mercoledì, Dicembre 19, 2018
LA VOCE DEL MASTER

Sigarette elettroniche si, sigarette elettroniche no

Crediti immagine:  OzontLA VOCE DEL MASTER – Un mercato da oltre 200 milioni di euro, probabilmente destinato a raddoppiarsi entro un anno: non è il patrimonio di David Beckam, ma il denaro che gira intorno al commercio di sigarette elettroniche. Sull’onda della novità, è previsto che nel giro di 2 anni si triplichi il volume di affari, senza essere compromesso dalle recenti notizie riguardo alla possibile nocività delle sigarette elettroniche.

È arrivato dall’’Istituto Superiore di Sanità lo studio che ha sottolineato i potenziali rischi per la salute legati all’uso di questi dispositivi. Le valutazioni, rilasciate il 20 dicembre 2012, hanno proposto l’applicazione di un modello che misura l’assorbimento di nicotina dalle cartucce, considerando un utilizzo moderato, medio e forte. Come determinato dall’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA), la dose quotidiana accettabile di nicotina è superata anche solo con un uso moderato.

Non vi è evidenza scientifica sufficiente a stabilire la sicurezza e l’efficacia delle sigarette elettroniche come metodo per la disassuefazione, e andrebbero regolamentate come sussidi medici o farmaceutici, non come prodotti del tabacco. Vere e proprie medicine insomma: la stessa linea seguita in altri Paesi come Austria, Belgio, Germania, Portogallo e Svezia. In Australia, Canada e Norvegia sono vietate, in Francia consentite solo a scopo terapeutico, regolamentate come farmaci nel Regno Unito e negli USA, come anche nella più vicina San Marino. Ne esistono due tipi, con o senza nicotina: il consumatore dovrebbe essere indirizzato nell’utilizzo, il che dovrebbe avvenire sotto l’assistenza di un medico. Il ruolo della sigaretta elettronica nella disassuefazione viene spesso estremizzato, paragonandola al metadone per chi assume sostanze stupefacenti, e sottolineando come dovrebbe essere una soluzione temporanea per smettere di fumare, non un’abitudine continuativa.

Un altro elemento a preoccupare è la possibilità che le e-cig avvicinino al fumo anche chi non ha mai utilizzato sigarette vere: la vendita è stata inizialmente vietata ai minori di 16 anni, con un’ordinanza del 28 settembre 2012. Nuovi provvedimenti sono stati poi presi dal ministro Balduzzi, che in coerenza con la norma del “Decreto Balduzzi”, che dal 1 gennaio 2013 eleva a 18 anni il limite di età per la vendita dei prodotti del tabacco, ha innalzato anche quello per la vendita di sigarette elettroniche. L’ordinanza entrerà in vigore dal 23 aprile, anche se molti psicologi ritengono sia una precauzione non necessaria. Aggirando il divieto, oltretutto, gli under 18 hanno comunque la possibilità di acquistare le sigarette elettroniche da rivenditori online. Il fumo rappresenta da sempre un modo per stare nel gruppo, un fattore di grande identità. Ciò che spinge i ragazzi a iniziare a fumare è l’imitazione, attraverso la ripetizione di un gesto fatto da un altro: tutte caratteristiche che le sigarette elettroniche non hanno, come testimoniato da uno studio pubblicato dalla rivista Journal of Adolescent Health.

La principale problematica è considerata la broncocostrizione dovuta al vapore inalato, che può portare ad asma e patologie bronchiali più gravi. Questo tipo di rischi risulta di certo meno grave rispetto a quelli dovuti al fumo delle sigarette tradizionali, anche passivo, ma le premesse avevano causato grande allarmismo; eppure gli “svapatori” affezionati non hanno desistito, anzi, si dichiarano entusiasti dal fronte economico fino a quello fisico, grazie a miglioramenti evidenti a livello di benessere generale, pelle, appetito, percezione dei gusti. Non mancano tuttavia gli appelli che incoraggiano gli ex fumatori alla cautela nell’utilizzo: non deve diventare uno strumento d’uso stabile. Risalgono invece agli ultimi giorni le più recenti regolamentazioni: non si può “svapare” sul treno, al cinema, sul luogo di lavoro. Saranno davvero precauzioni per tutelare i non fumatori? C’è invece chi pensa che l’industria del tabacco stia facendo il possibile per ostacolare la diffusione delle sigarette elettroniche, in quanto la tassazione sui prodotti da fumo è un’importante fonte di entrate per lo stato. La maggior parte delle sigarette elettroniche, tuttavia, arriva dalla Cina, perciò spesso non abbiamo neppure una reale traccia dei controlli sul prodotto.

