SALUTEULISSE

Primi risultati per il vaccino contro l’ebola

Terminata una prima parte del trial clinico su VSV-ZEBOV i risultati sono incoraggianti: è riuscito a tutelare, tramite ring strategy, anche le persone non immunizzate

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SALUTE – Si chiama VSV-ZEBOV ed è stato testato su più di 7500 partecipanti a un trial clinico in Guinea: il nuovo candidato vaccino per l’ebola è già arrivato sotto i riflettori, riuscendo a fornire elevata protezione contro la malattia in adulti che erano stati esposti al virus, venendo a contatto con persone ammalatesi da poco.

I risultati del primo trial sono stati pubblicati su The Lancet dal team internazionale che -sotto la bandiera dell’OMS- sta portando avanti la ricerca. Seguendo la cosiddetta ring strategy (ovvero l’immunizzazione di tutti gli individui potenzialmente a rischio intorno all’area colpita da un’epidemia, strategia sfruttata anche per combattere il vaiolo) VSV-ZEBOV potrebbe essere efficace nel proteggere indirettamente anche i non vaccinati.

Il trial che ha portato a questo primo incoraggiante risultato si chiama Ebola ca Suffit (Ebola this is enough) ed è stato condotto nella regione Basse, l’unica che all’inizio di aprile 2015 continuava a presentare nuovi casi di ebola. A ogni nuova diagnosi i ricercatori hanno tenuto traccia di tutti gli altri individui venuti a contatto con il primo caso; a quel punto il vaccino è stato offerto a tutti i maggiorenni (fatta eccezione per donne incinte o che stavano allattando) che su base volontaria potevano accettare la somministrazione.

Sono stati divisi in due gruppi, in maniera randomizzata: il primo ha ricevuto la dose subito, il secondo dopo 21 giorni, e tutti i partecipanti sono stati frequentemente visitati nelle loro case nei giorni a venire (giorno 3, 14, 21, 42, 63 e 84 dall’immunizzazione).

Tra gli individui che avevano ricevuto il vaccino subito (4123 persone) e 21 giorni dopo (3528 persone), un’unica iniezione intramuscolare è riuscita a fornire una protezione dal virus del 100% nei dieci giorni dopo la divisione in due gruppi. Nel primo non si sono verificati casi di ebola, nel secondo ce ne sono stati 16. “Da quando è iniziato il trial non abbiamo visto nuovi casi nei volontari che erano stati vaccinati, entro 10 giorni dall’immunizzazione, sia che questa fosse stata immediata che ritardata a 21 giorni”, spiega Marie Paule Kieny dell’OMS, co-autrice dello studio.

L’efficacia complessiva, tenendo conto anche delle persone (nella ring vaccination) che non hanno ricevuto l’immunizzazione è stata del 75%, spiegano gli scienziati. Il vaccino, aggiungono, è ben tollerato: solo uno dei pazienti vaccinati ha avuto la febbre e un effetto collaterale grave (il legame con il vaccino è stato confermato). La valutazione in merito agli effetti collaterali è in corso, mentre la ricerca su VSV-ZEBOV procede. I ricercatori sono soddisfatti e fiduciosi, ma cauti.

“Crediamo che gli stessi risultati si possano ottenere anche in altre regioni della Guinea, in Sierra Leone e in Liberia. Ma se il vaccino potenziale diventerà un vaccino approvato per l’utilizzo contro tutte le epiedemie di ebola, questo ancora è incerto. Serviranno nuove prove per valutare la sicurezza e l’efficacia prima che possa essere usato al di fuori di un trial clinico”, conclude John-Arne Røttingen dell’Università di Oslo, Norvegia.
@Eleonoraseeing

Leggi anche: Gli aspetti sociali dell’epidemia

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   
Crediti immagine: NIAID, Flickr

Eleonora Degano
Biologa di formazione, oggi giornalista e traduttrice freelance specializzata in zoologia, etologia e cognizione animale; collaboro soprattutto con l’edizione italiana di National Geographic e faccio parte della redazione di OggiScienza. Nel 2017 è uscito il mio primo libro «Animali. Abilità uniche e condivise tra le specie» pubblicato da Mondadori Università. Lo trovate qui ➡ http://amzn.to/2i2diPu

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