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eLocust3D: un premio NASA all’app italiana

34268517_ca8d3c56c1_oTECNOLOGIA – Essere in grado di prevedere dove si sposteranno le locuste grazie a un software dedicato, evitando così danni enormi nel settore agricolo. Una risorsa che è valsa alla Trilogis Srl di Rovereto il premio Nasa World Wind Challenge 2014 organizzato dall’agenzia spaziale americana, nella categoria riservata alle piccole e medie imprese: si tratta di un riconoscimento per la migliore applicazione basata su una tecnologia Nasa World Wind, ed è stato assegnato al software open source eLocust3D realizzato dall’azienda trentina (gli autori sono Nicola Dorigatti e Nicola Meneghini) e donato alla Food and Agriculture Organization, Fao.

Nell’ambito del progetto Locust Watch questo software permetterà agli operatori delle zone desertiche del mondo di controllare la diffusione delle locuste, prevedendo con largo anticipo le aree in cui si sposteranno e contribuendo ad evitare che condannino alla fame intere regioni, in particolare in Medio Oriente e nella fascia settentrionale e centrale di Africa e Asia. Agendo per tempo, saremo ora in grado di evitare la distruzione di interi raccolti. Come ha spiegato Gianni Rangoni, presidente di Trilogis Srl, il punto di forza di eLocust3D è che funziona anche in aree sprovviste di connessione internet. Gli operatori sono in grado di localizzare e censire le locuste via GPS, sfruttando dei tablet rugged, resistenti sia alla polvere che all’acqua e che permettono di lavorare in condizioni estreme.

Uno sciame di locuste, insetti gregari e migratori, può essere formato da miliardi di individui, e percorrere distanze enormi. Non per niente sono annoverate tra i flagelli biblici. Le informazioni raccolte dall’app della Trilogis Srl vengono trasmesse via satellite (Inmarsat) al centro nazionale deputato, e da qui al quartier generale Fao che si trova a Roma. Stabilita l’area minacciata vengono così elaborate le strategie di intervento, per capire come agire nel modo più efficace possibile. Come si legge sul sito di riferimento di Locust Watch, già operativo, nei giorni passati ci sono state alcune segnalazioni di sciami dallo Yemen e dall’Eritrea, mentre in Sudan le popolazioni di locuste -sia individui giovani che adulti- rimangono frammentate e per il momento non sono motivo di preoccupazione. Allo stesso tempo vengono raccolti i dati sul territorio riguardo alle precipitazioni.

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   

Crediti immagine: Niv Singer, Flickr

Eleonora Degano
Biologa di formazione, oggi giornalista e traduttrice freelance specializzata in zoologia, etologia e cognizione animale; collaboro soprattutto con l’edizione italiana di National Geographic e faccio parte della redazione di OggiScienza. Nel 2017 è uscito il mio primo libro «Animali. Abilità uniche e condivise tra le specie» pubblicato da Mondadori Università. Lo trovate qui ➡ http://amzn.to/2i2diPu

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