Uno studio tedesco indipendente condotto dal Fraunhofer Institute for Wood Research di Monaco, ha indagato cosa accade quando si innesca la reazione fisica che produce l’aerosol di vapore aromatizzato, con o senza nicotina. I dati raccolti sui composti organici volatili (VOCs) in un ambiente chiuso, quale potrebbe essere un ufficio o un locale pubblico, hanno confrontato le emissioni delle e-cigs con quelle prodotte da una sigaretta tradizionale. L’analisi ha evidenziato una consistente differenza, con emissioni molto inferiori nel caso delle prime. Le sostanze “svapate” creano un aerosol di particelle ultrafini, che diventano ancora più sottili quando vengono inalate nei polmoni. Il problema? Queste particelle si disperdono più velocemente dei gas derivanti dalla combustione delle sigarette normali, causando un inquinamento destinato a rimanere nell’aria circostante più a lungo.

Dallo studio è inoltre emerso che nel vapore delle sigarette elettroniche non c’è traccia di formaldeide, sostanza presente nelle sigarette classiche e che al di sopra di 0,1 parti per milione risulta irritante per mucose e vie respiratorie, e a lungo andare aumenta il rischio di cancro come segnalato dall’AIRC, l’International Agency for Research on Cancer. Il glicole propilenico invece, sul quale si punta il dito in quanto additivo del tabacco tradizionale e presente anche nelle e-cigs, può risultare irritante nel caso venga inalato in abbondanza, in particolare per chi già soffre di problemi allergici o asma. Questa sostanza, come testimoniato dalla U.S. Food and Drug Administration, non risulta tuttavia essere nociva di per sé, e viene largamente utilizzata come umettante, additivo alimentare, agente refrigerante e per molti altri scopi.

Sembra ragionevole supporre che le persone intorno a chi “svapa” siano esposte al vapore rilasciato, come accade per il fumo passivo; seppur le sostanze inalate siano molto meno pericolose rispetto a quelle risultanti dal fumo tradizionale, non sono completamente innocue. Si rende dunque necessaria una regolamentazione che limiti l’utilizzo delle e-cigs negli ambienti chiusi, come anche degli studi che verifichino quali sono gli effetti delle sigarette elettroniche a lungo termine.

Eleonora Degano
Biologa di formazione, oggi giornalista e traduttrice freelance specializzata in zoologia, etologia e cognizione animale; collaboro soprattutto con l’edizione italiana di National Geographic e faccio parte della redazione di OggiScienza. Nel 2017 è uscito il mio primo libro «Animali. Abilità uniche e condivise tra le specie» pubblicato da Mondadori Università. Lo trovate qui ➡ http://amzn.to/2i2diPu

18 Commenti

  1. Ma quante cavolate scrivete! Broncocostrizione da aspirazione del vapore??? Allora quando fate gli aereosol ai vostri figli li condannate a morte? Piu nicotina che non la sigaretta??? Ma se in un serbatoio di una sigareta elettronica media che si fuma in una giornata ci puó essere al massimo la nicotina di una sola sigaretta! Incentivo al fumo? Ma se oltre il 50% delle persone dopo circa 4 mesi abbandona sigarette e sigarette elettroniche? AVETE DA DIRE ALTRE STUPIDAGGINI? QUANTO VI PAGANO LE LOBBY DEL TABACCO PER SCRIVERE TALI ASSURDITÀ? Fatela finita giornalisti venduti!

    1. Prego tutti di moderare i termini e evitare le accuse infondate. Non censuriamo i commenti, ognuno ha diritto di esporre le proprie opinioni, ma se sfociano nelle ingiurie verranno rimossi. Questo lo lasciamo come esempio da evitare, altri su questo tono non saranno pubblicati. Tutti liberi di esporre le proprie opinioni, ma attenzione al linguaggio.

