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Micro homes: il low cost dell’abitare sostenibile

398px-Tiny_house,_PortlandSPECIALE APRILE – A chi non piacerebbe nel bel mezzo di un frenetico periodo di lavoro prendersi una pausa e rifugiarsi, senza anima viva intorno, nel bel mezzo di un bosco silenzioso a leggere e ascoltare il frusciare delle fronde? Oppure in riva a un placido lago circondati solo da ciò che piace? La bella notizia è che permettersi un piccolo rifugio nel bel mezzo della natura sta diventando sempre più accessibile a qualsiasi tasca, e questo senza dimenticare l’aspetto ecologico.

Le “micro homes”, cioè mini abitazioni complete di tutto l’occorrente, sul mercato sono moltissime, e si basano tutte su un unico trinomio: efficienza-ecosostenibilità-compattezza. OggiScienza ha selezionato gli esempi più interessanti di questo particolare modo di abitare low cost e eco-friendly.

Le più celebri sono certamente le Students Tiny House Talk, 10 metri quadrati di vivere ecosostenibile. Queste piccole casette svedesi totalmente in legno e dal design moderno pensate da un architetto svedese per ospitare gli studenti universitari, sono complete di cucina e zona giorno, zona notte e bagno. L’impronta ecologica è presto detta: attraverso un layout efficiente e l’uso del legno curvato come materiale di costruzione, l’impatto ecologico è significativamente ridotto. Anche l’efficienza energetica è un aspetto fondamentale nella progettazione di queste nuove micro abitazioni universitarie. La scelta del materiale giusto e metodi di fabbricazione è vitale per minimizzare le emissioni di carbonio e la sua tecnica di assemblaggio in loco riduce i tempi di costruzione e l’impatto sui trasporti.

Ma Tiny Houses non è solo sinonimo di vita universitaria. L’americana Tumbleweed Houses costruisce infatti micro abitazioni di pochi metri quadrati interamente in legno, da trasportare. Una sorta di roulotte ecologica di tiglio, cipresso, mica o olmo. I prezzi si aggirano intorno ai 50mila euro ma in molti casi è possibile pianificare in maniera personalizzata la propria abitazione e dunque anche i prezzi possono variare: si passa per esempio dai 40mila euro per una casetta di 10 metri quadrati ai 50mila di una di 15 metri quadrati.

Passando a un design più moderno, la Riko Haus progetta da anni casette – grandi e piccole – basate sulla filosofia del legno come miglior materiale da costruzione, sia dal punto di vista abitativo che ecologico. Il legno è infatti l’unico materiale da costruzione rinnovabile con un ciclo di vita estremamente pulita e risparmio energetico, e che può dunque avere un effetto benefico sull’ambiente. Inoltre la lavorazione e la trasformazione del legno comportano poca energia rispetto ad altri materiali da costruzione. Il legno infine accumula e contiene CO2 e non da ultimo consente il massimo grado di prefabbricazione e rapidità di montaggio, grazie alla sua costruzione a secco, con conseguenti costi di finanziamento e trasporto più bassi. In particolare D’eva e Modeko rappresentano una piccola ma efficiente unità abitativa modulare.

La Nomad MicroHomes, una ditta canadese propone invece con meno di 20mila euro delle micro abitazioni prefabbricate di soli 9 metri quadrati su due piani veramente full optional: soggiorno con angolo cottura, stanza da letto e bagno con servizi e doccia. Inoltre è pensata affinché sul suo tetto possano essere posizionati pannelli solari per il riscaldamento e un raccoglitore per l’acqua piovana.

Gli amanti di edifici stile Bauhaus che ricordano case da tè giapponesi invece troveranno pane per i loro denti con le casette bianche e moderne create da Micro Compact Home, pensate come risposta ad una crescente domanda di piccole abitazioni per un breve soggiorno, studenti, uomini d’affari, sport e tempo libero e che nonostante la loro linea moderna e la scelta del colore bianco paiono integrarsi perfettamente nell’ambiente naturale. Queste futuristiche casette sono create in Austria, a nord di Salisburgo e vengono prodotte e consegnate in circa 3 mesi. Anche in questo caso la struttura, il pavimento, le pareti e il tetto sono realizzati in legno, per ridurre al minimo le emissioni di carbonio.

Dalla Svezia proviene anche la serie Minihouse 2.0, nata dalla collaborazione tra l’architetto e designer Jonas Wagell e il produttore casa svedese Sommarnöjen, il marchio scandinavo leader di case ecologiche. Sommarnöjen è ben noto per la sua gamma di case di legno progettato e gestirà lo sviluppo, la produzione, la vendita e l’esportazione di Mini House 2.0. La nuova gamma comprenderà case nelle taglie 15-90 metri quadrati, tutte con standard di progettazione e costruzione scandinavi contemporanei. I prezzi ancora non sono finalizzati e dipenderanno dalla scelta del cliente di materiale e attrezzature. Tuttavia si aggireranno intorno ai 23mila euro per unità abitative di 15 metri quadrati in legno di alta qualità completamente montato con isolamento per il risparmio energetico.

Sempre con meno di 20mila euro è possibile acquistare anche 009, la micro casa prefabbricata anch’essa in legno ideata dalla ditta slovena ekokoncept, che con la sua grande parete a vetrata è perfetta sia come mini abitazione che come sauna o angolo fitness.

Per l’Italia, ci ha pensato ancora una volta Renzo Piano, che ha battezzato la sua micro house di 2,4 metri quadri di superficie e 3,2 di altezza in legno di tiglio e alluminio Diogene, proprio come il celebre filosofo greco che per fuggire dal “logorio della vita moderna” scelse di vivere in una botte. Questa mini abitazione ha tutto il necessario, compreso un bagno con toilette biologica, ed è estremamente ecosotenibile. Sono presenti pannelli solari e cellule fotovoltaiche per la corrente elettrica, e una cisterna per la raccolta e la purificazione delle acque piovane. Purtroppo questa creazione è ancora un progetto singolo, non sul mercato, ma è visitabile presso il Vitra Campus di Weil am Rhein, vicino Basilea.

Ma vivere ecologico non significa solo progettare abitazioni della massima efficienza che rispettino l’ambiente: può voler dire anche riutilizzare. È quello che fa un architetto americano, Derek Diedriksen, che per hobby costruisce abitazioni per i senzatetto o per persone meno abbienti con meno di 200 dollari utilizzando componenti di recupero per finestre, porte, tavoli e sedie, ma non per questo rinunciando all’aspetto decorativo. Nel caso di Derek non vengono utilizzati certo materiali di ultima generazione, ma non si può certo dire che queste micro homes non rappresentino un modo originale di intendere il concetto di città ecologica.

Crediti immagine: Tammy, Wikimedia Commons

Cristina Da Rold
Giornalista freelance e consulente nell'ambito della comunicazione digitale. Soprattutto in rete e soprattutto data-driven. Lavoro per la maggior parte su temi legati a salute, sanità, epidemiologia con particolare attenzione ai determinanti sociali della salute, alla prevenzione e al mancato accesso alle cure. Dal 2015 sono consulente social media per l'Ufficio italiano dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Il mio blog: www.cristinadarold.com Twitter: @CristinaDaRold

3 Commenti

  1. Vi segnalo un libro “Microcase, una guida per principianti al vivere in piccolo” di J.R.Shepherd, che ha tradotto un mio amico e si trova su Amazon http://www.amazon.it/gp/product/B00MJL9B5I/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&camp=3370&creative=24114&creativeASIN=B00MJL9B5I&linkCode=as2&tag=catblo-21 – dà una ottima panoramica sul fenomeno delle tiny house, con dettagli sulla strutturazione, l’arredamento e l’approvvigionamento ecosostenibile.

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