Perché il 2015 è l’anno della luce

Fra fotonica, ottica, cambiamenti climatici ed economia. Ecco perché il tema del 2015 sarà la luce, con una serie di eventi in tutto il mondo

IYL_Logo_ColorVertSPECIALE FEBBRAIO – Energia, istruzione, agricoltura e salute: dovendo cercare un filo conduttore di tutti questi aspetti della nostra vita, potrebbe essere proprio la luce. Questo almeno è quello che hanno deciso le Nazioni Unite il 20 dicembre 2013, decretando il 2015 l’anno internazionale della luce. Essa infatti – si legge sul sito web che raccoglie tutto quello che c’è da sapere sull’evento – gioca un ruolo fondamentale nella nostra vita quotidiana, oltre a rappresentare una disciplina trasversale e per questo fondamentale della scienza nel 21mo secolo. Grazie agli studi sulla luce infatti, siamo progrediti nel campo della medicina, della fisica e della chimica, oltre al fatto di aver creato Internet, che ha modificato radicalmente le nostre vite.

L’obiettivo dell’anno internazionale della luce però, non è commemorare, ma comunicare. Raccontare dove lo studio della luce ci ha portato in 1000 anni di storia. Sì perché l’umanità ha cominciato a occuparsi di ottica molto prima di inventare il metodo scientifico. Un periodo folgorante per questa disciplina in Europa fu in particolare il XIII secolo, quando Erazmus Ciolek Witelo, un monaco polacco noto più comunemente come Vitellione, basandosi sugli studi dell’arabo Alhazen, vissuto due secoli prima, elaborò la Perspectiva, titolo originale greco perì optikes, in cui erano contenuti in nuce il concetto di diffrazione e l’ipotesi secondo cui ciò che l’occhio vede è solo una parte dei “raggi” che vengono emessi in natura. Idee che – si dice – avrebbero influenzato i lavori di personaggi come Keplero e Galileo.

Oggi quando la scienza parla di luce la chiama fotonica. La fotonica è la scienza della luce, ma anche la tecnologia che permette di generare, controllare e studiare la sua ambivalenza, quella che fa sì che essa possa essere letta sia in forma ondulatoria, cioè come onda di luce, che in forma corpuscolare, i noti fotoni.

La luce però è anche sinonimo di energia, e dunque di economia su scala globale. Le aziende che si occupano di fotonica lavorano oggi per risolvere sfide molto importanti, come ad esempio migliorare la produzione di energia nell’ottica di una maggior efficienza energetica, permettere un invecchiamento della popolazione il più possibile in buona salute. E soprattutto affrontare in modo sostenibile il cambiamento climatico.
La tecnologia che ruota intorno a queste questioni ha dunque un impatto enorme sull’economia mondiale, con un valore di mercato attuale stimato intorno ai 300 miliardi di euro. Una cifra che gli scienziati ritengono raddoppierà da qui al 2020. Basti pensare che dal 2005 al 2011 il settore della fotonica ha più che raddoppiato il pil del pianeta (per una panoramica dei dati vedere qui).

Ma come si diceva la luce è anche parte della nostra vita quotidiana, come dimostra il fatto di essere in grado di leggere queste righe. Utilizzare smartphone e social media, telefonare gratuitamente dall’altra parte del mondo, collegarsi in videoconferenza con famiglia e amici senza uscire di casa: merito della fibra ottica, che altro non è che una tecnologia della larghezza di un capello umano che sfrutta le proprietà della luce. Non a caso nel 2009 Charles Kao, il “padre” della fibra ottica, fu insignito del Premio Nobel per la fisica.

Gli eventi in tutto il mondo sono tantissimi, in ogni parte del pianeta, ogni mese dell’anno, e anche l’Italia non è da meno. A Roma per esempio dal 14 aprile fino al 15 novembre è in fase di preparazione un bando per le scuole per la preparazione di un poster che illustri uno dei grandi temi connessi alla luce: sostenibilità, natura, cultura e comunicazione. I tre lavori migliori saranno premiati durante la Notte Europea dei Ricercatori.
Sempre a Roma fino al 28 ottobre si può partecipare a The challenge, un concorso rivolto a studenti per la partecipazione alla prossima PLDC, la conferenza mondiale sulla design nel settore dell’illuminazione, che si terrà per l’appunto a Roma dal 28 al 31 ottobre 2015.
Perugia invece, fino al 7 giugno ospiterà il Festival 2015 del documentario storico archeologico amatoriale, che quest’anno si focalizza fra le altre cose sul rapporto fra luce e storia.

Anche a Milano si parla di premi. C’è tempo fino al 13 aprile infatti per partecipare al “Premio all’Innovazione Amica dell’Ambiente“, che quest’anno avrà come tema centrale appunto e tecnologie basate sulla luce.

Scendendo lungo lo stivale, a Catania fino al 31 marzo sarà possibile visitare l’illuminazione innovativa con LED messa a punto dal CNR presso le antiche terme romane che si trovano sotto la cattedrale, e verrà lanciata anche una app per esplorare il monumento giocando con le proprietà della luce.

Infine, in Valle d’Aosta fino al 10 aprile una mostra itinerante rivolta agli studenti di tutte le età per raccontare in maniera interattiva i fenomeni connessi alla luce, dalla fisica, alla chimica, dalla biologia alla geologia, passando per l’arte.

Per l’elenco completo degli eventi previsti in tutto il mondo, cliccare qui.

@CristinaDaRold

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   

Informazioni su Cristina Da Rold ()
Freelance (data) journalist and scientific communicator

2 Commenti su Perché il 2015 è l’anno della luce

  1. Cristina Da Rold // 27 febbraio 2015 alle 16:30 // Rispondi

    L’ha ribloggato su Cristina Da Rold.

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