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Una galassia strana

Un esperimento di citizen science per classificare la galassia J1649+2635

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SCOPERTE – Sono stati necessari più di 60 occhi per classificare J1649+2635. La galassia che si trova a 800 milioni di anni luce di distanza dalla Terra, sembrava infatti a spirale come la nostra Via Lattea, ma presentava una cosa non comune alle galassie di questo tipo. Infatti dal suo nucleo centrale vengono emessi due fasci di particelle alla velocità della luce, molto simili a quelli che di solito sono associati alle galassie ellittiche.

Per confermare che la galassia fosse davvero a spirale, agli astronomi del National Radio Astronomy Observatory (NRAO) non sono bastati i dati raccolti dalla NRAO VLA Sky Survey e da Radio Sky Twenty Centimeters survey. Hanno preferito infatti confrontare le proprie osservazioni con il parere di 150.000 osservatori (i partecipanti a Galaxy Zoo), convinti che prestare più occhi alla visione delle immagini serva ad assicurare una buona accuratezza. Galaxy Zoo è un progetto sviluppatosi sul web che coinvolge i cittadini e li trasforma in veri e propri scienziati, capaci di scrutare il cielo e di contribuire alla ricerca scientifica con le loro osservazioni.

Nel contesto della ricerca guidata da Minnie Mao della NRAO, ai citizen scientists era richiesto di classificare le galassie fotografate dalla Sloan Digital Sky Survey. Elittiche, a spirale o di altro tipo, sono 700.000 le galassie osservate dai volontari di Galaxy Zoo. Mao però ha preferito selezionare un campione di 65.000 galassie delle 700.000 vagliate dai citizen scientists, cioè solo quelle in cui il 95% dei volontari erano concordi nella classificazione. Nel caso di J1649+2635, 30 dei 31 osservatori erano concordi sulla forma a spirale della galassia, che però appariva dotata di un paio di fasci radio se confrontata con le immagini del radiotelescopio.

J1649+2635 non è la prima a mostrare questa anomalia: le galassie di questo tipo scoperte finora sono solo quattro. “Per capire il motivo per cui i due getti di particelle vengono prodotti dalla galassia ‘sbagliata’, abbiamo bisogno di più esemplari”, ha detto Minnie Mao. Infatti questo tipo di galassia rimane un mistero: di solito questi fasci di particelle si formano solo in una galassia ellittica, che prende origine dalla collisione tra galassie che ne distrugge qualsiasi struttura a spirale. L’ipotesi per J1649+2635 è che la galassia elllittica abbia subìto un’ulteriore collisione capace di ripristinare una struttura dotata di bracci, oppure che in questo caso non si sia verificata la distruzione della spirale.

Certo per capire qualcosa di più occorre scovare altri esemplari di queste rare galassie. Ecco allora che al progetto Galaxy Zoo si è aggiunto il Radio Galaxy Zoo, perché gli astronomi sono convinti di trovare risposte proprio grazie all’aiuto dei cittadini che vogliono sporcarsi le mani con la scienza.

@AnnoviGiulia

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   
Crediti immagine: Dave Dugdale, Flickr

Giulia Annovi
Mi occupo di scienza e innovazione, con un occhio speciale ai dati, al mondo della ricerca e all'uso dei social media in ambito accademico e sanitario. Sono interessata alla salute, all'ambiente e, nel mondo microscopico, alle proteine.

2 Commenti

  1. […] Via via che scoprite nuove specie con Map of Life avete anche la possibilità di creare le vostre liste personalizzate, in cui “salvate” tutto ciò che avete incontrato in un dato luogo e fornite così -diventando citizen scientist– preziose informazioni alla ricerca scientifica e alla conservazione. Nello stesso modo in cui, come scrivevamo tempo fa, ci sono app che aiutano a individuare gli hotspot di pericolo attraversamento animali. O a identificare le galassie. […]

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