mercoledì, Dicembre 19, 2018
CRONACAULISSE

Voyager 1 ha lasciato il Sistema Solare (?)

missionImage_topCRONACA – Il Voyager 1, una delle due sonde gemelle lanciate nel 1977 e progettate per l’esplorazione dei pianeti del Sistema Solare, potrebbe trovarsi ora nello spazio interstellare. Secondo un nuovo studio pubblicato sulla rivista The Astrophisical Journal Letters il limite sarebbe stato oltrepassato il 27 luglio 2012.

C’è un piccolo problema: gli scienziati non sono  del tutto concordi sulle caratteristiche di questo limite e di come questo verrebbe rilevato dagli strumenti rimasti operativi sulla sonda.

Sappiamo che il Sole, e con esso il Sistema Solare, si trova all’interno di una “bolla” nella quale “soffia” il vento solare, chiamata eliosfera. Il limite dell’eliosfera, cioè l’eliopausa, è anche il limite del Sistema Solare. Lì, stando al modello “classico”, il vento solare dovrebbe fermarsi, e il campo magnetico cambiare di direzione: si entrerebbe nel dominio del mezzo interstellare.

Ma all’avvicinarsi dell’eliopausa gli scienziati si resero conto che le cose erano più complicate: poco più di un anno fa il Voyager 1 rilevava una diminuzione del vento solare e un aumento di raggi cosmici, tuttavia il campo magnetico Solare risultava invariato. L’interpretazione fu che la sonda aveva trovato un’area prima sconosciuta dell’eliosfera, battezzata heliosheath depletion region, e quindi non aveva ancora lasciato il Sistema Solare.

Il nuovo modello afferma invece che quello era proprio il segnale definitivo. Tra eliosfera e mezzo interstellare la divisione sarebbe tutt’altro che netta, in particolare il cambiamento della direzione del campo magnetico verrebbe occultato dalla  riconnessione magnetica, fenomeno della fisica dei plasmi nel quale linee di campo di diversi campi magnetici si fondono tra loro. In parole povere, il campo magnetico rilevato non ha cambiato direzione perché è in continuità col campo magnetico interstellare.

La reazione ufficiale della NASA a questo studio è piuttosto diplomatica, puntualizza l’esistenza di diversi modelli in competizione ma non si sbilancia a favore di uno in particolare, prevedendo che la discussione tra gli scienziati continuerà.

CREDITI: NASA/JPL

Stefano Dalla Casa
Giornalista e comunicatore scientifico, mi sono formato all’Università di Bologna e alla Sissa di Trieste. Scrivo abitualmente sull’Aula di Scienze Zanichelli, Wired.it, OggiScienza e collaboro con Pikaia, il portale italiano dell’evoluzione. Ho scritto col pilota di rover marziani Paolo Bellutta il libro di divulgazione "Autisti marziani" (Zanichelli, 2014). Su twitter sono @Radioprozac

1 Commento

  1. Immaginando di voler raggiungere la Luna in automobile, ci accorgeremmo che il primo tratto di percorrenza sarebbe in salita perchè dovremmo viaggiare contro la forza gravitazionale della Terra.. Ad un certo punto, raggiunto l’apice della salita, ci accorgeremmo di avere davanti a noi una lunga discesa ovvero la forza gravitazionale della Luna a nostro favore dal punto di vista energetico.
    Il punto in cui la forza di spinta ( fine della salita terra e inizio della discesa Luna) cambia di segno è una zona a Gravità Zero che può essere più o meno larga.( dF =0 ) un oggetto che si viene a trovare in questa zona priva di inerzia, ovvero di energia cinetica, , vi rimarrebbe in eterno fino a quando una delle due forze gravitazionali non sopraffà l’altra ( Ft – Fl ) condizione di dF diverso da zero. A me piace chiamarlo punto ETEREO, o zona eterea perchè un oggetto che vi ci capitasse dentro privo di una sua quantità di energia cinetica, vi rimarrebbe per l’eternità.

    nel caso terra-luna , la Terra è l’attrattore e luna è l’orbitante.
    Nel caso dei confini del sistema solare, , il Sole che nel suo sistema è Attrattore , è a sua volta Orbitante ( in analogia con laLuna) rispetto al suo sconosciuto attrattore all’interno della Via Lattea.

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