CRONACA

13 maggio 1978, legge Basaglia

Per poter veramente affrontare la “malattia” dovremmo poterla incontrare fuori dalle istituzioni, intendendo con ciò non soltanto fuori dall’istituzione psichiatrica, ma fuori da ogni altra istituzione la cui funzione è quella di etichettare, codificare e fissare in ruoli congelati coloro che vi appartengono. Ma esiste veramente un fuori sul quale e dal quale si possa agire prima che le istituzioni ci distruggano? (Franco Basaglia, Il problema della gestione, 1968)

1979_-_BasagliaFoto800CRONACA – Cade oggi l’anniversario della legge 180 del 13 maggio 1978, che in Italia regola “accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori” ed è più nota con il nome di legge Basaglia. L’appellativo si riferisce al nome dello psichiatra Franco Basaglia, che fu il principale promotore della riforma della medicina psichiatrica in Italia, con la rinuncia completa alla realtà manicomiale e la chiusura delle strutture. Un provvedimento preso per garantire il rispetto dei diritti e della libertà del malato, permettendogli, quando possibile, di essere autonomo nelle scelte sanitarie e nelle decisioni riguardanti l’eventuale terapia.

Secondo Basaglia i manicomi erano spazi nati per “rendere inoffensivo il malato e insieme curarlo”, ma contribuivano a fargli completamente perdere la sua individualità, scandendone le giornate con ritmi prefissati in uno schema che non permetteva il recupero della persona, incoraggiando invece la sua alienazione e la sua passività, già causata dalla malattia stessa. L’unico modo per combattere e vincere la malattia mentale era dunque, secondo lo psichiatra veneziano, portarla fuori dalle mura fisiche (e psicologiche) delle istituzioni. La terapia doveva essere soggettiva, rispettando le esigenze e le circostanze specifiche della malattia del singolo, senza ridurlo a “oggetto di violenza di una società che rifiutava la malattia mentale”.

Seppur al tempo l’approvazione della legge sia stata accolta da non poche incertezze, in una società impreparata ad affrontare malattie fino a quel momento gestite solo in strutture dedicate, uno degli scopi primari della 180 era ed è proprio l’integrazione sociale dei malati. A ogni paziente va garantito il rispetto dei suoi diritti, permettendogli di mantenere una rispettabile qualità della vita e di affrontare la terapia senza rinunciare ai rapporti umani, scegliendo anche, se le sue condizioni lo permettono, a quali medici affidarsi e dove effettuare le cure. Nonostante le critiche e le proposte di revisione nel corso degli anni, la legge Basaglia regola tuttora l’assistenza psichiatrica in Italia.

Crediti immagine: Harald Bischoff, WIkimedia Commons

Eleonora Degano
Biologa di formazione, oggi giornalista e traduttrice freelance specializzata in zoologia, etologia e cognizione animale; collaboro soprattutto con l’edizione italiana di National Geographic e faccio parte della redazione di OggiScienza. Nel 2017 è uscito il mio primo libro «Animali. Abilità uniche e condivise tra le specie» pubblicato da Mondadori Università. Lo trovate qui ➡ http://amzn.to/2i2diPu

7 Commenti

  1. Tutto bene, solo che nell’articolo c’è una data diversa da quella del titolo. Buon lavoo

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