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Il progetto Ninfea cerca volontarie

EVENTI – Siete mamme o siete in attesa di un nuovo arrivo? Allora siete la candidate ideali per partecipare al progetto NINFEA (Nascita e INFanzia: gli Effetti dell’Ambiente), un progetto scientifico che si propone di approfondire la conoscenza dei fattori che possono causare complicanze durante la gravidanza e malattie nei bambini, dalla nascita fino all’adolescenza.

Dall’inizio del progetto cinquemila mamme hanno deciso di contribuire alla raccolta dati e portare la propria esperienza per tutelare la salute dei bambini e delle future mamme e oggi potete contribuire anche voi allo sviluppo di NINFEA. Per partecipare è sufficiente accedere al sito www.progettoninfea.it, cliccare sul pulsante dei questionari, registrarsi e cominciare la compilazione. L’indagine è svolta tutta sul web: tre questionari, ciascuno compilabile in circa 30 minuti, per raccogliere informazioni durante la gravidanza, 6 mesi dopo il parto e 18 mesi dopo il parto.

La salute degli esseri umani è fortemente influenzata dagli ambienti e dalle circostanze che si incontrano nei primi anni di vita, e ancor prima, nell’utero materno e nel 2005 NINFEA è nato proprio per  capire come queste esposizioni con il passare degli anni influenzino l’insorgere di malattie. L’iniziativa degli epidemiologi dell’Università e dell’Ospedale Molinette di Torino ha lo scopo di seguire fin dalla nascita (e ancor prima, dalla gravidanza) un gran numero di bambini, raccogliendo man mano informazioni sul loro stato di salute e sul loro sviluppo accompagnandoli così nel processo di crescita.

“Con questo tipo di studio”, spiega Lorenzo Richiardi, coordinatore del Progetto NINFEA “potremo studiare se, e in che modo, l’assunzione di farmaci in gravidanza possa avere conseguenze sul futuro stato di salute del bambino, se e come la durata dell’allattamento materno influenzi il suo sviluppo, se l’esposizione all’inquinamento atmosferico nei primi anni di vita, il
lavoro svolto dai genitori o le condizioni economiche producano qualche effetto anche più in là nel tempo, così come ci interessa sapere quale influenza hanno le prime malattie infettive, la dieta o l’assunzione di alcol da parte della madre o la sua abitudine al fumo, solo per citare alcune delle esposizioni di interesse”.

Il punto cruciale, come sempre quando si ha a che fare con l’epidemiologia, è avere a disposizione una grande quantità di dati, quindi di bambini, quindi di madri che collaborano, infatti lo studio prevede di arrivare ad almeno 7.500 partecipanti. Per questo c’è bisogno di nuovi volontari.

Alcuni risultati sono già stati ottenuti e gli interessati al progetto possono seguire le notizie sul sito web e sulla pagina Facebook di NINFEA. Attualmente gli epidemiologi stanno cominciando a lavorare su alcune tematiche sanitarie, in particolare sui determinanti della crescita e dell’asma e, insieme ad altre coorti di nuovi nati, sul ruolo di alcune esposizioni (occupazionali, consumo di pesce, moderato consumo di alcol, fattori socioeconomici) nell’influenzare il peso del bambino alla nascita.

2 Commenti

  1. Alle fanciulle che desiderano un figlio segnalo l’opportunità di assumere acido folico, importante per evitare malformazioni del tubo neurale come la spina bifida. Segnalo anche che è in corso questo studio http://folictrial.org/ per verificare l’efficacia di un dosaggio superiore di acido folico. Partecipate!!

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