  2. LE LOBBY DEL TABACCO…..
    …..
    BUHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA
    scusate ma mancavano +/- 15 punti esclamativi con qualche 1111 in mezzo e qualche riferimento alle scie chimiche per risolevvare questa giornata uggiosa

  3. non ho capito bene, ma le sigarette fatte con il tabacco sono salutari?? credo di si, eppure tutta questa campagna mediatica contro non esiste. Temo l’interferenza delle lobby

  4. ….uso una sigaretta elettronica ormai da un mese…e non tocco neanche una sigaretta normale…ha ragione Mauro Cicchetti…che scrivete cose non vereeeeee…voi potete scrivere quello che volete….ma tutto tutto!??!?!?!?!?!…mhaaaaaaaa…..dovremo noi censurare voi…con queste cose…solo con me lo stato sta perdendo 400 euro al mese….immaginate i soldi che stanno perdendo…Federica Sgorbissa….: RISPETTO PER TUTTI…anche per chi ci riesce e non approva quello che scrivi…

  5. continuate con le bionde perchè le elettroniche sembra… sembrerebbe….o da qualche studio condotto….o dai test si evidenzia che….fanno veramente male questo sembra essere il messaggio complimenti…..per la disinformazione

  6. Ho un’amica che “svapa” regolarmente ed a “diversi gusti” (dalla menta, ai vari frutti e fiori).
    Le ho chiesto cosa fossero questi aromi (speravo oli essenziali) e mi ha risposto che sono aromi alimentari.
    Posto che non tutto quanto ci infilano nei cibi è poi sicuramente “sano”, sarebbe interessante conoscere l’effetti di questi aromi alimentari quando vengono inspirati. Avete qualche notizia?

  7. i termini sono moderati ma sono d’accordissimo con Mauro, le multinazionali del tabacco quelle che ci hanno avvelenato per anni ora stanno subendo un duro colpo per non parlare dei governi che hanno permesso la vendita delle sigarette “normali”. sprono tutti i fumatori accaniti come me ad acquistare le sigarette elettroniche, se non altro per non arricchire piu’ m ultinazionali e governi a danno della nostra salute.

  8. Sono un Italiano Inglese e vivo nel Regno Unito, dove la democrazia ci permette di esprimere le nostre opinioni liberamente senza paura di censure o minacce, e di contestare quando le cose non vengono dette con precisione. Le e-cigarettes non sono regolamentete dalla BMA in UK, ma sono vietate giustamente ai minori di 18 anni. Vengono vendute in tutti i negozzi e non esclusivamente farmacie. Per quanto riguarda studi e ricerche ufficiali sulle e-cigarettes non ce ne sono per ora, quindi di cosa stiamo parlando??? beh me lo lasci dire senza cesura…e’ posssibile……certo dica….stiamo parlando di soldi ed introiti per i governi che non vogliono che smettiamo di fumare ma di passare come delle palle da una parte all’altra sigaretta – gomma nicotina e cosi via….un bel bussiness per loro…ma non per noi ….perche’ io ci tengo al mio benessere e questa politica lo sta compromettendo

    Marco William Duranti

  9. Gentile Eleonora,
    la sigaretta elettronica è una rivoluzione che può rendere il mondo più pulito ma nessuno lo dice. Milioni e milioni di fumatori di sigarette VERE, ogni giorno, si continuano ad ammazzare e non interessa a nessuno. Un aggeggio che produce vapore sembra essere pericolosissimo. Incredibile. Non credo serva essere un oncologo di fama internazionale per capire ciò che anche un bambino può capire. La sigaretta elettronica può essere dannosa alla stessa maniera di una qualsiasi alimento con conservanti e coloranti forse anche meno. E’ evidente ma nessuno sembra interessarsene. Io, che ho fumato per 30 anni, mi sento rinato. Faccia un bell’articolo sulle conseguenze provocate dalle sigarette tradizionali. Come mai vengono ancora vendute?
    Tanti rispettosi saluti

    Vituccio ex fumatore (attuale svapatore)

  10. oramai e’ possibile immergere in mezzo al mare uno spillo e capire quali sostanze ci sono nel mare, e nel caso delle sigarette elettroniche non si riesce a capire quali effetti provocano. purtroppo in italia comandano le lobby, farmacie tabaccai tassisti che spingono al potere chi vogliono loro….io svapo da un anno non fumo piu’ corro non ho il fiatono risparmio almeno 100 euro al mese, ogni articolo sulla sigaretta elettronica e’ sbagliato prezzi esagerati, contenuto di nicotina non esatto se volete scrivere articoli documentatevi scrivere cose non esatte crea danni all italia

    1. Letto si l’articolo…. bellissimo e valido………. terrorismo psicologico mediatico allo stato puro….che vergogna! !! Ma pensano che la gente sia deficente a credere a tutte queste ipocrisie??? ….ooohhhhh addirittura i bambini che scambiano liquidi come figurine…..
      Da 2 mesi uso solo la e-cig…sono rinato….. ed ho finito di pagare il mutuo allo stato per un bel cancro ai polmoni..

  11. Le chiacchiere stanno al vento … i test per ora parlano chiaro, l’80% dei liquidi testati è privo di nocività, quindi da considerarsi “un bene per la salute” di un fumatore classico che passa alle e-cig … l’altro 20% di cui non fanno per ora nomi risulta tossico al 51%, ma non causa danni rilevanti a soggetti sani e all’ambiente circostante chiuso … non uccide le cellule al contrario del fumo da combustione delle sigarette normali …
    Arrivano, finalmente, i primi test ufficiali sulla tanto discussa sigaretta elettronica che dovrebbe salvare la salute dei fumatori attivi e passivi. Ieri è stato pubblicato online sulla rivista “Inhalation Toxicology” la ricerca del laboratorio italiano “Abich” in collaborazione con il greco “Onassis Cardiac Surgery Center”, guidata dal Dr. Giorgio Romagna e dal Dr. Konstantinos Farsalinos.

    La ricerca è basata su un test nel quale alcune cellule umane presenti soprattutto nei polmoni, sono state messe a contatto sia con il fumo di una sigaretta normale, che con i vapori di 21 liquidi in commercio. I risultati hanno rivelato un esito positivo per i vaporizzatori elettronici che nascondono una percentuale minima di tossicità.

    Dopo un’esposizione di 24 ore delle cellule al fumo della sigaretta tradizionale, solo il 5,7% di esse sono sopravvissute. Per quanto riguarda, invece, i campioni di sigaretta elettronica, solo uno ha rivelato un’alta tossicità con il 51% di sopravvivenza delle cellule, mentre tutti gli altri hanno sorprendentemente lasciato vive il 70% di esse. Il risultato è ancora più positivo se si pensa che il test è stato fatto su una sigaretta al tabacco e tre sigarette elettroniche.

    Ma arrivano già i “controtest”. Un altro studio, questa volta tutto italiano, è stato richiesto e pubblicato dalla rivista “Il Salvagente” dal dipartimento di Farmacia dell’Università Federico II di Napoli. Secondo le ricerche, i liquidi conterrebbero delle percentuali di piombo, camdio, arsenico e cromo. In realtà, questi metalli pesanti sono presenti anche nei cibi, nell’aria e nei liquidi ma ciò che preoccupa è l’alta concentrazione che è stata rinvenuta in uno dei campioni. Nel Louisville risulta, infatti, una percentuale di arsenico più alta di quella concessa per l’acqua potabile. Questa scoperta fa scattare la problematica dei controlli, in quanto non è ancora chiaro quali siano i risultati dell’inalazione di questi metalli attraverso la sigaretta e, soprattutto, quali siano le percentuali utilizzate dalle case di produzione. Nasce così la richiesta di una regolamentazione sui contenuti dei liquidi, affinché le percentuali dei metalli pesanti rimangano nella norma.

    Anastasia Biancardi

    http://www.corriereinformazione.it/2013061426164/salute/sigarette-elettroniche-arriva-il-primo-test-ufficiale-sulla-tossicita.html

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: