mercoledì, Dicembre 19, 2018
CRONACAULISSE

Sigarette elettroniche Vs cerotti alla nicotina

9482949630_042a72d4af_zCRONACA – Sigarette elettroniche: sono o non sono più efficaci dei cerotti alla nicotina per smettere di fumare? Considerati gli ultimi aggiornamenti sulla tassazione di un business che negli ultimi mesi è stato sulla bocca di tutti, aumenta la necessità di assicurarsi non solo della loro efficacia, ma anche della loro effettiva sicurezza. Un nuovo studio del National Institute for Health Innovation dell’Università di Auckland ha messo a confronto le e-cigarette con i cerotti alla nicotina, e i risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista The Lancet, nonché presentati al meeting dell’European Respiratory Society.

Questo studio, spiegano i ricercatori, è il primo a sostenere l’efficacia delle e-cigarette facendo anche un confronto con un altro comune metodo utilizzato dai fumatori per allontanarsi dalle sigarette. Il team neozelandese, guidato da Chris Bullen, ha reclutato 657 fumatori tramite inserzioni sui giornali locali, scegliendo tutti i partecipanti tra persone decise a impegnarsi per smettere di fumare. Il campione di studio è stato diviso in tre gruppi in base al tipo di metodo che sarebbe stato utilizzato: 292 persone hanno ricevuto scorte di e-cigarette, mentre allo stesso numero di partecipanti sono stati forniti i cerotti con la nicotina. Infine, un gruppo più piccolo di 73 persone ha affrontato il distacco dalle sigarette grazie a e-cigarette placebo, che non contenevano alcuna traccia di nicotina.

Tutti e tre i gruppi sono stati seguiti per 13 settimane e, in seguito, i ricercatori hanno effettuato ulteriori tre mesi di follow-up nei quali hanno sottoposto i pazienti a dei test, per capire se erano riusciti a non fumare con l’ausilio dei vari prodotti, oppure se avevano ceduto al richiamo delle sigarette tradizionali. Terminato il periodo di studio, e trascorsi circa sei mesi, un partecipante su 20 (5,7%) era riuscito a rimanere completamente in astinenza. Avevano infatti smesso di fumare in maniera stabile il 7,3% dei partecipanti che avevano usato le e-cigarette con nicotina, il 5,8% di quelli che avevano usato i cerotti, e solo il 4,1% di quelli del gruppo che si era avvalso delle sigarette placebo. L’efficacia delle sigarette elettroniche, dunque, si è dimostrata paragonabile a quella dei patch alla nicotina, e anche per quanto riguarda gli effetti collaterali i ricercatori non hanno individuato grandi differenze tra i due metodi.

Dopo sei mesi, tuttavia, molti dei partecipanti non erano ancora riusciti a smettere di fumare. Il consumo di sigarette, però, risultava anche qui inferiore nel gruppo delle e-cigarette con nicotina rispetto agli altri due. Più della metà dei pazienti era infatti riuscita a ridurre il consumo giornaliero di almeno il 50%, mentre nel gruppo dei cerotti solamente il 41% aveva diminuito il numero di sigarette fumate in maniera sensibile. Tra le persone che avevano provato le sigarette elettroniche, anche la tenacia risultava maggiore: sia nel caso di quelle con la nicotina sia di quelle placebo, un terzo dei partecipanti le stava ancora usando per cercare di smettere di fumare, mentre nel gruppo dei cerotti nove persone su dieci (8%) avevano desistito di fronte all’insuccesso, smettendo di utilizzarli allo scadere dei sei mesi di prova.

Un mese dopo il termine dello studio, infine, a tutti i partecipanti è stato domandato se avrebbero consigliato il metodo da loro provato agli amici, per affrontare gradualmente il distacco dalle sigarette e smettere di fumare. Circa 9 su 10 dei pazienti che avevano usato e-cigarette le raccomandavano senza indugi, contro poco più della metà (56%) di quelli che avevano utilizzato i cerotti. Come sottolinea l’autore il lavoro da fare è ancora molto, per capire se i benefici delle sigarette elettroniche risultino validi anche a lungo termine. Soprattutto considerando la crescente popolarità di questi strumenti in molti paesi, nonché l’incertezza e le incombenti modifiche nella regolamentazione, è urgente fare altri studi su campioni di popolazione più ampi, e che indaghino spettri temporali molto più lunghi. Come ha aggiunto Francesco Blasi dell’European Respiratory Society, infatti, va ricordato che l’introduzione sul mercato di questi device ha da subito scatenato grandi dibattiti tra i professionisti della salute, la cui posizione nei mesi rimane invariata: c’è bisogno di più studi sugli effetti delle e-cigarette, sia dal punto di vista medico che da quello comportamentale.

Crediti immagine: Terry Ozon, Flickr

Eleonora Degano
Biologa di formazione, oggi giornalista e traduttrice freelance specializzata in zoologia, etologia e cognizione animale; collaboro soprattutto con l’edizione italiana di National Geographic e faccio parte della redazione di OggiScienza. Nel 2017 è uscito il mio primo libro «Animali. Abilità uniche e condivise tra le specie» pubblicato da Mondadori Università. Lo trovate qui ➡ http://amzn.to/2i2diPu

1 Commento

  1. Gentile dott.ssa Degano, lei non dice se esisteva significatività statistica tra i vari bracci dello studio; devo supporre di sì, altrimenti i risultati non avrebbe senso commentarli. Il lavoro rafforza un’impressione intuitiva: se l'”addicting” al fumo di sigaretta si compone di un fattore recettoriale (nicotina) ed un’altro più precipuamente psicologico (il piacere orale della sigaretta), le E- cig, unendo la soddisfazione di questi in un unico device dovrebbero teoricamente rappresentare un ponte più efficace verso una graduale risoluzione della dipendenza. Ovviamente il gioco vale la candela metallli pesanti esclusi. Saluti.

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