Citizen science: i record del 2015

Il contributo dei cittadini alla ricerca scientifica è sempre più importante. Ecco i migliori progetti resi possibili dal loro aiuto sul campo

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APPROFONDIMENTO – Per i cittadini significa dare il proprio contributo alla scienza, fornendo al tempo stesso monitoraggio, informazione e tutela della collettività. Nell’altra metà campo ci sono gli scienziati che giocano la partita della citizen sciencee che guardano tale strumento come un’opportunità  per raccogliere una grande quantità di dati, oltre che un modo per avere un confronto sulle possibili strade per strutturare o migliorare una ricerca.

Il fatto che i vantaggi ricadano su entrambe le comunità è dimostrato dall’espansione che la citizen science ha avuto negli ultimi vent’anni. Scientific American a oggi conta 220 progetti attivi, con la partecipazione di milioni di persone sparse nell’intero Pianeta. Ma è soprattutto il numero delle pubblicazioni sempre crescente che dimostra  che il coinvolgimento dei cittadini, come parte attiva della scienza, sta diventando un fenomeno riconosciuto anche dall’accademia.

Secondo l’articolo di Follet e Strezov, apparso nel novembre scorso su Plos One, le pubblicazioni scientifiche in cui la partecipazione dei cittadini nell’attività di raccolta (ma oggi anche nell’elaborazione) di dati è riconosciuta con il termine di citizen science è in continuo aumento. Dal 1997, l’anno in cui venne data per la prima volta tale definizione, a oggi si riscontra un crescente numero di pubblicazioni che mette al centro il contributo della collettività.

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Credits Follet R and Strezov V., An Analysis of Citizen Science Based Research: Usage and Publication Patterns, PLOS November 2015.

Nel 47% dei casi sono proprio i progetti portati a compimento dall’impegno dei cittadini a fare da perno per le pubblicazioni accademiche. A questi poi si aggiungono articoli che trattano in generale del concetto di citizen science, un 17% che discute delle metodologie e in minor misura (3%) le pubblicazioni che si preoccupano dei sistemi di validazione dei dati.

E il conteggio dell’articolo appena pubblicato su PLOS resta comunque una sottostima, dato che molti progetti in cui è stato fondamentale l’impegno dei cittadini sono citati nelle pubblicazioni con vocaboli diversi da citizen science: si parla di crowdsourcing, monitoraggio partecipativo, volontari, ricerca basata sulla comunità.

A livello di tematiche, la maggior parte dei progetti di citizen science si dedica alla biologia (72%), con una predominanza per la diversità e la distribuzione delle specie. Altre due discipline molto in voga sono l’astronomia e l’ambiente. La medicina è la nuova arrivata, avendo introdotto progetti di citizen science solo a partire dal 2012.

A prescindere però dalla maggiore o minore diffusione, i temi che hanno catturato maggiormente l’attenzione nel 2015 sono stati, secondo Scistarter:

  • Animal ownership interaction study, dove si studia il comportamento di coloro che posseggono un cane come animale domestico.
  • La missione SMAP della NASA, alla ricerca della composizione del suolo terrestre.
  • Ignore that: il progetto dedicato a tutte le persone distratte, per imparare come funziona la mente
  • American Gut: per conoscere i batteri che vivono nel nostro apparato digerente, influenzando il nostro stato di salute
  • La ricerca di nuovi farmaci, a partire dal suolo, perché molte sostanze presenti in natura potrebbero nascondere proprietà inaspettate
  • Nanocrafter, un gioco per essere parte attiva nella syntethic biology
  • Play to cure , un altro gioco che, studiando la genetica, porterà benefici nelle cure per il cancro
  • ZomBeeWatch che è un progetto di osservazione del parassita Zombie Fly che infetta le api
  • La vitamina C nel cibo, dove tutti sono chiamati a partecipare per misurare, con semplici strumenti, l’acido ascorbico contenuti negli alimenti che portiamo in tavola

Invece, secondo l’analisi di Zooniverse, i progetti più gettonati tra quelli proposti dalla piattaforma dedicata alla citizen science sarebbero quelli relativi all’astronomia. Grande successo hanno avuto diverse edizioni di Galaxy Zoo, un progetto dedicato alla classificazione delle galassie; Planet hunters, che invece si concentra sull’identificazione di nuovi pianeti e Planet four, per esplorare la natura dei terreni di Marte. A questi si aggiunge un progetto “terrestre”, Snapshot Serengeti, che aiuta a classificare gli animali del Parco del Serengeti, catturati in numerose fotografie.

Al di là della maggior partecipazione dei cittadini ai processi della ricerca scientifica, il miglior risultato per questi studi restano le ricadute sociali derivate dal coinvolgimento di un audience sempre più ampio e attento al mondo che lo circonda. Saranno dunque i frutti della partecipazione altre informazioni importanti da monitorare.

@AnnoviGiulia

Leggi anche: Tempo di citizen science

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   
Crediti immagine: Pixabay

Informazioni su Giulia Annovi (132 Articles)
Data-journalist and science writer

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