SALUTE

Tracce batteriche

SALUTE – Seguire le tracce di un pluri-omicida, colpevole della morte di sei persone, grazie al DNA. Niente di nuovo in un’aula di tribunale, dove la prova del DNA è ormai largamente utilizzata, ma questa volta si parla di batteri e di ospedali.

Nell’articolo recentemente pubblicato su Science Translational Medicine, ricercatori dei National Institutes of Health e del National Human Genome Research Institute hanno utilizzato le ultime tecnologie disponibili per l’analisi del DNA per ripercorrere l’andamento di un’epidemia di Klebsiella pneumoniae, scoppiata nella clinica dell’NIH lo scorso anno.

Tra giugno e dicembre del 2011, 17 pazienti sono stati colpiti da un’infezione e sei di loro sono morti. Il primo paziente era arrivato in ospedale con Klebsiella pneumoniae, ma fino ad oggi non era chiaro come il batterio, una causa comune di infezioni acquisite in ospedale, fosse stato trasmesso agli altri pazienti. I ricercatori hanno prelevato campioni batterici dai malati e hanno sequenziato il genoma dei batteri estratti per identificarne il ceppo di origine.

Oltre a confermare il pericolo di contrarre infezioni in ambiente ospedaliero e l’insufficienza dei metodi attuali di contrastare queste epidemia, l’analisi ha dimostrato che la trasmissione batterica talvolta non segue le vie dirette da paziente A a paziente B. Nel caso analizzato, il paziente 1, ha trasmesso la Klebsiella in modo indipendente ai pazienti 3, 4, e 8, i cui casi sono apparsi più di un mese dopo. Il paziente 8 non ha trasmesso il batterio, mentre  il ceppo dal paziente 3 è stato trovato nei pazienti 5 e 2, e il resto dei pazienti ha ricevuto l’infezione dal paziente 4.

I principali sospettati di essere il veicolo dell’infezione sono i medici e il personale ospedaliero, ma anche il sistema di ventilazione rappresenta è un’ipotesi concreta.

Come spiegato da Julia Segre, una delle autrici della ricerca “Il sequenziamento è stato possibile perché ora questa tecnologia è economicamente sostenibile e piuttosto rapida. Se l’anno scorso sequenziare il genoma del batterio costava 2000 dollari oggi la cifra è scesa a circa 500”.

Il livello di dettaglio raggiunto da queste tecnologie di sequenziamento avanzato permetteranno ora di avviare nuovi progetti di screening epidemiologico, a costi ragionevoli, per sviluppare sistemi di prevenzione e vigilanza sanitaria, soprattutto in ambito microbiologico, dove gli antibiotici a disposizione non sono sempre efficienti e adeguati a combattere le infezioni.

Crediti immagine: CDC (CDC, Atlanta, USA, from de:WP) [Public domain], via Wikimedia Commons

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: