WHAAAT?

La rana che cambia pelle

Soprannominata punk rocker dagli scopritori, può passare da molto liscia a spinosa in poco più di tre minuti. E quando lo fa sembra quasi un'altra specie

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WHAAAT? Il venerdì casual della scienza – Se già il sapersi mimetizzare con l’ambiente circostante (di solito per sfuggire ai predatori) è affascinante, cambiare proprio forma, passando da lisci a spinosi e viceversa nel giro di pochi minuti, è probabilmente il livello successivo. Sa farlo una rana scoperta da pochissimo sulle Ande, in Ecuador, e battezzata dai ricercatori Pristimantis mutabilis: rana della pioggia mutante.

Katherine e Tim Krynak, partner nella ricerca e nella vita, hanno firmato insieme ai colleghi della Universidad Indoamérica e al Tropical Herping un articolo in cui descrivono la sua straordinaria plasticità. Il nuovo – per noi – anfibio è la prima specie che conosciamo che sia in grado di modificarsi in questo modo, di passare da una forma all’altra: eppure non è la sola, e gli scienziati, colleghi della coppia di ricercatori che hanno scoperto lei, hanno già trovato che alcune specie che le sono strettamente imparentate condividono le stesse capacità.

La rana mutante i suoi parenti sono stati trovati a Reserva Las Gralarias, una riserva naturale dell’Ecuador centro-settentrionale istituita per proteggere numerose specie di uccelli. La prima volta che è stata avvistata, nel 2009, se ne stava seduta su una foglia coperta di muschio; gli scopritori sono rimasti molto stupiti di non averla notata prima, considerando che si recavano a Las Gralarias ogni anno l’uno dal 2001 e l’altra dal 2005.

Come spiegano sullo Zoological Journal of the Linnean Society, credono che questa loro scoperta sia un punto di partenza importante, e che potrebbe cambiare alla base le strategie tramite le quali si identifica una specie al giorno d’oggi. Potrebbe succedere, ad esempio, che un’unica nuova specie venga descritta come due separate, perché cambia il suo aspetto al punto da far pensare, anche di fronte a occhi esperti, che non si tratti dello stesso individuo. E come sottolineano gli autori, esistono esemplari (animali magari estinti, conservati nei musei, dei quali resta poco più che il tipo) per i quali potremmo rimanere a lungo con il dubbio: si trattava davvero di due specie? O era una sola?

In ogni caso, che se ne fa P. mutabilis di questa capacità alla Mystica degli X-Men? Quello che del mimetizzarsi si fanno molte altre specie: si camuffa per sfuggire agli uccelli e ad altri predatori, ma se davvero questa strategia funzioni ancora non l’abbiamo potuto verificare. Quando hanno catturato la rana mutante per la prima volta, Katherine e Tim l’hanno soprannominata punk rocker per via delle spine sul suo corpo, e l’hanno tenuta in un contenitore per una notte, mentre continuavano la loro ricerca di nuove specie nella riserva naturale. La mattina dopo l’hanno tirata fuori e appoggiata su un foglio bianco così da poterle fare delle foto. Ma non era più molto punk, anzi, era decisamente liscia. Una liscezza che è durata poco: appena i ricercatori hanno messo un po’ di muschio nel contenitore le spine sono rispuntate. «Non potevamo credere ai nostri occhi, la rana cambiava pelle!».

Terminate le analisi genetiche e morfologiche (da parte di Juan M. Guayasamin, primo autore della pubblicazione) c’è stata la conferma d’aver scoperto una nuova specie, che tra l’altro vanta ben tre differenti richiami che la distinguono da altre rane della pioggia. Tipo Pristimantis sobetes, simile nell’aspetto alla nuova rana mutante ma grande il doppio, anch’essa in grado di cambiare la pelle per mimetizzarsi con la vegetazione. Finora la capacità è stata osservata solo in queste due specie, ma future scoperte potrebbero aiutare a capire se deriva da un antenato comune oppure si è evoluta indipendentemente in ciascuna di loro.

Siccome è venerdì e ve lo meritate, vi lasciamo con questo video di un’altra rana della pioggia (Breviceps macrops). Che non cambia pelle ma fa una cosa altrettanto interessante.

@Eleonoraseeing

Leggi anche: L’invasione del Mediterraneo

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   
Credit Immagine: Zoological Journal of the Linnean Society

Eleonora Degano
Biologa di formazione, oggi giornalista e traduttrice freelance specializzata in zoologia, etologia e cognizione animale; collaboro soprattutto con l’edizione italiana di National Geographic e faccio parte della redazione di OggiScienza. Nel 2017 è uscito il mio primo libro «Animali. Abilità uniche e condivise tra le specie» pubblicato da Mondadori Università. Lo trovate qui ➡ http://amzn.to/2i2diPu

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