Rischio impotenza per un farmaco contro la calvizie – Parte 3

Ovvero come passare dalla padella alla brace: nuove ricerche sospettano che un farmaco usato per la calvizie sia la causa di grossi problemi della sfera sessuale. E se l'effetto indesiderato fosse permanente?

Definita per la prima volta in ambito medico la ‘Sindrome Post Finasteride’, l’insieme di sintomi sessuali, psichici e somatici in pazienti che hanno assunto Finasteride per il trattamento dell’alopecia androgenetica. Crediti immagine: taston, Flickr

APPROFONDIMENTO – Che alcune tipologie di farmaci causino problemi di impotenza (ne abbiamo parlato qui e qui) o difficoltà di vario genere nella sfera sessuale non è comunque una novità. Oltre all’abuso di droghe, barbiturici o alcolici, anche l’uso frequente e prolungato di analgesici e antinfiammatori può essere una causa di impotenza. Questi farmaci, che comunemente usiamo per dolori come il mal di testa, contengono principi attivi ibuprofene o diclofenac, capaci di causare impotenza sessuale temporanea. Gli antidepressivi e i medicinali contro l’ansia sono responsabili di anorgasmia o impotenza da farmaci con un’incidenza del 70%. E non dimentichiamo gli antiasmatici e i medicinali usati per curare l’ipertensione. In genere gli effetti non sono permanenti.

Che fine fa la Finasteride?

Dopo l’approvazione della FDA, nel 1992, per il trattamento farmacologico dell’ipertrofia prostatica benigna al dosaggio di 5 mg al giorno e, nel 1997, per la terapia dell’alopecia androgenetica maschile al dosaggio di 1 mg al giorno, la Finasteride è diventato un farmaco comunemente utilizzato. Negli Stati Uniti la FDA e in Italia, infatti, le agenzie del farmaco indicano solo due farmaci approvati per la calvizie: il Minoxidil e la Finasteride.

Quando sono apparsi i primi studi che mostrano una possibile correlazione tra l’uso del Finasteride e l’impotenza, Inghilterra e Svezia hanno deciso di modificare il foglietto illustrativo. In Italia questo non è avvenuto immediatamente, il che ha causato polemiche e l’intervento della politica. Oggi, invece, nel foglietto illustrativo italiano, alla voce “possibili effetti indesiderati” si legge: “Gli effetti indesiderati più comuni sono impotenza e calo della libido. Questi effetti normalmente si manifestano all’inizio del trattamento ma, solitamente, non persistono nella maggior parte dei pazienti che continuano il trattamento”.

Questo, però, ci può davvero bastare? O serve un’azione più importante? “Nonostante gli studi condotti sul profilo di sicurezza della Finasteride non abbiano mai dimostrato l’esistenza di effetti collaterali persistenti – risponde la Cauci – la casa produttrice ha aggiornato il foglietto illustrativo includendo tale possibilità. Ciò che possiamo affermare è che esiste un sottogruppo di pazienti che riferisce importanti effetti collaterali secondari al trattamento con Finasteride che non migliorano dopo la sospensione del farmaco. Sino a quando non vi saranno ulteriori approfondimenti è opportuno che i medici che prescrivono tale farmaco per il trattamento dell’alopecia androgenetica considerino questa eventualità, e che informino correttamente i loro pazienti sulla possibilità di sviluppare effetti collaterali persistenti”.

Leggi anche: Rischio impotenza per un farmaco contro la calvizie – Parte 2

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