CULTURAULISSE

L’avventura della scienza raccontata ne “Il passaggio di Venere”

LIBRI – 1716. L’astronomo Edmond Halley lancia la sfida che doveva coinvolgere l’intero pianeta e cambiare per sempre il mondo della scienza.

Secondo i calcoli astronomici di Halley, il 6 giugno 1761 Venere sarebbe passato davanti al sole e, per qualche ora, l’astro luminoso sarebbe apparso agli osservatori come un disco nero.
Lo scienziato pensava che misurando l’ora esatta e la durata del transito, gli astronomi avrebbero potuto calcolare la distanza tra la Terra e il Sole e cominciare così a capire le reali dimensioni dell’Universo.
Halley scrisse il saggio in latino, la lingua della scienza, perché doveva raggiungere anche gli astronomi più lontani. Non sarebbero infatti bastate le osservazioni fatte in Europa: era necessario che gli scienziati si recassero in località remote in tutto il globo, perché solo combinando un gran numero di dati si sarebbe potuto ottenere un risultato accurato.

È proprio da Halley che Andrea Wulf, giornalista e scrittrice, inizia racconto de “Il passaggio di Venere”, pubblicato in occasione dell’ultimo transito del pianeta davanti al Sole, lo scorso 6 giugno. È il racconto di un’avventura scientifica senza precedenti, dell’impresa più grande e visionaria mai compiuta fino ad allora.

Il libro, con ricchezza di dati, fonti ed illustrazioni, racconta la collaborazione internazionale che ha portato al calcolo della distanza tra la Terra e il Sole in un momento in cui le stesse nazioni coinvolte erano in guerra tra di loro, tanto in Europa quanto nei territori coloniali.
È la storia di Joseph-Nicolas Delisle che raccolse la sfida di Halley e presentò il suo progetto di collaborazione internazionale all’Accademia delle Scienze di Parigi il 30 aprile 1760.
È la storia di più di 200 persone, provenienti da 14 Paesi diversi, che sono partite per le destinazioni più remote, affrontando mesi di viaggio e sperando che una nuvola non distruggesse la speranza di partecipare all’impresa e di fare la propria parte.
È anche la storia di attesa e perseveranza, perché è solo con le missioni di otto anni dopo, nel 1769, che la sfida di Halley trovò conclusione, con la distanza Terra-Sole calcolata in 150 838 000 chilometri, vicina a quella riconosciuta attualmente.

È la storia degli uomini che hanno raccolto la sfida e sono partiti all’avventura. Ma è anche la storia della scienza come la conosciamo oggi, con i suoi grandi esperimenti e i suoi grandi laboratori. Perché sono stati proprio i progetti dell’osservazione dei passaggi di Venere a rivelare l’importanza della comunicazione e della cooperazione internazionale, aprendo la strada alla big science.

Livia Marin
Dopo la laurea in fisica presso lʼUniversità di Trieste ho ottenuto il Master in Comunicazione della Scienza della SISSA. Sono direttrice responsabile di OggiScienza dal 2014 e, oltre al giornalismo, mi occupo di editoria scolastica.

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