho adorato, per quanto angoscioso sia.
    Anche i suoi racconti brevi erano eccezionali…
    Insomma, mi mancherà.
    Bye,
    D.

  2. Oltre a “Cronache marziane” e “Farhenheit 451”, vorrei citare “L’estate incantata” e “Il popolo dell’autunno”, due storie bellissime che hanno innalzato la fantascienza a letteratura del tutto equiparabile a quella classica, ma infinitamente più avvincente.
    Grazie, Ray!
    sergio

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