mercoledì, Dicembre 19, 2018
CRONACA

“Profumo” di iena

450px-Spotted_Hyena_and_young_in_Ngorogoro_craterCRONACA – Famose per la loro risata, le iene nascondono qualche altro asso nella manica. Attraverso brevi segnali olfattivi, infatti, sono in grado di lasciare un’enorme quantità di informazioni a chi li circonda.

In uno studio, pubblicato a novembre su Proceedings of the National Academy of Sciences, un gruppo di ricercatori della Michigan State University ha messo in luce il ruolo di alcuni batteri simbiotici nella trasmissione dei messaggi delle iene. La popolazione batterica, che vive all’interno delle ghiandole odorifere degli animali, è la responsabile del rilascio di marcatori territoriali differenti, a seconda del sesso e dello stato riproduttivo dell’animale ospitante.

L’ipotesi che i ricercatori hanno voluto verificare è che un cambiamento della popolazione batterica delle ghiandole odorifere si riflette in una variazione nella traccia odorosa lasciata dalla iena ospitante. Nel provare la loro idea il gruppo di scienziati ha mostrato che la maggioranza dei microrganismi ospitati è composta da batteri che provocano fermentazioni, anche se all’interno delle ghiandole delle iene se ne trovano anche altre varietà. La tecnica usata delle indagini molecolari ha permesso infatti di individuare un’inaspettata diversità di microrganismi presenti.

Il gruppo di scienziati guidato da Kevin Theis ha condotto la ricerca su due fronti: non solo a livello microscopico, ma anche registrando gli odori e i marcatori territoriali di iene allo stato brado. La doppia analisi ha permesso agli autori dello studio di identificare possibili linee di ricerca su cui concentrarsi in futuro, tra cui determinare come manipolare la popolazione batterica delle ghiandole odorifere in modo tale da ottenere delle variazioni predefinite sulle tracce lasciate dalle iene sull’erba.

Crediti immagine: The Rambling Man, Wikimedia Commons

2 Commenti

  1. “La tecnica usata delle indagini molecolari” non mi sembra una buona descrizione dei metodi. Inoltre, la diversita’ dei microrganismi non e’ il punto. Il punto e’ la covariazione tra la composizione della comunita’ batterica, la composizione chimica delle secrezioni, e le caratteristiche individuali.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: