La teoria del fornello, redux

I ricercatori che negano l'effetto serra delle nostre emissioni di gas serra sfoderano argomenti vecchi e nuovi per contribuire al fallimento della COP 21

Global average carbon dioxide concentrations

IL  PARCO DELLE BUFALE –  Nell’avvicinarsi del vertice sul clima che inizierà a Parigi a fine mese, torna d’attualità la teoria del “fornello” sotto l’Artico ipotizzato dal prof. Adriano Mazzarella dell’Università Federico II di Napoli. Il fornello sarebbe formato da vulcani sottomarini attivi nella dorsale di Gakkel solo d’estate, scioglierebbe la banchisa e scalderebbe l’intero l’oceano.

Sul numero dell’Almanacco della scienza che il CNR dedica al vertice, Giovanni Gregori – un tempo ricercatore dell’IDAS-CNR in sensori acustici per la geologia – ipotizza un fornello identico, però acceso tutto l’anno dal Polo Nord al Polo Sud:

Gregori – richiamando una sua monografia pubblicata nel 2002 – chiarisce che tutto ciò “dipende dal calore rilasciato dall’interno molto profondo della Terra: il globo non è una ‘palla’ che si sta raffreddando, quanto una batteria che si carica e scarica in tempi diversi, con variazioni spaziali e temporali che ben spiegano sia i cambiamenti paleoclimatici, sia il cambiamento climatico odierno.

La custode ha trovato la monografia, ma non il nesso tra le deformazioni della crosta terrestre e il clima passato e presente.

“Le mappe di OCO-2, infatti, hanno chiaramente messo in luce proprio le ben note zone del globo soggette a flussi di calore endogeno molto elevato, dalle Hawaii al Botswana, dall’Amazzonia all’arcipelago indonesiano. Ma Europa e Mediterraneo non mostrano massimi di concentrazione di CO2, nonostante l’elevata antropizzazione”.

Dopo un’attenta calibrazione dei sensori, il satellite OCO-2 lanciato dalla NASA nel luglio 2014 ha raccolto un anno di dati. I ricercatori che li hanno riportati sulle mappe, scrivono:

Come previsto, i dati di OCO-2 mostrano concentrazioni crescenti di anidride carbonica associate alle attività umane. Si vedono livelli di varie parti per milione nelle regioni dove carburanti fossili sono consumati  in grandi centrali elettriche e nelle megalopoli. Si vedono altresì in Amazzonia, Africa centrale e Indonesia dove le foreste sono abbattute o incendiate per creare terreni ad uso agricolo.

Mentono.

Da tempo, il dott. Gregori ritiene questi ricercatori degli incompetenti, bugiardi e pericolosi. Insieme alla custode e altri cronisti, fanno parte del complotto ordito da oscure potenze per diffamare e censurare scienziati come lui, e questo dai tempi di Leonardo, Giordano Bruno e Galileo:

Gestire e diffondere false informazioni attraverso il potente (sic) dei mass media presenti – approfittando del sentimento aperto e cooperativo di diverse buone parti della società – è solo un modo vero di effettuare “terrorismo culturale”.

Fin qui le amenità.

L’argomento nuovo, espresso con fierezza dal fisico creazionista Roy Spencer, è che gli attentatori di Parigi sono oggettivamente gli alleati degli scienziati, governanti e cittadini secondo i quali i cambiamenti climatici aggravano i conflitti in Medioriente, che vogliono limitare le emissioni di gas serra e portare così al collasso della civiltà occidentale.

Leggi anche: Riscaldamento magnetico globale?

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   
Crediti immagine: NASA/Public Domain

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