ATTUALITÀ

Un panel di esperti farà entrare la scienza nelle politiche europee

Dopo mesi di scontri tra la Commissione, la comunità scientifica e le organizzazioni ambientaliste, la questione della consulenza scientifica per le politiche dell'Unione sembra aver trovato una soluzione.

16655229688_d4598c1535_z-1ATTUALITÀ – Eppur (qualcosa) si muove. Dopo la decisione di tagliare il posto a Anne Glover, la prima e ultima persona a ricoprire il ruolo di Capo per la Consulenza Scientifica (Chief Scientific Advisor – CSA) per la Commissione Europea, finalmente si inizia a intravedere una soluzione ragionevole alla complessa questione del rapporto tra decisione politica ed evidenza scientifica in Europa.

Il CSA ha un ruolo decisivo: deve far sì che le politiche europee siano basate sull’evidenza scientifica che emerge dalla ricerca e non solo sulla semplice volontà politica e dunque sulle pressioni delle lobby. Tuttavia, proprio Anne Glover, la prima CSA nominata dalla Commissione precedente a quella attuale, era stata fortemente criticata dalle organizzazioni ambientaliste per la sua posizione non contraria agli OGM.

Il problema stava nei numeri: Anne Glover era sola e dunque per GreenPeace e altri gruppi di pressione aveva un potere troppo accentrato per essere davvero indipendente rispetto alle multinazionali. Appena insediato, il nuovo Presidente della Commissione Jean-Claude Juncker accolse le critiche delle organizzazioni ambientaliste e non rinnovò il ruolo di CSA, creando un furioso dibattito e aspre critiche da parte della comunità scientifica europea.

In un primo momento si tentò di affidare il gravoso compito al Commissario alla ricerca Carlos Moedas. Fu un tentativo fallimentare, sia perché Moedas di scienza non sapeva nulla (è un banchiere), sia perché il compito era troppo gravoso per un singolo politico. Intanto le polemiche continuavano a infuriare.

La nuova idea che sembra prendere forma in questi giorni è quella di sostituire la figura unica del CSA con un panel di esperti, forse in numero di 7. E alcuni nomi già girano: Sir Paul Nurse, premio Nobel per la medicina, Jules Hoffmann, ex-Presidente dell’Académie des sciences de l’Institut de France, Serge Haroche, Nobel per la Fisica, László Lovász, uno dei maggiori matematici europei, Jean Tirole, Premio Nobel per l’economia, e Edvard Moser, Premio Nobel per la Medicina, mercoledì scorso sono stati ad un pranzo di lavoro con Juncker e Moedas. Quasi sicuramente il nuovo panel verrà insediato nel prossimo autunno, si pensa a settembre.

La questione del CSA non è solo una mera diatriba politico-burocratica. Come giustamente sottolineato dal Guardian, la fase di dibattito (anche molto acceso) che sta attraversando l’Europa sul ruolo della scienza all’interno del processo di decisione politica è storico: l’Unione ha la possibilità di creare un modello aperto, efficace ed efficiente di consulenza scientifica, creando un precedente che, se funziona, avrà sicuramente ripercussioni globali.

@gia_destro

Leggi anche: L’Europa taglia il suo consigliere scientifico

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   

Crediti Immagine: Innovation Union, Flickr

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