SCOPERTE

Più ti gratti, più prude: è provato scientificamente

559607386_ce838a7a45_zSCOPERTE – Tutti sanno che punture e pruriti non vanno grattati ma pochi riescono effettivamente a resistere alla tentazione di farlo. Perché, diciamolo, anche una piccola grattatina dà un bel sollievo e ci libera dal prurito. O così ci illudiamo che sia, perché a ben vedere la sensazione di benessere è solo momentanea e il fastidio ben presto ritorna, spesso in maniera più intensa di prima.

Un gruppo di scienziati americani della Washington University School of Medicine di St. Louis afferma di aver scoperto il meccanismo con cui ciò avviene e nella loro ricerca pubblicata online su Neuron puntano il dito contro una sostanza chimica chiamata serotonina.
La serotonina, chiamata anche ormone del buonumore o della felicità, è un neurotrasmettitore presente soprattutto nel sistema nervoso centrale e nell’apparato gastrointestinale.

Quando ci grattiamo, si genera una piccola quantità di dolore che stimola il cervello a rilasciare serotonina per aiutarci a controllarlo. Ciò da un lato interferisce con lo stimolo del prurito perché confonde le cellule nervose del midollo spinale, che portano al cervello segnali di dolore anziché di prurito. Dall’altro influenza l’intensità del prurito perché la serotonina nel suo percorso fino al midollo spinale si sposta dai neuroni del dolore a quelli del prurito, di fatto intensificando la sensazione di disagio.

Si genera dunque una specie di circolo vizioso prurito-grattatina-prurito che può rappresentare nella maggior parte dei casi un problema fastidioso ma passeggero mentre in casi più seri una vera e propria malattia da prurito cronico.

“Gli scienziati hanno scoperto il ruolo della serotonina nel controllo del dolore decenni fa, ma questa è la prima volta che il rilascio di questo neurotrasmettitore da parte del cervello è stato collegato al prurito” ha commentato in un comunicato stampa Zhou-Feng Chen, direttore del Centro della Washington University per lo Studio del Prurito.

Tuttavia, come sottolinea Chen, bloccare o interferire con la produzione di serotonina non è una strategia che può essere utilizzata come trattamento terapeutico nell’uomo. La serotonina è una sostanza troppo importante per il corpo umano e svolge numerose funzioni sia all’interno sia all’esterno del sistema nervoso: è coinvolta nella regolazione dell’umore, del sonno, della temperatura corporea, interviene nel controllo dell’appetito, dell’aggregazione piastrinica e della motilità intestinale.

Una via alternativa per interrompere il circolo vizioso potrebbe essere agire a livello della trasmissione dei segnali di prurito mediata dalla serotonina e quindi alterare la comunicazione tra le cellule nervose nel midollo spinale. Queste cellule sono note come neuroni GRPR (gastrin-releasing peptide receptor) e su di esse il gruppo del dottor Chen ha lavorato per isolare il recettore specifico cui si lega la serotonina per attivare le terminazioni nervose. Utilizzando una sostanza che induce il prurito nei topi e stimolando diversi recettori sui neuroni GRPR, i ricercatori sono riusciti a individuare il recettore 5HT1A come la chiave per attivare le cellule GRPR.

“I risultati nei topi suggeriscono che lo stesso circolo vizioso di prurito e grattamento si può verificare anche negli esseri umani” conclude Chen. “Continueremo le nostre ricerche per comprendere i meccanismi molecolari alla base di questo fenomeno. Comunque suggerisco a tutti coloro che sentono del prurito di ascoltare i consigli della mamma e di non grattarsi”.

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia
Crediti immagini:
Tambako The Jaguar, Flickr

Luisa Alessio
Biotecnologa di formazione, ho lasciato la ricerca quando mi sono innamorata della comunicazione e divulgazione scientifica. Ho un master in comunicazione della scienza e sono convinta che la conoscenza passi attraverso la sperimentazione in prima persona. Scrivo articoli, intervisto ricercatori, mi occupo della dissemination di progetti europei, metto a punto attività hands-on, faccio formazione nelle scuole. E adoro perdermi nei musei scientifici.

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