mercoledì, Dicembre 19, 2018
CRONACAULISSE

Se mi schiacci mi espando

9029025596_e1a1a60911_zÈ come stringere un sasso e ottenere una spugna gigante

Così la chimica Karena Chapman prova a semplificare la nuova scoperta ai celebri Argonne National Laboratory.

Una volta in questi luoghi, tra l’Università di Chicago e la foresta Red Gate Woods,  il nostro Enrico fermi “sbarcò nel nuovo mondo” costruendo nel 1942 il primo reattore nucleare nella Storia e venne portato avanti il Progetto Manhattan, ora invece l’Argonne, collocato sempre in Illinois ma a quale chilometro da Red Gate Woods,  è amministrato dal dipartimento per l’energia statunitense e porta avanti sia ricerca pura che applicata in diversi campi, tra cui quello, assai composito, delle scienze dei materiali.

Chapman e colleghi hanno dimostrato che non è sempre vero che comprimendo un materiale se ne aumenta la densità: può anche succedere il contrario.

La cosa naturalmente è un po’ più complicata di stringere con forza un sasso. Gli scienziati ponevano cianuro di zinco dentro una cella a incudine di diamante e, applicando una pressione da 9000 a 18000 atmosfere,  osservavano un drastico cambiamento di densità. Dopo anni di lavoro hanno scoperto che ciò è dovuto a un cambiamento nella struttura del materiale, nel quale si “aprono” dei pori che ne raddoppiano il volume.

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In base al livello di pressione e al tipo di fluido idrostatico impiegato nella cella, sono stati ottenuti cinque varianti di questa “spugna”, due delle quali sono rimaste tali anche a livelli di pressione normali.

Sfruttando questi principi si potrebbero ottenere molti nuovi materiali nanoporosi “su misura”, perché basterebbe “schiacciare” ad arte il materiale di partenza per avere pori della forma e della grandezza desiderata.  In futuro la scoperta dell’Argonne potrebbe essere impiegata in vari settori, dall’industria farmaceutica a quella industria energetica.

CREDITI IMMAGINI: Argonne National Laboratory via Flickr

Stefano Dalla Casa
Giornalista e comunicatore scientifico, mi sono formato all’Università di Bologna e alla Sissa di Trieste. Scrivo abitualmente sull’Aula di Scienze Zanichelli, Wired.it, OggiScienza e collaboro con Pikaia, il portale italiano dell’evoluzione. Ho scritto col pilota di rover marziani Paolo Bellutta il libro di divulgazione "Autisti marziani" (Zanichelli, 2014). Su twitter sono @Radioprozac

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