Veggie, orto nello spazio: dai fiori ai pomodori per Marte

La serra della Stazione Spaziale Internazionale insegna agli astronauti come coltivare in microgravità piante e cibo freschi e li prepara all’esplorazione dello spazio verso Marte

fiore iss 2

Una zinnia è fiorita sulla Stazione Spaziale Internazionale: si apre la strada alla coltivazione di altre piante in previsione delle lunghe missioni su Marte. Crediti: NASA

APPROFONDIMENTO – Un fiore è sbocciato nell’orto degli astronauti nello spazio, sfidando muffe aliene e microgravità. Questo fiore, la zinnia, è apparso come una macchia di colore arancio  tra le lamiere color argento metallico di Veggie, la serra dell’esperimento per la coltivazione sulla Stazione Spaziale Internazionale, Iss.

La zinnia, tipico del deserto del Messico, è sbocciato a oltre 400 chilometri di altitudine a bordo della Iss che orbita intorno alla Terra alla velocità di 26700 chilometri orari. A celebrare la fioritura l’astronauta della Nasa Scott Kelly, che su Twitter ha documentato l’incredibile esperienza.

Ma perché un fiore che sboccia nello spazio è così importante per gli scienziati? La risposta è semplice, perché nello spazio non potrebbe. Il fiore è riuscito a sopravvivere al clima inospitale e a sbocciare nonostante le difficoltà, ponendo le basi per le future missioni spaziali verso Marte, in cui gli astronauti potranno contare su cibo fresco e un’oasi verde tra i moduli abitativi metallici.

Dalla lattuga rossa romana alle zinnie

La serra Veggie è arrivata sulla Iss nel maggio 2014 e la prima conquista è stata la coltivazione di lattuga rossa romana, mangiata con soddisfazione dagli astronauti. Dopo la lattuga è stata la volta della zinnia, una pianta molto differente, ha spiegato Trent Smith, project manager di Veggie:

“La zinnia è più sensibile ai parametri dell’ambiente e alle caratteristiche della luce. Ha un ciclo di crescita più lungo, dai 60 agli 80 giorni. Si tratta di una pianta più difficile da coltivare e da far fiorire, ma il suo lungo ciclo di fioritura è perfetto per anticipare la coltivazione delle piante di pomodori”.

Le piante hanno presentato delle anomalie dovute all’eccesso di acqua e a problemi all’aerazione della serra. Condizioni che hanno portato alla formazione di muffe aliene, regolando l’afflusso di aria. I fiori, però, richiedevano acqua prima del giorno stabilito. Che fare allora, aspettare o annaffiarle? A rispondere è stato Kelly:

“Ho pensato che sarebbe stato troppo tardi attendere i due giorni come stabilito dal piano di innaffiamento. Se penso che stiamo cercando di andare su Marte, dove coltiveremmo il nostro cibo, è nostra responsabilità capire se le piante hanno bisogno di acqua o no. Come si fa con il giardino a casa, lo guardi e pensi ‘oh, forse dovrei annaffiare il prato oggi’”.

La scelta di Kelly di andare contro il programma ha salvato le zinnie e gli ha permesso di conquistare il primato di fiore sbocciato nello spazio.

Perché un orto nello spazio?

Veggie non rappresenta una semplice serra, ma i primi concreti passi per la coltivazione e la creazione di un orto nello spazio. Un orto destinato non solo alla produzione di cibo fresco per gli astronauti, ma che offre la possibilità di vivere la natura come se fossero ancora sulla Terra. Alexandra Whitmiere, del Human Research Program della Nasa, è una esperta in studio del comportamento e della salute umana che spiega:

“Le piante possono alleviare le lunghe missioni in isolamenti, dove si è confinati in ambienti estremi, che sono artificiali e del tutto privi di natura. Anche se non tutti i membri dell’equipaggio trovano divertente prendersi cura delle piante, per molti di loro questa attività è benefica.

Non solo, nelle missioni future l’importanza delle piante è destinata ad aumentare mano a mano che le connessioni dell’equipaggio con la Terra sono destinate a diminuire. Gli studi da altri ambienti isolati e confinati, come quelli delle stazioni nell’Antartico, dimostrano che l’importanza delle piante durante il confinamento è alta e quando gli stimoli intorno sono pochi, mangiare cibo fresco è un toccasana per la salute psicologica”.

Poter coltivare e mangiare prodotti appena raccolti tra le lamiere del freddo e inospitale spazio è fondamentale per la salute degli astronauti, non solo fisiologica ma anche psicologica. Veggie pone  così le basi per le future missioni di esplorazione umana verso mete più lontane, come la “conquista” del pianeta Marte.

Dopo la lattuga e la zinnia la Nasa ha annunciato di essere pronta a portare i pomodori nello spazio. La certezza ora è che la zinnia non sarà l’ultima pianta nello spazio, né la più colorata e che per Veggie si prospetta un futuro decisamente più “commestibile”.

@oscillazioni

Leggi anche: Guida galattica per giardinieri spaziali

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   

Informazioni su Veronica Nicosia (75 Articles)
Aspirante astronauta, astrofisica per vocazione, giornalista di professione. Laureata in Fisica e Astrofisica all'Università La Sapienza, vincitrice del Premio giornalistico Riccardo Tomassetti nel 2012 con una inchiesta sull'Hiv. Lavoro come giornalista per Blitzquotidiano e collaboro con Oggiscienza. Mi occupo di scienza, salute, tecnologia e ambiente.

1 Commento su Veggie, orto nello spazio: dai fiori ai pomodori per Marte

  1. Muffe aliene???
    Abbiamo scoperto vita extra-terrestre, e la notizia sarebbe solo che un fiore terrestre è sbocciato su una stazione spaziale?
    😉

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