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La balenottera minore: una che sa come adattarsi all’ambiente

800px-MinkeCRONACA – Vivono nell’acqua ma respirano aria come noi, viaggiando negli oceani di tutto il mondo: sono le balene le protagoniste del nuovo studio pubblicato su Nature Genetics, e in particolare i loro adattamenti all’ambiente marino.

Gli scienziati del Korea Institute of Ocean Science and Technology hanno presentato il sequenziamento ex novo del genoma di una balenottera minore (Balaenoptera acutorostrata) particolarmente adatta allo studio grazie alla sua ampia diffusione, e ne hanno confrontato le caratteristiche con quelle di altre specie come la balenottera comune, il tursiope e la neofocena.
L’adattamento delle balene alla vita nell’oceano emerge chiaramente dal loro Dna: i ricercatori hanno subito notato un gran numero di geni balena-specifici correlati alla resistenza agli stress fisiologici, come la mancanza di ossigeno, la presenza di Ros (specie reattive dell’ossigeno che possono danneggiare il Dna) ed elevata salinità. Il team ha notato in particolare la produzione di proteine della famiglia delle perossiredossine, specifiche per la resistenza agli stress.

Secondo i ricercatori, l’adattamento più particolare in questi animali è legato proprio alla loro attitudine a trascorrere molto tempo nuotando a grandi profondità. Quest’attività può infatti portare a ipossia e a un’elevata produzione di Ros, con un conseguente rischio per importanti componenti cellulari che le balene affrontano producendo maggiori quantità di glutatione, un potente antiossidante.
Un’altra peculiarità della balenottera minore (e di molte altre specie di Misticeti) che il team ha voluto approfondire è lo sviluppo dei fanoni al posto dei denti. Era già stato confermato che i geni ENAM, MMP e AMEL svolgono un ruolo nella formazione dello smalto dentale e nella biomineralizzazione. Nello studio è stato dimostrato che, in questo caso, tali geni potrebbero in realtà essere pseudogeni caratterizzati dalla presenza di codoni di stop prematuri che modificano la funzione delle proteine codificate. Anche altre famiglie di geni nelle balene sono ridotte, come quelle legate ai recettori sensoriali, alla formazione di peli e allo sviluppo embrionale.

Come sottolineano i ricercatori, le balene si trovano in cima alla catena alimentare e sono fondamentali per la sopravvivenza degli ecosistemi marini: nel triste scenario attuale, tuttavia, 7 delle 13 specie di grandi balene sono in pericolo o a rischio di estinzione. Lo studio ha contribuito a una migliore comprensione delle peculiarità di questi animali e potrebbe in futuro aprire la strada ad altre ricerche riguardo alle malattie che li colpiscono, alla loro evoluzione e conservazione.

Crediti immagine: Bawolff, Wikimedia Commons

Eleonora Degano
Biologa di formazione, oggi giornalista e traduttrice freelance specializzata in zoologia, etologia e cognizione animale; collaboro soprattutto con l’edizione italiana di National Geographic e faccio parte della redazione di OggiScienza. Nel 2017 è uscito il mio primo libro «Animali. Abilità uniche e condivise tra le specie» pubblicato da Mondadori Università. Lo trovate qui ➡ http://amzn.to/2i2diPu

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