mercoledì, Dicembre 19, 2018
LA VOCE DEL MASTER

Le origini dei cretesi

Crediti immagine:  Chris 73LA VOCE DEL MASTER – Le civiltà antiche possono essere geneticamente più vicine a noi di quanto pensiamo.
Un team di ricercatori americani e greci ha utilizzato l’analisi del DNA mitocondriale di resti scheletrici minoici, per determinare i probabili antenati di questi antichi popoli. I risultati, pubblicati di recente sulla rivista Nature Communications, suggeriscono che la civiltà minoica è nata 5.000 anni fa a Creta da una popolazione ancestrale neolitica che era arrivata nella regione circa 4.000 anni prima. Lo studio indica inoltre, che la popolazione neolitica che ha dato origine ai minoici poi migrati in Europa, è la stessa che ha dato origine ai moderni popoli europei.

I mitocondri sono le centrali energetiche delle cellule e contengono il DNA. Poiché il DNA mitocondriale viene tramandato da madre a figlio, esso contiene informazioni sulla discendenza materna di un dato individuo

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I ricercatori hanno analizzato campioni provenienti da 37 scheletri trovati in una grotta a Creta, risalenti a 4,400-3,700 anni fa e li hanno confrontati con le sequenze del DNA mitocondriale di 135 popolazioni umane antiche e moderne. I campioni cretesi hanno rivelato 21 variazioni genetiche del DNA mitocondriale, di cui sei unicamente attribuibili alla civiltà minoica, e 15 in comune con altre popolazioni antiche e moderne. Questa civiltà antica ha dunque condiviso la maggiore percentuale delle variazioni del suo DNA mitocondriale con le popolazioni oggi europee, soprattutto con quelle di Europa settentrionale e occidentale, non evidenziando invece alcun legame con le popolazioni presenti nel Nord Africa, come egiziani e libici. In altre parole, la civiltà minoica deriva dalle stesse popolazioni antiche da cui proviene la civiltà europea moderna.

L’importanza di questi risultati è dunque duplice: da un lato hanno permesso agli archeologi di fare luce sulle origini di questa importante civiltà antica, dall’altro hanno confermato il ruolo determinante dell’analisi del DNA come strumento per comprendere la storia umana.

Cristina Da Rold
Giornalista freelance e consulente nell'ambito della comunicazione digitale. Soprattutto in rete e soprattutto data-driven. Lavoro per la maggior parte su temi legati a salute, sanità, epidemiologia con particolare attenzione ai determinanti sociali della salute, alla prevenzione e al mancato accesso alle cure. Dal 2015 sono consulente social media per l'Ufficio italiano dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Il mio blog: www.cristinadarold.com Twitter: @CristinaDaRold

4 Commenti

  1. Questa frase: “L’importanza di questi risultati è dunque duplice: da un lato hanno permesso agli archeologi di fare luce sulle origini di questa importante civiltà antica, dall’altro hanno confermato il ruolo determinante dell’analisi del DNA come strumento per comprendere la storia umana.” mi lascia perplesso, ho come l’impressione che sia una sorta di ragionamento circolare, sbaglio?

  2. Scusate, non sono un esperto del settore, ma cosa c’entra Agamennone?
    Nel paper non sono mai citati i micenei, ma i minoici.
    Dai miei ricordi, non sono esattamente lo stesso popolo.

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