WHAAAT?

Mamma cimice sceglie il colore delle sue uova

Sopra le foglie le uova scure, sotto le uova chiare. È il primo animale a noi noto che in tempo reale cambia la pigmentazione delle uova in base all'ambiente

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WHAAAT? Il venerdì casual della scienza – Le mamme cimice della famiglia Pentatomidae sono capaci di deporre uova più scure o più chiare in base alla luce che viene riflessa dalla superficie che hanno scelto. Proprio per questo motivo possono deporle anche su foglie molto esposte alle radiazioni UV: sarà la colorazione scura a proteggerle, grazie alla giusta “scelta” di pigmenti. La nuova scoperta è stata pubblicata su Current Biology ed è il frutto della curiosità di uno studente PhD in entomologia dell’Università di Montreal, che alleva cimici come ospiti per le vespe parassite.

La specie sulla quale Paul Abram ha fatto la sua scoperta è Podisus maculiventris (nota come spined soldier stink bug) ed è molto comune in Nord America. Grazie al fatto che si nutre spesso e volentieri di svariate specie infestanti, è considerata piuttosto utile nella protezione delle coltivazioni di interesse economico. “Sospettiamo che questi insetti abbiano una sorta di sistema fisiologico che riceve un input visivo dall’ambiente e modula l’utilizzo di un pigmento. In tempo reale” spiega Abram. “È il primo animale a noi noto in grado di controllare il colore delle sue uova in maniera selettiva, rispondendo alle condizioni ambientali. Ma è molto probabile ce ne siano altri”. Finora, infatti, sapevamo solo di specie le cui uova cambiano colore in base all’età, o alla dieta.

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Il modo in cui è avvenuta la scoperta è a dir poco divertente. Sul fondo dei terrari in cui Abram alleva le sue cimici è solito mettere dei fogli di giornale, e su uno di questi c’era un cruciverba. Guarda caso, le cimici hanno scelto proprio quel punto per deporre le loro uova. Ma non lo hanno fatto in modo casuale: sui quadratini neri c’erano le uova più scure, su quelli bianchi da riempire c’erano invece le uova più chiare.

Ma una scoperta scientifica non può basarsi su un cruciverba, perciò Abram ha ripetuto l’esperimento usando in laboratorio delle piastre Petri con il fondo colorato di nero o di bianco. Il risultato è stato lo stesso, e gli ha fatto comprendere il collegamento tra la luminosità della superficie e il colore delle uova delle cimici. “Abbiamo fatto molti altri esperimenti per determinare se erano le femmine a controllare il colore o le uova stesse a rispondere alla luce”, spiega il ricercatore, “e scoperto che probabilmente il colore è influenzato da come la madre percepisce il rapporto tra la luce riflessa dalla superficie e quella che arriva dal basso, sotto la sua testa”.

Gli esperimenti di Abram sono passati dai fogli di giornale fino alle piastre Petri, per poi sbarcare sulle piante di soia: è lì che ha verificato come le uova più scure fossero deposte sulla superficie delle foglie, protette dai raggi UV grazie alla loro pigmentazione, mentre quelle chiare si trovavano sotto. L’ultima sorpresa è stata chimica, dopo aver ricevuto i risultati delle analisi sulle uova dalla Fujita Health University School of Health Sciences. Il pigmento, che Abram si aspettava essere melanina, è capace di assorbire diverse lunghezze d’onda proprio come fa quest’ultima ma è in realtà qualcosa di potenzialmente sconosciuto alla scienza. Il suo utilizzo, accenna lo scienziato, potrebbe essere un esempio di evoluzione convergente.

La cosa sorprendente, secondo il giovane scienziato, è che una scoperta così importante per l’entomologia sia stata fatta su una specie che negli anni ha goduto di molta attenzione da parte della scienza (per via degli interessi economici nell’usarla contro gli insetti infestanti). Eppure finora nessuno si era accorto di questa sua capacità. “Il che sottolinea che adattamenti come questo probabilmente si ‘nascondono’ in bella vista, aspettando di essere scoperti”.

@Eleonoraseeing

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Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   
Crediti immagine: US Department of Agricolture, Flickr; John Baker, Flickr

Eleonora Degano
Biologa di formazione, oggi giornalista e traduttrice freelance specializzata in zoologia, etologia e cognizione animale; collaboro soprattutto con l’edizione italiana di National Geographic e faccio parte della redazione di OggiScienza. Nel 2017 è uscito il mio primo libro «Animali. Abilità uniche e condivise tra le specie» pubblicato da Mondadori Università. Lo trovate qui ➡ http://amzn.to/2i2diPu

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